{"id":76883,"date":"2019-12-13T13:33:13","date_gmt":"2019-12-13T12:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76883"},"modified":"2019-12-22T09:44:39","modified_gmt":"2019-12-22T08:44:39","slug":"gran-bretagna-elezioni-boris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-boris\/","title":{"rendered":"Gran Bretagna: elezioni, &#8220;Well done Boris! And now what?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il popolo britannico ha parlato e ci ha dato due cattive e due buone notizie. La prima cattiva notizia \u00e8 che ha consegnato il potere con una delle pi\u00f9 grandi maggioranze dai tempi di Margaret Thatcher a un cinico opportunista, mentitore abituale. La campagna ha importato in un Paese europeo tutte le caratteristiche pi\u00f9 sporche, comprese le ormai familiari interferenze russe, della politica statunitense.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">La prima ragione della della vittoria di Boris <strong>Johnson<\/strong> \u00e8 nella desistenza del Brexit Party di Nigel Farage.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>Due cattive notizie e due buone notizie<\/strong><br \/>\nUn\u2019altra ragione \u00e8 stata per\u00f2 ancora pi\u00f9 importante e costituisce la buona notizia di queste elezioni. In condizioni normali, di fronte ai disastrosi errori compiuti dai conservatori con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-urne-brexit-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, i laburisti avrebbero avuto un\u2019autostrada in discesa verso la vittoria. Hanno invece tirato fuori dalla naftalina degli Anni 70 un leader, Jeremy <strong>Corbin<\/strong>, e un gruppo dirigente che sono una caricatura dei fantasmi ideologici del secolo scorso: nazionalizzazioni, aumenti di tasse, promesse irrealizzabili. Il tutto accompagnato da provate infiltrazioni antisemite nel partito e da una incapacit\u00e0 di adottare una linea chiara sulla Brexit. Il risultato \u00e8 stata la pi\u00f9 cocente sconfitta da molti decenni. Si spera che costituir\u00e0 la pietra tombale anche per le velleit\u00e0 di risolvere in chiave radicale i problemi della sinistra del continente europeo (Italia compresa); forse il messaggio sar\u00e0 colto anche nel tormentato dibattito del partito democratico americano.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La seconda cattiva notizia \u00e8 che si dimostra senza possibilit\u00e0 di appello l\u2019inconsistenza dell\u2019europeismo britannico. Rappresentano forse un po\u2019 pi\u00f9 della maggioranza della popolazione, certamente la maggioranza dei giovani, ma si sono dimostrati incapaci di presentare un fronte coerente. Il cardine dello schieramento, il partito liberal-democratico, aveva una leader totalmente priva di carisma, Jo <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Jo_Swinson\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Swinson<\/strong><\/a>, che ha persino perso il proprio seggio. Autorevoli testate come il Financial Times e l\u2019Economist avevano preconizzato il \u201cvoto tattico\u201d per fermare gli estremisti dei due campi, ma \u00e8 un messaggio che poteva passare solo in \u00e9lites ristrette. Gli europeisti pagano pi\u00f9 di 40 anni di messaggio confuso, di adesione riluttante e priva di una chiara visione del perch\u00e9 volevano che il Paese stesse in Europa. Una lezione anche per chi in Italia si gingilla con \u201cl\u2019Europa s\u00ec, ma non cos\u00ec\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Infine la seconda buona notizia, almeno per noi. L\u2019interminabile saga dell\u2019incertezza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>su Brexit, che ricordava l\u2019Hotel California della canzone degli Eagles, \u00e8 per il momento finita. In fondo, reagiamo come i mercati: Brexit non ci piace, ma l\u2019interminabile incertezza ci piaceva ancora meno. L\u2019accordo negoziato con l\u2019Ue sar\u00e0 sicuramente ratificato nelle prossime settimane e la Gran Bretagna uscir\u00e0 formalmente il 31 gennaio. Qui c\u2019\u00e8 ovviamente un\u2019altra delle numerose menzogne di Boris. Brexit non \u00e8 affatto finita; in un certo senso comincia solo ora perch\u00e9 ci sono da negoziare i rapporti futuri. Il periodo transitorio previsto dall\u2019accordo terminer\u00e0 <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il 31 dicembre 2020 e nessuno crede che, come promesso dal manifesto conservatore, tutto sar\u00e0 concluso per quella data. \u00c8 quindi prevedibile che verso la fine dell\u2019anno prossimo vivremo un nuovo psicodramma, con un altro probabile rinvio. Nel frattempo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/regno-unito-la-via-del-voto-verso-la-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gran Bretagna<\/strong><\/a> sar\u00e0 uscita dall\u2019<strong>Ue<\/strong> e dalle sue istituzioni ma rester\u00e0 sottomessa a tutte le regole presenti e future.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>L&#8217;accordo che Boris vorr\u00e0 negoziare, verso una &#8216;Singapore sul Tamigi&#8217;?<\/strong><br \/>\nChe tipo di accordo Boris vorr\u00e0 negoziare con noi? La sua retorica fa pensare a un accordo leggero che gli permetterebbe di sottrarsi a molte regole europee. \u00c8 chiaro che in questo caso la nostra disponibilit\u00e0 a concedere un ampio accesso al mercato europeo sarebbe molto limitata. Questa prospettiva, che va sotto il nome di &#8216;Singapore sul Tamigi&#8217;, si scontra per\u00f2 contro due ostacoli. Il primo \u00e8 che per gli imprenditori britannici anche se attirati da una prospettiva di deregolamentazione, il mercato europeo ha un\u2019importanza vitale. Il secondo \u00e8 che lo storico successo dei conservatori \u00e8 in buona parte dovuto, grazie alla follia di Corbyn, allo sfondamento del cosiddetto \u201cmuro rosso\u201d: i numerosi seggi tradizionalmente laburisti che si situano nelle Midlands e nel nord dell\u2019Inghilterra. Quegli elettori hanno votato conservatore<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per avere chiarezza su Brexit e per le promesse di maggiori spese sociali, non certo per vivere a Singapore.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Nessuno pu\u00f2 sapere quale sar\u00e0 il vero volto del prossimo governo di Johnson, come pure quale sar\u00e0 la sua capacit\u00e0 di dominare le pulsioni che ha scatenato. La saga di Boris il mentitore non \u00e8 ancora terminata e le previsioni di chi vede ora una Gran Bretagna totalmente allineata su Donald Trump sono quanto meno premature. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><strong>La prospettiva per il futuro<\/strong><br \/>\nQual \u00e8 ora la prospettiva per il futuro? Noi metteremo il negoziato nelle capaci mani di Michel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/brexit-piano-bojo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Barnier.<\/strong><\/a> \u00c8 prevedibile che ce ne occuperemo poco, anche perch\u00e9 i 27 hanno problemi pi\u00f9 seri e pi\u00f9 impellenti a cui pensare. Per la Gran Bretagna si delineano invece problemi profondi di cui in fondo Brexit \u00e8 stata solo il detonatore. In primo luogo il Paese deve ora riflettere seriamente sulla visione che ha di s\u00e9 stesso e del suo ruolo nel mondo; una riflessione che non \u00e8 stata fatta dai tempi della perdita dell\u2019impero.\u00a0<\/span><span class=\"s1\">Mai come oggi \u00e8 ancora valida la celebre battuta di un diplomatico americano di vari decenni fa: \u201cLa Gran Bretagna ha perso un impero e non ha ancora trovato un ruolo\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">In secondo luogo, il grande successo del partito nazionalista scozzese riapre con forza la questione dell\u2019unit\u00e0 nazionale con probabili ripercussioni anche sulla questione irlandese. In fondo, il sentimento di eccezionalit\u00e0 che ha nutrito il nazionalismo e che ha portato a Brexit \u00e8 un fenomeno \u201cinglese\u201d molto pi\u00f9 che britannico. Infine la progressiva radicalizzazione dei due principali partiti impone una riflessione sul sistema politico. La crisi del partito laburista \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma \u00e8 difficile pensare che il partito conservatore ne possa esserne totalmente esente. Sarebbe bene che la riflessione riguardasse anche il sistema elettorale che, nella sua feroce brutalit\u00e0, impedisce la convergenza e radicalizza le posizioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">La crisi della democrazia rappresentativa che affligge l\u2019occidente fa cos\u00ec ufficialmente il suo ingresso anche nella \u201cmadre di tutte le democrazie\u201d. Lo fa con la paradossale indicazione di tossine ancora pi\u00f9 preoccupanti che nelle democrazie del continente. Le figlie si rivelano in effetti meno fragili della madre; smentendo cos\u00ec un altro presupposto dichiarato con \u201corgogliosa sicurezza\u201d dai sostenitori dell\u2019eccezionalit\u00e0 britannica.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il popolo britannico ha parlato e ci ha dato due cattive e due buone notizie. 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