{"id":76537,"date":"2019-11-18T22:30:38","date_gmt":"2019-11-18T21:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76537"},"modified":"2019-11-19T12:43:25","modified_gmt":"2019-11-19T11:43:25","slug":"italia-russia-relazioni-commerciali-assenza-pmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/italia-russia-relazioni-commerciali-assenza-pmi\/","title":{"rendered":"Italia-Russia: relazioni commerciali e assenza delle Pmi"},"content":{"rendered":"<p>Le restrizioni commerciali messe in atto negli ultimi anni dagli <strong>Stati Uniti <\/strong>e dell\u2019<strong>Unione europea <\/strong>nei confronti della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/russia-occidente-stereotipi-dialogare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong><\/a> hanno posto una serie di ostacoli ai Paesi europei che storicamente intrattengono importanti rapporti economici con Mosca. Tra questi va annoverata sicuramente l\u2019<strong>Italia<\/strong>, seconda in Europa soltanto alla Germania per volume di affari commerciali con la Russia. Al contempo, queste restrizioni hanno esercitato pressioni sulle decisioni russe, influenzandone l\u2019economia, caratterizzata da sue peculiarit\u00e0 e da problemi che risalgono in parte al precedente sistema centralizzato ed in parte a una transizione incompiuta all\u2019economia di mercato.<\/p>\n<p>Alcuni analisti economici hanno criticato le modalit\u00e0 di transizione economica della Russia, che da un sistema pianificato avrebbe dovuto trasformarsi in un sistema di mercato aperto. <a href=\"https:\/\/voxeu.org\/article\/inequality-and-property-russia-1905-2016\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Novokmet, Piketty e Zucman<\/a> hanno per esempio osservato che proprio questa transizione e lo sviluppo anomalo che ne \u00e8 conseguito stanno alla base dell\u2019aumento dei livelli di disparit\u00e0 sociale. Il programma di privatizzazione, iniziato negli anni Novanta del secolo scorso, ha disatteso le aspettative, mettendo buona parte degli asset economici ed imprenditoriali in mano di una ristretta cerchia di oligarchi.<\/p>\n<p>Alcuni rappresentanti politici russi hanno sottolineato l\u2019esigenza di attuare delle riforme che riducessero la povert\u00e0 e risanassero il sistema istituzionale dalle sue molte criticit\u00e0. Tra questi si pu\u00f2 ricordare l\u2019ex presidente ed attuale premier Dimitrij Medvedev, che in alcuni suoi scritti e programmi politici ha proposto delle riforme per modernizzare e diversificare l\u2019economia russa, riuscendo per\u00f2 ad attuarle solo in parte nella sua esperienza politica.<\/p>\n<p><strong>Spettro della corruzione sistemica<\/strong><br \/>\nIn generale, va notato che nel sistema economico russo tendono a prevalere le relazioni informali, che non di rado coincidono con il problema della <strong>corruzione<\/strong> diffusa, indicato come uno dei principali ostacoli per chi voglia intraprendere relazioni economiche e commerciali con le imprese russe. Lo provano non solo le analisi svolte dalle istituzioni diplomatiche, quali il nostro ministero degli Esteri, ma anche alcune ricerche scientifiche.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vwl-iwipol.uni-freiburg.de\/iwipol\/discussion_papers\/DP33_Does_Corruption_Hinder_Investment.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nikita Zakharov<\/a>, ad esempio, ha osservato che nel periodo tra il 2004 e il 2013 la corruzione \u00e8 stata un deterrente per gli investimenti ed i flussi di capitali esteri in Russia, rappresentando altres\u00ec un grave ostacolo per le imprese estere (comprese quelle italiane) che vorrebbero espandere il proprio business in una delle regioni di questo Paese.<\/p>\n<p><strong>Fotografia dei rapporti economici<\/strong><br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 tra i principali partner economici della Russia. Sin dall\u2019inizio della Guerra Fredda i due Paesi hanno saputo instaurare e mantenere buoni rapporti diplomatici, commerciali e di collaborazione economica che continuano anche nella presente congiuntura.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttavia opportuno distinguere attentamente quali sono i <em>key player<\/em> nei rapporti tra Italia e Russia. Dall\u2019analisi delle aziende italiane che intrattengono rapporti commerciali con Mosca e che nell\u2019arco degli ultimi anni vi hanno investito emergono in prevalenza <strong>imprese di medio-grandi dimensioni<\/strong>, che operano in settori economici ed industriali circoscritti quali l\u2019<strong>industria siderurgica<\/strong>, l\u2019industria <strong>chimica<\/strong>, l\u2019<strong>ingegneria meccanica<\/strong>, diversi segmenti dell\u2019<strong>industria manifatturiera <\/strong>(dalla produzione di macchinari ed elettrodomestici alla produzione di mobili) ed infine il <strong>settore alimentare<\/strong>.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro lato ci sono i grandi intermediari finanziari, che sono riusciti a posizionarsi con profitto nel mercato russo con diverse modalit\u00e0 d\u2019ingresso, compresa l\u2019acquisizione di banche ed assicurazioni locali (o fette dei mercati russi). Cos\u00ec, per esempio, Banca Intesa viene annoverata tra le venti banche pi\u00f9 forti per numero di prestiti in Russia, mentre le Assicurazioni Generali sono tra le aziende assicurative pi\u00f9 importanti della Federazione.<\/p>\n<p><strong>Passi incompiuti<\/strong><br \/>\nTutto sembra indicare che dalle relazioni tra Italia e Russia <strong>rimangono fuori le imprese di piccole e medie dimensioni<\/strong> (Pmi). L\u2019assenza di dati in merito pu\u00f2 significare che tra i due Paesi non esiste una collaborazione a questo livello. Avanziamo perci\u00f2 alcune ipotesi che potrebbero spiegare questa mancanza. Il mercato russo potrebbe essere troppo chiuso o troppo poco attraente per le Pmi italiane.<\/p>\n<p>Oppure, le grandi banche e lo Stato semplicemente non riescono a dare il giusto sostegno alle Pmi che volessero espandere la propria rete commerciale e operare sul mercato russo. \u00c8 altrettanto probabile che, mentre le imprese italiane di grandi dimensioni dispongono degli strumenti per bypassare i fenomeni legati alla corruzione in Russia, i rischi per i piccoli e medi imprenditori sono da questo punto di vista troppo elevati.<\/p>\n<p>Infine, andrebbe sollevato pi\u00f9 di qualche interrogativo su un piano prettamente culturale e scientifico: abbiamo riscontrato scarsissime relazioni accademiche tra i ricercatori e gli analisti dei due Paesi, il che sembrerebbe denotare una estraneit\u00e0 e scarsa collaborazione scientifica, che sarebbe invece indispensabile per sostenere le attivit\u00e0 economiche e imprenditoriali tra Roma e Mosca. Riteniamo che finch\u00e9 le difficolt\u00e0 appena elencate non avranno una risposta chiara anche la struttura delle nostre relazioni commerciali ed economiche con la Russia rimarr\u00e0 debole, impedendo di fiorire del tutto a molte idee imprenditoriali che potrebbero nascere tra i due Paesi.<\/p>\n<p>Foto di copertina \u00a9 Matteo Trevisan\/ZUMA Wire<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le restrizioni commerciali messe in atto negli ultimi anni dagli Stati Uniti e dell\u2019Unione europea nei confronti della Russia hanno posto una serie di ostacoli ai Paesi europei che storicamente intrattengono importanti rapporti economici con Mosca. 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