{"id":76424,"date":"2019-11-12T07:51:59","date_gmt":"2019-11-12T06:51:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76424"},"modified":"2019-11-14T09:49:59","modified_gmt":"2019-11-14T08:49:59","slug":"siria-confine-turchia-russia-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/siria-confine-turchia-russia-usa\/","title":{"rendered":"Siria: confine del disordine tra Turchia, Russia e Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>In <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-gibson-usa-ritiro-sconfitta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a>, nel confine del disordine, teatro dell\u2019invasione turca iniziata il 9 ottobre scorso, sono tornati anche gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, nonostante il ritiro annunciato dal presidente <strong>Donald Trump<\/strong> un mese fa. I soldati americani, insieme alle Forze democratiche siriane, hanno infatti iniziato, lo scorso 31 ottobre, i primi pattugliamenti nel nord-est del Paese, vicino ai pozzi petroliferi di Deir es-Zorz.<\/p>\n<p>Le operazioni hanno riguardato la zona di Qahtaniyah, nella provincia di Hasakah vicino al confine iracheno, dove in base agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/al-baghdadi-turchia-oriente-occidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordi di Sochi<\/strong><\/a> tra <strong>Turchia<\/strong> e <strong>Russia<\/strong> dovrebbero schierarsi le truppe di Damasco insieme alla polizia militare di Mosca. Se dunque la sicurezza al confine nord-orientale della Siria era l\u2019obiettivo principale del Memorandum dello scorso 22 ottobre siglato tra il presidente turco Recep Tayyip <strong>Erdogan<\/strong> e quello russo Vladimir <strong>Putin<\/strong> a Sochi, lo stesso confine resta in queste ore una zona occupata militarmente da truppe di diverse bandiere: i siriani di Bashir al-Assad; i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/siria-turchia-curdi-foreign-fighters\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>curdi<\/strong><\/a> che fino a poche settimane fa mantenevano il controllo della zona; turchi e russi impegnati nei pattugliamenti per contrastare l\u2019azione dello Ypg curdo e per la stabilizzazione della <em>safe zone<\/em>\u00a0estesa 440 km a est dell\u2019Eufrate; e ora anche gli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo della Russia di Putin<br \/>\n<\/strong>L\u2019invasione turca lanciata con l\u2019offensiva &#8216;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/turchia-siria-dibattito-interno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sorgente di Pace<\/strong><\/a>&#8216;\u00a0del 9 ottobre ha modificato, ancora una volta dallo scoppio di quella che sembrava essere una Primavera araba in Siria, le dinamiche e gli equilibri in Medio Oriente. Il destino di Damasco \u00e8 tracciato nei dieci punti del Memorandum turco-russo, che non transige sul mantenimento dell\u2019integrit\u00e0 territoriale siriana e vede Mosca come garante della pace.<\/p>\n<p>In base all\u2019accordo, Turchia e Russia potranno condurre pattugliamenti congiunti fino a 10 chilometri in territorio siriano, fatta eccezione per Qamishli, principale centro curdo nell&#8217;area. \u00c8 Putin l\u2019uomo in grado di mantenere i rapporti con Assad, cos\u00ec come con gli iraniani, i turchi e i curdi, costretti a chiedere aiuto alla Russia e, loro malgrado, allo stesso Assad. La ragnatela diplomatica russa, per\u00f2, \u00e8 di certo complicata da un Erdogan impaziente, intenzionato ad andare ben oltre il controllo della <em>safe zone<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Turchia alle prese con Nato, Ue e Isis<br \/>\n<\/strong>Ankara, storico membro della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/turchia-erdogan-dichiarazioni-nucleare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato<\/strong><\/a>, sempre pi\u00f9 in rotta di collisione con l\u2019Occidente e pi\u00f9 vicina a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/azzardo-erdogan-s-400\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mosca<\/a>, dopo il parziale &#8216;semaforo verde&#8217; di Trump sul ritiro delle truppe, con il suo intervento militare, ha provocato l\u2019arretramento dei combattenti curdi di oltre 30 chilometri.<\/p>\n<p>Una tregua, quella di 150 ore sancita dal Memorandum turco-russo, troppo breve per assolvere alle questioni di sicurezza poste in ballo da Erdogan con l\u2019inizio dell\u2019invasione in Siria: tra queste, oltre che procedere alla messa in sicurezza dei suoi confini e ricostruire il<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-kurdistan-sostiene-erdogan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> consenso interno<\/a>, anche individuare i sospetti terroristi, insieme alle loro famiglie, e scegliere come e dove rimpatriarli.<\/p>\n<p>\u00c8 toccato al ministro degli Interni turco, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2019\/nov\/11\/turkey-begins-deporting-foreign-members-of-isis-islamic-state\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Suleyman Soylu<\/strong><\/a>, far deflagrare un nuovo caso a riguardo: il fedelissimo falco di Erdogan ha dichiarato ai giornalisti che \u201cla Turchia non \u00e8 un hotel per membri dell\u2019Isis\u201d, minacciando di rimandare i combattenti stranieri del jihad nei loro Paesi di provenienza. Ankara apre cos\u00ec un nuovo contenzioso con l\u2019Europa, a cominciare dall&#8217;Olanda, da dove vengono le due ultime donne fermate e presunte jihadiste.<\/p>\n<p>La guerra in Siria resta un test per la politica estera turca e per il mantenimento degli equilibri all&#8217;interno e all&#8217;esterno della zona mediorientale.<\/p>\n<p>La guerra all\u2019<strong>Isis <\/strong>resta centrale su pi\u00f9 versanti. Con la morte di Abu Bakr <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/al-baghdadi-simbolo-isis\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>al-Baghdadi<\/strong><\/a>, nella notte tra il 26 e il 27 ottobre, nel governatorato di Idlib, si apre la successione del nuovo &#8216;califfo&#8217; Abu Ibrahim al-Hashimi <a href=\"https:\/\/edition.cnn.com\/2019\/10\/31\/middleeast\/isis-new-leader-al-qurashi-intl\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>al-Qurashi<\/strong><\/a>. Singolare il ritrovamento di al-Baghdadi proprio a Idlib, controllato da una coalizione di milizie ribelli, con Hayat Tahrir al-Sham (Hts) in testa, e zona in cui le forze statunitensi non avevano operato negli ultimi anni: ad aprirsi \u00e8 lo scenario in base al quale l&#8217;Isis sia in procinto di riconciliarsi con le forze qaediste. Nelle parole di Trump non sono mancate le critiche agli alleati europei per la loro inerzia nella gestione del rimpatrio dei <em>foreign fighters<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Le sanzioni Usa e la questione curda<br \/>\n<\/strong>Con i nuovi pattugliamenti statunitensi, inaugurati il 31 ottobre<strong>, <\/strong>le carte del conflitto si mescolano di nuovo.<strong>\u00a0<\/strong>Il Congresso statunitense ha approvato, con democratici e repubblicani uniti e a gran voce, due importanti provvedimenti: l\u2019imposizione di sanzioni contro la Turchia per bloccare l\u2019offensiva nel nord-est della Siria e il riconoscimento come &#8216;genocidio&#8217; del massacro di 1,5 milioni di\u00a0<strong>armeni<\/strong> perpetrato dall\u2019Impero Ottomano tra il 1915 al 1923.<\/p>\n<p>Un fatto, quest\u2019ultimo, che ha importanti ripercussioni per ci\u00f2 che sta accadendo in Siria: l\u2019invasione turca non riguarda, infatti, solo la popolazione curda, ma anche i pochi armeni rimasti nella regione e i cristiano-siriaci, una minoranza ortodossa molto vicina agli armeni.<\/p>\n<p>La questione dei curdi non pu\u00f2 infine restare sullo sfondo nella vicenda dell\u2019invasione turca. Secondo i dati pi\u00f9 recenti di <em>Amnesty International<\/em>, la Turchia avrebbe rimpatriato forzatamente centinaia di rifugiati curdo-siriani, gi\u00e0 prima del tentativo di creare la &#8216;zona sicura&#8217; al confine. Le autorit\u00e0 turche parlano invece di un totale di 315mila persone tornate in Siria in modo del tutto volontario.<\/p>\n<p>La polveriera siriana, detonata pi\u00f9 volte dall&#8217;intervento pi\u00f9 o meno attento degli attori coinvolti, resta tuttora di difficile soluzione, facendo inoltre presupporre faticose previsioni di pace. Il fronte siriano sembra assumere sempre pi\u00f9 le sembianze di un disordine strategico, in cui l\u2019unico &#8216;pendolo&#8217; nella gestione della crisi non \u00e8 il solo coinvolgimento turco, con le sue alleanze e la politica estera di Erdogan, ma il risultato di un riposizionamento delle sfere di influenza nel Medio Oriente.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Siria, nel confine del disordine, teatro dell\u2019invasione turca iniziata il 9 ottobre scorso, sono tornati anche gli Stati Uniti, nonostante il ritiro annunciato dal presidente Donald Trump un mese fa. 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