{"id":77095,"date":"2020-01-02T12:50:27","date_gmt":"2020-01-02T11:50:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77095"},"modified":"2020-01-13T12:26:23","modified_gmt":"2020-01-13T11:26:23","slug":"austria-verdi-al-governo-con-kurz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/austria-verdi-al-governo-con-kurz\/","title":{"rendered":"Austria: valzer di governo Kurz-Verdi"},"content":{"rendered":"<p>Mentre il Conte-bis fa acqua e rischia di affondare, a Vienna sta per essere varato il <strong>Kurz-bis<\/strong>. Entrambi gli esecutivi rappresentano una svolta a sinistra, dovuta al pentimento del partito di maggioranza relativa dopo un&#8217;esperienza di governo negativa con la destra radicale. Ma la nave turchese-verde esce, a differenza della nostra improvvisata scialuppa giallo-rossa, da un cantiere in cui si \u00e8 lavorato intensamente per tre mesi.<\/p>\n<p>L&#8217;alleanza fra il popolare <strong>Sebastian Kurz<\/strong> (\u00d6vp) e il verde <strong>Werner Kogler<\/strong>, prevedibile gi\u00e0 all&#8217;indomani del successo elettorale di entrambi a fine settembre, era considerata da molti con scetticismo, viste le notevoli divaricazioni programmatiche e ricordando il fallimento dell&#8217;analogo tentativo fatto nel 2001 da Wolfgang Sch\u00fcssel e da <strong>Alexander van der Bellen<\/strong> (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/12\/in-austria-londata-populista-non-passa\/\">dal 2016 presidente della Repubblica<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Socialisti e Fp\u00f6 all\u2019opposizione<br \/>\n<\/strong>Quella che ha condotto all\u2019inedita alleanza di governo era per\u00f2 una scelta obbligata. I due perdenti delle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/austria-ipotesi-coalizione-vincitori\/\">elezioni anticipate dello scorso settembre<\/a><\/strong> sono in crisi e hanno bisogno di una cura di opposizione. Nei sondaggi, il partito socialista (Sp\u00f6), che ancora nel 2017 aveva la maggioranza relativa, conta ora meno della met\u00e0 dei consensi dei popolari; e la leadership di Pamela Rendi-Wagner \u00e8 sempre pi\u00f9 contestata. La destra radicale dell\u2019Fp\u00f6 \u00e8 stata duramente colpito dalla <em>d\u00e9bacle<\/em> di Ibiza \u2013 lo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/austria-terremoto-destra-populista\/\">scandalo<\/a> che ha messo a nudo quella che l\u2019allora leadership del partito riteneva la trattativa con oligarchi russi per ottenere sovvenzioni in cambio di favori, ndr &#8211; ma lo zoccolo duro resiste, e si riconosce pi\u00f9 nel falco <strong>Herbert Kickl<\/strong> che nella semi-colomba <strong>Norbert H\u00f6fer<\/strong>, formalmente il nuovo leader dopo il passo indietro dell\u2019ex vicecancelliere <strong>Heinz-Christian Strache<\/strong>. I due rivali hanno deciso di comune accordo l&#8217;espulsione di Strache (fino al 13 dicembre solo sospeso), motivandola non tanto con il danno di immagine causato dalle indegne proposte fatte due anni e mezzo fa (prima di andare al governo) alla finta oligarca russa incontrata a Ibiza, quanto con le \u201cspese pazze\u201d sue e della giovane moglie; la quale \u2013 goccia che ha fatto traboccare il vaso \u2013\u00a0 non ha rinunciato al seggio in Parlamento ottenuto certo non per meriti personali, ed \u00e8 passata al gruppo misto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_73620\" aria-describedby=\"caption-attachment-73620\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-73620 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache-300x200.jpeg\" alt=\"Austria - Kurz - Strache\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache-125x83.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/090408Austria-Kurz-Strache.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-73620\" class=\"wp-caption-text\">Austrian Federal Chancellor Sebastian Kurz and Austrian Vice Chancellor Heinz-Christian Strache (Credit Image: \u00a9 Michael Gruber\/APA Picturedesk via ZUMA Press)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Strache, malgrado questi scandali e altri che stanno emergendo (fra cui la vendita di un seggio parlamentare, pagato da un oligarca ucraino), ha ancora molti sostenitori e continua a\u00a0 parlare di un <em>come-back<\/em>: in vista di una candidatura alle regionali di Vienna di quest\u2019anno ha fondato un nuovo partito, la Da\u00f6. L&#8217;aveva gi\u00e0 fatto il suo predecessore, J\u00f6rg Haider, con scarso successo; anche per l&#8217;ipotetico partito di Strache i sondaggi pronosticano per ora un modesto 4%, poco sopra la soglia di sbarramento. Intanto le indagini in corso sulla trappola in cui era caduto a Ibiza accreditano la tesi della cospirazione criminale piuttosto che politica; e lui sta capitalizzando sul ruolo di vittima, prima di ricattatori (se non di servizi segreti) e poi degli ingrati compagni di partito. La\u00a0 scissione fa scivolare l&#8217;Fp\u00f6 al quarto posto, addirittura dietro i Verdi.<\/p>\n<p><strong>Svolta ambientalista per i popolari<br \/>\n<\/strong>Il negoziato con i Verdi ha richiesto tre mesi, poco pi\u00f9 di quello di due anni fa con i nazionalisti di Strache\u00a0 (con i quali per\u00f2 le divergenze sulle <em>policies<\/em> erano minori). \u00c8 stato articolato in una commissione centrale, presieduta dai due leader Kurz e Kogler, sei commissioni tematiche e 33 sotto-gruppi di lavoro, a illustrazione dell&#8217;importanza che in Austria, come in Germania, viene attribuita all\u2019elaborazione di un programma comune dettagliato, ai fini del buon funzionamento della coalizione. Quella col partito nazionalista era naufragata non per dissensi sull\u2019attuazione del programma ma per un \u201ccigno nero\u201d quale fu lo scandalo di Ibiza, e per la decisione di Kurz di non tollerare pi\u00f9 le compromissioni dell&#8217;Fp\u00f6 con nostalgici del nazismo.<\/p>\n<p>Sin dall&#8217;inizio era chiaro che il principale <em>do ut des<\/em>\u00a0 sarebbe stato imperniato \u2013 in conformit\u00e0 con gli orientamenti dell&#8217;elettorato \u2013 su un passo indietro dei Verdi in materia di accoglienza agli immigrati e di nuove imposte per finanziare spese sociali, in cambio di un passo avanti dei popolari in materia di ambientalismo; ma entro i limiti consentiti dall&#8217;esigenza di salvaguardare la competitivit\u00e0, quella delle imprese e quella del Paese come destinatario di investimenti diretti. Kurz ha infatti in varie occasioni indicato questa finalit\u00e0 (la <strong>sostenibilit\u00e0 economica di politiche di sostenibilit\u00e0 ambientale<\/strong>) al primo posto fra le sue priorit\u00e0; al secondo posto una politica dell&#8217;immigrazione rigorosa (dunque non possiamo illuderci su aperture di Vienna alla distribuzione dei migranti nell\u2019Unione europea), e al terzo la lotta al riscaldamento globale.<\/p>\n<p>Dati questi distinguo, la svolta verde di Kurz sar\u00e0 moderata, non certo radicale. Ha per\u00f2 finito per accettare un\u00a0 complicato compromesso sulla per lui indigesta<em> <strong>carbon tax<\/strong><\/em>. Un risultato significativo ottenuto dai Verdi \u00e8 poi la titolarit\u00e0 di un ministero dell&#8217;Ambiente non ridotto a indirizzare deboli raccomandazioni a dicasteri pi\u00f9 potenti, bens\u00ec con competenza per trasporti, infrastrutture ed energia. A dirigerlo sar\u00e0\u00a0 Leonore Gewessler, attivista nella campagna contro il riscaldamento globale e numero due del partito. Ai Verdi vanno anche gli Affari sociali (con la Sanit\u00e0) e la Giustizia. Kogler sar\u00e0 vice-cancelliere.<\/p>\n<p>Kurz ha tenuto a mantenere il controllo su Finanze (affidate al suo fidato Gernot Bluemel), ed Economia (Margarete Schramboeck). Tornano alla \u00d6vp\u00a0 anche Interni (Karl Nehammer, segretario generale del partito), Difesa (Klaudia Tanner, che viene da una federazione regionale degli agricoltori) e Esteri (rimane il diplomatico Alexander Schallenberg,), dicasteri che Kurz si era pentito di aver lasciato all&#8217;Fp\u00f6 due anni fa. All&#8217;Integrazione (leggi: migranti) ha voluto la 34enne Susanne Raab, gi\u00e0 sua collaboratrice e considerata garante della linea rigorista, e agli Affari europei l&#8217;euro-deputata ed ex-giudice Karoline Edtstadler, 38 anni; entrambe sono incardinate nella Cancelleria.<\/p>\n<p>L&#8217;accordo \u00e8 stato approvato, sabato 4 gennaio, dall&#8217;Assemblea dei Verdi; il\u00a0governo \u2013 composto per una buona met\u00e0 da donne &#8211; \u00e8 giurer\u00e0 davanti al presidente van der Bellen marted\u00ec 7 gennaio.<\/p>\n<p><strong>Un esecutivo apripista in Europa?<br \/>\n<\/strong>Vari commentatori vedono il nascente Kurz-2 come un <em>trend-setter<\/em>, un apripista, e potrebbe in effetti rivelarsi tale in <strong>Germania<\/strong> se a seguito della svolta a sinistra fra i socialdemocratici dell\u2019Spd la Grande coalizione con i cristiano-democratici di Angela Merkel dovesse arrivare al capolinea, aprendo la prospettiva di una alleanza fra Cdu-Csu e Verdi. In un mondo ideale, l&#8217;alta priorit\u00e0 assegnata in sede europea al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/clima-industria-europea-co2-free\/\"><em>Green Deal<\/em><\/a>\u00a0e all&#8217;economia verde dal duo Ursula von der Leyen-Frans Timmermans, i moniti del Segretario generale delle Nazioni Unite e dell&#8217;<em>International Panel on Climate Change<\/em>, la mobilitazione dei<em> <strong>Fridays for Future<\/strong><\/em> e l&#8217;allarme per i fenomeni meteorologici estremi dovrebbero, pur se frenati da alcune <em>lobby<\/em> e dal diffuso consumismo, spostare gli orientamenti delle opinioni pubbliche europee, rafforzando in molti Paesi i partiti ecologisti e la sensibilit\u00e0 di quelli conservatori in materia ambientale.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 il caso dell&#8217;<strong>Italia<\/strong>, che brilla per l&#8217;assenza di un credibile partito ecologista. Avrebbe potuto esserlo il <strong>Movimento Cinque Stelle<\/strong> se, dopo la sua vittoria elettorale a valanga, passando dal ruolo di forza antisistema a quello di forza di governo, avesse adottato quell\u2019agenda ambientalista, che del resto era nel suo originario Dna; e se il <strong>Partito democratico<\/strong> avesse incoraggiato e condiviso un simile riorientamento. Non \u00e8 stato cos\u00ec, e l&#8217;Italia \u2013 salvo auspicabili imprevisti \u2013 appare destinata ad andare avanti senza un serio programma di lotta contro il riscaldamento globale, avvicinandosi al fronte dei Paesi est-europei sovranisti e all&#8217;America di Trump, contrapposto alla \u201cvecchia Europa\u201d, europeista e, sia pur troppo moderatamente, ambientalista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il Conte-bis fa acqua e rischia di affondare, a Vienna sta per essere varato il Kurz-bis. 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