{"id":76564,"date":"2019-11-21T12:07:22","date_gmt":"2019-11-21T11:07:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76564"},"modified":"2019-11-21T12:07:22","modified_gmt":"2019-11-21T11:07:22","slug":"iran-proteste-politica-malcontento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/iran-proteste-politica-malcontento\/","title":{"rendered":"Iran: proteste anti-governo, esplode malcontento popolare"},"content":{"rendered":"<p>Secondo le stime di <a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/iran-repressione-proteste\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Amnesty International<\/em><\/a>, a oggi in <strong>Iran<\/strong>\u00a0106 persone sono state uccise e pi\u00f9 di mille sono state arrestate in seguito alle <strong>proteste antigovernative<\/strong> che vanno avanti da giorni. Il governo iraniano ha infatti annunciato, il 14 novembre, una diminuzione del sussidio all&#8217;acquisto di carburante, con un conseguente aumento del costo a gallone di circa il 50%.<\/p>\n<p>Tale scelta, incoraggiata dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) al fine d&#8217;uno sviluppo pi\u00f9 sostenibile del Paese e condivisa da tutte le autorit\u00e0 locali (compresa la guida suprema Ali Khamenei), ha portato a forti proteste di piazza, a scontri con le forze di polizia e alla chiusura completa della connessione Internet nel Paese, nonch\u00e9 a blackout programmati per rallentare le manifestazioni.<\/p>\n<p>Nell&#8217;attuale contesto mediorientale, in cui proteste stanno gi\u00e0 segnando altri due Paesi a maggioranza sciita, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/libano-proteste-hezbollah-ingerenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libano<\/strong><\/a> e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/iraq-proteste-sciiti-sud\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iraq<\/strong><\/a>, l\u2019Iran sta portando avanti la propria politica di repressione delle manifestazioni sia a Beirut che a Baghdad, i cui governi sono allineati con Teheran (anche se con gradazioni differenti), sia nella stessa Repubblica islamica.<\/p>\n<p><strong>Una fase di recessione<br \/>\n<\/strong>L\u2019Iran si trova ad affrontare un periodo particolarmente arduo a livello economico e problematico a livello di relazioni internazionali. La politica di <em>maximum pressure<\/em> promossa dal presidente Usa Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/falle-strategia-massima-pressione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trump<\/strong><\/a> sta avendo effetti molto negativi sul quadro economico del Paese. Tale politica implica un insieme di sanzioni particolarmente forti, sia dirette che indirette, che rendono molto difficile per l\u2019Iran sviluppare (o mantenere) rapporti commerciali fruttuosi e duraturi con altri Paesi. Trump ha promosso questa azione anti-iraniana disconoscendo il Joint Comprehensive Plan of Action (<a href=\"http:\/\/eeas.europa.eu\/archives\/docs\/statements-eeas\/docs\/iran_agreement\/iran_joint-comprehensive-plan-of-action_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Jcpoa<\/strong><\/a>), l\u2019accordo siglato dall&#8217;Amministrazione Obama, oltre che da Grab Bretagna, Francia, Germania, Russia e Cina, e dall&#8217;Iran nel 2015, che aveva portato a una parziale normalizzazione dei rapporti e alla fine delle sanzioni imposte dal 1979.<\/p>\n<p>In questo contesto, nonostante la ricchezza di materie prime a disposizione della Repubblica islamica, il Paese \u00e8 in forte <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/external\/pubs\/ft\/weo\/2019\/02\/weodata\/weorept.aspx?sy=2017&amp;ey=2024&amp;scsm=1&amp;ssd=1&amp;sort=country&amp;ds=.&amp;br=1&amp;pr1.x=67&amp;pr1.y=10&amp;c=429&amp;s=NGDP_RPCH%2CNGDP%2CNGDPD%2CPPPGDP%2CNGDP_D&amp;grp=0&amp;a=\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>recessione<\/strong><\/a> (-4,8% del Pil nel 2018, -9,8% previsto per il 2019 secondo l&#8217;Fmi) oltre a vedere un costante aumento dell\u2019inflazione (con i prezzi in crescita del 35% nel 2019, sempre secondo l&#8217;Fmi). A pagarne le conseguenze appaiono essere i ceti meno abbienti della societ\u00e0, i quali sono scesi in piazza a protestare contro le nuove misure di austerit\u00e0, nonostante il forte apparato repressivo iraniano.<\/p>\n<p><strong>Una politica regionale costosa<\/strong><br \/>\nLa crisi economica che sta colpendo il Paese mediorientale non dipende per\u00f2 solo dalle azioni statunitensi, bens\u00ec anche dalle scelte di politica regionale promosse da Teheran. Le azioni di influenza e controllo esercitate su altri Stati sono particolarmente costose, ma offrono un grande vantaggio politico grazie al dominio esercitato su ampie fasce di territorio e sulle amministrazioni delle realt\u00e0 confinanti o vicine all\u2019Iran, centrali per esercitare influenza a livello regionale.<\/p>\n<p>In particolare, il sito <strong><a href=\"https:\/\/theintercept.com\/2019\/11\/18\/iran-iraq-spy-cables\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The Intercept<\/em> <\/a><\/strong>e il <strong><em>New York Times<\/em><\/strong> hanno ricevuto centinaia di documenti riservati del governo iraniano da una fonte anonima, nei quali \u00e8 chiaramente espressa l\u2019influenza di Teheran sul governo iracheno.<\/p>\n<p>Ugualmente l\u2019Iran ha investito moltissimo nel dare supporto al regime di Bashar al-Assad nella guerra in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/siria-confine-turchia-russia-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a> ed \u00e8 il principale sponsor del gruppo terroristico e partito politico libanese &#8211; il giudizio varia a seconda di chi lo d\u00e0 &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/libano-protesta-giovani-sfidano-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hezbollah<\/strong><\/a> sin dalla sua nascita. L\u2019idea dell\u2019esportazione della rivoluzione islamica nei Paesi confinanti ha fortemente influenzato le scelte internazionali di Teheran, ma a oggi questa posizione di ingerenza negli affari interni degli altri Stati della regione sta creando l\u2019opposto di quanto voluto: un sentimento anti-iraniano diffuso in vari Paesi e particolarmente forte in Iraq, dove i manifestanti hanno anche preso d\u2019assalto la sede del consolato iraniano a Kerbala.<\/p>\n<p><strong>Il malcontento popolare per le scelte internazionali<br \/>\n<\/strong>La politica di ingerenza \u00e8 fortemente malvista anche all&#8217;interno della Repubblica islamica stessa. La popolazione si chiede per quale motivo sia necessario fare sacrifici cos\u00ec forti quando il governo spende miliardi nel finanziamento delle milizie sciite in Iraq, di Hezbollah in Libano, di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/israele-uccisione-al-ata-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hamas<\/strong><\/a> in <strong>Palestina<\/strong> e in generale per tutto l\u2019armamentario bellico necessario a mantenere una politica estera cos\u00ec attiva e diffusa su tutto il territorio mediorientale.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che il popolo iraniano scende in piazza contro il governo. Gi\u00e0 nel 2009 il movimento verde era stato represso nel sangue per le sue richieste di maggiori diritti e maggiore apertura democratica. Pi\u00f9 recentemente, nell&#8217;inverno 2017\/&#8217;18, i ceti medio-bassi erano scesi in piazza per protestare contro gli aumenti del costo della vita, rendendo assai difficile per le autorit\u00e0 mascherare tale protesta come una richiesta velleitaria e filo-occidentale di una minoranza della popolazione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intransigenza di Teheran<\/strong><br \/>\nAnche in quel caso la <strong>repressione<\/strong> del regime fu dura e violenta. Sembra infatti che Teheran non sia disposta al compromesso n\u00e9 in Iraq \u2013 dove avrebbe inviato cecchini degli <em>Iranian Revolutionary Guard Corps<\/em> (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Islamic_Revolutionary_Guard_Corps\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Irgc<\/a>) a sparare dai tetti sulla folla dei manifestanti \u2013 n\u00e9 tanto meno sul proprio territorio, dove le autorit\u00e0 appaiono propense a perdere enormi quantit\u00e0 di denaro &#8211; derivanti dalla chiusura delle connessioni Internet e dai blackout programmati &#8211; pur di evitare un espandersi o anche un semplice organizzarsi delle proteste.<\/p>\n<p>In un contesto del genere non \u00e8 sorprendente che la popolazione iraniana sia poco propensa ad ascoltare la retorica del regime, che incolpa di ogni problema il nemico americano e\/o israeliano, e attacchi invece le autorit\u00e0 interne in quanto disinteressate al benessere della gente comune.<\/p>\n<p>L\u2019intransigenza delle istituzioni della Repubblica islamica ha gi\u00e0 portato alla repressione violenta. E la chiusura dei canali di comunicazione rende le proteste meno visibili a livello internazionale e, quindi, i manifestanti pi\u00f9 isolati e pi\u00f9 facili da reprimere, senza che per questo Teheran riceva condanne da parte della comunit\u00e0 internazionale. Quanto le proteste potranno durare dipender\u00e0 dalla resistenza della popolazione alla forza vessatoria del regime teocratico dell\u2019Iran, che certamente non appare aperto a nessun tipo di dialogo con chi manifesta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo le stime di Amnesty International, a oggi in Iran\u00a0106 persone sono state uccise e pi\u00f9 di mille sono state arrestate in seguito alle proteste antigovernative che vanno avanti da giorni. Il governo iraniano ha infatti annunciato, il 14 novembre, una diminuzione del sussidio all&#8217;acquisto di carburante, con un conseguente aumento del costo a gallone [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":76565,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[93,94,98,816,114,422],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76564"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76564"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76576,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76564\/revisions\/76576"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}