{"id":76508,"date":"2019-11-15T06:50:27","date_gmt":"2019-11-15T05:50:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76508"},"modified":"2019-11-15T09:50:46","modified_gmt":"2019-11-15T08:50:46","slug":"nordea-crescita-nord-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/nordea-crescita-nord-paura\/","title":{"rendered":"Nordea: crescita, nel Nord avanza la paura di un rallentamento"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><i>&#8220;Esiste il rischio reale che le relazioni tra Stati Uniti e Cina, che fondamentalmente sono una lotta per il dominio globale, possano peggiorare ulteriormente&#8221;, <\/i>afferma Helge J. Pedersen, capo economista del Gruppo <b>Nordea<\/b>, il <a href=\"https:\/\/www.nordea.com\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">principale gruppo bancario nordico<\/a>, con base ad Helsinki.<i> &#8220;Questo \u00e8 uno dei motivi per cui vediamo un rischio maggiore di crescita al ribasso piuttosto che al rialzo nei prossimi anni<\/i>.&#8221;<\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Paura \u00e8 una parola potente da usare in qualsiasi contesto, ma, osservando il comportamento dei mercati finanziari e dei banchieri centrali, appare appropriata. Un anno fa, la Nordea si chiedeva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>se la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina potesse avvicinarsi alla fine. Ipotizzava anche un accordo sulla Brexit. E che la Germania avrebbe potuto sostenere una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/nordea-bene-paesi-nordici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spinta salariale<\/a> di tipo nordico. Ma un anno \u00e8 passato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>veloce e la guerra commerciale \u00e8 saldamente radicata, il Regno Unito sta muovendosi a spirale verso un&#8217;uscita senza accordi e la Germania sta flirtando con la recessione. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi quindi che i i Paesi nordici si preoccupino, in diversa misura.<\/span><\/p>\n<p>Questo, Paese per Paese, il quadro tracciato nel <a href=\"https:\/\/docs.nordeamarkets.com\/nordea-economic-outlook\/economic-outlook-2019\/EO-en-03-2019\/?utm_source=press&amp;utm_medium=ncom&amp;utm_campaign=EO201903#\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto<\/a> della Nordea.<\/p>\n<p><strong>Svezia: un quadro contrastato<br \/>\n<\/strong><span class=\"s1\">In <b>Svezia<\/b>, il Pil \u00e8 previsto in crescita dell&#8217;1,4% nel 2019, prima di scendere all&#8217;1,0% nel 2020. Il che avverr\u00e0 in parte nella scia di un calo delle esportazioni, che mostrano tutti i segnali di una stagnazione nella seconda met\u00e0 dell&#8217;anno, dopo aver in qualche modo contribuito inaspettatamente a sostenere l\u2019 economia negli ultimi 12 mesi.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"s1\">In questa fase non \u00e8 possibile escludere tassi di crescita negativi, ma i consumi delle famiglie dovrebbero aumentare l&#8217;anno prossimo e anche le esportazioni dovrebbero migliorare gradualmente. Tuttavia, si aspetta che la corona svedese rimanga debole fino alla fine del 2021.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Finlandia: rallentamento della dinamica<\/strong><br \/>\nAnche la <b>Finlandia<\/b> sta affrontando un grave rallentamento della dinamica che Nordea ritiene<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>possa ridurre la crescita del Pil dall&#8217;1,2% nel 2019 a uno 0,5% anemico nel 2021. La forte dipendenza della Finlandia dal commercio con la zona euro in difficolt\u00e0 provocher\u00e0 indubbiamente increspature negative nell&#8217;economia; e la scivolata del partner commerciale numero uno, la Germania,\u00a0<\/span><span class=\"s1\">in territorio negativo non far\u00e0 che aggravare le difficolt\u00e0 del settore delle esportazioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Una ripresa \u00e8 improbabile nel periodo di previsione e quale crescita possa esserci dipender\u00e0 in gran parte dai consumi delle famiglie.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Danimarca: un&#8217;economia ben posizionata<\/strong><br \/>\nLa <b>Danimarca<\/b> non \u00e8 affatto immune ai capricci dell&#8217;economia globale e il rallentamento della crescita dell&#8217;occupazione e della fiducia delle imprese sono prove evidenti di tale influenza. Ma l&#8217;economia sembra ben posizionata per resistere a qualsiasi rallentamento.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Con un eccesso di risparmio prevalente tra le famiglie e le imprese e un portafoglio diversificato di esportazioni, la crescita del Pil si ridurr\u00e0 leggermente dall&#8217;1,8% nel 2019 all&#8217;1,5% nel 2020. Tale indebolimento probabilmente verr\u00e0 da una leggera flessione delle esportazioni e da una riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 di investimento .<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Norvegia: la voce fuori dal coro<\/strong><br \/>\nSe c&#8217;\u00e8 una voce fuori dal coro tra<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>i<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 P<\/span>aesi Nordici, questa non pu\u00f2 che essere la <b>Norvegia<\/b>.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">Un forte aumento degli investimenti petroliferi e solidi guadagni nei settori di esportazione orientati alle materie prime, coniugati con la struttura del settore delle imprese norvegesi, dovrebbero garantire prospettive positive per il settore manifatturiero.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La crescita dei salari reali \u00e8 prevista per il 3,4% nel 2019. Forse l&#8217;unico neo all&#8217;orizzonte \u00e8 nel settore del lavoro perch\u00e9 l&#8217;offerta potrebbe non essere al passo con la domanda. E l&#8217;immigrazione \u00e8 al minimo dal 2006.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Esiste il rischio reale che le relazioni tra Stati Uniti e Cina, che fondamentalmente sono una lotta per il dominio globale, possano peggiorare ulteriormente&#8221;, afferma Helge J. 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