{"id":77018,"date":"2019-12-26T09:12:22","date_gmt":"2019-12-26T08:12:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77018"},"modified":"2019-12-27T10:33:49","modified_gmt":"2019-12-27T09:33:49","slug":"libia-cambio-marcia-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-cambio-marcia-trump\/","title":{"rendered":"Libia: cambio di marcia di Trump tra Haftar e Sarraj"},"content":{"rendered":"<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Cambio di marcia degli <strong>Usa<\/strong> in<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-di-maio-realpolitik-equidistanza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Libia<\/strong><\/a>. Una delegazione statunitense ha incontrato il 24 novembre il generale Khalifa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/tutte-le-incognite-dellincontro-serraj-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Haftar<\/strong><\/a>, ribadendo il sostegno di Washington alla sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 della Libia ed esprimendo serie preoccupazioni per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/turchia-libia-patto-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo sfruttamento del conflitto da parte russa.<\/a> L\u2019incontro mirava a porre le basi per una soluzione negoziale della crisi, ma le delegazioni hanno anche affrontato i temi scottanti della proliferazione delle milizie, dell\u2019estremismo e dell\u2019equa distribuzione delle risorse. Nonostante i diversi argomenti trattati, la visita aveva il preciso scopo preciso di dissuadere Haftar dal proseguire la sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/libia-i-tricolori-bruciati-dai-seguaci-di-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">offensiva a Tripoli<\/a>, lanciata nell&#8217;aprile scorso. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>Le ambivalenze di Washington<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">L\u2019incontro rappresenta un ulteriore segnale del rinnovato attivismo americano sul dossier libico, dopo anni di isolazionismo muscolare caratterizzato esclusivamente dalla lotta al terrorismo. La visita fa seguito al primo incontro dello US-Libya Security Dialogue, tenutosi a Washington il 14 novembre, con la partecipazione di esponenti del Government of National Accord (Gna). L\u2019esplicita richiesta alla Libyan National Army (Lna) di interrompere l\u2019offensiva su Tripoli era gi\u00e0 presente nel comunicato di Washington, ma non sembra aver sortito l\u2019effetto desiderato, come evidenziato dal proseguimento degli scontri alle porte della capitale. I dubbi sulle capacit\u00e0 persuasive di Washington, si sommano alla percepita ambivalenza, dovuta dal sostegno al Gna quale governo internazionalmente riconosciuto dalle Nazioni Unite e ai colloqui intavolati con Haftar. In sostanza, il doppio canale aperto dagli Usa solleva notevoli perplessit\u00e0, anche alla luce delle contraddittorie prese di posizione dell\u2019amministrazione Trump sulla Libia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Le ambivalenze di Washington sono divenute pi\u00f9 evidenti a seguito del lancio dell\u2019offensiva della Lna su Tripoli. Nel giro di pochi giorni il segretario di Stato Mike Pompeo e il presidente Donald Trump avevano lanciato messaggi contraddittori, disorientando non solo le controparti libiche, ma anche gli osservatori internazionali. Mentre Pompeo esprimeva l\u2019opposizione degli Usa all\u2019attacco e chiedeva a Haftar di fermarsi, in una telefonata con il diretto interessato Trump riconosceva l\u2019importante ruolo giocato da Haftar nella lotta al terrorismo e nella protezione delle risorse petrolifere. La vicenda aveva portato alla luce la contraddittoriet\u00e0 della posizione americana, complice anche il ruolo dell\u2019allora consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton, favorevole alla linea pro-Haftar. L\u2019allontanamento di quest\u2019ultimo sembrerebbe aver riportato l\u2019amministrazione Usa sui binari di un sostanziale equilibrio che, tuttavia, sembra giovare pi\u00f9 ad Haftar che al primo ministro del Gna Fayez<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/03\/libia-il-governo-autocertificato-di-al-sarraj\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <strong>al-Sarraj<\/strong><\/a>. <\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>La visione transazionale di Trump e il ruolo della Halliburton<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Un\u2019attenta disamina dei temi trattati nei due incontri fa emergere quella che da pi\u00f9 parti \u00e8 stata definita la visione transazionale della diplomazia da parte di Trump. Il tema della distribuzione delle risorse, ad esempio, \u00e8 strettamente collegato agli sforzi della comunit\u00e0 internazionale di consolidare la posizione della National Oil Corporation (Noc), la compagnia petrolifera nazionale di base a Tripoli.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">I recenti tentativi delle autorit\u00e0 cirenaiche di istituire un organo parallelo della controllata Brega Oil &amp; Marketing Corporation (Bpmc) hanno fatto riemergere il pericolo di una separazione, con indubbi risvolti politico-istituzionali. Da sempre opposta a questa eventualit\u00e0, Washington ha a pi\u00f9 riprese ribadito la legittimit\u00e0 della Noc. Tuttavia, l\u2019annuncio a fine agosto da parte della multinazionale statunitense <a href=\"https:\/\/www.halliburton.com\/en-US\/default.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Halliburton<\/strong><\/a> della ripresa delle attivit\u00e0 in Libia pone seri quesiti sulla coerenza della posizione Usa. L\u2019annuncio \u00e8 stato infatti dato dopo un incontro con i rappresentanti della Sirte Oil Company (Soc), altra controllata della Noc che ad aprile aveva espresso sostengo all\u2019offensiva di Haftar.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Una serie di altre commesse affidate a compagnie americane nel corso degli ultimi mesi (la Guidry Group per la costruzione di un porto di acque profonde a Susah; la Culmen International per rafforzare le misure di sicurezza agli aeroporti di Mitiga, Misurata e all&#8217;aeroporto internazionale di Tripoli; la General Electric per aumentare la capacit\u00e0 di produzione elettrica) sembra confermare l\u2019approccio prevalentemente commerciale, oltre a indicare gli sforzi delle amministrazioni libiche nel guadagnarsi il sostegno di Washington utilizzando strumenti di natura puramente transitiva.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\"><b>L\u2019Amministrazione Trump alla ricerca del tempo perduto<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Sia Mosca che Washington hanno allargato lo spettro degli interlocutori in Libia, nel tentativo dichiarato di facilitare il dialogo, ma implicitamente per non restare spiazzati di fronte agli imprevedibili sviluppi della crisi. La differenza tra le due posizioni sta nel fatto che la diversificazione per Mosca \u00e8 stato il punto di partenza, dal quale gradualmente estendere la propria influenza utilizzando anche metodi non-ortodossi. L\u2019uso di mercenari e di strumenti volti a influenzare l\u2019opinione pubblica evidenzia la disinvoltura con la quale la Russia persegue la propria strategia in Libia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Facendo leva sugli ottimi rapporti con importanti attori regionali (Egitto su tutti) e sul costante dialogo con i principali leader libici (compresi outsider d\u2019eccezione come Saif al-Islam), Mosca ha adottato una strategia proattiva che le potrebbe consentire di esercitare un ruolo importante dopo la fine del conflitto, qualsiasi sia il suo esito.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Per Washington invece la diversificazione rischia di essere il punto di arrivo, avvenuto per reazione pi\u00f9 che calcolo strategico, frutto di un percorso accidentato, come evidenziato dalle dichiarazioni contraddittorie dello scorso aprile. Completamente assorbiti nella sia pur importante lotta al terrorismo, gli Stati Uniti hanno finito per trascurare la crisi politica, economica e sociale che, oltre a prolungare il conflitto, rappresenta il principale terreno di coltura dell\u2019estremismo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Il sostanziale disinteresse americano ha contribuito a compromettere non solo la roadmap dell\u2019inviato dell&#8217;Onu Ghassan <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/libia-mediazione-salameh-onu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Salameh<\/strong><\/a>, ma anche gli sforzi diplomatici profusi da Francia e Italia nel 2018, impedendo una sintesi tra le due posizioni e favorendo la penetrazione nell\u2019area di potenze esterne. Per tale motivo, nonostante la crescente influenza russa in Libia abbia finalmente risollevato di Washington dal torpore, la gi\u00e0 posticipata conferenza di Berlino rischia di arrivare oltre tempo massimo. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambio di marcia degli Usa in Libia. Una delegazione statunitense ha incontrato il 24 novembre il generale Khalifa Haftar, ribadendo il sostegno di Washington alla sovranit\u00e0 e integrit\u00e0 della Libia ed esprimendo serie preoccupazioni per lo sfruttamento del conflitto da parte russa. L\u2019incontro mirava a porre le basi per una soluzione negoziale della crisi, ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":77030,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[670,128,1421,422,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77018"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77018"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77018\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77031,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77018\/revisions\/77031"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77018"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77018"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77018"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}