{"id":76659,"date":"2019-11-28T20:21:56","date_gmt":"2019-11-28T19:21:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76659"},"modified":"2019-12-03T12:04:14","modified_gmt":"2019-12-03T11:04:14","slug":"francesco-pivot-asiatico-salsa-vaticana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/francesco-pivot-asiatico-salsa-vaticana\/","title":{"rendered":"Papa Francesco: un pivot asiatico in salsa vaticana"},"content":{"rendered":"<p>Il trentaduesimo viaggio apostolico di <strong>papa Francesco<\/strong> ha riportato il pontefice in <strong>Estremo Oriente<\/strong>. L\u2019ultima visita di Jorge Mario Bergoglio a queste latitudini risaliva a quasi due anni fa, quando il capo della Chiesa cattolica si rec\u00f2 prima in Myanmar e poi in Bangladesh. Un\u2019assenza prolungata, soprattutto se si considera l\u2019interesse e la rilevanza del continente asiatico per l\u2019attivit\u00e0 diplomatica vaticana (si pensi, a tal riguardo, alla stipula dell\u2019accordo con il governo di Pechino per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/vaticano-cina-accordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nomina dei vescovi<\/strong> in <strong>Cina<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Stavolta, la visita ha riguardato <strong>Thailandia<\/strong> e <strong>Giappone<\/strong>. Due Paesi dove la presenza di cattolici \u00e8 assai ridotta: in Thailandia, i seguaci di Pietro sono poco meno di 400mila su quasi 65 milioni di abitanti, mentre in Giappone sono pi\u00f9 di 500mila sui circa centotrenta milioni di abitanti. Ma se nel cuore della cristianit\u00e0, l\u2019Europa, il tasso di crescita della popolazione cattolica tra il 2010 e il 2017 raggiunge il suo valore minimo (+0,3%), nel <em>Far East<\/em> si registra il secondo dato pi\u00f9 alto a livello mondiale (+11,2%) inferiore solamente a quello del continente africano (+26,1%). Numeri che spiegano bene le ragioni del <strong><em>Pivot to Asia<\/em> in salsa vaticana<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dialogo interreligioso come perno delle relazioni internazionali<\/strong><br \/>\nIl viaggio, in concreto, ha dato l\u2019opportunit\u00e0 a papa Francesco di ribadire alcuni dei pilastri fondamentali della sua <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\">concezione (geo)politica e (geo)religiosa<\/a><\/strong>. A Bangkok, l\u2019incontro con il <strong>patriarca supremo dei buddisti<\/strong>, Somdej Phra Maha Muneewong, ha assunto i tratti della naturale prosecuzione del processo avviato da Bergoglio all\u2019universit\u00e0 di al-Azhar del Cairo nel 2017 con l\u2019imam Ahmed al Tayyib per l\u2019avanzamento del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/vaticano-francesco-abu-dhabi-confronto-civilta\/\">dialogo interreligioso<\/a><\/strong>. In Giappone, invece, il pontefice, visitando Hiroshima e Nagasaki, ha ribadito la necessit\u00e0 \u2013 e la possibilit\u00e0 \u2013 di costruire una pace sostenibile, non fondata sulla dissuasione reciproca e libera dalle armi nucleari.<\/p>\n<p>Esattamente come nei vertici con l\u2019imam Ahmed al Tayyib, papa Francesco, incontrando il patriarca buddista, ha sottolineato l\u2019importanza delle religioni nella promozione della pace mondiale.<\/p>\n<p>Per chi aveva pensato di poter finalmente espungere il fattore religioso dall\u2019analisi delle relazioni internazionali, la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/muro-berlino-luci-ombre-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">caduta del muro di Berlino<\/a><\/strong> \u2013 della quale, in questo novembre, si celebra il trentennale \u2013 ha rappresentato un vero e proprio trauma. L\u2019approccio realista alle questioni internazionali, che ha dominato la letteratura delle stesse, ha messo ai margini per decenni gli elementi immateriali. Quando, per\u00f2, la storia \u2013 che qualcuno aveva dato per finita con il trionfo delle liberaldemocrazie \u2013 ha fatto nuovamente capolino, non pi\u00f9 congelata dal conflitto tra Washington e Mosca, lo studio delle religioni nelle relazioni internazionali \u00e8 tornato ad avere una certa rilevanza.<\/p>\n<p><strong>Religioni e carattere transnazionale<\/strong><br \/>\nPapa Francesco, in un simile contesto, cerca di attuare un passaggio ulteriore. Le religioni, da oggetto delle relazioni internazionali, possono e devono farsi soggetto: il dialogo tra le fedi \u00e8 in grado, per il pontefice, di costruire una narrazione alternativa a quella convenzionale.<\/p>\n<p>Del resto, le religioni sono per loro natura post-westfaliane: non fanno riferimento ad una collettivit\u00e0 delimitata da confini geografici e accomunate da tradizioni linguistiche, bens\u00ec a comunit\u00e0 transnazionali che condividono una fede. Proprio con queste ultime, il pontefice argentino si propone di dialogare, creando un rapporto indipendente rispetto a quello, classico, tra Stato e Stato.<\/p>\n<p><strong>Santa sede e disarmo nucleare<\/strong><br \/>\nNel Giappone dei <em>kakure kirishitan<\/em> (i \u201ccristiani nascosti\u201d), Bergoglio ha affrontato in particolare il tema della pace sostenibile. Un argomento sul quale la diplomazia vaticana ha insistito molto anche in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/corea-kim-papa-riunificazione\/\">Corea del Sud<\/a><\/strong>. Non un caso, ovviamente: il concetto di pace sostenibile \u00e8 diametralmente opposto a quello \u2013 preminente \u2013 dell\u2019equilibrio di potenza, altra formula di tradizione realista che descrive una situazione in cui la guerra \u00e8 pi\u00f9 sconveniente della pace.<\/p>\n<p>Una situazione in cui, dunque, la guerra non \u00e8 eliminata dalle opzioni sul tavolo, bens\u00ec \u00e8 solamente la pi\u00f9 costosa. Principio sul quale si fonda la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/disarmo-armi-nucleari-vaticano\/\">deterrenza nucleare<\/a><\/strong>, sulla quale papa Francesco, poco pi\u00f9 di un anno dopo la sua elezione, si espresse in maniera chiara: la minaccia della sicura distruzione reciproca non pu\u00f2 essere la base per una pacifica convivenza dei popoli.<\/p>\n<p>Ad Hiroshima e Nagasaki, localit\u00e0 giapponesi che per prime hanno conosciuto la spaventosa violenza della bomba nucleare, Bergoglio ha ribadito l\u2019obiettivo della Santa sede al riguardo: l\u2019eliminazione della proliferazione delle armi nucleari. Una lezione, questa, che il pontefice ha appreso direttamente dall\u2019enciclica del 1963 di Giovanni XXIII \u2013 la <em>Pacem in Terris <\/em>\u2013 che, nelle relazioni internazionali, ha inserito il concetto di mondialit\u00e0 tanto caro a papa Francesco. Immigrazione e cambiamento climatico, disarmo nucleare e dialogo interreligioso: temi transnazionali che devono essere affrontati in modo globale. Pena la loro impossibile risoluzione.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Ramiro Agustin Vargas Tabares\/ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il trentaduesimo viaggio apostolico di papa Francesco ha riportato il pontefice in Estremo Oriente. L\u2019ultima visita di Jorge Mario Bergoglio a queste latitudini risaliva a quasi due anni fa, quando il capo della Chiesa cattolica si rec\u00f2 prima in Myanmar e poi in Bangladesh. 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