{"id":76675,"date":"2019-11-29T14:08:41","date_gmt":"2019-11-29T13:08:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76675"},"modified":"2019-12-03T11:58:53","modified_gmt":"2019-12-03T10:58:53","slug":"ue-commissione-von-der-leyen-sogni-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/ue-commissione-von-der-leyen-sogni-realta\/","title":{"rendered":"Ue: Commissione von der Leyen al via fra sogni e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il risultato del <strong>voto di fiducia<\/strong> del <strong>Parlamento europeo<\/strong> a favore della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nuova Commissione europea<\/strong><\/a> \u00e8 da maggioranza \u201cbulgara\u201d, come si usa dire da noi. Ben 461 suffragi a favore, 157 no e 89 astenuti. Una delle performance migliori nella storia delle diverse Commissioni che si sono succedute nel tempo. Un risultato, fra il resto, in netto contrasto con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-uvdl-investitura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">votazione di luglio sulla stessa presidente<\/a>, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, che si era dovuta accontentare di un risicato margine di soli 9 voti di vantaggio.<\/p>\n<p>Insomma, sembra che alla fine, in questi pochi mesi, siano cambiati l\u2019umore dei parlamentari europei e le prospettive di lavoro per la nuova Commissione, che teoricamente pu\u00f2 contare su una rassicurante maggioranza. In realt\u00e0, le cose non stanno proprio cos\u00ec. Era abbastanza ovvio che il Parlamento di Strasburgo dovesse dare una risposta di forte sostegno al nuovo esecutivo, dopo avere rigettato ben tre candidature a commissario &#8211; fra cui quella \u201cpesante\u201d della <strong>Francia<\/strong> &#8211; e di conseguenza obbligato a rinviare l\u2019insediamento della Commissione di ben un mese. Per di pi\u00f9, la maggioranza che si \u00e8 formata in questo caso ha, come noto, basi di gran lunga meno solide di quelle che tradizionalmente hanno sostenuto le politiche della Commissione: \u00e8 composta da tre forze politiche (popolari, socialdemocratici e liberali) al posto di due e pu\u00f2 facilmente essere rovesciata su temi delicati come l\u2019immigrazione, dove tende a prevalere l\u2019interesse nazionale dei singoli partiti che la compongono. La dimostrazione si \u00e8 avuta poche settimane fa con la bocciatura di una risoluzione parlamentare che chiedeva agli stati una politica di \u201cporti aperti\u201d per le navi delle Ong cariche di migranti.<\/p>\n<p><strong>Il libro dei sogni\u00a0<\/strong><br \/>\nA parte queste cautele di fondo non vi \u00e8 dubbio che il Parlamento abbia accolto con una certa soddisfazione il programma di von der Leyen dai caratteri visionari e di lunga portata. Al primo punto, come ovvio, si colloca il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/clima-industria-europea-co2-free\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green Deal europeo<\/strong><\/a> con l\u2019obiettivo ambizioso di <strong>emissioni zero entro il 2050<\/strong>. Ma anche il resto delle promesse suonano bene alle orecchie dei parlamentari, come sul piano sociale l\u2019idea di un <strong>salario minimo garantito<\/strong> a livello europeo o la volont\u00e0 di sostenere le politiche di <strong>parit\u00e0 di genere<\/strong> attraverso l\u2019<strong>equiparazione dei salari<\/strong> fra uomini e donne.<\/p>\n<p>Oppure ancora il grande tema della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/francia-thierry-breton-commissario-posta-in-gioco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>digitalizzazione<\/strong><\/a>, con uno sguardo di particolare attenzione sullo sviluppo dell\u2019<strong>intelligenza artificiale <\/strong>e le sue conseguenze sul piano etico e del lavoro. Difficile quindi dire no a questi capisaldi della politica dell\u2019Unione, cui si aggiungono naturalmente una grande lista di dettagliate promesse, dalla revisione del <strong>Trattato di Dublino<\/strong> sui temi dell\u2019immigrazione al rilancio massiccio delle politiche di cooperazione allo sviluppo, in particolare nei confronti dell\u2019<strong>Africa<\/strong>, dalla volont\u00e0 di dare impulso al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-questione-geopolitica-europeismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ruolo internazionale dell\u2019Unione<\/a> alle proposte di una reale politica di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-ora-nuovo-parlamento-difesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>difesa comune<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Insomma un libro dei sogni sicuramente attraente ma di difficilissima attuazione.<\/p>\n<p><strong>Il peso della realt\u00e0<\/strong><br \/>\nIn effetti, gi\u00e0 da subito la Commissione von der Leyen sar\u00e0 costretta a confrontarsi con una realt\u00e0 che lascia pochi dubbi sui limiti che questa politica riformista finir\u00e0 per incontrare fin dal primo giorno. La questione centrale sar\u00e0 quella del futuro <strong>bilancio pluriennale 2021-2027<\/strong> che dovrebbe essere drasticamente modificato se si vorranno accogliere le proposte della Commissione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il <strong>Consiglio europeo del 12 dicembre<\/strong> dovr\u00e0 cercare di concordare le linee del negoziato di bilancio da sviluppare nel corso del prossimo anno. Sembra davvero irrealistico pensare che si decida in quella sede di aumentare il bilancio dell\u2019Ue oltre i modesti limiti attuali, anche perch\u00e9 molto probabilmente si dovr\u00e0 colmare il minore contributo risultante dall\u2019uscita definitiva del Regno Unito. Parimenti complicato potr\u00e0 poi essere il tentativo di fare approvare un ridimensionamento di alcune voci di bilancio, ad esempio quelle agricole, a favore di altre pi\u00f9 innovative, come la digitalizzazione o il 30% di aumento dei fondi di sviluppo come indicato da Ursula von der Leyen.<\/p>\n<p>A complicare poi la promettente agenda della Commissione potr\u00e0 essere proprio lo shock, il 31 gennaio, dell\u2019addio di Londra e la necessit\u00e0 di aprire un difficile negoziato per regolare i futuri rapporti con l\u2019Unione con tutte le conseguenze finanziarie e commerciali che ci\u00f2 potr\u00e0 comportare.<\/p>\n<p>N\u00e9 si potranno facilmente accantonare le difficolt\u00e0 che il rifiuto dell\u2019apertura dei negoziati di adesione per <strong>Albania<\/strong> e <strong>Macedonia del Nord <\/strong>da parte di Emmanuel Macron e di alcuni altri leader hanno creato alle politiche europee nei confronti dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/balcani-occidentali-russia-cina-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Balcani<\/strong><\/a> occidentali: il tempo per formulare nuove proposte \u00e8 davvero breve, poich\u00e9 a maggio \u00e8 previsto a Zagabria, sotto la presidenza di turno croata del Consiglio, un summit Ue- Balcani su eventuali nuove idee in materia di <strong>allargamento<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019agenda per il futuro dell\u2019Europa<\/strong><br \/>\nInsomma l\u2019agenda della realt\u00e0, che non si limita davvero ai pochi argomenti appena ricordati, rischia gi\u00e0 da subito di allontanare dai propri ambiziosi obiettivi di fondo la nuova Commissione. Forse ad aiutarla nel suo cammino verso orizzonti pi\u00f9 elevati potr\u00e0 intervenire la proposta inizialmente formulata dalla stessa von der Leyen di una <strong>Conferenza sul futuro dell\u2019Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>Proposta che nelle stesse ore del voto \u00e8 stata raccolta dal tradizionale duo <strong>Francia\/Germania<\/strong> in un documento informale che tratteggia i caratteri di questa iniziativa con due novit\u00e0 importanti: la prima che fissa un cronoprogramma dettagliato, da gennaio 2020 a giugno 2022, e la seconda che arriva addirittura ad accennare a possibili revisioni dei Trattati per rendere effettive le eventuali novit\u00e0 nell\u2019assetto istituzionale dell\u2019Ue. Bisogner\u00e0 ora vedere se gli sforzi combinati di Parlamento europeo, Commissione e di alcuni Stati membri potranno davvero aprire questa stagione di riforme. Ma non bisogna dimenticare che l\u2019attore principale di questa iniziativa continuer\u00e0 ad essere il Consiglio europeo, al cui interno come \u00e8 noto vale la regola dell\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Viste le prime caute e scettiche reazioni a queste proposte \u00e8 da dubitare che si stia davvero aprendo un luminoso futuro per l\u2019Unione europea. Una continua pressione in questa direzione della Commissione, assieme al Parlamento europeo, potr\u00e0 fare la differenza. Ma la loro debolezza politica lascia davvero poche illusioni sul fatto che ci\u00f2 potr\u00e0 bastare.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Isopix\/Isopix via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il risultato del voto di fiducia del Parlamento europeo a favore della nuova Commissione europea \u00e8 da maggioranza \u201cbulgara\u201d, come si usa dire da noi. Ben 461 suffragi a favore, 157 no e 89 astenuti. 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