{"id":76717,"date":"2019-12-03T11:54:30","date_gmt":"2019-12-03T10:54:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76717"},"modified":"2019-12-08T20:06:13","modified_gmt":"2019-12-08T19:06:13","slug":"ue-italia-mes-agenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/ue-italia-mes-agenda\/","title":{"rendered":"Ue\/Italia: il Mes, l\u2019agenda europea e l\u2019interesse italiano"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019avvio della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova <strong>Commissione europea<\/strong><\/a> e della nuova legislatura comunitaria ha in agenda temi economico-finanziari di grande rilievo per l\u2019<strong>Italia<\/strong>. Spiccano il <strong>quadro finanziario pluriennale<\/strong> dell\u2019<strong>Ue<\/strong> e diverse \u00a0<strong>riforme dell\u2019eurozona<\/strong> da tempo in discussione, fra cui quella del <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Meccanismo_europeo_di_stabilit%C3%A0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0<\/a> (Mes)<\/strong>.\u00a0 Il primo tema comporta scelte di fondo strategiche per le politiche comunitarie dal 2021 al 2027 e dovrebbe trasformare la qualit\u00e0 delle entrate\u00a0 e delle spese dell\u2019Ue favorendo la produzione di beni pubblici europei preziosi per il nostro Paese, compreso il finanziamento di piani di investimento e di un\u2019assicurazione europea che aiuti a fronteggiare forme specifiche di disoccupazione. Le possibili riforme dell&#8217;eurozona sono molteplici, da quella della disciplina dei bilanci pubblici nazionali al completamento dell\u2019Unione bancaria e dei mercati dei capitali. \u00c8 anche importante <strong>un buon inizio dei rapporti fra la nuova presidenza della Bce e la Commissione, il Consiglio, il Parlamento europei<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Attenzione non adeguata nel panorama politico italiano<\/strong><br \/>\nUna cos\u00ec ricca agenda di riforme richiederebbe l\u2019attenzione a tempo pieno del governo, che dovrebbe programmare con cura e diplomazia il suo contributo ai lavori del Consiglio e trovare le alleanze strategiche per ottenere risultati dimostrando che sono nell&#8217;interesse sia nazionale che europeo. Dal punto di vista finanziario l\u2019Italia ha alcune fragilit\u00e0 evidenti nell&#8217;alto debito pubblico, rapportato a un Pil che cresce poco, e in alcune banche, poco redditizie e con troppi titoli di Stato e prestiti in sofferenza in attivo. Ogni passo verso un mercato finanziario europeo pi\u00f9 integrato, robusto, solidale e pronto a gestire fasi eventuali di crisi \u00e8 particolarmente prezioso per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il quadro d\u2019insieme dei progetti di riforma non pare per\u00f2 godere di adeguata attenzione nel panorama politico italiano che invece concentra il dibattito su una questione specifica, importante ma controversa, presentata spesso come un contrasto di interessi fra noi e i Paesi creditori del centro nord dell\u2019eurozona, specialmente la Germania. Si tratta della <strong>riforma del Mes<\/strong>, il cui disegno \u00e8 in corso da tempo e il cui varo prevede prossimi passi che richiedono l\u2019unanimit\u00e0 e che secondo alcuni l\u2019Italia dovrebbe bloccare con il veto.<\/p>\n<p><strong>La questione del Mes, banche e Stati<\/strong><br \/>\nIl Mes\u00a0 \u00e8 l\u2019istituzione che presiede alla gestione coordinata delle crisi finanziarie dell\u2019eurozona. \u00c8 un esempio di collaborazione solidale fra i Paesi europei, le cui finanze pubbliche forniscono gran parte delle sue risorse. Esiste da tempo ma la sua azione va rafforzata in modo da assicurare all\u2019eurozona la capacit\u00e0 di fronteggiare fasi di difficolt\u00e0 finanziaria (di singole banche o di un intero Paese membro) limitando i danni e contenendo l\u2019instabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La presenza del Mes rassicura i mercati e migliora l\u2019uniformit\u00e0 della circolazione della moneta e del credito all\u2019interno dell\u2019eurozona. Met\u00e0 della riforma del Mes consiste nel <strong>conferirgli una nuova funzione<\/strong>. Le sue ampie risorse potranno fungere da <strong>garanzia per gli interventi del cosiddetto Fondo di risoluzione unico europeo<\/strong> cui spetta erogare la liquidit\u00e0 di emergenza necessaria a gestire la crisi di banche insolventi. Non \u00e8 stato facile negli anni scorsi costruire il consenso politico europeo per questa garanzia e sarebbe ora dannoso per tutti non approvarla.<\/p>\n<p>La controversia riguarda per\u00f2 l\u2019altra met\u00e0 della riforma del Mes che anzich\u00e9 guardare alle crisi di singole banche si occupa delle <strong>crisi finanziarie che possono colpire un intero Paese membro<\/strong>, anche a seguito dell\u2019indisciplina delle sue finanze pubbliche. Senza entrare in alcun dettaglio si pu\u00f2 dire che i profili critici del Mes che \u00e8 giusto vagliare con attenzione, sia nell\u2019interesse nazionale che in quello comunitario, possono raggrupparsi in due punti.<\/p>\n<p><strong>I profili critici della riforma in due punti<\/strong><br \/>\nIl primo consiste nel fatto che la riforma, in vario modo, <strong>tende a conferire al Mes, organismo intergovernativo<\/strong> e come tale suscettibile di speciali pressioni politiche da parte dei governi degli Stati membri, alcuni <strong>compiti che finora erano riservati alla Commissione, organismo comunitario<\/strong> e pi\u00f9 &#8216;tecnico&#8217;, che dovrebbe essere indipendente dalle pressioni nazionali. In particolare <strong>il Mes potrebbe influire sulla valutazione della sostenibilit\u00e0 del debito pubblico di un Paese<\/strong> e quindi sul modo di gestire una sua fase di eventuale difficolt\u00e0 di rifinanziamento. <strong>Il depotenziamento e il condizionamento intergovernativo del ruolo della Commissione sarebbero da evitare<\/strong> e contrasterebbero con uno dei capisaldi dello spirito dei Trattati.<\/p>\n<p>In Italia qualcuno potrebbe temere che &#8216;i cattivi tedeschi&#8217; usino il Mes per trattare la nostra finanza pubblica con pi\u00f9 severit\u00e0 di quanto faccia la Commissione. Il paradosso \u00e8 <strong>che i tedeschi vogliono trasferire compiti al Mes<\/strong>, che pensano diretto da tecnocrati inflessibili e indipendenti, <strong>perch\u00e9 considerano che ad essere politicizzata sia la Commissione<\/strong>, troppo sensibile all&#8217;influenza e al ricatto dei Paesi grandi debitori come l\u2019Italia. Sarebbe interesse comune dell\u2019Italia e dell\u2019Unione <strong>semplificare le regole che disciplinano le finanze pubbliche nazionali, come si \u00e8 gi\u00e0 progettato di fare, cos\u00ec da diminuire la necessit\u00e0 di interpretarne la complessit\u00e0 creando imbarazzo politico alla Commissione<\/strong>.\u00a0 Dovremmo appoggiare le iniziative di semplificazione da tempo in discussione, senza\u00a0 dar adito al sospetto che badiamo solo a potere mantenere alto il nostro debito.<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 il pi\u00f9 delicato: il Mes (gi\u00e0 nella forma attuale) tende ad\u00a0<strong>associare l&#8217;aiuto a un Paese in grave difficolt\u00e0 con la\u00a0 ristrutturazione del suo debito pubblico, senza quell&#8217;automatismo\u00a0<\/strong>che una giusta obiezione italiana ha tempo fa contribuito a bocciare, <strong>ma con una riforma tecnica della procedura di ristrutturazione che la rende pi\u00f9 facile da realizzare<\/strong>. Ristrutturare vuol dire in sostanza svalutare, coinvolgendo i creditori nei costi della crisi. Fra i creditori del nostro debito pubblico ci sono risparmiatori e banche italiane. Per alcune banche, in particolare, una svalutazione ingente dei titoli di Stato costituisce un rischio quasi insopportabile.<\/p>\n<p>\u00c8 bene distinguere quello che \u00e8 opportuno <strong>in via preventiva<\/strong>, quando non ci sono in atto debiti e crediti grandi e fragili, da quello che \u00e8 bene fare <strong>quando le regole impattano su fragilit\u00e0 accumulate prima della loro adozione<\/strong>. Nel primo caso, riconoscere che i debiti di un governo possono essere insostenibili, prevedendo anche un modo ordinato per deliberare la loro ristrutturazione, pu\u00f2 avere un effetto disciplinante (anche su chi li acquista con poca prudenza!), evitare eccessi di indebitamento e facilitare, se gli eccessi cominciano a formarsi, la loro gestione e il loro arresto. Quando invece i debiti sono gi\u00e0 elevati e precari <strong>il solo parlare di coinvolgere i creditori pu\u00f2 allarmarne le aspettative<\/strong> e precipitare una crisi che si sarebbe potuta evitare.<\/p>\n<p><strong>Quel che conviene all&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nAll\u2019Italia conviene dunque che la riforma del Mes sia molto <strong>graduale nel prevedere procedure di ristrutturazione e permissiva nel consentire aiuti al Paese debitore senza far ricorso ad esse<\/strong>. Ci\u00f2 conviene anche a tutta l\u2019eurozona che pagherebbe cara una riforma che imprudentemente precipitasse la crisi di un debito grande come il nostro. Gli spazi residui della trattativa dovrebbero concordare su questa convergenza di interessi.<\/p>\n<p>Ma all\u2019Italia conviene anche essere pi\u00f9 <strong>decisa e rapida nel ridurre il suo minaccioso debito pubblico e la sua pericolosa concentrazione negli attivi delle banche<\/strong> del Paese, guadagnando cos\u00ec anche credibilit\u00e0 e peso nell&#8217;influenzare la riforma.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0<\/em><em>Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell&#8217;ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019avvio della nuova Commissione europea e della nuova legislatura comunitaria ha in agenda temi economico-finanziari di grande rilievo per l\u2019Italia. 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