{"id":76811,"date":"2019-12-10T07:52:41","date_gmt":"2019-12-10T06:52:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76811"},"modified":"2019-12-10T07:52:41","modified_gmt":"2019-12-10T06:52:41","slug":"america-latina-uruguay-destra-bolivia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/america-latina-uruguay-destra-bolivia\/","title":{"rendered":"America Latina: l\u2019Uruguay va a destra, la Bolivia attende"},"content":{"rendered":"<p>La sconfitta al ballottaggio delle presidenziali di <strong>Daniel Mart\u00ednez<\/strong>, candidato della coalizione di centrosinistra <em>Frente Amplio<\/em> in <strong>Uruguay<\/strong>, e la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/bolivia-morales-lascia-incertezza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">momentanea uscita di scena di <strong>Evo Morales<\/strong> in <strong>Bolivia<\/strong><\/a> sembrano aver chiuso quel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/america-latina-nuovo-giro-izquierda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ciclo progressista<\/a> iniziato in <strong>America Latina<\/strong> con la vittoria di Hugo Ch\u00e1vez in Venezuela.<\/p>\n<p>La Bolivia e l\u2019Uruguay rappresentavano le ultime roccaforti rosse nella regione, colorata quasi interamente dei colori socialisti e socialdemocratici dai primi anni Duemila e per circa quindici anni. La <strong><em>marea rosa<\/em><\/strong> figlia di quella linea politica denominata \u201csocialismo del XXI secolo\u201d che ha visto tra i suoi protagonisti Ch\u00e1vez, Morales, il brasiliano Lula, gli uruguayani Pepe Mujica e Tabar\u00e9 Vazquez, i coniugi Kirchner in Argentina, si \u00e8 ritirata inesorabilmente a partire proprio da Buenos Aires.<\/p>\n<p>Quello argentino fu, difatti, il primo governo rosso a cadere, con la vittoria del neoliberista Mauricio Macr\u00ec nel 2015. Piano piano, come in un effetto domino, tra risultati elettorali e vicende giudiziarie, sono stati spazzati via tutti i governi progressisti, dal Brasile di Dilma Roussef, fino a Cile e Paraguay. Oggi che ha perso gli ultimi bastioni rimasti, la sinistra sudamericana torna a sorridere solo grazie alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/argentina-fernandez-a-un-passo-governo-trattative-fmi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vittoria di Alberto Fern\u00e1ndez in Argentina<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Il cambio di passo nel <\/strong><strong><em>Paisito<\/em><\/strong><br \/>\nDopo 15 anni, l\u2019Uruguay ha svoltato a destra. I risultati del ballottaggio di domenica 24 novembre sono diventati ufficiali solo pochi giorni fa. Il ridotto margine di differenza di voti tra i due candidati presidenti ha costretto la Corte elettorale a ricontare i voti contestati. Per poche migliaia di preferenze, a prevalere \u00e8 stato il conservatore <strong>Louis Lacalle Pou<\/strong>, 46enne esponente del <em>Partido Nacional<\/em>.<\/p>\n<p>Il <em>Frente Amplio<\/em>, la coalizione di centrosinistra che candidava l\u2019ex intendente di Montevideo Daniel Mart\u00ednez, \u00e8 stata sconfitta dopo aver primeggiato al primo turno. Per il <em>Paisito<\/em>, si \u00e8 trattato di un ritorno a destra dopo i governi progressisti di Mujica e Vazquez e gli ottimi risultati economici del Paese, il cui Pil pro capite \u00e8 il pi\u00f9 alto del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/prosur-integrazione-america-latina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sudamerica<\/a>.<\/p>\n<p>Il presidente eletto Louis Lacalle Pou, figlio di un ex presidente uruguayano, si insedier\u00e0 il prossimo marzo e ha gi\u00e0 dichiarato di voler riconoscere l\u2019autoproclamato (da quasi un anno) presidente del Venezuela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/venezuela-guaido-cuba-brasile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Juan Guaid\u00f2<\/strong><\/a>, rimarcando la differenza con il suo predecessore Vazquez, che ha appoggiato fino all\u2019ultimo il governo Nicol\u00e1s Maduro. Il ciclo progressista in Uruguay \u00e8 terminato per pochi voti ma lascia al Paese importanti conquiste dal punto di vista dei diritti civili, con la legalizzazione dell\u2019<strong>aborto<\/strong> e del <strong>matrimonio egualitario<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Verso nuove elezioni in Bolivia<\/strong><br \/>\nMolto pi\u00f9 complesso e fluido \u00e8, invece, il quadro politico boliviano. A vincere al primo turno le elezioni del 20 ottobre era stato Evo Morales, il primo presidente indigeno della storia al potere dal 2006. La sua candidatura \u2013 la quarta consecutiva e in principio proibita dalla Costituzione &#8211; e la sua contestata elezione sono parse, a una parte dei boliviani e alla comunit\u00e0 internazionale, forzature istituzionali.<\/p>\n<p>Forte delle percentuali plebiscitarie delle sue precedenti vittorie e dei risultati raggiunti dal punto di vista economico e sociale durante i suoi governi, Morales ha cercato il quarto mandato, risultando eletto, pur dopo una serie evidente di irregolarit\u00e0, tra cui l\u2019interruzione di diverse ore dello spoglio.<\/p>\n<p>All\u2019indomani della sua elezione, per\u00f2 l\u2019opposizione non ha riconosciuto il risultato parlando di brogli e incitando i boliviani a scendere in piazza. La situazione nel Paese \u00e8 degenerata in violenti scontri e violenze tra gli oppositori e i sostenitori di Morales che, dopo essersi dimesso, ha lasciato la Bolivia per rifugiarsi in Messico. Gli scontri e i morti delle proteste hanno spinto l\u2019esercito a prendere in mano la situazione, alimentando lo spettro del golpe paventato da Morales ancor prima delle elezioni presidenziali.<\/p>\n<p>Per riempire il pericoloso vuoto istituzionale causato dalle dimissioni di Morales e di diversi membri del suo governo, cos\u00ec come previsto dalla Costituzione boliviana, nelle scorse settimane la vicepresidente del Senato Jeanine A\u00f1ez si \u00e8 autoproclamata presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia. Tra gli attacchi di Morales, che dal Messico continua a incitare i suoi sostenitori e accusare A\u00f1ez e il suo sfidante Carlos Mesa di essere dei golpisti, il Paese prova a ripartire con un nuovo governo e la prospettiva di nuove elezioni presidenziali.<\/p>\n<p>La strada per le nuove consultazioni, pur se tracciata, non ha ancora tempi certi. Il Parlamento tuttavia, all\u2019interno del quale gli esponenti del Mas \u2013 il partito di Morales \u2013 rappresentano i due terzi degli eletti, negli scorsi giorni ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 un provvedimento che annulla le elezioni del 20 ottobre.<\/p>\n<p><strong>La questione della leadership in Sudamerica<\/strong><br \/>\nLe sconfitte di Morales e del <em>Frente Amplio<\/em> in Uruguay pongono la sinistra sudamericana \u00a0davanti ad un grosso problema di ricambio della leadership. Se a Montevideo il problema \u00e8 generazionale, con un partito che non riesce a trovare eredi di Mujica e Vazquez, a La Paz Morales ha forzato la mano e cercato un ennesimo mandato facendo leva sul consenso &#8211; non solo politico &#8211; che i boliviani, soprattutto i pi\u00f9 poveri, nutrono verso il primo presidente indigeno della storia, simbolo del riscatto della popolazione.<\/p>\n<p>Che la sinistra sudamericana fatichi a trovare nuovi leader all\u2019altezza dei presidenti protagonisti della <em>marea rosa<\/em> \u00e8 evidente. A dimostrarlo ci sono il ritorno sulla scena in Brasile (oggi governato dall\u2019ultraconservatore Jair Messias Bolsonaro) di Lula, scarcerato di recente e mai dimenticato dal suo popolo, ma anche la vittoria di Alberto Fern\u00e1ndez in Argentina, il cui ticket con l\u2019ex presidente e first lady Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner come vice \u00e8 stato determinato per riportare i peronisti alla Casa Rosada.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Mauricio Zina\/ZUMA Wire\/ZUMAPRESS.com<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sconfitta al ballottaggio delle presidenziali di Daniel Mart\u00ednez, candidato della coalizione di centrosinistra Frente Amplio in Uruguay, e la momentanea uscita di scena di Evo Morales in Bolivia sembrano aver chiuso quel ciclo progressista iniziato in America Latina con la vittoria di Hugo Ch\u00e1vez in Venezuela. La Bolivia e l\u2019Uruguay rappresentavano le ultime roccaforti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":76812,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[71,397,1476,1985,1499,1293,1576,186],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76811"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=76811"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76811\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76813,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/76811\/revisions\/76813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/76812"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=76811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=76811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=76811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}