{"id":76890,"date":"2019-12-14T23:38:39","date_gmt":"2019-12-14T22:38:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76890"},"modified":"2019-12-22T09:42:23","modified_gmt":"2019-12-22T08:42:23","slug":"ue-consiglio-europeo-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/ue-consiglio-europeo-brexit\/","title":{"rendered":"Ue: Consiglio europeo in tono minore; la Brexit non spiega tutto"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nell\u2019ultimo <strong>Consiglio europe<\/strong><strong>o\u00a0<\/strong>del 2019, l\u2019unica notizia chiara e inconfutabile \u00e8 arrivata verso la mezzanotte di gioved\u00ec: la clamorosa vittoria di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-boris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong><\/a> nelle elezioni\/referendum in <strong>Gran Bretagna<\/strong>: \u201cGet the <strong>Brexit<\/strong> Done\u201d, quindi, senza pi\u00f9 se o ma. Su <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/european-council\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tutto il resto dell\u2019agenda<\/a> del Consiglio europeo, una serie di rinvii e di non-decisioni che accrescono sempre di pi\u00f9 i dubbi sulle capacit\u00e0 decisionali del massimo organismo dell\u2019Unione europea.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Le fragilit\u00e0 dell&#8217;inizio di una nuova legislatura europea e il fattore britannico<\/strong><br \/>\nD\u2019altronde che questa fosse un\u2019occasione poco propizia a posizioni nette e precise era abbastanza scontato. Siamo in effetti all\u2019inizio di una nuova legislatura. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/ue-nomi-agende-speciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Commissione di Ursula von der Leyen<\/a> \u00e8 appena entrata in funzione con un mese di ritardo sul previsto. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Parlamento europeo, uscito dalle elezioni di maggio<\/a>, \u00e8 politicamente diverso da quelli che lo hanno preceduto ed \u00e8 molto pi\u00f9 difficile intravederne maggioranze stabili e di riferimento per le decisioni da ratificare. Lo stesso Consiglio europeo deve poi sperimentare l\u2019abilit\u00e0 diplomatica del suo nuovo presidente, il belga Charles Michel, che dovr\u00e0 gestirne agenda e proposte, ottenendo il consenso e l\u2019unanimit\u00e0 dei 27 paesi rimasti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Proprio l\u2019ormai certo abbandono del 28\u00b0 membro, la Gran Bretagna, ha costituito un ulteriore elemento di blocco psicologico-politico per i capi di Stato e\/o di governo. Da una parte, in effetti, la netta vittoria dei conservatori britannici ha creato un certo sollievo all\u2019interno del Consiglio, per avere finalmente chiarito il destino di un negoziato che si trascina da oltre tre anni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Dall\u2019altra, tuttavia, esso \u00e8 stato accompagnato da un senso di tristezza e timore, poich\u00e9 si tratta della prima \u201cexit\u201d nella storia dell\u2019Unione e per di pi\u00f9 da parte di un Paese di enorme peso economico e geopolitico, che tanto ha influito sulla vita comunitaria dal 1973, anno della sua entrata, al 31 gennaio del prossimo anno, allorquando il divorzio diventer\u00e0 effettivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Un Vertice al di sotto delle aspettative, sul clima &#8230;<\/strong><br \/>\nDetto questo, non vi \u00e8 dubbio che la riunione di dicembre sia stata di gran lunga inferiore alle aspettative. Il tema chiave nell\u2019agenda dei 27 era quello della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/clima-bei-2021-stop-progetti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>lotta all\u2019inquinamento<\/strong><\/a>. Apparentemente, a leggere il comunicato finale, il Consiglio \u201capprova\u201d l\u2019obiettivo del 2050 per il raggiungimento di una Ue a impatto climatico zero, con l\u2019evidente ambizione di diventare un modello per il resto del mondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nei giorni della conferenza COP 25 di Madrid sul clima, della proclamazione di Greta Thunberg come persona dell\u2019anno da parte della rivista Time, ma soprattutto del grande piano della Commissione europea al riguardo, una dichiarazione unanime dei 27 (pi\u00f9 la stessa Gran Bretagna) era il minimo sindacale da raggiungere.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Invece nella successiva linea<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>del comunicato si precisa che l\u2019unanimit\u00e0 \u00e8 di fatto fasulla poich\u00e9 un Paese membro, la Polonia, ancora non se la sente di prendere un impegno del genere (a trent\u2019anni di distanza da oggi!) e quindi sar\u00e0 necessario ritornare sul tema nel prossimo giugno. D\u2019altronde che Polonia, assieme a Repubblica Ceca e Ungheria, avessero grandi resistenze in relazione al traguardo di emissioni zero nel 2050 era noto da tempo. Si tratta infatti di Paesi con una grande industria carbonifera che \u00e8 fonte di Pil e occupazione. La Commissione ha quindi proposto un \u201cmeccanismo per una giusta transizione\u201d che alla fine dovrebbe mettere assieme la bella cifra di 100 miliardi a favore di questi tre Paesi.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La stessa Banca Europea per gli Investimenti ha annunciato 1 miliardo di investimenti nel periodo 2021-30 per alleviare il graduale abbandono dell\u2019industria carbonifera. Ma mentre Ungheria e Repubblica Ceca si sono convinte, la Polonia ha mantenuto la propria intransigenza. Alla fine la decisione annunciata non esiste, dal momento che su queste materie il Consiglio ha bisogno di raggiungere l\u2019unanimit\u00e0 e quella della Polonia non \u00e8 neppure un\u2019astensione costruttiva, ma un chiaro no, almeno per il momen<strong>to.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>&#8230; e sul bilancio pluriennale<\/strong><br \/>\nSullo sfondo si intravvede il vero problema che le istituzioni dell\u2019Unione dovranno affrontare con grande urgenza: il bilancio comunitario per il 2021-27, sul quale, c\u2019\u00e8 da giurarci, la battaglia fra i Paesi sar\u00e0 feroce. In effetti, se si vorranno raggiungere gli obiettivi di zero emissioni del 2050, le risorse dovranno sia aumentare che essere allocate diversamente da quanto si \u00e8 fatto fino ad oggi. In termini di aumento \u00e8 ormai nota la reticenza degli Stati membri a trasferire a Bruxelles maggiori risorse nazionali o a permettere il conferimento di una tassa comune (tipo carbon tax); per di pi\u00f9 dal prossimo anno verr\u00e0 a mancare anche il contributo (netto) della Gran Bretagna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">N\u00e9 \u00e8 per nulla facile il trasferimento di risorse da una voce all\u2019altra del bilancio: anche su questo argomento si prospetta una divisione fra Paesi dell\u2019Est e altri dell\u2019Unione sulla diminuzione o meno dei fondi agricoli e di coesione, che costituiscono una buona parte delle entrate comunitarie per Varsavia e compagni. Insomma trovare la quadra sar\u00e0 terribilmente complicato e bisogner\u00e0 che la Commissione sostenuta dal Parlamento europeo riesca a reperire la forza e la sufficiente creativit\u00e0 per uscire da una molto probabile impasse del Consiglio su questo delicatissimo argomento.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Sul resto, il Consiglio di dicembre ha continuato nella tattica del rinvio, incaricando ad esempio l\u2019Eurogruppo a \u201ccontinuare a lavorare sul pacchetto di riforme del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/ue-italia-mes-agenda\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mes<\/strong><\/a>\u201d, come richiesto dall\u2019Italia, e a proseguire le attivit\u00e0 su tutti gli elementi dell\u2019ulteriore rafforzamento dell\u2019Unione bancaria: il tutto rinviato al giugno del 2020 quando i capi di Stato e governo si ritroveranno al termine della presidenza semestrale croata.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Unica notizia positiva, l\u2019aumento delle donne all\u2019interno del consesso europeo con le fresche nomine a primo ministro della finlandese Sanna Marin e della belga Sophie Wilm\u00e8s: soddisfazione ancora di corto respiro, dato che le rappresentanti femminili all\u2019interno del Consiglio sono cinque mentre gli uomini 23. Insomma il 18% contro l\u201982%. Anche su questo aspetto rimane ancora molto da fare in Europa!<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo Consiglio europeo\u00a0del 2019, l\u2019unica notizia chiara e inconfutabile \u00e8 arrivata verso la mezzanotte di gioved\u00ec: la clamorosa vittoria di Boris Johnson nelle elezioni\/referendum in Gran Bretagna: \u201cGet the Brexit Done\u201d, quindi, senza pi\u00f9 se o ma. 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