{"id":77181,"date":"2020-01-13T13:45:10","date_gmt":"2020-01-13T12:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77181"},"modified":"2020-01-17T11:40:04","modified_gmt":"2020-01-17T10:40:04","slug":"scontro-usa-iran-diritto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/scontro-usa-iran-diritto-internazionale\/","title":{"rendered":"Lo scontro Usa-Iran alla prova del diritto internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Il raid statunitense che ha ucciso il generale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/raid-usa-ucciso-il-generale-iraniano-soleimani-khamenei-vendetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Qassem Soleimani<\/strong><\/a> il 3 gennaio scorso e la successiva risposta iraniana sono stati oggetto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/usa-iran-si-avvicina-lo-scontro-frontale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">molteplici commenti<\/a> nella stampa italiana, ma nessuno si \u00e8 occupato di valutarne in modo approfondito la <strong>legalit\u00e0<\/strong>, al contrario dei blog stranieri specializzati che hanno effettuato ampie <strong>valutazioni giuridiche<\/strong>.<\/p>\n<p>Le conclusioni non sono per\u00f2 unanimi. Taluni hanno affermato la legalit\u00e0 dell\u2019azione Usa e l\u2019illegalit\u00e0 della reazione iraniana. Altri si sono pronunciati per la violazione, da entrambe le parti, delle regole del <strong>diritto internazionale<\/strong>. Il solo punto di consenso riguarda la illegalit\u00e0 della risposta iraniana.<\/p>\n<p>Come stanno le cose? Occorre distinguere tra due serie di regole: quelle che legittimano il ricorso alla forza armata, da una parte, e quelle che disciplinano la scelta degli obiettivi, che appartengono al diritto dei conflitti armati, dall&#8217;altra.<\/p>\n<p><strong>La legalit\u00e0 del raid americano&#8230;<br \/>\n<\/strong>Prescindendo da una valutazione della legittimit\u00e0 del comportamento di Donald Trump di ordinare l\u2019azione bellica senza l\u2019<strong>autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti<\/strong>, occorre determinare se l\u2019azione americana sia giustificabile in base alla <strong>Carta delle Nazioni Unite<\/strong>. Questa proibisce l\u2019uso della forza armata, tranne che in <strong>legittima difesa<\/strong> (e altre cause di giustificazione che qui non interessano). In effetti gli Usa hanno affermato che l\u2019azione militare era giustificabile in virt\u00f9 della legittima difesa, come hanno poi ribadito l\u20198 gennaio in una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Cds). La legittima difesa \u00e8 esercitabile dopo che si sia verificato un attacco armato o nell&#8217;imminenza dello stesso (ma in questo secondo caso non si tratta di opinione da tutti condivisa).<\/p>\n<p>Altro punto fondamentale \u00e8 la distinzione tra violazioni meno gravi del divieto della forza armata, che non darebbero luogo alla legittima difesa, e violazioni pi\u00f9 gravi che danno ovviamente diritto a reagire in legittima difesa. Ma occorre tenere presente che ripetute violazioni di minori entit\u00e0 concretizzano complessivamente un attacco armato (\u00e8 la cosiddetta teoria dei continui colpi di spillo).<\/p>\n<p>Prima della reazione americana, l\u2019<strong>Iran<\/strong> si era reso responsabile di una serie di violazioni, tra cui l\u2019abbattimento di un drone americano nello spazio internazionale (ma avvenuta secondo gli iraniani nel loro spazio aereo) e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/capodanno-a-baghdad-per-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attacco all\u2019ambasciata Usa a Baghdad<\/a>, il 31 dicembre 2019, da parte di manifestanti appartenenti alle milizie sciite, che operavano sotto il controllo \u201ccoperto\u201d del generale Soleimani. Nel blitz sono rimasti uccisi, oltre al generale iraniano, anche il leader delle milizie sciite. Gli Stati Uniti, per giustificare il raid, hanno precisato che l\u2019Iran stava per scatenare un ulteriore attacco, senza per\u00f2 fornirne le prove.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 quindi giustificabile il raid Usa? Direi di s\u00ec<\/strong>, bench\u00e9 tale conclusione non sia scevra da difficolt\u00e0 dovute all&#8217;impossibilit\u00e0 di procedere in questa sede ad una precisa ricostruzione dei fatti. Anche a prescindere da ogni valutazione circa l\u2019attacco imminente, l\u2019attacco all&#8217;ambasciata e i precedenti \u201ccolpi di spillo\u201d bastano a giustificare il raid. Ovviamente occorre partire dal presupposto che l\u2019operato delle milizie sciite, composte da cittadini iracheni, sia imputabile all\u2019Iran poich\u00e9 Teheran esercita uno stretto controllo sulle stesse.<\/p>\n<p>L\u2019uccisione di Soleimani rientra nella ben nota prassi delle <strong>uccisioni mirate<\/strong> (<em>targeting killing<\/em>) tanto cara alle amministrazioni americane. In tempo di pace, le uccisioni mirate sono contrarie al diritto e costituiscono un omicidio. In occasione di un conflitto armato (in corso o allo stadio iniziale), le uccisioni mirate sono ammesse dal diritto dei conflitti armati, purch\u00e9 dirette contro un obiettivo legittimo, quale indubbiamente \u00e8 un militare.<\/p>\n<p><strong>Ricorso alla forza armata e regole che disciplinano i conflitti armati obbediscono a due distinte branche del diritto<\/strong>, con la conseguenza che non costituisce una violazione del diritto internazionale la violenza bellica contro un obiettivo legittimo, bench\u00e9 il ricorso alla forza armata sia illegale. E viceversa. Per cui non si possono colpire siti culturali iraniani (come ha minacciato Trump, poi immediatamente corretto dal Pentagono), per quanto il ricorso alla forza armata sia stato intrapreso in legittima difesa.<\/p>\n<p><strong>\u2026 e della reazione iraniana<br \/>\n<\/strong>Il 7 gennaio l\u2019Iran ha reagito con un <strong>tiro di missili contro due basi americane in Iraq<\/strong>, senza provocare vittime. Una base militare \u00e8 un obiettivo legittimo e l\u2019azione non suscita perplessit\u00e0 sotto il profilo del diritto dei conflitti armati. Ne suscita invece sotto quello del ricorso alla forza armata. L\u2019azione iraniana non pu\u00f2 essere qualificata un atto di legittima difesa, come ha preteso Teheran nella sua comunicazione al Cds, ma piuttosto come una <strong>rappresaglia armata<\/strong>. Il raid americano si era ormai concluso e non era prevedibile nessun attacco imminente. Del resto, la stessa dirigenza iraniana ha parlato di \u201cvendetta\u201d. Le rappresaglie armate sono vietate dal diritto internazionale<\/p>\n<p><strong>La posizione dell\u2019Iraq<br \/>\n<\/strong>L\u2019Iraq si \u00e8 trovato, suo malgrado, coinvolto nel conflitto, avendo subito una violazione della sua sovranit\u00e0 territoriale a causa delle operazioni \u201ccoperte\u201d iraniane. Gli Stati Uniti, d\u2019altro canto, non hanno chiesto il consenso iracheno per compiere un\u2019operazione partita dal Kuwait, ma conclusasi in territorio iracheno. Washington potrebbe invocare la teoria secondo cui la violazione della <strong>sovranit\u00e0 territoriale<\/strong> dell\u2019Iraq era giustificata perch\u00e9 questo Stato \u201cnon era in grado o non voleva\u201d impedire che si consumasse l\u2019attacco armato nei loro confronti.<\/p>\n<p>Ma si tratta di giustificazione labile. Prova ne sia che l\u2019attacco all&#8217;ambasciata Usa \u00e8 stato respinto grazie agli iracheni. L\u2019Iraq pu\u00f2 in qualsiasi momento ritirare il proprio consenso ed impedire che il suo territorio sia usato come base di operazioni. La risoluzione votata dal Parlamento iracheno sul ritiro delle truppe straniere, anche se non ha avuto per ora un seguito, costituisce un monito in questo senso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il raid statunitense che ha ucciso il generale Qassem Soleimani il 3 gennaio scorso e la successiva risposta iraniana sono stati oggetto di molteplici commenti nella stampa italiana, ma nessuno si \u00e8 occupato di valutarne in modo approfondito la legalit\u00e0, al contrario dei blog stranieri specializzati che hanno effettuato ampie valutazioni giuridiche. 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