{"id":76671,"date":"2019-11-28T18:46:48","date_gmt":"2019-11-28T17:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76671"},"modified":"2019-12-03T00:06:19","modified_gmt":"2019-12-02T23:06:19","slug":"ue-israele-impatto-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/ue-israele-impatto-sentenza\/","title":{"rendered":"Ue\/Israele: Territori, impatto sentenza Corte di Giustizia"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il 12 novembre, la <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/jcms\/j_6\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea<\/strong> <\/a>ha emesso la sentenza che stabilisce l\u2019obbligo di porre l\u2019indicazione di origine sugli alimenti provenienti dai territori delimitati dalla <i>Linea Verde<\/i>, ossia il confine tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/israele-gantz-rinuncia-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Israele<\/strong><\/a> e i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-elezioni-erakat-apartheid\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Territori<\/strong><\/a> antecedente il 1967. Tale sentenza calza perfettamente con la linea politica cui si ispira la nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Commissione europea<\/strong><\/a>, la cui presidente <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, al recente Peace Forum di Parigi, ha reso esplicito che l\u2019integrazione economica non pu\u00f2 elidere il contesto politico. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La sentenza della Corte colloca l\u2019Ue su una linea intransigente nei confronti dei Territori occupati da Israele in seguito alla Guerra dei Sei Giorni del 1967, considerati una violazione indiscutibile e dal diritto internazionale e dalla Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili in tempo di guerra del 1949. In sostanza, la sentenza della Corte di Lussemburgo non \u00e8 solo un ulteriore tentativo di ribadire le delimitazioni territoriali pre-1967, ma anche un messaggio per disincentivare la costruzione di attivit\u00e0 industriali negli insediamenti israeliani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Area di libero scambio e il dialogo politico<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s2\">Era il 1975 quando <\/span><span class=\"s1\">la Comunit\u00e0 europea e Israele firmarono un accordo bilaterale che gett\u00f2 le basi dell\u2019odierna area di libero scambio. Gi\u00e0 nel 1989 iniziarono a comparire i primi frutti di tale accordo: Israele abol\u00ec del tutto i dazi sui beni importati dalla Comunit\u00e0 europea, la quale, a sua volta, garant\u00ec la libera circolazione dei prodotti industriali israeliani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Attualmente le relazioni commerciali tra Ue e Israele sono regolate dall\u2019Accordo di Associazione, il quale, nel 2000, subentr\u00f2 all\u2019accordo del 1975. Libera circolazione di servizi e capitali, applicazione delle norme sulla concorrenza, rafforzamento della cooperazione economica e sociale sono i capisaldi dell\u2019Accordo. Tuttavia, sarebbe inglorioso e fuorviante non tenere in considerazione l\u2019altro scopo dell\u2019Accordo. Infatti, il suo fine non \u00e8 soltanto quello di rimpolpare gli scambi economici, ma anche &#8211; e soprattutto- quello di fruire delle relazioni economiche per promuovere il dialogo politico tra le due parti contraenti, le quali condividono gli stessi valori democratici e l\u2019ossequio per lo stato di diritto. Tale attitudine positiva \u00e8 essenziale per il corretto funzionamento dell\u2019accordo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>L\u2019origine della questione territoriale<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Secondo le regole di origine inscritte nel quarto protocollo dell\u2019Accordo di Associazione del 2000, solamente i beni effettivamente prodotti nel territorio di una delle due parti godono del beneplacito per circolare liberamente. In questo contesto, l\u2019elemento essenziale \u00e8 che Cisgiordania e Gaza furono considerati <i>de facto<\/i> territori israeliani fino al 1996.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Questa data, infatti, segna la nascita dell\u2019Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese (Anp), riconosciuta dalla Comunit\u00e0 europea come membro a pieno titolo dell\u2019alleanza Euro-Mediterranea, nonostante uno stato palestinese non esistesse (e per molti versi non esista). Ci\u00f2 che ne segu\u00ec fu la conclusione di un Accordo di Associazione tra Unione europea e Anp, che entr\u00f2 in vigore nel 1997. Per cui, dal 1997 Cisgiordania e Gaza sono considerati territori palestinesi, non pi\u00f9 israeliani, anche se il ruolo dell\u2019allora Anp era allora circoscritto. Di conseguenza, l\u2019accordo tra Anp e Unione europea fa s\u00ec che i prodotti palestinesi possano circolare liberalmente nell&#8217;Ue, al pari di quelli israeliani.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Anche in questo caso, la cornice legale dei rapporti economici tra le parti aveva una sfumatura politica pi\u00f9 marcata: l\u2019ambizione di essere un accordo di buone intenzioni verso la sostenibilit\u00e0 dell\u2019autodeterminazione palestinese.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Il difficile equilibrio tra sicurezza e diritti<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Tenendo in considerazione che le regole di origine sono strettamente legate allo status incerto dei Territori occupati, gi\u00e0 dal 1997 fu chiaro che l\u2019indicazione territoriale si sarebbe rivelata un nodo gordiano che non si sarebbe potuto rescindere in maniera alessandrina. Nel corso degli anni, la risposta dell\u2019Ue \u00e8 stata precisa e placida, conscia della necessit\u00e0 di usare due pesi e due misure per far fronte ai bisogni di sicurezza di Israele, da un lato, e ai diritti del popolo palestinese, dall\u2019altro. Infatti, ignorare uno dei due lati significherebbe seppellire le speranze di risoluzione del conflitto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Speranze che sembrano vacillare, in seguito all\u2019annuncio di Mike Pompeo del 19 novembre. Il segretario di Stato Usa ha dichiarato che gli Stati Uniti riconoscono legali i Territori occupati da Israele nella Guerra dei Sei Giorni. Tale asserzione spazza via 40 anni di politiche europee e statunitensi intente a muoversi nella stessa direzione verso la risoluzione del conflitto arabo-israeliano. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Come menzionato nell\u2019accordo di associazione tra Ue e Israele, il dialogo politico e i valori della democrazia sono i fili conduttori della cooperazione tra le parti. Pertanto, l\u2019Ue non pu\u00f2 esimersi dal promuovere politiche economiche basate sulla concorrenza leale, lo stato di diritto e il rispetto per i diritti umani.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 novembre, la Corte di Giustizia dell\u2019Unione europea ha emesso la sentenza che stabilisce l\u2019obbligo di porre l\u2019indicazione di origine sugli alimenti provenienti dai territori delimitati dalla Linea Verde, ossia il confine tra Israele e i Territori antecedente il 1967. 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