{"id":76639,"date":"2019-11-24T15:08:36","date_gmt":"2019-11-24T14:08:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76639"},"modified":"2019-12-02T21:36:08","modified_gmt":"2019-12-02T20:36:08","slug":"hong-kong-erosione-dellautonomia-e-attendismo-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/hong-kong-erosione-dellautonomia-e-attendismo-cinese\/","title":{"rendered":"Hong Kong: erosione dell\u2019autonomia e attendismo cinese"},"content":{"rendered":"<p>Iniziate con l\u2019obiettivo di far ritirare la contestata <strong>legge sull\u2019estradizione<\/strong> proposta dal capo dell\u2019esecutivo locale <strong>Carrie Lam<\/strong>, le manifestazioni che da cinque mesi si svolgono ad <strong>Hong Kong<\/strong> hanno cause che vanno oltre il contestato provvedimento, ed una delle pi\u00f9 rilevanti \u00e8 la percezione che Pechino stia intromettendosi in maniera sempre pi\u00f9 evidente negli affari interni dell\u2019ex colonia britannica e che la libert\u00e0 e l\u2019autonomia di cui Hong Kong gode vadano progressivamente assottigliandosi.<\/p>\n<p>Intanto, il successo a valanga delle forze democratiche nelle partecipatissime <strong>elezioni distrettuali <\/strong>di domenica 24 novembre, sulla scia delle proteste di piazza iniziate a giugno, ha inviato un segnale inequivocabile tanto all\u2019establishment di Hong Kong quanto a Pechino.<\/p>\n<p><strong>La realt\u00e0 dietro la riforma dell\u2019estradizione<\/strong><br \/>\nIn merito alla \u201cFugitive Offenders Ordinance\u201d che dovrebbe riordinare le procedure di estradizione, va ricordato come attualmente Hong Kong ha trattati di estradizione con venti Paesi, tra i quali il Regno Unito e gli Stati Uniti, ma non con la Cina, in quanto, nella precedente versione approvata dal Consiglio legislativo nel marzo 1997, l\u2019estradizione non veniva contemplata dato che l\u2019apparato giudiziario cinese non rispondeva agli standard internazionali. Al contrario, stando alla nuova legge proposta dal governo, l\u2019estradizione verrebbe invece consentita anche in Cina, Taiwan, Macao ed in Paesi con i quali Hong Kong non ha concluso accordi in materia, ma &#8211; cosa ancora pi\u00f9 significativa -, anche se la richiesta sarebbe valutata dalle corti locali, la decisione definitiva spetterebbe al capo dell\u2019esecutivo, aspetto che di fatto darebbe al procedimento un profilo squisitamente politico.<\/p>\n<p>Ed in questo modo, affermano i partiti di opposizione, le associazioni legali e gli ambienti imprenditoriali che hanno fin dall\u2019inizio criticato il provvedimento sottolineando come il sistema giudiziario cinese non offra alcuna garanzia di equit\u00e0 ed imparzialit\u00e0, Pechino potrebbe avanzare una richiesta di estradizione anche per motivi di carattere politico ed economico e non solo per reati comuni.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019istruzione alla bandiera, le ingerenze di Pechino<\/strong><br \/>\nIn questo quadro, le manifestazioni si sono progressivamente trasformate in una protesta contro l\u2019esecutivo locale ed il regime cinese. Come \u00e8 stato per\u00f2 ricordato in un rapporto preparato dal \u201cCongressional Research Service\u201d di Washington il 16 agosto, le ragioni del malcontento tuttavia non poggiano pi\u00f9 esclusivamente sull\u2019introduzione della nuova legge sull\u2019estradizione, ma risiedono in altre problematiche che da tempo erano latenti, quali appunto la <strong>progressiva erosione dell\u2019autonomia di Hong Kong<\/strong> e la sempre pi\u00f9 marcata ingerenza cinese nella societ\u00e0, come dimostrato dalla <strong>riforma sull\u2019istruzione<\/strong> che ha reso obbligatorio l\u2019insegnamento del mandarino nelle scuole \u2013 quando gli hongkonghesi parlano invece il cantonese \u2013 unitamente alla richiesta avanzata dal governo di Pechino alle autorit\u00e0 di Hong Kong di introdurre una legge che proibisca \u201cla mancanza di rispetto\u201d nei confronti della bandiera e dell\u2019inno nazionale cinese.<\/p>\n<p>Si deve poi aggiungere anche l\u2019accordo siglato dal governo locale con Pechino che consente ogni giorno a centocinquanta cittadini cinesi di stabilirsi ad Hong Kong con un visto permanente, una misura vista come un tentativo di alterare l\u2019assetto sociale e culturale esistente nel territorio, mentre infine viene evidenziato come lo stesso <strong>indice Hang Seng<\/strong> della borsa locale sia composto ormai per la maggior parte da societ\u00e0 cinesi.<\/p>\n<p>In questo contesto, davanti alle proteste, la risposta delle autorit\u00e0 e del capo dell\u2019esecutivo Carrie Lam \u00e8 stata alquanto ambigua. Se da una parte il 4 settembre annunciava che il contestato provvedimento sull\u2019estradizione sarebbe stato ritirato \u2013 decisione poi formalmente presa il 23 ottobre \u2013 , dall\u2019altro ipotizzava che nel caso di un inasprimento delle proteste, le autorit\u00e0 avrebbero applicato le disposizioni di emergenza previste dalla \u201cEmergency Regulations Ordinance\u201d, una misura che consentirebbe al governo di imporre la censura, sequestrare propriet\u00e0 private ed alla polizia di procedere ad arresti senza incontrare limitazioni, ma che, potrebbe, paradossalmente, ottenere l\u2019effetto opposto rispetto a quanto auspicato dagli esponenti del governo locale finendo per rafforzare il movimento di protesta.<\/p>\n<p>E con un\u2019azione delle forze politiche rimasta quantomai incerta, uno degli obiettivi principali \u00e8 divenuta la polizia di Hong Kong, la cui dura risposta alle proteste, unita agli errori nella gestione delle dimostrazioni, ha finito per rendere un\u2019istituzione che godeva di un alto tasso di approvazione tra la popolazione in una tra le pi\u00f9 criticate se non addirittura disprezzate, come dimostrano le accuse di incapacit\u00e0 nel distinguere tra manifestanti pacifici e violenti e di collusione con membri della criminalit\u00e0 organizzata cinese, alcuni dei quali si sarebbero anche resi responsabili di attacchi contro i dimostranti.<\/p>\n<p><strong>La prudenza del Dragone e i rischi dell&#8217;uso della forza<\/strong><br \/>\nMa se la risposta delle autorit\u00e0 di Hong Kong \u00e8 stata caratterizzata dall\u2019indecisione, quella di Pechino \u00e8 stata finora improntata alla prudenza ed all\u2019attesa di vedere quale indirizzo possano prendere gli eventi. Come sottolineato da diversi commentatori, la linea di Pechino \u00e8 stata dettata dall\u2019auspicio che le manifestazioni si sarebbero progressivamente dissolte in maniera spontanea, come avvenuto cinque anni fa con le proteste del <strong>movimento degli Ombrelli<\/strong>. In un\u2019analisi apparsa su <em>Foreign Affairs<\/em> lo scorso 30 settembre, si sostiene infatti come la linea attendista assunta dal governo di Pechino davanti agli eventi di Hong Kong sia stata dettata principalmente dalla convinzione che non solo il mondo economico e finanziario \u2013 a cui il regime cinese in questi anni ha offerto sostanziali vantaggi &#8211; sia contrario alle proteste, ma che anche gran parte dei cittadini hongkonghesi guardi con poca simpatia alle proteste, sia perch\u00e9 sfavorevoli a cambiamenti radicali del sistema ma pure per i disagi provocati dalle manifestazioni.<\/p>\n<p>Tuttavia, se il regime cinese seguisse una linea moderata nei confronti dei manifestanti, questo potrebbe essere paradossalmente inteso come un segnale di debolezza da parte del presidente <strong>Xi Jinping<\/strong> che, al contrario, proprio sulla <strong>fermezza contro i separatismi<\/strong> e l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cina-xi-jinping-leader\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">enfasi sul nazionalismo<\/a> <\/strong>ha costruito il suo successo personale. Secondo i dirigenti di Pechino infatti, se le proteste ad Hong Kong non venissero fermate e l\u2019apparato di sicurezza cinese mostrasse la sua incapacit\u00e0 a farvi fronte, queste in futuro potrebbero espandersi anche alla Cina.<\/p>\n<p>Ma ben pi\u00f9 rilevanti potrebbero essere le conseguenze nel caso Pechino decidesse di intervenire militarmente ad Hong per porre fine alle dimostrazioni. In questo caso, la Cina si ritroverebbe spinta ai margini della comunit\u00e0 internazionale come dopo le proteste del 1989 e, cosa forse ancora peggiore, con la politica del <em>soft power<\/em> utilizzata in questi anni per conquistare l\u2019appoggio dei vari Paesi attraverso le partnership commerciali e l\u2019assistenza economica e tecnica resa inutilizzabile proprio da un ritorno all\u2019immagine di uno Stato capace solo di usare la forza. E non meno serie sarebbero le ripercussioni di carattere economico.<\/p>\n<p>Un intervento militare cinese non solo metterebbe a rischio la <strong>fiducia che gli investitori internazionali<\/strong> hanno nel sistema finanziario di Hong Kong, ma danneggerebbe anche le compagnie del Dragone che si appoggiano sul mercato della ex colonia britannica per la raccolta dei capitali, senza contare come molti gruppi stranieri molto probabilmente lascerebbero il territorio. Ma non tutti ritengono che un eventuale intervento militare cinese avrebbe conseguenze tanto significative per Pechino. Stando ad un\u2019analisi dell\u2019<em>International Institute of Strategic Studies <\/em>(Iiss), apparsa lo scorso Agosto su <em>Strategic Comments<\/em>, i dirigenti cinesi sanno probabilmente che gli effetti sarebbero molto meno significativi rispetto al 1989, dato il crescente numero di Paesi che dipendono economicamente e commercialmente da Pechino. Il livello degli scontri sembra in questi ultimi giorni per\u00f2 essersi alzato di tono, tanto che il Quotidiano del Popolo, in un suo editoriale apparso il 4 novembre, ha affermato come fosse ormai opportuno ricorrere ad una linea pi\u00f9 dura per ristabilire l\u2019ordine. La soluzione appare quindi ancora molto lontana.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Keith Tsuji\/ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziate con l\u2019obiettivo di far ritirare la contestata legge sull\u2019estradizione proposta dal capo dell\u2019esecutivo locale Carrie Lam, le manifestazioni che da cinque mesi si svolgono ad Hong Kong hanno cause che vanno oltre il contestato provvedimento, ed una delle pi\u00f9 rilevanti \u00e8 la percezione che Pechino stia intromettendosi in maniera sempre pi\u00f9 evidente negli affari [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":76640,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[985,77,1711,876,816,598],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76639"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76639"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76641,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76639\/revisions\/76641"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76640"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}