{"id":77121,"date":"2020-01-05T20:30:20","date_gmt":"2020-01-05T19:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77121"},"modified":"2020-01-13T14:13:25","modified_gmt":"2020-01-13T13:13:25","slug":"caos-mediorientale-effetto-domino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/caos-mediorientale-effetto-domino\/","title":{"rendered":"Caos mediorientale: i rischi dell&#8217;effetto domino"},"content":{"rendered":"<p class=\"Corpo\">L\u2019uccisione del generale iraniano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/raid-usa-ucciso-il-generale-iraniano-soleimani-khamenei-vendetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Qassem Soleimani<\/strong><\/a> e del capo della milizia irachena <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/capodanno-a-baghdad-per-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ketaib Hezbollah<\/strong><\/a>, Abu Mahdi al-Muhandis, da parte degli <strong>Stati Uniti<\/strong> ha impresso un <strong>nuovo giro di vite alle crisi mediorientali<\/strong>. Non sappiamo ancora come reagir\u00e0 il <strong>regime iraniano<\/strong>, per il momento occupato ad onorare solennemente quello che era di fatto il principale manovratore della penetrazione iraniana in tutto il mondo arabo e islamico (e ad annunciare la rimozione dei limiti all&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio previsti dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/nucleare-appello-accordo-iran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo sul nucleare<\/strong><\/a><strong>, <\/strong><em>ndr<\/em>).<\/p>\n<p class=\"Corpo\">La prima conseguenza politica \u00e8 stato un voto del <strong>Parlamento iracheno<\/strong> in cui si chiede al governo di porre fine alla presenza di truppe straniere sul territorio nazionale, e si criticano aspramente gli Stati Uniti per aver, con il loro attacco, violato la sovranit\u00e0 irachena. La mozione non \u00e8 impegnativa, ma intanto <strong>le forze della Nato hanno sospeso le operazioni<\/strong> contro i terroristi per concentrarsi sulla propria autodifesa e sulla protezione degli stranieri presenti nel Paese.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">La tensione \u00e8 molto alta, non solo in Iraq, ma anche in <strong>Siria<\/strong> e soprattutto in <strong>Libano<\/strong>, che potrebbe rivelarsi il vero punto debole della situazione, rischiando di rimettere in discussione gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/libano-protesta-giovani-sfidano-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">equilibri costituzionali interreligiosi e intercomunitari<\/a> che sinora, bene o male, hanno mantenuto in vita questo Paese. Una grave crisi libanese si rifletterebbe immediatamente sulla sicurezza di <strong>Israele<\/strong> e rimetterebbe in movimento alcuni milioni di profughi siriani e palestinesi ospitati in quelle terre.<\/p>\n<p><b>Tempesta militare perfetta<\/b><br \/>\nAnche pi\u00f9 grave potrebbe rivelarsi l\u2019allargamento degli scontri alle acque del <strong>Golfo,<\/strong> mettendo a rischio le esportazioni di petrolio e di gas di tutti i Paesi rivieraschi e innalzando ai massimi livelli la tensione tra gli arabi da un lato e gli iraniani dall\u2019altro, oltre a coinvolgere direttamente le importanti forze navali ed aeree di Washington nella regione (senza scordarsi di quelle britanniche, francesi, turche, russe, cinesi e persino italiane presenti nel Golfo). Nuove minacce ad Israele e venti di guerra sul Golfo possono innescare insieme una sorta di <strong>tempesta militare perfetta<\/strong>, in altri termini una guerra.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Non \u00e8 uno scenario che possa piacere all\u2019Iran, che di una tale guerra pagherebbe il costo maggiore, ma non \u00e8 detto che i calcoli razionali siano sufficienti a porre un limite al desiderio di rivalsa e di vendetta. Scenari pi\u00f9 razionali, peraltro, non sono molto pi\u00f9 rassicuranti perch\u00e9 si parla di un montare degli attentati terroristici, di un inasprirsi dei contrasti religiosi e settari, del tentativo di mettere in campo attacchi cibernetici, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">Ma anche se in qualche modo riuscissimo a superare senza troppi danni la fase pi\u00f9 acuta della crisi, rimane la domanda di fondo: quale sar\u00e0 la nuova situazione che dovremo affrontare in Medio Oriente?<\/p>\n<p><strong>Ritorno in campo delle grandi potenze<\/strong><br \/>\nAvremo forse una regione in cui gli americani saranno molto temuti, ma anche molto meno influenti, e dove le maggiori potenze regionali saranno impegnate in complessi giochi geopolitici dalle moltissime sfaccettature, molto difficili da decifrare. In cui alcuni stati, dall\u2019Iraq alla Siria e forse anche alla <strong>Libia,<\/strong> forse non saranno formalmente smembrati, ma di fatto verranno sezionati in diverse e mutevoli zone di influenza delle varie potenze regionali: zone in continuo movimento e ridefinizione, con un aumento notevole delle sofferenze della popolazione e quindi forse anche nuovi movimenti massicci di profughi. Una regione percorsa da ventate di irredentismo religioso, a tutto scapito delle tante minoranze che sinora avevano condiviso quelle terre, e quindi anche, probabilmente, fonte di nuovi movimenti terroristici.<\/p>\n<p class=\"Corpo\">\u00c8 difficile che una situazione del genere possa durare indefinitamente. Sar\u00e0 necessario trovare nuovi equilibri, e questo probabilmente costringer\u00e0 le potenze esterne a tornare in forze sul terreno. Con la speranza che non lo facciano solo per combattersi a vicenda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani e del capo della milizia irachena Ketaib Hezbollah, Abu Mahdi al-Muhandis, da parte degli Stati Uniti ha impresso un nuovo giro di vite alle crisi mediorientali. 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