{"id":76534,"date":"2019-11-18T08:08:51","date_gmt":"2019-11-18T07:08:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76534"},"modified":"2019-11-18T18:30:41","modified_gmt":"2019-11-18T17:30:41","slug":"anniversari-waltz-struttura-brillante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/anniversari-waltz-struttura-brillante\/","title":{"rendered":"Anniversari: Kenneth Neal Waltz, un&#8217;eterna struttura brillante"},"content":{"rendered":"<p>Assieme ai trent\u2019anni dalla caduta del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/muro-berlino-luci-ombre-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Muro di Berlino<\/strong><\/a>, si celebrano quest\u2019anno anche due importanti anniversari &#8216;libreschi&#8217;<em>\u00a0<\/em>per gli affari internazionali e la politica internazionale. Ovvero i sessanta anni dalla pubblicazione di<em> Man, The State and War (1959) <\/em>e i quaranta <em>di Theory of International Politics (1979), <\/em>entrambi opera del <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kenneth_Waltz\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">politologo statunitense<\/a> Kenneth<strong> Waltz<\/strong> (1924-2013).<\/p>\n<p>In particolare nella \u201cteoria della politica internazionale\u201d Waltz argomentava su sistemi multipolari e bipolari, interrogandosi sul peso relativo delle strutture, sulla loro stabilit\u00e0 e condizioni di equilibrio. In modo inaspettato, i<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/muro-berlino-caduta-politico-non-fisico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l 9 novembre 1989<\/a> Berlino si trasforma in un variopinto teatro d\u2019avanguardia sperimentale, spingendo in avanti &#8211; e verso una terra incognita &#8211; anni di speculazione teorica.<\/p>\n<p><strong>Waltz a Berlino<br \/>\n<\/strong>Con la caduta del Muro infatti, e con il passaggio dalla binaria grammatica bipolare a una inedita condizione unipolare del mondo, una paradossale \u201ccortina di indeterminatezza politica\u201d cala in capo ad attori, cancellerie, comunit\u00e0 diplomatiche. Rendendo le scelte politiche molto pi\u00f9 variabili rispetto ai tempi della precedente e lineare &#8216;cortina di ferro&#8217; evocata da Winston Churchill nel 1946 a Fulton.<\/p>\n<p>La domanda amletica per l\u2019attore egemone \u00e8 &#8211; a partire quel momento &#8211; se tenere in riserva la propria forza o spenderla. Accesi o spenti? L\u2019Amministrazione Clinton propende per la seconda opzione, quella Obama 15 anni dopo evocher\u00e0 in questo corso di azione un rischio di dissanguamento. In senso diametralmente opposto, alcuni commentatori dell\u2019attuale presidenza Trump credono che il \u201crisparmio\u201d sia una illusoria opzione di breve periodo, ricadendo di nuovo sull\u2019attore a stelle e strisce nel lungo periodo.<\/p>\n<p>L\u2019analisi per livelli (Uomo, Stato, Sistema) di Waltz condotta nel suo libro del 1959 rimane ancora oggi una vetta di intuizione politologica, traguardando una eterna struttura brillante che agisce da fattore di costrizione, spesso indifferente a preferenze valoriali e intenzioni originarie. Nel testo del 1979 si rincorrono ulteriori paradigmi interpretativi politici ed economici, ove le \u201caziende Stato\u201d sono fortemente influenzate dalle \u201ccondizioni di mercato strutturale\u201d. Operare in un monopolio \u00e8 ben diverso da un regime oligopolistico o anche da un duo-polio consolidato da oltre 40 anni di confronto.<\/p>\n<p><strong>Elaborare le relazioni internazionali oggi<br \/>\n<\/strong>Al livello sistemico, la contrapposizione del sistema bipolare Usa-Urss divideva, ma unificava allo stesso tempo tutti i sottosistemi regionali in una stessa macro-logica fondante. Oggi i sub-sistemi regionali operano condizione di frammentazione progressiva, privati di criterio unitivo. Questa condizione rende il senso del panico cognitivo odierno, che si parli in Italia di <em>deriva di ordine liberale<\/em> (Alessandro Colombo) o in modo pi\u00f9 figurato di <em>naufragio del Titanic<\/em> (Vittorio Emanuele Parsi), negli<a href=\"https:\/\/spectator.us\/end-times-liberal-order\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Stati Uniti<\/a> di <em>giungla di ritorno<\/em> (Robert Kagan), <em>grande delusione<\/em> (John Mearsheimer) o <em>inferno di buone intenzioni<\/em> (Stephen Walt). Stesso tono si registra ascoltando <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zNsi3Wjk1cY\">analisti politici indiani<\/a> come Raja Mohan parlare in Russia.<\/p>\n<p>Innanzi a noi si snodano oggi paesaggi strategici diversificati per come sono osservati da singole finestre nazionali, poich\u00e9 siamo ricollocati e schiacciati con forza nel nostro spazio regionale e nel nostro scompartimento ferroviario di appartenenza, sia esso di prima o seconda classe, in deragliamento identitario o anche in una condizione di percepito andamento rettilineo. Viviamo quasi tutti tempi di crisi e con tensione alla rifondazione delle strategie di azione.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni. Tra cani di Neruda e mare di Braudel<br \/>\n<\/strong>Un po&#8217; ovunque, in tempi di post-bipolarit\u00e0, post-occidentalit\u00e0 e mancata co-estensione tra spazi economici e strumenti di <em>governa<\/em>nce efficace, paiono riattivarsi patrimoni e repertori culturali ancestrali. In un mondo oggi strutturalmente \u201cindecidibile\u201d, o quanto meno a basso grado di leggibilit\u00e0, si avverte quindi con forza l\u2019urgenza di nuovi linguaggi e nuove categorie di comprensione, quell\u2019urgenza poeticamente narrata dal cileno Pablo Neruda rispetto all\u2019ululato del cane alsaziano a dieta. Pena il rischio di una successiva afas\u00eca politica e progettante per gli anni a venire.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle figure politiche individuali e del \u201c<em>man\u201d<\/em> waltziano (prima immagine di una triade complessa fatta di Stati e soprattutto di struttura), ovvero della storia evenemenziale di superficie, occorre quindi ripensare con rinnovata attenzione al contesto nel quale siamo oggi immersi. \u00a0Questo per cercare di cogliere i portati storici delle correnti profonde sotto la superficie del mare, secondo l\u2019immagine felicemente impiegata dallo storico Fernand Braudel per descrivere &#8211; a sua volta &#8211; il suo strutturalismo storiografico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assieme ai trent\u2019anni dalla caduta del Muro di Berlino, si celebrano quest\u2019anno anche due importanti anniversari &#8216;libreschi&#8217;\u00a0per gli affari internazionali e la politica internazionale. 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