{"id":76815,"date":"2019-12-10T07:45:10","date_gmt":"2019-12-10T06:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76815"},"modified":"2019-12-12T19:48:05","modified_gmt":"2019-12-12T18:48:05","slug":"algeria-elezioni-incognite-perplessita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/algeria-elezioni-incognite-perplessita\/","title":{"rendered":"Algeria: verso le elezioni, tra incognite e perplessit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La terza volta sar\u00e0 quella buona? Nel 2019 l\u2019<strong>Algeria<\/strong> avrebbe dovuto votare il nuovo presidente della Repubblica gi\u00e0 in aprile e in luglio, ma entrambe le <strong>elezioni<\/strong> sono state annullate. Anche sul nuovo appuntamento elettorale, fissato per il prossimo 12 dicembre, si addensano incognite e perplessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il popolo algerino, un protagonista assente<br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/algeria-bouteflika-regime-successione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il motivo per il quale<\/a> l\u2019Algeria \u00e8 in una situazione politicamente instabile e potenzialmente critica da quasi un anno \u00e8 legato a un aspetto di per s\u00e9 positivo nella vita socio-politica nazionale. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/06\/algeria-meddi-manifestanti-dignita\/\">Il popolo algerino<\/a> \u2013 grande protagonista-assente della storia dell\u2019Algeria dall\u2019indipendenza in poi \u2013 dal 22 febbraio 2019 si \u00e8 risvegliato da un torpore apatico che per anni lo aveva tenuto ben alla larga da qualsivoglia partecipazione politica.<\/p>\n<p>Il Decennio nero dell&#8217;Algeria (1992-2002 circa), cos\u00ec denominato per la straziante guerra tra lo Stato e gli jihadisti, con milioni di algerini nel mezzo e 200\/250 mila vittime, aveva avuto infatti l\u2019effetto collaterale di mettere ben in guardia la popolazione rispetto ai rischi della democrazia. Il colpo di stato militare per bloccare l\u2019avanzata islamista \u2013 atto anti-costituzionale e quindi in s\u00e9 anti-democratico \u2013 del gennaio 1992 era stato approvato da chi per la democrazia era sceso in piazza nel celebre \u201cottobre 1988\u201d.<\/p>\n<p><strong>La fine del ventennio di Bouteflika<\/strong><br \/>\nA trent\u2019anni da quei fatti e dopo un altro ventennio dominato da un unico presidente, Abdelaziz <strong>Bouteflika<\/strong>, e il suo clan, il popolo d&#8217;Algeria \u00e8 ritornato in quelle stesse strade: centinaia di migliaia di persone unite in una marea umana, festante e pacifica, che ha defilato ogni venerd\u00ec dal 22 febbraio in poi. <a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/afrique\/article\/2019\/12\/09\/algerie-le-hirak-est-un-point-de-depart-pour-reconstruire-le-champ-politique_6022244_3212.html\">La determinazione dell\u2019<em>hirak<\/em> (\u201cmovimento\u201d in arabo)<\/a> ha portato alle dimissioni e al ritiro della candidatura del presidente uscente Bouteflika e quindi all\u2019annullamento delle elezioni.<\/p>\n<p>Nel rispetto costituzionale, la gestione della Repubblica \u00e8 passata a un presidente <em>ad interim <\/em>individuato in Abdelkader<strong> Bensalah<\/strong>, gi\u00e0 alla guida della Camera alta: uomo vicino a Bouteflika e membro di uno dei due partiti rimasti sempre al governo nel ventennio precedente, il Raggruppamento nazionale democratico (Rnd). Le nuove elezioni previste per il 4 luglio sono state invalidate per mancanza di candidati: nessuno ha osato presentarsi di fronte a un movimento che continuava a richiedere un ricambio ai vertici totale e un processo transitorio affidato a personalit\u00e0 non colluse con il sistema che aveva fatto quadrato attorno a Bouteflika, godendo dei suoi favori.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell&#8217;esercito<\/strong><br \/>\nIn tutto ci\u00f2 <a href=\"https:\/\/www.liberation.fr\/planete\/2019\/03\/10\/algerie-l-armee-se-trouve-devant-un-choix-historique_1714260\">l\u2019esercito, attraverso il capo di Stato maggiore Ga\u00efd Salah,<\/a> ha avuto un ruolo di prim&#8217;ordine: ha deciso di non sparare e non reprimere il movimento, ha obbligato &#8216;Boutef&#8217; a rassegnare le dimissioni, nell\u2019estate ha imposto a Bensalah uno stop alle trattative con i rappresentanti dell\u2019<em>hirak<\/em>, liquidando come perdite di tempo le loro pressanti richieste \u201cpreliminari\u201d a qualsiasi negoziato (liberazione dei prigionieri politici <em>in primis<\/em>), ha appoggiato pubblicamente le ondate di arresti per corruzione ai danni del &#8216;clan Bouteflika&#8217; (dai familiari a importanti uomini di affari oggi sotto processo) e, infine, in settembre, ha ordinato al presidente <em>ad interim<\/em> di fissare per una buona volta le elezioni per farla finita con la &#8216;crisi&#8217;, accusando quanti si oppongono a una sua immediata risoluzione di essere complottisti e partiti ostili al popolo del quale si sono auto-proclamati portavoce.<\/p>\n<p>Mentre i cortei di protesta in Algeria continuano con una ripresa, nel mese di novembre, della massiccia partecipazione e il fronte del boicottaggio delle elezioni \u00e8 molto rumoroso, i cinque candidati scommettono su un\u2019ipotizzata maggioranza silenziosa che dalla situazione di scarsa governabilit\u00e0 vuole uscire e che il 12 dicembre dovrebbe portare il tasso di partecipazione a livelli soddisfacenti (nel 2014 per il quarto gi\u00e0 contestato mandato di Bouteflika si era arrestato al 51,7% e alle ultime legislative e locali del 2017 era ulteriormente sceso al 38,25%).<\/p>\n<p><strong>La scommessa sul tasso di partecipazione<\/strong><br \/>\nLe campagne elettorali difficilmente appassionano e i comizi sono spesso accolti da gruppi di contestatori. Sono circa 300 gli arresti nei confronti di manifestanti sia con l\u2019accusa di attentato alla sovranit\u00e0 nazionale per coloro che sventolano la bandiera berbera (sfruttando nuovamente l\u2019identit\u00e0 <em>amazigh<\/em> come fattore divisivo), sia con motivazioni legate all\u2019ordine pubblico (interpretati dai militanti come reati di opinione).<\/p>\n<p>L\u2019<em>hirak<\/em> \u00e8 lungi dall\u2019essere unito al proprio interno ed \u00e8 piuttosto sintomatico delle diverse anime di una rinnovata societ\u00e0 civile che continua per\u00f2 a pretendere l\u2019avvento di una nuova classe politica alla guida della nazione: una caratteristica oggettivamente mancante ai cinque candidati. Due di questi sono ex-primi ministri: Abdelmadjid Tebboune, forse il pi\u00f9 legato al vecchio regime, premiato dall\u2019ex presidente con vari ministeri e incarichi nel corso del ventennio, e Ali Benflis, storico competitor nelle scorse presidenziali, che ha cercato sino all\u2019ultimo un dialogo con l\u2019<em>hirak<\/em>. Anche Azzedine Mihoubi \u00e8 stato uomo di governo di Bouteflika, ma pi\u00f9 come uomo di cultura (\u00e8 scrittore e poeta) prestato alla politica, raggiungendo oggi la carica di segretario del Rnd. Abdelkader Bengrina \u00e8 stato parte del sistema &#8211; Bouteflika avendo ricoperto la carica di ministro del Turismo: rappresenta l\u2019ala islamista che dal 1995 partecipa attivamente alla vita politico-istituzionale del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019unico candidato a non aver ricoperto incarichi precedentemente \u00e8 Abdelaziz Bela\u00efd, il pi\u00f9 giovane (56 anni) che vanta dalla sua dieci anni come deputato del sempre vivo Fronte di liberazione nazionale (Fln, insieme a Rnd partiti al governo dell\u2019era Bouteflika) dal quale si \u00e8 poi distaccato nel 2012. I programmi non sono troppo distanti l\u2019uno dall\u2019altro e le promesse sono quelle che il popolo attende da qualche decennio: lotta alla corruzione, diversificazione dell\u2019economia per sganciarla dalla rendita proveniente dagli idrocarburi, grandi opere infrastrutturali. Sar\u00e0 questa la strada giusta perch\u00e9 il pi\u00f9 esteso Paese africano si trasformi anche in una grande potenza continentale?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terza volta sar\u00e0 quella buona? Nel 2019 l\u2019Algeria avrebbe dovuto votare il nuovo presidente della Repubblica gi\u00e0 in aprile e in luglio, ma entrambe le elezioni sono state annullate. Anche sul nuovo appuntamento elettorale, fissato per il prossimo 12 dicembre, si addensano incognite e perplessit\u00e0. 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