{"id":77178,"date":"2020-01-13T14:39:03","date_gmt":"2020-01-13T13:39:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77178"},"modified":"2020-01-16T13:23:57","modified_gmt":"2020-01-16T12:23:57","slug":"compito-difficile-raccontare-la-politica-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/compito-difficile-raccontare-la-politica-internazionale\/","title":{"rendered":"Un compito difficile: raccontare la politica internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Assumo con il nuovo anno la direzione di <strong>AffarInternazionali<\/strong>, dal 2006 la rivista online dello storico istituto fondato da Altiero Spinelli cinquantacinque anni fa. Sono particolarmente grato al direttore dello IAI, Nathalie Tocci, e al presidente, l\u2019Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, per aver pensato a me per questo ruolo. Lavorer\u00f2 con un team giovane e ambizioso e nuovi autori che si aggiungono ai ricercatori e collaboratori dell\u2019Istituto. AffarInternazionali avr\u00e0 nuove rubriche e sezioni, organizzer\u00e0 forum su importanti dossier, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 ricco di interviste, focus elettorali e, in esclusiva per l\u2019Italia, pubblicher\u00e0 le analisi dei pi\u00f9 importanti think tank internazionali. Raccoglieremo la preziosa eredit\u00e0 di Giampiero Gramaglia e di quanti ci hanno preceduto per proseguire a svolgere, nel solco della tradizione della rivista, quello che oggi appare sempre pi\u00f9 difficile: il comprendere, per raccontarle, le vicende e le relazioni della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Henry Kissinger, nel suo \u201cL\u2019ordine mondiale\u201d, afferma che \u201calcune regole generali nelle relazioni internazionali vanno rispettate affinch\u00e9 non prevalga il caos\u201d. Quel sostantivo scelto dal politico americano, che i filosofi antichi utilizzavano per intendere il disordine universale della materia precedente al cosmo, \u00e8 oggi la cifra che caratterizza la condizione di larghe aree del pianeta e le strategie dell\u2019uomo per regolare fenomeni come le crisi del clima e dell\u2019ambiente, le migrazioni o le disuguaglianze.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il tempo della globalizzazione. Quando gli Stati-nazione si formarono, definirono tutto quanto era all\u2019interno dei propri confini: identit\u00e0 e territorio. I confini non furono solo linee nette impresse sulla carta, ma qualcosa che se violato avrebbe rappresentato un attacco all\u2019integrit\u00e0 dello Stato. Oggi la nazione, con queste peculiarit\u00e0, ha perso la sua centralit\u00e0. Tutto quello che un tempo era considerato esterno alla propria identit\u00e0, con cui era necessario relazionarsi e confrontarsi in quanto altro da s\u00e9, \u00e8 oggi diventato comune. Gli individui \u2013 con i loro sogni, le loro conquiste, la grande voglia di ricchezza per alcuni e la paura e la disperazione per altri \u2013 hanno reso pi\u00f9 mobili e incerti confini stabili e fissi. Quella linea su cui fermarsi, oltre la quale non era lecito spingersi, cominciava a trasformarsi in area indefinita che invitava ad entrare.<\/p>\n<p>Questo desiderio globale di trasformare in occasioni quanto era sinonimo di ostacolo e barriera sembra aver rallentato la sua forza propulsiva. Il politologo americano Ian Bremmer, qualche settimana fa sul quotidiano \u201cLa Stampa\u201d, rilevava come \u201cper la prima volta in quasi un secolo gli ingranaggi della globalizzazione iniziano ad incepparsi\u201d. Si pensi alle difficolt\u00e0 della polis internazionale di avvicinarsi a forme di governo globale e a forme di democrazia cosmopolita, di dotarsi di diritti e obblighi nuovi e validi per tutti, di misurarsi con l\u2019esigenza di una diplomazia pubblica che coinvolga la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Non va meglio per i diritti dell\u2019individuo, nonostante la velocit\u00e0 delle comunicazioni e della circolazione delle informazioni. A partire dal 539 a.C., fu un re persiano, Ciro il Grande, con le sue prime forme di libert\u00e0 e tolleranza, a cominciare quel processo di riconoscimento \u201cdella dignit\u00e0 specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana\u201d, che saranno sanciti per la prima volta nella storia moderna, con la redazione della \u201cDichiarazione Universale dei Diritti Umani\u201d nel 1948. Un tempo evidentemente non ancora sufficiente a liberarci da chi \u201cnon conosce altre leggi che i suoi capricci\u201d, come Voltaire definiva i tiranni. In tanti luoghi del mondo \u2013 come ha raccontato ad AffarInternazionali Matthew Caruana Galizia, figlio di Daphne, la giornalista maltese assassinata \u2013 si prosegue impunemente a calpestare i diritti naturali dell\u2019individuo.<\/p>\n<p>Tornando al difficile compito che tocca ad AffarInternazionali, c\u2019\u00e8 una notizia di inizio anno che rappresenta la nostra epoca e come a volte sia impossibile comprenderne gli sviluppi. \u00c8 la storia di Laurent Ani Guibanhi, un ragazzino ivoriano. Siamo ad Abidjan, la capitale della Costa d\u2019Avorio. Dopo la scuola, che frequentava con regolarit\u00e0, Laurent corre verso l\u2019aeroporto. Scavalca un muro e si nasconde tra i cespugli nel verde dello spazio aeroportuale. Riesce ad aggrapparsi al carrello di un Boeing 777 diretto a Parigi, poco prima del decollo, durante la fase di rullaggio. Il suo corpo sar\u00e0 trovato all\u2019interno del pozzo del carrello di atterraggio dell\u2019aereo, sulla pista dell\u2019aeroporto Charles De Gaulle. Laurent \u00e8 morto per mancanza di ossigeno e per assideramento, le temperature a 10.000 metri di quota scendono a 50\u00b0 sottozero. Era nato il 5 febbraio del 2005 a Youpugon, un sobborgo della capitale della Costa d\u2019Avorio. Tra tre settimane avrebbe compiuto 15 anni. Aveva indosso solo una maglietta, ma sognava la nostra Europa.<\/p>\n<p>Buona lettura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assumo con il nuovo anno la direzione di AffarInternazionali, dal 2006 la rivista online dello storico istituto fondato da Altiero Spinelli cinquantacinque anni fa. 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