{"id":77190,"date":"2020-01-13T14:17:21","date_gmt":"2020-01-13T13:17:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77190"},"modified":"2020-01-14T12:12:47","modified_gmt":"2020-01-14T11:12:47","slug":"il-mondo-e-a-una-curva-della-storia-cambiamo-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-mondo-e-a-una-curva-della-storia-cambiamo-leuropa\/","title":{"rendered":"Il mondo \u00e8 a una curva della storia. Cambiamo l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>futuro dell\u2019Europa<\/strong> comincia nelle prossime settimane. Di fronte ai veloci cambiamenti geopolitici di questi anni e all\u2019accelerazione violenta delle settimane a cavallo far il 2019 e il 2020, i leader europei hanno deciso di provare a intraprendere nuovamente la strada delle riforme istituzionali europee con l\u2019obiettivo finale di costruire una nuova Europa, capace di confrontarsi efficacemente con le grandi sfide di inizio millennio.<\/p>\n<p>Sulla spinta di Francia e Germania, partir\u00e0 presto la <strong>Conferenza sul futuro dell\u2019Europa<\/strong>, una sorta di cantiere aperto che dovrebbe durare fino al giugno del 2022. Anche se non sono ancora disponibili tutti i dettagli, la Conferenza dovr\u00e0 comunque essere presieduta da una personalit\u00e0 politica autorevole e da uno steering group di esperti e studiosi, coinvolgere tutti i Paese membri dell\u2019Ue e tutte le istituzioni comunitarie.<\/p>\n<p>Si tratta probabilmente dell\u2019ultima occasione che i leader europei hanno per provare a sconfiggere gli egoismi nazionali, i neo sovranismi e i neo populismi che hanno bloccato l\u2019attivit\u00e0 europea in questi anni e relegato l\u2019Ue a un ruolo di comprimario rispetto ai grandi attori presenti sugli scenari globali.<\/p>\n<p>I recenti eventi in Iran e in Libia hanno confermato che nessun Paese europeo da solo pu\u00f2 confrontarsi con gli Usa e la Russia, per non parlare della Cina, sempre pi\u00f9 presente nel Mediterraneo e nel Medio oriente (alcune delle armi usate nelle battaglie libiche sono made in China) e della politica neo ottomana portata avanti con una buona dose di cinismo da Erdogan. Questa nuova situazione geopolitica, per di pi\u00f9 in continuo mutamento, pu\u00f2 essere affrontata soltanto attraverso una comune politica estera europea e non attraverso velleitarie azioni nazionali, come purtroppo \u00e8 accaduto troppo spesso negli ultimi anni.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 quindi quella di rendere pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 coesa l\u2019Unione europea, partendo dalle riforme delle istituzioni europee che dovrebbero avere pi\u00f9 potere rispetto agli Stati nazionali. Sembra un\u2019idea impossibile da realizzare guardando l\u2019attuale situazione e gli equilibri interni all\u2019Europa dove gli Stati tendono sempre pi\u00f9 a chiudersi in s\u00e9 stessi, dimenticando che inseguire l\u2019interesse comune vuol dire, in Europa, seguire il proprio interesse.<\/p>\n<p>Sembra davvero poco probabile che i litigiosi leader europei possano trovare l\u2019illuminazione e l\u2019ispirazione per intraprendere in maniera fruttuosa la difficile e complessa strada delle riforme istituzionali. Francamente, nessuna persona equilibrata scommetterebbe un euro sulla riuscita di questa scommessa. Al di l\u00e0 della triste e malinconica prova che l\u2019Europa ha dato di s\u00e9 stessa di fronte alle grandi sfide epocali di questa era (con l\u2019eccezione forse del cambiamento climatico), c\u2019\u00e8 un precedente che fa tremare i polsi.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 alla Convenzione europea che, guidata da Valery Giscard d\u2019Estaing, tra il 2001 e il 2003 scrisse la Costituzione europea. Si tratt\u00f2 di un esperimento di grande coraggio e visione ma sappiamo tutti come and\u00f2 a finire. Nella primavera del 2005 i referendum popolari in Francia e Olanda bocciarono la Costituzione e l\u2019Europa piomb\u00f2 in una crisi politica da cui non si \u00e8 mai pi\u00f9 ripresa e che fu aggravata dalla grande crisi economica iniziata nel 2007.<\/p>\n<p>A proposito di <strong>economia:<\/strong> si parla sempre dei cicli economici e della loro durata stimata in circa 7\/8 anni. Si parla raramente dei cicli geopolitici che invece durano alcuni decenni. Ecco, l\u2019impressione \u00e8 che il mondo si trovi di fronte ad una curva della storia, alla fine di un ciclo geopolitico e all\u2019inizio di nuovi equilibri globali. Questa percezione \u00e8 abbastanza diffusa nelle cancellerie europee e dovrebbe, di conseguenza, far accelerare le riflessioni in corso sui necessari cambiamenti nell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Ma per cambiare le istituzioni non serve le volont\u00e0 delle istituzioni stesse. Serve la volont\u00e0 degli Stati e dei loro leader. Ci sarebbe quindi da avere poche speranze, se si guardasse agli ultimi, deludenti, anni. Ma l\u2019Europa \u00e8 sempre stata capace di sorprendere. Sull\u2019orlo del burrone ha sempre trovato lo scatto di reni necessario per uscire dai guai. \u00c8 sempre stato cos\u00ec nel corso degli anni, quando sono arrivati il momento davvero decisivi. Questo \u00e8 uno di quelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro dell\u2019Europa comincia nelle prossime settimane. 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