{"id":77150,"date":"2020-01-13T13:49:22","date_gmt":"2020-01-13T12:49:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77150"},"modified":"2020-01-16T13:20:20","modified_gmt":"2020-01-16T12:20:20","slug":"il-re-e-nudo-costruire-unautonomia-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-re-e-nudo-costruire-unautonomia-europea\/","title":{"rendered":"Il re \u00e8 nudo: costruire un\u2019autonomia europea"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019acuirsi della crisi in Libia e il rischio di un\u2019escalation in Medio oriente a seguito dell\u2019assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani per mano statunitense, l\u2019Europa \u00e8 stata ripetutamente definita assente, debole, marginale. Ma l\u2019Europa non \u00e8 pi\u00f9 debole oggi in Medio oriente di quanto lo fosse dieci, venti o trent\u2019anni fa; la sua debolezza, invariata, \u00e8 semplicemente esposta dal declino dell\u2019influenza americana nella regione.<\/p>\n<p>Ursula von der Leyen ha definito quella da lei presieduta una Commissione geopolitica, mentre l\u2019Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell ha sottolineato quanto l\u2019Europa debba imparare il linguaggio del potere. Ancor pi\u00f9 nettamente, il presidente francese Emmanuel Macron ha preannunciato la fine dell\u2019Unione a meno che questa non inizi a concepirsi come potenza globale.<\/p>\n<p>L\u2019intuizione dei leader europei \u00e8 sacrosanta. Nel XXI secolo, la ratio del progetto europeo \u00e8 squisitamente globale. L\u2019Unione europea non esiste soltanto per assicurare la pace in un continente che per secoli \u00e8 stato devastato da guerre e violenze, n\u00e9 solo per consolidare una crescita economica attraverso le libert\u00e0 del mercato unico.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019Europa serve anche, e soprattutto, per far fronte alle sfide globali del nostro secolo. Perch\u00e9 nel XXI secolo peso e dimensione contano ogni giorno di pi\u00f9, e gli Stati europei sono tutti piccoli, troppi piccoli, per farsi valere da soli sullo scacchiere globale. Se miriamo a negoziare con Cina e Russia o trovare la via per riconciliarci con Washington, se vogliamo affrontare i cambiamenti climatici, giocare la partita dell\u2019intelligenza artificiale e della biotecnologia, o governare il fenomeno migratorio, possiamo sperare di farlo solo a livello europeo. <\/p>\n<p>A parole lo capiamo, ma nei fatti dove siamo? Il 2020 \u00e8 iniziato con un\u2019escalation in Nord Africa e Medio oriente, regioni che sono parti integranti dello spazio geopolitico dell\u2019Unione. \u00c8 in questa regione, prima di ogni altra, che l\u2019Europa \u00e8 chiamata a manifestare il proprio \u201cpotere\u201d, ossia la capacit\u00e0 di A di far fare a B ci\u00f2 che questi non avrebbe altrimenti fatto. In che modo stiamo tentando di cambiare il corso degli eventi, allontanandoci dalla violenza e dalla conflittualit\u00e0, verso la pace e la cooperazione?  <\/p>\n<p>Senz\u2019altro lo facciamo a parole. Negli ultimi giorni certamente saggi sono stati gli appelli al dialogo, la moderazione e a una pace regionale del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, di von der Leyen, Borrell cos\u00ec come dei primi ministri di Francia, Germania e Regno Unito. Ma come europei abbiamo la cattiva abitudine di parlare molto e agire poco, rendendo gli annunci di un potere europeo marginali se non del tutto vacui.  <\/p>\n<p>In passato ce lo potevamo permettere. Gli Stati Uniti, sotto la quale egemonia il progetto europeo \u00e8 nato e cresciuto, sono stati la potenza globale che ha determinato le sorti del Medio oriente, nel bene e nel male, sin dalla fine dell\u2019influenza europea nella regione, a Suez, nel lontano 1956. Gli Usa sono stati il principale attore globale in Medio oriente con l&#8217;Unione sovietica durante la Guerra fredda e poi da soli, nel breve ma intenso momento di unipolarit\u00e0 globale che l\u2019ha seguita.  <\/p>\n<p>Oggi Washington rimane una potenza globale cos\u00ec come una presenza in Medio oriente: sono ancora ben oltre 60,000 le truppe nell\u2019area. Eppure ha perso il potere di modellare la regione a suo piacimento. L\u2019ultima guerra vinta dagli Stati Uniti in Medio oriente risale alla guerra del Golfo del 1991. Da allora molti altri sono stati i conflitti nella regione, ma in nessuno di questi Washington \u00e8 riuscita a conquistarsi la pace. La presenza non si traduce automaticamente in potere e in Medio oriente gli Usa hanno progressivamente perso l\u2019abilit\u00e0 di determinare gli esiti del gioco. Contrariamente dalle apparenze, cos\u00ec \u00e8 tuttora. Per la prima volta un Paese nemico degli Usa \u00e8 riuscito ad attaccare una base militare americana nella regione con missili balistici e volutamente evitato di causare vittime.  <\/p>\n<p>Questo non implica necessariamente una fuoriuscita immediata degli Usa dalla regione, ma senz\u2019altro spiega la crescente stanchezza americana in Medio oriente e dunque l\u2019impulso a fare le valigie e andar via. L\u2019uscita americana dalla regione \u00e8 questione di quando, non di se.  <\/p>\n<p>Gli europei questo lusso non lo hanno. Le sorti della regione sono intrecciate con quelle dell\u2019Europa, dalle dinamiche di sicurezza alla transizione energetica, dalle migrazioni all\u2019instabilit\u00e0 politica. Dunque, oltre che parlare di pace, \u00e8 giunto il momento di agire. Da un impegno pi\u00f9 concreto a rispettare la nostra parte dell\u2019accordo sul nucleare iraniano \u2013 attraverso le prime transazioni economiche che utilizzano il meccanismo di scambio Instex, creato per ovviare la sanzioni secondarie statunitensi \u2013 , all\u2019impegno a rafforzare, se richiesta, la nostra presenza a sostegno delle forze di sicurezza irachene cos\u00ec come a consolidare un eventuale cessate il fuoco in Libia, \u00e8 arrivato il momento dell\u2019azione per l\u2019Unione europea.  <\/p>\n<p>L\u2019alternativa \u00e8 continuare a parlare, per poi piangere sul latte versato non lontano, ma proprio su di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019acuirsi della crisi in Libia e il rischio di un\u2019escalation in Medio oriente a seguito dell\u2019assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani per mano statunitense, l\u2019Europa \u00e8 stata ripetutamente definita assente, debole, marginale. 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