{"id":76706,"date":"2019-12-03T11:52:07","date_gmt":"2019-12-03T10:52:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76706"},"modified":"2019-12-06T08:06:49","modified_gmt":"2019-12-06T07:06:49","slug":"difesa-missioni-internazionali-come-strumento-di-politica-estera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-missioni-internazionali-come-strumento-di-politica-estera\/","title":{"rendered":"Difesa: missioni internazionali come strumento di politica estera"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;impegno dell\u2019<strong>Italia<\/strong> nei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/conte-difesa-missioni-internazionali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">teatri operativi internazionali<\/a> deve essere visto nel quadro degli obiettivi di <strong>politica estera<\/strong> del nostro Paese e ci consente, sul piano internazionale, di porci allo stesso livello di altri Stati europei e d&#8217;Oltreoceano.<\/p>\n<p>Le <a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Primo_Piano\/Pagine\/ministro_guerini_presentate_le_nuove_linee_programmatiche.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove linee programmatiche<\/a> presentate a fine ottobre dal ministro della <strong>Difesa<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/difesa-scelte-ministro-guerini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lorenzo Guerini<\/a> evidenziano un potenziale cambio di rotta rispetto al passato. Oltre a riaffermare la specificit\u00e0 del comparto difesa, il ministro ha riconosciuto che l&#8217;impiego dei nostri militari nell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/sicurezza-difesa-forze-armate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">operazione <strong>\u2018Strade sicure\u2019<\/strong><\/a> dovr\u00e0 essere cambiato. Quest&#8217;operazione impiega da pi\u00f9 di dieci anni i nostri militari sul territorio nazionale con dei numeri che da tempo hanno ormai superato quelli delle forze impiegate all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Nonostante la valenza di quest&#8217;operazione, specialmente nei primi anni, nel rassicurare e proteggere i cittadini italiani, il mandato delle Forze armate non pu\u00f2 essere ridotto al pattugliamento delle nostre strade. Non solo perch\u00e9 all\u2019interno delle Forze armate vi sono i Carabinieri, il cui compito \u00e8 proprio quello di assicurare l&#8217;ordine pubblico, ma anche perch\u00e9 i 7.000 soldati dell&#8217;Esercito potrebbero essere impiegati diversamente e a supporto delle operazioni all&#8217;estero. Sembra, inoltre, essere venuto a mancare lo stato di necessit\u00e0 ed urgenza cui fa riferimento la normativa in vigore (decreto legge 66 del 15 marzo 2010).<\/p>\n<p><strong>Missioni in atto e loro importanza<\/strong><br \/>\nSecondo quanto disposto nel <a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg18\/provvedimento\/autorizzazione-e-proroga-missioni-internazionali-ultimo-trimestre-2019.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">documento di autorizzazione e proroga<\/a> delle <strong>missioni internazionali<\/strong> nel 2019, la consistenza media dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/missioni-internazionali-italia-naviga-a-vista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contingenti militari impiegati in missioni internazionali<\/a> \u00e8 di <strong>6.290 unit\u00e0<\/strong>, in lieve calo rispetto a quella del 2018. Questa riduzione risulta, per\u00f2, pi\u00f9 marcata se si considera la consistenza massima raggiungibile: per il 2019 il numero massimo di personale militare \u00e8 di 7.343 unit\u00e0, un calo dell\u20198,5% rispetto a quanto previsto per il 2018. Dopo la dichiarazione del ministro Guerini di ottobre, ci si aspetta, quindi, che questa tendenza venga invertita e che il numero di personale impiegato nelle missioni all\u2019estero torni a salire.<\/p>\n<p>La continuazione delle missioni internazionali \u00e8 importante principalmente per due motivi. Da un lato, esse rappresentano un valido strumento di politica estera e di <strong>stabilizzazione internazionale<\/strong>, dall\u2019altro, esse permettono alle Forze armate di potersi addestrare sul campo e aumentare le proprie capacit\u00e0 operative. Per quanto riguarda il primo aspetto, le operazioni militari rafforzano la proiezione internazionale del nostro Paese nel quadro di cooperazione internazionale. Essere attivamente coinvolti in missioni <strong>Nato<\/strong>, dell\u2019<strong>Unione europea <\/strong>o delle <strong>Nazioni Unite<\/strong> permette all\u2019Italia di aver un maggiore ruolo ai tavoli decisionali di queste organizzazioni e di aumentare la propria credibilit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Le <strong>37 missioni<\/strong> in cui i nostri militari sono impiegati sono svolte in <strong>tre aree geografiche<\/strong> che riflettono gli interessi strategici italiani. Attraverso le missioni militari si garantiscono non solo la sicurezza e la stabilit\u00e0 nazionali, ma anche delle zone di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/missioni-sicurezza-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nostro interesse strategico<\/a>. Fra queste, al primo posto vi sono l\u2019Europa settentrionale e balcanica e il <strong>Mediterraneo<\/strong>. Pesano la prossimit\u00e0 geografica ma anche l\u2019instabilit\u00e0 e la fragilit\u00e0 politica e sociale soprattutto del fronte sud. La <strong>lotta al terrorismo<\/strong> nella regione africana e in quella asiatica completano il quadro di proiezione internazionale italiana. In quest\u2019ambito, il recente attentato che ha colpito i nostri militari in Iraq conferma che il terrorismo \u00e8 la prima minaccia all\u2019Italia e alla comunit\u00e0 internazionale e che \u00e8 indispensabile proseguire nell\u2019attivit\u00e0 di contrasto e di supporto ai Paesi pi\u00f9 esposti.<\/p>\n<p><strong>Addestramento sul campo e aumento delle capacit\u00e0 operative <\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda il secondo aspetto, per partecipare alle missioni c\u2019\u00e8 bisogno di personale adeguatamente formato e protetto. L\u2019addestramento impone un considerevole sforzo finanziario perch\u00e9 bisogna poter far esercitare continuamente il personale, alternando missioni, riposo e addestramento in un ciclo continuo che lo rende indisponibile per qualsiasi altro compito. L\u2019utilizzo per attivit\u00e0 secondarie pu\u00f2, quindi, essere giustificato solo da eventi eccezionali e non dovrebbe diventare sistematico. Questa esigenza si scontra, inoltre, con l\u2019ormai cronica difficolt\u00e0 di utilizzare le nostre aree addestrative per operazioni che possano coinvolgere anche un numero significativo di uomini o che possano simulare operazioni interforze con l\u2019utilizzo di un numero significativo di mezzi. Dover utilizzare aree addestrative estere ha un costo elevato e non consente la necessaria continuit\u00e0 di questa attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, infine, la protezione degli uomini e delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/difesa-donne-numeri-volti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">donne<\/a> impiegati nelle missioni internazionali vi \u00e8 stato un grande impegno in questo ventennio, ma molto si pu\u00f2 ancora fare. Le minacce degli <em>Improvised Explosive Device<\/em> (Ied) e quelle portate da missili e droni richiedono uno sforzo ancora maggiore nello sviluppo di sistemi d\u2019identificazione, soppressione e difesa attiva e passiva del personale e dei mezzi. Questo pu\u00f2 essere assicurato solo se si hanno continuit\u00e0 di investimenti e fondi adeguati, che nel nostro Paese spesso risentono dei cambiamenti politici.<\/p>\n<p><strong>Opportunit\u00e0 a livello europeo<\/strong><br \/>\nTramite la creazione della <strong>Direzione generale per l\u2019industria della difesa e lo spazio<\/strong><em>,<\/em> responsabile del futuro del <strong>Fondo Europeo di Difesa<\/strong>, la nuova Commissione europea a guida Ursula von der Leyen ha voluto sottolineare la strategicit\u00e0 del settore industriale e incentivare gli Stati membri a spendere meglio e in maniera pi\u00f9 coordinata sugli equipaggiamenti militari che saranno indispensabili negli scenari operativi futuri.<\/p>\n<p>In questo contesto l\u2019Italia potrebbe riuscire a trovare la spinta politica e l\u2019incentivo economico necessari per poter continuare a garantire la protezione e l\u2019efficacia delle nostre Forze armate impiegate all\u2019estero e ad avere un ruolo di rilievo al tavolo europeo. Ma questo risultato sar\u00e0 possibile solo se l\u2019Italia riuscir\u00e0 a fare sistema, coordinando i principali attori e stakeholder del settore. Questo \u00e8 quello che possiamo fare per proteggere meglio le nostre donne e i nostri uomini che ci difendono in giro per il mondo.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0<\/em><em>Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dello IAI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;impegno dell\u2019Italia nei teatri operativi internazionali deve essere visto nel quadro degli obiettivi di politica estera del nostro Paese e ci consente, sul piano internazionale, di porci allo stesso livello di altri Stati europei e d&#8217;Oltreoceano. 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