{"id":76718,"date":"2019-12-03T11:50:59","date_gmt":"2019-12-03T10:50:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76718"},"modified":"2019-12-06T06:52:48","modified_gmt":"2019-12-06T05:52:48","slug":"agenda-digitale-europea-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/agenda-digitale-europea-italia\/","title":{"rendered":"Agenda digitale europea: le tre priorit\u00e0 dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento della nuova Commissione europea avviene in un momento di straordinario cambiamento: la storia sembra aver cominciato a scorrere pi\u00f9 veloce. Uno dei <em>drivers<\/em> di questo cambiamento \u00e8 certamente rappresentato dall\u2019<strong>evoluzione tecnologica e digitale<\/strong>, che avr\u00e0 effetti sempre pi\u00f9 dirompenti sulle nostre societ\u00e0, le nostre economie e la nostra sicurezza.<\/p>\n<p>Per affrontare al meglio i rischi connessi all&#8217;avvento dell\u2019et\u00e0 digitale l\u2019Unione europea e l&#8217;Italia hanno cominciato a dotarsi di quadri regolamentari per cercare di cogliere in sicurezza le <strong>opportunit\u00e0 della trasformazione digitale<\/strong>. Infatti, la condizione di forte interdipendenza socio-economica tra i Paesi europei, nonch\u00e9 la natura ubiqua e transnazionale della dimensione cibernetica, sono due fattori che hanno indotto Bruxelles a diventare uno dei principali centri di gravit\u00e0 per lo sviluppo di politiche del settore digitale, con un approccio del tutto innovativo e peculiare rispetto ad altri ordinamenti (come quello statunitense, russo o cinese).<\/p>\n<p><strong>I ritardi dell&#8217;Europa e le esigenze dell&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nTuttavia, l\u2019Europa rispetto ad altri attori internazionali (Cina e Stati Uniti <em>in primis<\/em>) \u00e8 <strong>indietro in alcuni settori di innovazione<\/strong> e sviluppo (come nel caso dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/intelligenza-artificiale-robot\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intelligenza artificiale<\/a> e il <a href=\"https:\/\/plato.stanford.edu\/entries\/qt-quantcomp\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>quantum computing<\/em><\/a>), intorno ai quali si sta sviluppando una competizione alla superiorit\u00e0 tecnologica con risvolti non solo socio-economici ma anche geopolitici.<\/p>\n<p>L\u2019ampia e sfaccettata dimensione digitale \u00e8 di competenza di pi\u00f9 commissari (tra i quali <strong>Thierry <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/francia-thierry-breton-commissario-posta-in-gioco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Breton<\/a><\/strong> \u2013 mercato interno e <strong>Mariya <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Marija_Gabriel\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gabriel<\/a><\/strong> \u2013 innovazione e giovent\u00f9), i quali operano sotto la guida della commissaria danese, nonch\u00e9 vice-presidente esecutivo della Commissione europea, <strong>Margrethe <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Margrethe_Vestager\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vestager<\/a><\/strong> \u2013 soprannominata la nuova <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/09\/10\/world\/europe\/margrethe-vestager-european-union-tech-regulation.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eu\u00a0cyber zarina<\/a>. Gi\u00e0 membro della Commissione Junker, la Vestager \u00e8 stata riconfermata da <strong>Ursula <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/ue-nomine-coniglio-cilindro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">von der Leyen<\/a><\/strong> in ambito di concorrenza, con l\u2019aggiunta della responsabilit\u00e0 riguardante la transizione al digitale. La Verstager \u00e8 riconosciuta per il suo rigore verso le grandi piattaforme dell\u2019<strong>economia dei big data<\/strong>.<\/p>\n<p>Celebre \u00e8 l\u2019ingiunzione a Apple di versare 13 miliardi di tasse non pagate all&#8217;Irlanda nel 2016. Alle critiche provenienti dall&#8217;altra parte dell\u2019Oceano Atlantico, la Verstager ha risposto che deve tutelare gli interessi dei cittadini e consumatori europei. Nella lettera d\u2019incarico si indica chiaramente che l\u2019Unione europea deve cogliere a pieno le potenzialit\u00e0 dell\u2019et\u00e0 del digitale, una dimensione che spazia dall&#8217;industria alle questioni etiche dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Per quanto concerne in particolare l\u2019Italia, il prossimo quinquennio sar\u00e0 determinante per lo sviluppo di capacit\u00e0 digitali per poter salvaguardare la nostra economia, la nostra societ\u00e0 e la nostra sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Tre temi su cui focalizzare l&#8217;attenzione<\/strong><br \/>\nPertanto, riteniamo opportuno che la Commissione focalizzi la sua attenzione su tre temi specifici:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Protezione alle piccole medie imprese (Pmi):<\/strong> il tessuto produttivo italiano \u00e8 composto per la maggior parte da piccole e medie aziende che costituiscono la spina dorsale del nostro sistema Paese e posseggono molto del nostro know-how di eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. Tuttavia, esse riscontrano spesso difficolt\u00e0 nell&#8217;operare efficientemente nell&#8217;economia digitale, in quanto sono chiamate a rispettare legislazioni puntuali ma complesse da applicare (come il Gdpr) e allo stesso tempo sempre pi\u00f9 oggetto di attacchi cibernetici pur rimanendo escluse dal perimetro di sicurezza nazionale. \u00c8 pertanto necessario che l\u2019Unione europea dia prova di un rinnovato slancio nell&#8217;approcciare queste realt\u00e0 la cui importanza per la crescita ed il posizionamento strategico dell\u2019Europa non pu\u00f2 essere sottostimata. Finora l\u2019Unione europea ha concentrato i fondi per la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/news\/cybersecurity-act-2018-dec-11_en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cybersecurity<\/a> in ambito di ricerca e sviluppo, quindi verso i <em>provider <\/em>e non i consumatori di sicurezza, come potrebbero essere le Pmi. Potrebbe dunque essere opportuno che il Governo italiano si faccia portavoce di queste difficolt\u00e0 in sede europea, mantenendo l\u2019attenzione di Bruxelles su quella che rappresenta una cruciale sfida dei prossimi anni.<\/li>\n<li><strong>Aumentare consapevolezza e alfabetismo digitale:<\/strong>\u00a0nell&#8217;Unione europea l\u2019Italia si piazza quartultima <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/digital-single-market\/en\/desi\">nella classifica<\/a> della Commissione europea per quanto riguarda l\u2019economia e societ\u00e0 digitale. Questo scarso risultato ha due conseguenze non secondarie sulla performance dell\u2019Italia nel XXI secolo. In primo luogo, rimanere indietro in ambito digitale implica che il nostro Paese non pu\u00f2 beneficiare delle rilevantissime opportunit\u00e0 economiche (ma non solo) che l\u2019attuale rivoluzione tecnologica rende disponibili (come l\u2019industria 4.0, <em>l\u2019<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Internet_of_things\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Internet of Things<\/a><\/em>, l\u2019economia dei dati) con importanti ricadute anche nel settore dell\u2019occupazione e del mercato del lavoro attuale e futuro. In secondo luogo, una societ\u00e0 poco digitalizzata \u00e8 una societ\u00e0 con una scarsa cultura informatica che determina rischi individuali e sistemici per l\u2019intero Paese. Le crescenti minacce che provengono dallo spazio cibernetico richiedono una maggior consapevolezza informatica di tutti gli utenti (dagli studenti elementari agli amministratori delegati delle grandi aziende, passando per gli impiegati pubblici) dato che la catena di interconnessione dei sistemi, delle reti e dei network \u00e8 sicura quanto \u00e8 sicuro il suo anello pi\u00f9 debole. Pertanto, l\u2019Italia dovrebbe mantenere alta l\u2019attenzione di Bruxelles sui programmi di sostegno alla formazione (di tutte le fasce inclusa quella continua) specialmente verso le fasce pi\u00f9 deboli (disoccupati e chi lavora in settori pi\u00f9 a rischio di perdita del lavoro).<\/li>\n<li><strong>Dalle parole ai fatti:<\/strong> l\u2019Unione europea negli ultimi anni si \u00e8 dotata di un ambiente normativo riguardo il digitale importante e innovativo. Dalla direttiva sugli operatori dei servizi essenziali all&#8217;istituzione di un\u2019agenzia permanente di sicurezza cibernetica, dalle certificazioni ai prodotti e servizi digitali al <a href=\"https:\/\/www.enisa.europa.eu\/events\/artificial-intelligence-an-opportunity-for-the-eu-cyber-crisis-management\/workshop-presentations\/20190603-eeas-eu-cyber-diplomacy-toolbox.pdf\/view\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>cyber-diplomatic toolbox<\/em><\/a>. Alcune di queste iniziative sono gi\u00e0 attive, altre sono ancora in fase di implementazione. L\u2019Italia ha tutto l\u2019interesse che l\u2019Unione europea possa finalmente cominciare ad operare pienamente in un dominio, come quello cibernetico, dove \u00e8 fondamentale sviluppare sinergie con i cosiddetti <em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Like-Minded_Developing_Countries\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">like minded states<\/a>.<\/em> Molte sono le questioni sulle quali un approccio di sano pragmatismo pu\u00f2 rendere pi\u00f9 sicuro ed efficacie l\u2019utilizzo delle nuove tecnologie. Uno su tutti, l\u2019annosa (e strategica) questione del 5G, per la quale sarebbe utile sviluppare un approccio comunitario ponderato e il pi\u00f9 possibile condiviso.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Altri fronti digitali aperti<\/strong><br \/>\nQuesti sono solo alcuni dei <strong>temi digitali trattati a livello europeo<\/strong>, sul quale sarebbe utile attirare l\u2019attenzione del nostro governo e quindi della neonata Commissione europea. Ma ve ne sono molti altri, come la <strong><em>digital tax<\/em><\/strong>, la responsabilit\u00e0 delle <strong>piattaforme online<\/strong>, la riduzione del <strong><em>digital divide<\/em><\/strong> (anche per quanto riguarda il <em>gender<\/em>) e lo sviluppo dei diritti umani nell&#8217;era digitale (tra cui quello alla privacy).<\/p>\n<p>Tutte questioni sulle quali il nostro Paese pu\u00f2 trovare nell&#8217;Unione europea, e in particolare nella Commissione europea, un interlocutore chiave per lavorare dialetticamente su tematiche di interesse nazionale nel mercato (digitale) comune, ma soprattutto nei sempre pi\u00f9 scuri e vasti orizzonti del dominio cibernetico.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0<\/em><em>Le opinioni espresse dall\u2019autore sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell&#8217;ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insediamento della nuova Commissione europea avviene in un momento di straordinario cambiamento: la storia sembra aver cominciato a scorrere pi\u00f9 veloce. Uno dei drivers di questo cambiamento \u00e8 certamente rappresentato dall\u2019evoluzione tecnologica e digitale, che avr\u00e0 effetti sempre pi\u00f9 dirompenti sulle nostre societ\u00e0, le nostre economie e la nostra sicurezza. Per affrontare al meglio i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":76727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[530,1228,1012,96,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76718"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76718"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76738,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76718\/revisions\/76738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}