{"id":77288,"date":"2020-01-15T00:32:48","date_gmt":"2020-01-14T23:32:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77288"},"modified":"2020-01-15T00:35:45","modified_gmt":"2020-01-14T23:35:45","slug":"spagna-un-governo-di-sinistra-sinistra-dai-piedi-dargilla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/spagna-un-governo-di-sinistra-sinistra-dai-piedi-dargilla\/","title":{"rendered":"Spagna: un governo di sinistra-sinistra dai piedi d\u2019argilla"},"content":{"rendered":"<p>Infine l\u2019investitura del leader socialista <strong>Pedro S\u00e1nchez<\/strong> alla guida del governo \u00e8 arrivata. Per la prima volta nella storia della <strong>Spagna<\/strong> democratica si avvia un <strong>esecutivo di coalizione di sinistra-sinistra<\/strong> tra socialisti del <strong>Psoe <\/strong>e <strong>Podemos<\/strong> con un appoggio del <strong>partito indipendentista pi\u00f9 longevo della Catalogna<\/strong>, l\u2019<em>Esquerra republicana <\/em>(Erc), che ha ottenuto gi\u00e0 la costituzione di un futuro tavolo di confronto politico tra le parti in un momento in cui a Barcellona la Generalitat e il suo presidente, Quim Torra, stanno alimentando venti di forte contrapposizione contro il governo centrale di Madrid.<\/p>\n<p>Per\u00f2, l\u2019astensione di Erc, sebbene sia stata fondamentale, non si \u00e8 rivelata decisiva. S\u00e1nchez ha riscosso 167 s\u00ec e 165 no (e 18 astensioni) in una votazione in cui conta avere pi\u00f9 s\u00ec che no. Se i rappresentanti di Bildu, partito vicino alle posizioni pi\u00f9 estreme dell\u2019indipendentismo basco, avessero votato contro l\u2019investitura, anzich\u00e9 astenersi, a questo punto staremmo scrivendo di un\u2019altra storia.<\/p>\n<p>Per queste ragioni, quello che si \u00e8 appena insediato sar\u00e0 molto probabilmente un esecutivo debole, guidato da un premier che ha ottenuto un\u2019investitura risicata e in quelle condizioni. Probabilmente navigher\u00e0 a vista, consapevole del filo molto sottile che lega la propria sopravvivenza politica all\u2019indipendentismo, nonostante il programma di governo sia un contenitore di proposte di stampo socialdemocratico, con qualche venatura vecchia maniera, ma che di certo non presenta scelte radicali, anzi.<\/p>\n<p><strong>Il panorama politico a Madrid<\/strong><br \/>\nMa il dibattito parlamentare non \u00e8 andato nel merito del programma. La contrapposizione tra i socialisti e i popolari, le due forze principali del Paese, non \u00e8 mai stata cos\u00ec profonda, alimentata anche dalla crescita del partito di estrema destra <strong>Vox<\/strong> (diventato la terza forza del Paese, con un consenso strappato prevalentemente a quello dei popolari e in parte al partito di centro <strong>Ciudadanos<\/strong>, che nell\u2019ultimo anno si \u00e8 evoluto in una strana creatura, un misto di populismo, liberalismo e conservatorismo), e naturalmente dalla crisi catalana. In realt\u00e0 Vox e il conflitto secessionista catalano sono due facce dello stesso fenomeno: <strong>la crisi dello Stato spagnolo<\/strong>. E la contrapposizione prima richiamata si innesc\u00f2 gi\u00e0 all\u2019indomani della chiusura dei seggi, quando il leader socialista, superando la diffidenza tradizionale verso la formula politica del governo di coalizione e quella che ha nutrito negli ultimi anni nei confronti del leader di Podemos <strong>Pablo Iglesias<\/strong>, rese manifesto l\u2019orientamento\u00a0 verso un governo di coalizione con i viola e l\u2019inizio delle trattative con gli indipendentisti di Erc.<\/p>\n<p><strong>Gli errori di S\u00e1nchez<\/strong><br \/>\nS\u00e1nchez \u00e8 stato obbligato a questa virata verso l\u2019esecutivo di coalizione da una sua scelta precedente, che ormai appare sempre pi\u00f9 errata: rompere il confronto sull\u2019alleanza con Podemos dopo le elezioni dell\u2019aprile 2019, per tentare di capitalizzare consenso con nuove elezioni, sulla scorta dei sondaggi favorevoli; consultazioni peraltro che si sarebbero celebrate nel periodo della sentenza del processo contro i leader indipendentisti catalani. Nelle nuove elezioni di novembre, infatti, il Psoe, sebbene vincitore relativo, non raggiunse comunque la percentuale precedente.<\/p>\n<p>Riempite le caselle dei ministri, per il leader socialista arriva adesso al pettine il nodo pi\u00f9 complicato, il suo vero dilemma: qual \u00e8 il perimetro dell\u2019accordo con gli indipendentisti in un momento in cui lo stesso leader di Erc, <strong>Oriol Junqueras<\/strong>, si trova in carcere dopo una pesante condanna a 13 anni? Quale soluzione politica si pu\u00f2 trovare per una situazione che \u00e8 evidentemente giudiziaria?<\/p>\n<p>Bisogna anche aggiungere che in questi ultimi anni ci sono stati una serie di elementi che costituiscono poi il quadro del deterioramento della situazione politica spagnola. Ad iniziare dall\u2019incapacit\u00e0 della sinistra di svolgere un confronto costruttivo per diversi mesi nel corso del 2019, senza per questo vincere diffidenza e a tratti ostilit\u00e0 reciproca, e sulla difficolt\u00e0, in misura prevalente, per il Psoe di prefigurare un governo di coalizione con una forza politica distante storicamente dal partito socialista.<\/p>\n<p><strong>L\u2019assenza di un\u2019opzione Grande coalizione alla tedesca<\/strong><br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 anche la crisi pi\u00f9\u00a0 generale del sistema politico e del confronto sulla crisi catalana. Salvo un dirigente popolare, seppure autorevole, Albert Feij\u00f3, presidente della Galizia, nessuno all&#8217;interno dei due partiti maggiori, Psoe e Pp, \u00e8 stato in grado di caldeggiare una grande coalizione, modello tedesco, che possa definire una via d&#8217;uscita politica alla situazione catalana. E questo anche per un certa storica ostilit\u00e0 tra i due maggiori partiti verso accordi politici strutturali (meno ostili su quelli per la distribuzione del potere nelle istituzioni), ma anche per le differenze che hanno le due forze: i socialisti detengono tradizionalmente un indirizzo e un approccio e un legame politico e culturale verso il mondo autonomista e federalista (amplificato negli anni di Zapatero), mentre i popolari &#8211; e nel dibattito parlamentare per l\u2019investitura questo \u00e8 emerso chiaramente &#8211; rivendicano la centralit\u00e0 e l&#8217;unit\u00e0 dello Stato spagnolo, dimostrando per\u00f2 di non possedere un chiaro indirizzo politico su questi temi; sulla stessa scia Ciudadanos, per non parlare di Vox.<\/p>\n<p>Poi certo, la crescita dell\u2019ultradestra e anche, bisogna dire, la crisi vertiginosa di Ciudadanos non hanno fatto altro che aumentare la polarizzazione e quindi il conflitto, spostando inevitabilmente i popolari verso destra e verso un\u2019opposizione dura che \u00e8 ritornata agli atteggiamenti di <em>Alianza Popular<\/em>, partito-madre dei popolari, all\u2019inizio della Transizione verso la democrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Infine l\u2019investitura del leader socialista Pedro S\u00e1nchez alla guida del governo \u00e8 arrivata. 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