{"id":76798,"date":"2019-12-08T20:05:29","date_gmt":"2019-12-08T19:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76798"},"modified":"2020-01-13T12:26:30","modified_gmt":"2020-01-13T11:26:30","slug":"difesa-sicurezza-protezione-nbcr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-sicurezza-protezione-nbcr\/","title":{"rendered":"Difesa: sicurezza globale e protezione dal rischio Nbcr"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>rischio Nbcr<\/strong> (nucleare, batteriologico, chimico, radiologico) continua a crescere nel mondo globalizzato e, a causa della facile e rapida diffusione degli effetti di ogni evento, non conosce confini. L\u2019esempio dell\u2019incidente di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Chernobil<\/a> nel 1986 \u00e8 emblematico: la nube radioattiva coinvolse, oltre all\u2019Ucraina, Bielorussia, Russia, Europa orientale, Finlandia, Scandinavia, estendendo i suoi effetti diretti e indiretti su quasi sette milioni di persone.<\/p>\n<p><strong>I fattori di rischio<br \/>\n<\/strong>Molteplici fattori contribuiscono al maggiore rischio. Fra quelli economici, la globalizzazione con l\u2019aumento esponenziale dell\u2019interscambio di prodotti e componenti e lo sviluppo industriale nei Paesi non sviluppati con la conseguente internazionalizzazione della catena della subfornitura. Questo fa si che ogni giorno milioni di tonnellate di prodotti pericolosi viaggino per terra, mare ed aria e che siano prodotti ovunque, coinvolgendo Paesi dove il livello dei controlli e della sicurezza sono ancora estremamente bassi. La stessa rivoluzionaria standardizzazione dei trasporti con il sistematico utilizzo dei container \u00e8 fonte di preoccupazione perch\u00e9, a parte i rischi di azioni &#8216;malevole&#8217;, sono elevati quelli di errori nel loro caricamento o nelle relative informazioni di accompagnamento. A questo si aggiunge l\u2019allungamento delle filiere produttive che spinge a delocalizzare direttamente o indirettamente le produzioni di base nei Paesi non sviluppati e, quindi, moltiplica i passaggi e le distanze fra i componenti di base e i prodotti finiti, soprattutto in campo chimico e farmaceutico. Infine, l\u2019industrializzazione dell\u2019agricoltura sta richiedendo un massiccio utilizzo di fertilizzanti e diserbanti, tendenzialmente prodotti nelle aree interessate dei paesi non sviluppati.<\/p>\n<p>Fra quelli sociali, la crescita mondiale del livello di istruzione e la disponibilit\u00e0 delle informazioni tecniche sulla rete, cos\u00ec come l\u2019apertura della formazione universitaria nei Paesi sviluppati a studenti di tutto il mondo, ha moltiplicato il numero dei tecnici in grado di padroneggiare tecnologie di prodotto e di processo anche nel settore Nbcr, oltre che in quello degli strumenti attraverso i quali se ne potrebbe fare un utilizzo &#8216;malevolo&#8217;.<\/p>\n<p>Fra quelli politici, il permanere e il radicarsi di numerose aree di crisi in cui l\u2019assenza degli Stati o la loro debolezza, creano vuoti in ogni forma di controllo e favoriscono un mercato nero anche nel campo Nbcr. In quest\u2019ottica si colloca anche il traffico di residui e scarti estremamente pericolosi, spesso gestiti dalla criminalit\u00e0 organizzata. Ma \u00e8, soprattutto, il terrorismo di matrice islamica a suscitare una forte preoccupazione perch\u00e9 la sua natura (attacco agli &#8216;infedeli&#8217; identificati come nemici e disponibilit\u00e0 al sacrificio) riduce l\u2019efficacia dei tradizionali strumenti di difesa. La diffusione degli attacchi, spesso individuali, condotti in diversi Paesi, soprattutto europei, si \u00e8 basata fino ad ora sull&#8217;utilizzo di tecniche e strumenti convenzionali, ma \u00e8 possibile che possa essere coinvolto anche il settore Nbcr.<\/p>\n<p>L\u2019attualit\u00e0 della minaccia Nbcr era, per altro, gi\u00e0 stata dimostrata dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/siria-armi-chimiche-imbarbarimento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tragica esperienza siriana<\/a> nei primi anni di questo decennio<em>. <\/em>Lo stesso rischio \u00e8, infine, corso dalle missioni internazionali di stabilizzazione delle aree di crisi.<\/p>\n<p><strong>Le iniziative in atto<br \/>\n<\/strong>A livello generale si sta assistendo ad un progressivo indebolimento degli strumenti con cui si \u00e8 cercato fino ad ora di garantire la stabilit\u00e0 internazionale. Vi \u00e8 una diffusa consapevolezza dei limiti e delle esperienze negative, ma vale, anche in questo caso, il principio che questo \u00e8 il migliore sistema di <em>governance <\/em>che si \u00e8 saputo realizzare. \u00c8, quindi, molto preoccupante il suo crescente logoramento e indebolimento, proprio da parte di alcuni dei Paesi pi\u00f9 importanti e senza che si sia nemmeno cominciato a costruire un\u2019alternativa per rafforzare la sicurezza globale. In questo quadro rischia di finire coinvolto sia il regime Mtcr, creato nel 1987 per impedire la proliferazione missilistica, sia il Gruppo Australia, creato dopo l\u2019impiego delle armi chimiche in Iraq nel 1984, per controllare l\u2019esportazione di componenti utilizzabili per la produzione di armi chimiche.<\/p>\n<p>Sta, per\u00f2, crescendo la consapevolezza europea sulla necessit\u00e0 di migliorare le capacit\u00e0 di tutelare la popolazione e il territorio, sul piano sia operativo sia tecnologico. Di qui un maggior numero di progetti per migliorare l\u2019addestramento del personale destinato ad operare in aree contaminate e le capacit\u00e0 di intervento, cos\u00ec come a rendere pi\u00f9 sicura produzione e trasporti di prodotti e componenti pericolosi. Altri e crescenti finanziamenti sono dedicati allo sviluppo tecnologico di equipaggiamenti destinati a rendere pi\u00f9 efficace l\u2019attivit\u00e0 di formazione e addestramento del personale, a identificare tempestivamente la dispersione di eventuali agenti contaminanti, a prevedere rapidamente le aree interessate, a disporre di capacit\u00e0 dedicate di comando, controllo e comunicazione, a migliorare la protezione individuale e collettiva del personale impiegato.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica \u00e8 significativo, oltre al maggiore impegno dei fondi europei per la ricerca civile e duale, l\u2019inserimento del settore Nbcr fra quelli che saranno finanziati dall\u2019<em>European Defence Fund<\/em> a partire dal 2021. E la decisione del mese scorso di inserire una seconda proposta nel campo Nbcr fra i progetti Pesco, quelli che i Paesi europei ritengono di interesse comune.<\/p>\n<p>A livello nazionale si registra ancora un\u2019insufficiente attenzione dei decisori politici su queste problematiche. Questo comporta ritardi e difficolt\u00e0 nell&#8217;assegnare adeguate risorse sia al reclutamento, alla formazione e all&#8217;operativit\u00e0 del personale, sia al miglioramento e alla disponibilit\u00e0 degli equipaggiamenti necessari. Ci\u00f2 nonostante in Italia si sono sviluppate significative competenze che contribuiscono ad inserire il nostro Paese fra quelli di riferimento a livello europeo. Si sta affermando la consapevolezza della necessit\u00e0 di fare sistema ed oggi i principali soggetti pubblici e privati operanti nel settore aderiscono al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/sicurezza-rischi-minacce-nbcr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cluster Cbrn-P3<\/a> <em>(1)<\/em> che, l\u201911 dicembre, organizzer\u00e0 a Roma il suo <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/node\/11001\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo convegno<\/a> su \u201cSicurezza globale e difesa dal rischio Nbcr\u201d.<\/p>\n<p><em>(1) &#8211; Karolina Muti e Livia Botti Documenti IAI\u00a018|24<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rischio Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico, radiologico) continua a crescere nel mondo globalizzato e, a causa della facile e rapida diffusione degli effetti di ogni evento, non conosce confini. 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