{"id":77161,"date":"2020-01-13T13:52:36","date_gmt":"2020-01-13T12:52:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77161"},"modified":"2020-01-14T12:14:53","modified_gmt":"2020-01-14T11:14:53","slug":"countdown-brexit-futuro-relazioni-ue-e-scozia-chatham-house","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/countdown-brexit-futuro-relazioni-ue-e-scozia-chatham-house\/","title":{"rendered":"Brexit: il futuro delle relazioni con l\u2019Ue e quello della Scozia"},"content":{"rendered":"<p><em>Con la nuova <strong>Think Tank Platform<\/strong> di AffarInternazionali ripubblichiamo, in esclusiva per l\u2019Italia, editoriali o estratti delle ricerche degli istituti di ricerca nostri partner in tutto il mondo. Nel mese in cui, dopo svariati rinvii, la Brexit si avvia a consumarsi, pubblichiamo un editoriale di <strong>Chatham House<\/strong> sulle prospettive del negoziato sulle relazioni future tra Regno Unito e Unione europea e sulla posta in palio per l\u2019indipendenza della Scozia. <\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.chathamhouse.org\/expert\/comment\/what-boris-johnson-s-big-win-means-brexit-and-scotland\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui la versione originale<\/a>.<br \/>\n***<br \/>\n<strong>Cosa vuol dire la vittoria di Boris Johnson per la Brexit e i prossimi negoziati commerciali di Londra con l\u2019Unione europea?<\/strong><\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 importante che \u00e8 emerso dalla vittoria dei Conservatori nelle elezioni anticipate di dicembre nel Regno Unito \u00e8 che la Brexit, finalmente, si far\u00e0. Dal referendum in poi, abbiamo assistito a tre anni e mezzo di continue incertezze, durante i quali ogni esito era ancora possibile. Adesso, invece, sappiamo per certo che la Brexit diventer\u00e0 irreversibile il 31 gennaio.<\/p>\n<p>Questa circostanza avr\u00e0 un grande impatto psicologico sulla politica, sia nel Regno Unito che nell&#8217;Unione europea. In questi anni l&#8217;Ue ha lavorato con un partner che non era sicuro della direzione che avrebbe intrapreso; e forse alcuni hanno anche sperato ancora che il processo di uscita potesse essere invertito. Oggi quella direzione \u00e8 decisamente chiara.<\/p>\n<p>In cima all\u2019ordine del giorno \u00e8 chiaramente l\u2019approvazione dell\u2019accordo di recesso, il <em>Withdrawal Agreement Bill<\/em>, che per\u00f2 \u2013 vista la maggioranza dei Conservatori a Westminster \u2013 \u00e8 da considerarsi ormai una formalit\u00e0. (<em>L\u2019accordo \u00e8 stato approvato dalla Camera dei Comuni il 9 gennaio, ndR<\/em>).<\/p>\n<p>A questo punto, la questione si concentra piuttosto sul livello di ambizione che ci riserveranno i prossimi mesi: la tabella di marcia per negoziare, ratificare e attuare una nuova relazione fra Regno Unito e Unione europea prima della fine del periodo di transizione post-Brexit, nel dicembre 2020, \u00e8 particolarmente serrata.<\/p>\n<p><strong>Cosa si pu\u00f2 fare entro la fine dell\u2019anno? <\/strong><br \/>\nPenso che ci siano tre possibili risultati.<\/p>\n<p>Uno: la tabella di marcia non funziona e Boris Johnson mantiene la sua promessa di lasciare comunque il periodo di transizione, portando a un &#8220;<em>no trade deal<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Due: i negoziati riescono nell\u2019intento di produrre qualcosa entro la fine del 2020, vuoi perch\u00e9 l&#8217;ambizione di concludere un qualsiasi accordo \u00e8 relativamente bassa (quello che Michel Barnier ha definito un &#8220;minimo vitale&#8221;) e\/o perch\u00e9 si arriva a un qualche tipo di compromesso su un processo che non si chiami estensione, ma in un altro modo: un tipo di accordo temporaneo o un nuovo periodo di attuazione.<br \/>\nSi tratta di una situazione in cui si potrebbe avere un accordo di fondo entro la fine del periodo di transizione, ma con un lungo periodo di negoziato per diverse questioni irrisolte. L&#8217;Unione europea probabilmente insister\u00e0 sulla parit\u00e0 di condizioni e sui diritti di accesso alla pesca come componente di qualsiasi accordo di questo tipo.<\/p>\n<p>Tre: Boris Johnson rompe il suo chiaro impegno di non prorogare il periodo di transizione. Ora, il premier aveva gi\u00e0 paventato un addio senza accordo, salvo poi tornare sui suoi passi e rendersi conto che era meglio fare significativi compromessi nel negoziato con l\u2019Ue anzich\u00e9 seguire la strada del <em>no deal<\/em>. Sospetto che potrebbe rifarlo.<\/p>\n<p>Nessuna di queste opzioni \u00e8 perfetta. La prima \u00e8 la pi\u00f9 rischiosa da un punto di vista economico, la seconda significa che l&#8217;Ue sar\u00e0 in una posizione ancora pi\u00f9 forte per dettare le condizioni e la terza vuol dire tradire l\u2019impegno preso con i britannici.<\/p>\n<p>Ma quanto \u00e8 importante il termine per porre fine al periodo di transizione post-Brexit? Si tratta di una questione cara al Brexit Party e ai falchi dello <em>European Research Group<\/em>, caucus interno al gruppo parlamentare dei Conservatori. Tuttavia, vista l\u2019ampiezza della maggioranza di Boris Johnson ai Comuni, il premier potrebbe non dovere preoccuparsi poi troppo. Sar\u00e0 poi cos\u00ec importante la <em>deadline<\/em> di dicembre 2020 agli occhi degli elettori che hanno scelto i Tories, soprattutto se nel frattempo Johnson riesce a dimostrare di essere riuscito a tirar fuori il Regno Unito dall\u2019Ue entro il 31 gennaio come promesso?<\/p>\n<p>Ritengo che ci sia in realt\u00e0 un certo spazio politico di manovra per il premier, che vanta una solida maggioranza da un lato, e considerando che la prima fase della Brexit sar\u00e0 ormai alle spalle, insieme al dibattito sull\u2019uscita dall\u2019Ue.<\/p>\n<p>Assisteremo a parecchi negoziati difficili e tecnici in ogni tipo di ambito; alcuni di questi daranno adito a qualche rancore, ma non finiranno necessariamente sulle prime pagine dei giornali come accaduto nelle prime fasi delle trattative (anche perch\u00e9 stavolta non si avr\u00e0 il teatrino di un Parlamento \u201cappeso\u201d, senza una chiara maggioranza).<\/p>\n<p>Ci auguriamo che ci sia un maggiore focus sulla sostanza dell\u2019accordo e che il dibattito si concentri sulle conseguenze dirette di una maggiore divergenza o di un maggiore allineamento normativo rispetto all\u2019Unione, che \u00e8, in poche parole, la questione centrale al cuore dell\u2019assetto delle relazioni futuri.<br \/>\nSono ancora dell\u2019idea che il fatto che i premier britannici scelgano date arbitrarie, e poi facciano promesse politiche interne su questa base, mini in realt\u00e0 la posizione negoziale del Regno Unito. Sarebbe nell&#8217;interesse della Gran Bretagna avere pi\u00f9 flessibilit\u00e0 piuttosto che un orologio che tiene il tempo.<\/p>\n<p><strong>Un Regno dis-Unito? <\/strong><br \/>\nPassando brevemente all&#8217;altra grande tema prodotto dal risultato elettorale, lo <em><strong>Scottish National Party<\/strong><\/em> (<strong>Snp<\/strong>) ha vinto 48 dei 59 seggi in palio in Scozia. Come si svolge da qui il dibattito sul futuro di Edimburgo nel Regno Unito?<\/p>\n<p>L&#8217;Snp ha davvero rafforzato la sua posizione, ben pi\u00f9 di quanto molti si aspettassero, e ora \u00e8 pronto per una grande lotta costituzionale sul futuro del Regno Unito.<\/p>\n<p>Credo che ci sia un dilemma fondamentale per i sostenitori dell&#8217;indipendenza scozzese, poich\u00e9 in un certo senso la Brexit rafforza straordinariamente la causa per l&#8217;indipendenza. La differenza tra le preferenze politiche in Scozia e nel resto del Regno Unito, in particolare in Inghilterra, ne \u00e8 una perfetta dimostrazione.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, una volta che il Regno Unito avr\u00e0 lasciato l&#8217;Ue, l&#8217;indipendenza diventer\u00e0 molto pi\u00f9 difficile da un punto di vista tecnico ed economico. Si ripresenteranno molte delle stesse difficolt\u00e0 che ci sono state nel discutere le relazioni dell&#8217;Irlanda del Nord con la Repubblica d&#8217;Irlanda. Ci sar\u00e0 un difficile dibattito sulla moneta. Ci sono tutti le condizioni perch\u00e9 si discuta della creazione di un confine commerciale o regolatorio tra Inghilterra e Scozia. Questo \u00e8 particolarmente vero se ci sar\u00e0 la Gran Bretagna lascia l&#8217;Ue senza un grande livello di allineamento normativo e regolatorio.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le richieste di un secondo referendum sull&#8217;indipendenza, penso che in primo luogo Boris Johnson si rifiuter\u00e0 semplicemente di tenerne uno. Probabilmente non \u00e8 nel suo interesse a breve termine fare altro. Theresa May ha giocato in questo modo nel 2017, dicendo ripetutamente &#8220;ora non \u00e8 il momento&#8221;.<\/p>\n<p>In modo simile, credo che il premier si limiter\u00e0 a cercare di allontanare la pressione, al punto che lo Snp dovr\u00e0 affrontare le sfide dell&#8217;indipendenza con il Regno Unito al di fuori dell&#8217;Ue. Il prossimo appuntamento politico da tenere d\u2019occhio saranno le elezioni del Parlamento scozzese nel 2021.<\/p>\n<p>In definitiva, per\u00f2, diventer\u00e0 una posizione democraticamente insostenibile se la Scozia continuer\u00e0 da parte sua a votare per l&#8217;Snp, con il rifiuto di concedere un secondo referendum destinato soltanto a rafforzare il sentimento indipendentista.<\/p>\n<p><em>Traduzione a cura della redazione<\/em>.<br \/>\n<strong>\u00a9 Chatham House &#8211; Thomas Raines, Jason Naselli<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la nuova Think Tank Platform di AffarInternazionali ripubblichiamo, in esclusiva per l\u2019Italia, editoriali o estratti delle ricerche degli istituti di ricerca nostri partner in tutto il mondo. 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