{"id":76583,"date":"2019-11-21T20:46:28","date_gmt":"2019-11-21T19:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76583"},"modified":"2019-11-25T21:32:21","modified_gmt":"2019-11-25T20:32:21","slug":"clima-bei-2021-stop-progetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/clima-bei-2021-stop-progetti\/","title":{"rendered":"Clima: Bei, da 2021 stop a progetti per energia da combustibili fossili"},"content":{"rendered":"<p>La Banca europea degli investimenti (<strong>Bei<\/strong>), uno dei maggiori <a href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">finanziatori<\/a> multilaterali di progetti finalizzati a sostenere <strong>obiettivi climatici e ambientali<\/strong>, ha fornito \u2013 solo negli ultimi cinque anni \u2013 pi\u00f9 di 65 miliardi di euro a favore delle <a href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/press\/all\/2019-313-eu-bank-launches-ambitious-new-climate-strategy-and-energy-lending-policy.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>energie rinnovabili<\/strong><\/a>, dell\u2019efficienza energetica e della distribuzione di energia. Un riesame della politica di finanziamento nel settore energetico, avvenuto nel 2013, aveva poi fatto della Bei la prima istituzione finanziaria internazionale a porre concretamente fine ai finanziamenti a favore della produzione di elettricit\u00e0 da carbone e lignite. Pioniera dei <em>green bonds<\/em>, la Bei \u00e8 quindi per molti motivi considerata gi\u00e0 da tempo, e da molti, &#8216;la banca del clima&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Una decisione storica<br \/>\n<\/strong>La decisione, arrivata pochi giorni fa, consolida le ragioni dietro a questa ambiziosa &#8216;etichetta&#8217;, poich\u00e9 la Banca prevede di non sostenere pi\u00f9, dalla fine del 2021, alcun progetto riguardante la produzione di energia da combustibili fossili, compreso il gas. La Bei ha fissato un nuovo standard in materia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/clima-industria-europea-co2-free\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>emissioni<\/strong><\/a> pari a 250g di Co2 per kilowatt\/ora (kWh), sostituendo l\u2019attuale tetto di 550g di Co2\/kWh, e ha annunciato che, nel prossimo decennio, mobiliter\u00e0 mille miliardi di euro di investimenti sostenibili su ambiente e clima. La quota di finanziamenti dedicati agli obiettivi climatici e ambientali raggiunger\u00e0 il 50% delle operazioni entro il 2025, mantenendo gli impegni negli anni successivi.<\/p>\n<p>Tra le nuove linee guida ci sono la priorit\u00e0 data al principio dell\u2019efficienza energetica (non certo nuovo a livello europeo, ma mai veramente applicato), maggiori investimenti a favore della produzione decentrata di energia, stoccaggio e mobilit\u00e0 elettrica, il potenziamento d\u2019investimenti in rete energetica e interconnessioni transfrontaliere, oltre che pi\u00f9 incisivi finanziamenti a sostegno della trasformazione del settore nei Paesi terzi.<\/p>\n<p>\u201cIl clima \u00e8 la priorit\u00e0 politica del momento\u201d, ha dichiarato infatti il presidente della Bei, Werner <a href=\"https:\/\/www.eib.org\/en\/about\/governance-and-structure\/statutory-bodies\/management_committee\/werner-hoyer.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hoyer<\/strong><\/a>: la realizzazione di un\u2019economia europea climaticamente neutra entro il 2050 \u00e8 in cima all&#8217;agenda della nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-ambizione-clima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a>, che per realizzarlo dovr\u00e0 lavorare a fianco del Consiglio, del Parlamento, delle istituzioni internazionali e finanziarie e del settore privato. L\u2019ambiziosa decisione della Bei segue chiaramente questa direzione, contribuendo alla mobilizzazione delle ingenti risorse stimate necessarie per raggiungere l\u2019obiettivo della neutralit\u00e0 climatica entro i prossimi tre decenni (500 miliardi annui).<\/p>\n<p>A livello globale, anche altre istituzioni muovono i primi (lenti) passi verso questo cambiamento di rotta, come dimostrato dalla recente decisione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.afdb.org\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">African Development Bank<\/a> di non finanziare una centrale a carbone in Kenya e dalla dichiarazione del suo presidente, Akinwumi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.afdb.org\/en\/about-us\/organisational-structure\/the-president\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Adesina<\/strong><\/a>, al Vertice sul clima di New York lo scorso settembre, sulla volont\u00e0 di togliere il sostegno a progetti sul carbone in futuro.<\/p>\n<p><strong>Un compromesso non facile<br \/>\n<\/strong>Con 13,5 miliardi di euro sui fossili negli ultimi cinque anni \u2013 di cui nove sul gas \u2013, la decisione\u00a0 ora arrivata \u00e8 stata presa non senza contrasti tra gli Stati membri, azionisti della Banca. In questi anni la Bei ha finanziato progetti chiave per le priorit\u00e0 di sicurezza energetica e la diversificazione degli approvvigionamenti dell\u2019Unione, primo tra tutti il<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/tap-polemiche-strategia-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> gasdotto Tap<\/strong><\/a> al quale sono arrivati 1,5 miliardi di euro. Altri progetti sul tavolo come il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/inea\/en\/connecting-europe-facility\/cef-energy\/7.3.1-0025-elcy-s-m-15\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>gasdotto EastMed<\/strong> <\/a>non godranno verosimilmente dello stesso trattamento da adesso.<\/p>\n<p>Il gas \u00e8 stato tema divisivo perch\u00e9 rilevante nei mix energetici di molti Stati membri, anche in chiave <strong>decarbonizzazione<\/strong>. Undici Stati pianificano di aumentare la capacit\u00e0 delle loro infrastrutture, mentre cinque di estrarlo dal sottosuolo.\u00a0 Tra i primi la <strong>Germania<\/strong> e l\u2019<strong>Italia<\/strong>: Berlino espander\u00e0 e ristrutturer\u00e0 la rete del gas a lunga tratta, l\u2019Italia le infrastrutture per l\u2019import di gas naturale liquefatto (<a href=\"https:\/\/www.snam.it\/it\/gas-naturale\/energia-verde\/gas-naturale-liquefatto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gnl<\/a>) e per l\u2019uso del gas nei trasporti.<\/p>\n<p>Il consenso della &#8216;pesante&#8217; Germania, che inizialmente aveva minacciato di astenersi dal voto per mancanza di consenso comune all&#8217;interno del governo, ha sbloccato la situazione. La proposta iniziale al 2020 \u00e8 stata infatti posticipata di un anno per venire incontro agli Stati che chiedevano flessibilit\u00e0 sui progetti relativi al gas.<\/p>\n<p>Per quei Paesi che si trovano ad affrontare specifiche sfide in materia d\u2019investimenti energetici \u2013 in particolare i Paesi dell\u2019Europa orientale \u2013, la Bei sovvenzioner\u00e0 fino al 75% dei costi ammissibili dei progetti, permettendo loro di avvalersi del sostegno della Banca anche per la consulenza, oltre che per i finanziamenti. La Banca parteciper\u00e0 poi al fondo per la <a href=\"https:\/\/climatejusticealliance.org\/just-transition\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Just Transition<\/strong><\/a>, pensato proprio per evitare contraccolpi sociali nelle aree in cui la quota fossile da eliminare \u00e8 pi\u00f9 rilevante che in altre.<\/p>\n<p>La <strong>Polonia<\/strong>, l&#8217;<strong>Ungheria<\/strong> e la <strong>Repubblica Ceca<\/strong>, contrarie alla decisione Bei e restie a sposare la visione della neutralit\u00e0 climatica al 2050, aspettano garanzie in questo senso, che dovrebbero arrivare con la presentazione del <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/green-new-deal-risposta-dell-europa-generazione-greta-ACv5gAl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green New Deal<\/strong><\/a>. Sei Paesi si sono poi comunque astenuti dal voto: per la poca flessibilit\u00e0 sul gas \u2013 Malta, Cipro, Estonia e Lituania \u2013; altri due \u2013 Austria e Lussemburgo &#8211; per l\u2019ammissibilit\u00e0 del nucleare ai finanziamenti.<\/p>\n<p><strong>Moltissimi benefici, qualche elemento spinoso<br \/>\n<\/strong>Anche il concetto di sicurezza energetica cambia ed \u00e8 auspicabile che le istituzioni si adattino, come ha fatto la Bei. Cambia perch\u00e9 sempre pi\u00f9 legato a doppio filo a quello della sicurezza climatica, con il quale deve necessariamente trovare una quadra. E cambia anche perch\u00e9, con un mercato oggi progressivamente pi\u00f9 integrato e diversificato rispetto a qualche anno fa, questo duplice obiettivo di sicurezza energetica e climatica va in larga parte raggiunto con massicci investimenti in efficienza energetica ed energie rinnovabili. La decisione della Bei \u00e8 quindi al passo con tempi.<\/p>\n<p>Dal Green New Deal, come priorit\u00e0 della presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/usa-abbandono-accordo-di-parigi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Leyen<\/a><\/strong>, alla decisione della Bei, l\u2019Unione europea sembra quindi pronta a raccogliere la sfida della transizione energetica, sebbene si aspettino garanzie sui molti fronti ancora aperti. La lungimirante scelta della Bei ad esempio non pu\u00f2 spegnere i riflettori su una serie di questioni che lascia aperte: la mancata differenziazione tra fonti fossili e il contributo importante che il passaggio dal carbone al gas pu\u00f2 portare in determinati contesti \u2013 non certo la risposta al cambiamento climatico di per s\u00e9, ma un passaggio utile in termini di riduzione di Co2 e di qualit\u00e0 dell\u2019aria. La necessit\u00e0, inoltre, di assicurare la sicurezza del mercato a fronte dei minori investimenti in fossile e, da ultimo, la discussione intorno al mantenimento dell\u2019infrastruttura alla luce di una possibile riconversione \u2013 seppur eparziale \u2013 a idrogeno e gas verde. La Commissione lavorer\u00e0 su molti di questi temi non appena insediata, auspicabilmente dando qualche risposta in pi\u00f9 a questi interrogativi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Banca europea degli investimenti (Bei), uno dei maggiori finanziatori multilaterali di progetti finalizzati a sostenere obiettivi climatici e ambientali, ha fornito \u2013 solo negli ultimi cinque anni \u2013 pi\u00f9 di 65 miliardi di euro a favore delle energie rinnovabili, dell\u2019efficienza energetica e della distribuzione di energia. 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