{"id":76958,"date":"2019-12-21T22:56:04","date_gmt":"2019-12-21T21:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=76958"},"modified":"2019-12-27T07:00:59","modified_gmt":"2019-12-27T06:00:59","slug":"clima-cop25-glasgow-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-cop25-glasgow-2020\/","title":{"rendered":"Clima: dopo Cop25, la strada in salita verso Glasgow 2020"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Il parziale insuccesso della <strong>Cop25<\/strong> di <strong>Madrid<\/strong> \u00e8 solo il sintomo di una politica internazionale che fa passi indietro sul<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-la-cina-black-new-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <strong>clima<\/strong><\/a>. A Italia e Regno Unito il compito di rilanciare l\u2019azione contro il riscaldamento globale nel 2020.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lo scollegamento tra la realt\u00e0 fuori le stanze di Madrid e i negoziati sul clima della Cop25 non \u00e8 stato mai cos\u00ec palpabile. Nonostante la pressione dell\u2019opinione pubblica e in particolare dei giovani \u2013 con migliaia di ragazzi capeggiati da Greta in marcia tra le strade di Madrid \u2013, i governi rallentano la loro tabella di marcia. Sia chiaro: a Madrid i governi non erano chiamati a nuovi annunci sulle loro ambizioni, in programma invece per la Cop26 di Glasgow (9-20 novembre 2020). L\u2019obiettivo principale era terminare il pi\u00f9 possibile le regole di alcuni elementi dell\u2019Accordo di Parigi e rilanciare l\u2019impegno collettivo ad aumentare l\u2019ambizione di riduzione delle emissioni nel 2020. Sul primo punto non ci sono stati progressi sufficienti mentre sul secondo \u00e8 stata trovata un\u2019intesa minima che apre una speranza per il 2020 (per una panoramica completa dei progressi e dei punti di stallo si consiglia <a href=\"https:\/\/www.carbonbrief.org\/cop25-key-outcomes-agreed-at-the-un-climate-talks-in-madrid\"><span class=\"s2\">l\u2019analisi dettagliata di Carbon Brief<\/span><\/a>).<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Le regole rinviate<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Tutto rinviato al 2020 per quanto riguarda le regole dei mercati del carbonio (regolato dall\u2019articolo 6 dell\u2019Accordo di Parigi). In pratica, i Paesi sviluppati emettitori possono comprare crediti da Paesi in via di sviluppo legati a progetti che riducono le emissioni. Questo sistema \u00e8 gi\u00e0 in funzione dal Protocollo di Kyoto del 1997 che per\u00f2 termina nel 2020. Il negoziato deve ora decidere il nuovo sistema da adottare dopo il 2020. Su questo per\u00f2 l\u2019accordo \u00e8 saltato, in particolare a causa delle resistenze di Brasile, Australia, Cina, India e Arabia Saudita che, ad esempio, vorrebbero utilizzare &#8216;vecchi&#8217; crediti anche dopo il 2020.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">I governi di questi Paesi hanno anche ostacolato l\u2019adozione di corrispettivi aggiustamenti per evitare un doppio conteggio delle emissioni evitate, cos\u00ec come hanno ostacolato l\u2019adozione di principi in difesa dei diritti umani e dei diritti delle popolazioni indigene. Dall\u2019altra sponda, i Paesi europei, inclusa l\u2019Italia, e i Paesi vulnerabili chiedono il rispetto di principi di contabilit\u00e0, trasparenza ed equit\u00e0 che salvaguardino l\u2019integrit\u00e0 ambientali degli strumenti di mercato. Insieme hanno formato una nuova alleanza e firmato la <a href=\"https:\/\/cambioclimatico.go.cr\/press-release-leading-countries-set-benchmark-for-carbon-markets-with-san-jose-principles\/\"><span class=\"s2\">dichiarazione dei principi di San Jose<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La partita in gioco \u00e8 importante: <a href=\"https:\/\/climateanalytics.org\/media\/carry_over_ca_briefing_11dec2019.pdf\"><span class=\"s2\">un\u2019analisi di Climate Analytics<\/span><\/a> mostra che se il nuovo sistema permettesse l\u2019utilizzo di vecchi crediti dopo il 2020 (di qualit\u00e0 dubbia e di progetti gi\u00e0 in corso e dunque non nuovi), si ritarderebbe l\u2019azione sul clima inj misura tale tale da causare un aumento della temperatura di 0,1 gradi. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Un altro aspetto della Cop25 che ha visto il rinvio al 2020 \u00e8 la governance del &#8216;Loss and Damage&#8217;, regolato dal Meccanismo internazionale di Varsavia, ovvero di quegli impatti del clima che causano perdite e danni che i Paesi non possono evitare. L\u2019opposizione degli Stati Uniti \u00e8 stata in questo caso la chiave di blocco. Gli Usa vorrebbero infatti applicare la clausola del paragrafo 51 dell\u2019Accordo di Parigi \u2013 che esclude la responsabilit\u00e0 e le compensazioni per questo tipo di impatti \u2013 a tutta la convenzione quadro dell\u2019Onu che regola i cambiamenti climatici (la Unfccc). Un passaggio questo inaccettabile per i Paesi pi\u00f9 vulnerabili e a rischio estinzione. Questi Paesi richiedono inoltre una finanza dedicata per &#8216;Loss and Damage&#8217; ma non hanno ottenuto quello che speravano. Nel testo finale si riconosce che pi\u00f9 sforzi finanziari dovranno essere intrapresi senza per\u00f2 impegnarsi a creare un nuovo canale finanziario dedicato. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Altri temi della Cop25 rinviati, spesso utilizzando la \u201cregola 16\u201d, ovvero la clausola di rinvio alla sessione di negoziati successiva, sono l\u2019identificazione di orizzonti temporali comuni per presentare i piani di abbattimento delle emissioni (oggi alcuni Stati hanno obiettivi a cinque anni e altri, come l\u2019Unione europea, a 10 anni come nel caso degli obiettivi clima ed energia al 2030); la finanza per il clima di lungo periodo e in particolare quella dopo il 2025; e regole di trasparenza su come riportare le azioni di mitigazione e adattamento. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Una luce in fondo al tunnel<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Nonostante lo stallo di cui sopra, i testi finale della Cop25 di Madrid relativi all\u2019Accordo di Parigi (<a href=\"https:\/\/unfccc.int\/resource\/cop25\/1cma2_auv.pdf\"><span class=\"s2\">1\/CMA.2<\/span><\/a>) e alla convenzione quadro Onu (<a href=\"https:\/\/unfccc.int\/sites\/default\/files\/resource\/cp2019__L10E_adv.pdf\"><span class=\"s2\">1\/CP.25<\/span><\/a>) riconoscono che tutti gli Stati devono fare di pi\u00f9 per chiudere il gap di emissioni (con le politiche attuali siamo in rotta per raggiungere 3 gradi di aumento globale medio della temperatura entro fine secolo: ci\u00f2 minerebbe le basi della convivenza umana come la conosciamo oggi). Gli Stati sono chiamati a presentare entro la Cop26 di Glasgow piani che riflettano \u201cla pi\u00f9 alta ambizione possibile\u201d in riconoscimento dell\u2019urgenza del problema come indicato dalla comunit\u00e0 scientifica. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Questo passaggio rappresenta un faro che indica la strada da percorrere da Madrid a Glasgow, dalla Cop25 alla Cop26. Tocca ora ai Paesi ambiziosi, con l\u2019Europa in prima fila, fare da traino e mobilitare pi\u00f9 Paesi possibili per aumentare le ambizioni dei singoli Stati per ridurre le emissioni. Il passaggio pi\u00f9 importante sar\u00e0 il confronto con la Cina e il Summit Ue-Cina in programma il 14 settembre 2020 a Lipsia. In quell\u2019occasione, Ue e Cina dovranno dimostrare quella leadership globale che ad oggi manca, annunciando nuovi obiettivi da portare al tavolo di Glasgow nell\u2019ottica di provocare una corsa globale al rialzo. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019Europa ha gi\u00e0 lanciato segnali incoraggianti presentando attraverso la nuova Commissione <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/european-green-deal-communication_en.pdf\"><span class=\"s2\">l\u2019European Green Deal<\/span><\/a> \u2013 il pi\u00f9 grande piano di trasformazione ecologica del continente \u2013 e fissando attraverso i capi di Stato e di governo il <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/41768\/12-euco-final-conclusions-en.pdf\"><span class=\"s2\">target della neutralit\u00e0 climatica (cio\u00e8 raggiungere zero emissioni nette) entro il 2050<\/span><\/a>, diventando la prima regione globale a fissare un target cos\u00ec ambizioso. L\u2019ultimo passo per un\u2019ambizione credibile e forte \u00e8 quella di adottare quanto prima, idealmente al Consiglio europeo di giugno, un target domestico del 55% di riduzione delle emissioni al 2030 (rispetto all\u2019attuale 40%). Molti paesi europei si sono gi\u00e0 espressi a favore mentre l\u2019Italia sembra ancora esitare. Un\u2019esitazione che non si potr\u00e0 permettere se vorr\u00e0 giocare un ruolo chiave per sbloccare l\u2019ambizione in qualit\u00e0 di presidenza della pre-Cop, che si terr\u00e0 Milano nella prima met\u00e0 di ottobre, e di supporto alla presidenza britannica della Cop26.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La collaborazione \u00e8 gi\u00e0 avviata e l\u2019auspicio \u00e8 che attraverso forti impegni nazionali e la mobilitazione delle rispettive diplomazie Italia e Regno Unito riescano a creare un circolo virtuoso dell\u2019ambizione e rispondere alle esigenze dei Paesi vulnerabili, in particolare di quelli africani e delle piccole isole. Contando sul crescente supporto di investitori, banche, imprese, citt\u00e0 e cittadini che richiedono azioni pi\u00f9 coraggiose e incisive dai Governi. E con un occhio a chi sieder\u00e0 alla Casa Bianca pochi giorni prima della Cop26 in occasione del voto americano. In ogni caso \u2013 con o senza gli Stati Uniti \u2013 \u00e8 chiaro che non vi sia un\u2019alternativa al processo multilaterale se si vuole affrontare la pi\u00f9 grande sfida globale del XXI Secolo in modo adeguato ed equo. Ma il processo in s\u00e9 non pu\u00f2 sostituire le scelte politiche che tutti i Governi sono chiamati a prendere nei prossimi 11 mesi e di cui dovranno dare conto ai propri cittadini e imprese. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parziale insuccesso della Cop25 di Madrid \u00e8 solo il sintomo di una politica internazionale che fa passi indietro sul clima. A Italia e Regno Unito il compito di rilanciare l\u2019azione contro il riscaldamento globale nel 2020. 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