{"id":76895,"date":"2019-12-15T11:54:44","date_gmt":"2019-12-15T10:54:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76895"},"modified":"2019-12-27T07:00:11","modified_gmt":"2019-12-27T06:00:11","slug":"gran-bretagna-elezioni-brexit-risultati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-brexit-risultati\/","title":{"rendered":"Gran Bretagna: elezioni, &#8216;e Brexit sia&#8217;, risultati inequivocabili"},"content":{"rendered":"<p>E <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-boris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> sia! I risultati delle<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/regno-unito-la-via-del-voto-verso-la-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> elezioni<\/strong><\/a> nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/gran-bretagna-emmott-conservatori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> del 12 dicembre \u2013 terze elezioni generali in meno di cinque anni per i britannici, le prime elezioni in dicembre dagli Anni Venti \u2013 sono inequivocabili sulla volont\u00e0 dei cittadini britannici di voltare pagina una volta per tutte. La vittoria del Partito conservatore del premier Boris <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/gb-usa-johnson-trump-chicken-game\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Johnson<\/strong><\/a> \u2013 364 seggi e il 43,6 % dei voti \u2013 va interpretata come una chiara indicazione a favore del divorzio dall\u2019Unione europea. Ha dunque pagato una campagna tutta giocata sul mantra \u201cGet Brexit done\u201d e sulla promessa di una fine imminente alla saga che ha tenuto Gran Bretagna e Unione europea sospese negli ultimi tre anni.<\/p>\n<p><strong>Con quel che \u00e8 stato un secondo referendum, svaniti i sogni dei remainers<\/strong><br \/>\nCon questi risultati, svaniscono i sogni dei remainers, dalla <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/City_of_London\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">City<\/a> all\u2019Irlanda del Nord, passando per la Scozia, che erano rimasti aggrappati alla speranza che questi anni di incertezza avessero intaccato le convinzioni dei leavers e che avevano creduto nella possibilit\u00e0 di un secondo referendum che avrebbe potuto ribaltare i risultati di quello del giugno del 2016.<\/p>\n<p>Proprio un secondo referendum di conferma di un accordo sulla Brexit rinegoziato e pi\u00f9 soft era l\u2019opzione portata avanti \u2013 in maniera piuttosto ambigua ed esitante \u2013 dalla leadership del Partito laburista, grande sconfitto di questa tornata elettorale con 203 seggi e il 32,2 % dei voti. Jeremy Corbyn ha deciso di non lanciare un messaggio univoco e deciso sulla Brexit, sia per la sua vacillante convinzione personale che per i diversi orientamenti della base del Partito. Il suo programma elettorale coraggioso e radicale in materia economica, sociale e ambientale, che prevedeva una maggiore tassazione dei redditi pi\u00f9 alti, salario minimo garantito, riforma del sistema sanitario nazionale, nazionalizzazione dei settori delle ferrovie, dell\u2019acqua e dell\u2019energia, pi\u00f9 investimenti nella lotta al cambiamento climatico, evidentemente non ha convinto gli elettori. In particolare e crollato il cosiddetto &#8216;red wall&#8217; \u2013 la ex roccaforte laburista da Wrexham nel Galles del nord alla Blyth Valley nel Northumberland.<\/p>\n<p>Travolti anche i Liberal-Democratici \u2013 che ottengono appena 11 seggi \u2013 e il Brexit Party, che non entra in Parlamento, i quali sembrano avere gi\u00e0 esaurito la loro funzione nel sistema politico britannico.<\/p>\n<p>La sterlina vola \u2013 nella notte ha raggiunto il dato pi\u00f9 alto da maggio 2018 con un cambio rispetto al dollaro pari a 1,342 e pi\u00f9 1.6% rispetto all\u2019euro \u2013 e i mercati sembrano rassicurati dalla promessa di stabilit\u00e0 uscita dalle urne britanniche.<\/p>\n<p><strong>Risultati netti, ma con elementi di fragilit\u00e0<\/strong><br \/>\nMa davvero c\u2019\u00e8 da stare cos\u00ec tranquilli? In realt\u00e0, i risultati elettorali portano con se anche grandi elementi di fragilit\u00e0. La leader del Partito Nazionale Scozzese Nicola Sturgeon ha gi\u00e0 cominciato a capitalizzare la sua vittoria \u2013 48 seggi su 59 in Scozia \u2013 per rilanciare la rivendicazione di un nuovo referendum sull\u2019indipendenza in Scozia. In Irlanda e stata eletta una maggioranza di parlamentari anti-Brexit e per la prima volta i Nazionalisti hanno sorpassato gli Unionisti. Questi sono segnali preoccupanti sia per la tenuta politica del Regno Unito, sia per l\u2019andamento del negoziato sul futuro partenariato tra Gran Bretagna e Unione europea.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec, i capi di Stato e\/o di governo riuniti nel<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/ue-consiglio-europeo-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Consiglio europeo<\/strong><\/a> a Bruxelles hanno rinnovato il mandato al capo negoziatore Michel Barnier per portare avanti il processo con il nuovo governo britannico, a cominciare dalla formalizzazione della Brexit entro fine gennaio. Da parte britannica, questo richieder\u00e0 un voto favorevole sulla legge di ratifica dell\u2019accordo di recesso a Westminster entro la fine del 2019 (e probabilmente gi\u00e0 la prossima settimana).\u00a0 Comincer\u00e0 poi un percorso tutt\u2019altro che segnato per la definizione dei dettagli della futura relazione tra Unione europea e Regno Unito, che potrebbe concludersi con la firma di un accordo standard \u2013 cio\u00e8 un accordo commerciale simile a quello negoziato tra Unione europea e altri partner \u2013 entro la fine 2020 nella migliore delle ipotesi, oppure costringere le parti ad accordarsi su un\u2019estensione del periodo di transizione nel caso \u2013 molto probabile \u2013 che la Gran Bretagna reclami delle eccezioni.<\/p>\n<p>Si avvia dunque a conclusione una membership di quasi mezzo secolo, durante il quale il Regno Unito non ha quasi mai mancato di rivendicare la sua eccezionalit\u00e0, a colpi di correzioni al bilancio comunitario, di esenzioni dall\u2019applicazione della normativa europea e di autonomia a volte estrema nella definizione dell\u2019agenda di politica estera. Viene meno per\u00f2 anche uno degli assi portanti per la cultura, l\u2019identit\u00e0 e la sicurezza europea. Per la Gran Bretagna si apre una nuova stagione di ridefinizione del suo ruolo nel panorama internazionale, a cominciare da un sodalizio transatlantico corroborato da manifestazioni di sostegno e amicizia lanciate via Twitter dal presidente Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/johnson-premier-brexit-trionfo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trump<\/strong><\/a>, ma che dovranno passare per le forche caudine di un nuovo accordo commerciale e il test elettorale americano del prossimo novembre. Per l\u2019Unione europea comincia una fase di ricostruzione e consolidamento sotto la guida della nuova leadership eletta a maggio scorso \u2013 sebbene con non poche difficolt\u00e0 \u2013 un rinnovato slancio franco-tedesco \u2013 nonostante le crisi politiche interne \u2013 e il cauto ottimismo per un progetto europeo che sembra aver retto bene il colpo della Brexit. Sar\u00e0 un addio sofferto, ma ognuno andr\u00e0 avanti, a modo suo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E Brexit sia! I risultati delle elezioni nel Regno Unito del 12 dicembre \u2013 terze elezioni generali in meno di cinque anni per i britannici, le prime elezioni in dicembre dagli Anni Venti \u2013 sono inequivocabili sulla volont\u00e0 dei cittadini britannici di voltare pagina una volta per tutte. 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