{"id":77323,"date":"2020-01-16T07:24:37","date_gmt":"2020-01-16T06:24:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77323"},"modified":"2020-01-16T13:45:03","modified_gmt":"2020-01-16T12:45:03","slug":"il-generale-soleimani-e-il-peso-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-generale-soleimani-e-il-peso-della-storia\/","title":{"rendered":"Il generale Soleimani e il peso della storia"},"content":{"rendered":"<p>Il raid statunitense che lo scorso 3 gennaio ha ucciso il generale iraniano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/raid-usa-ucciso-il-generale-iraniano-soleimani-khamenei-vendetta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Qassem Soleimani<\/strong><\/a> e quello iracheno <strong>Abu Mahdi al-Muhandis<\/strong> ha spostato l\u2019attenzione dalle proteste che hanno preso vita in questi mesi in Iraq, Libano e altri Paesi della regione dando al contempo vigore agli elementi pi\u00f9 oltranzisti presenti in <strong>Iran.<\/strong><\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che fino a quando tutte le parti contraenti erano vincolate all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/iran-europa-tempo-accordo\/?fbclid=IwAR3CKXcqzOQiaukN5rtgkkAaLWPj2AZdsQli5Izx66sBLC0PZp2qpGji9Os\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo sul nucleare iraniano<\/strong> <\/a>(Jcpoa) <a href=\"https:\/\/truthout.org\/articles\/lies-about-iran-killing-us-troops-in-iraq-are-a-ploy-to-justify-war\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non si erano verificati<\/a>\u00a0attacchi missilistici ai danni di obiettivi statunitensi, n\u00e9 contro impianti petroliferi sauditi.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019annuncio dell\u2019Amministrazione Trump del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-ritiro-trump-accordo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ritiro<\/a> dall&#8217;accordo nucleare (nel maggio 2018) e della \u201cguerra economica\u201d seguita all&#8217;imposizione delle \u201ctoughest sanctions ever\u201d, le tensioni nel Golfo erano infatti in calo. L\u2019<strong>Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica<\/strong>\u00a0(Aiea), d\u2019altro canto, aveva pi\u00f9 volte certificato che l\u2019Iran stava compiendo le <em>\u201cnecessary reductions to its nuclear program and granted the IAEA the access necessary to verify the agreement\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><b>L&#8217;importanza del contesto<\/b><br \/>\nLe considerazioni appena menzionate, legate al presente o al recente passato, non aiutano tuttavia a comprendere le radici di quanto avvenuto in questi giorni. Per farlo \u00e8 necessario prestare attenzione al \u201ccontesto\u201d, ovvero, nelle parole di Milan Kundera, \u201cal <strong>peso della storia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La storia contemporanea dell\u2019Iran \u00e8<\/strong> infatti<strong> legata a doppio filo a quella dell\u2019Occidente<\/strong>. Qui \u00e8 sufficiente accennare al fatto che la Rivolta del tabacco del 1891-92 rappresent\u00f2 la prima forma di resistenza organizzata volta a contrastare l\u2019espansionismo delle potenze europee nell\u2019area persiana: cre\u00f2 le condizioni \u201c<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/41523035\/Whose_Stability_Assessing_the_Iranian_Threat_through_History_Peter_Lang_-_Dec._2019_pp._199-221_\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per l\u2019ascesa<\/a> dello sciismo come movimento insurrezionale in chiave anti-coloniale\u201d.<\/p>\n<p>Le origini della <strong>dinastia Pahlavi<\/strong> sono invece riconducibili a un colpo di Stato avvenuto nel 1921, dal quale, grazie in particolare al supporto garantito dalle autorit\u00e0 britanniche presenti nel Paese, emerse il regime di Reza Khan. Suo figlio, Mohammad Reza Pahlavi, sal\u00ec al trono grazie a un altro colpo di Stato, tre decenni dopo, nel 1953.<\/p>\n<p>Non meno gravida di conseguenze fu l\u2019operazione attraverso cui la Cia e i servizi segreti britannici (Mi6), facendo leva su una serie di dinamiche interne all&#8217;Iran, rovesciarono (1953) il governo democraticamente eletto guidato da Mohammad Mossadeq: tale operazione \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/SchedaRivista.aspx?IDArticolo=64223&amp;Tipo=Articolo%20PDF&amp;idRivista=98\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alla base<\/a> di molte delle dinamiche che, 26 anni dopo, portarono alla genesi della \u201cRivoluzione islamica\u201d.<\/p>\n<p>Questi brevi esempi rappresentano lo specchio di un trend che, in forme e modalit\u00e0 diverse rispetto al passato, \u00e8 tuttora in corso. Non sono solo gli iraniani a pagare un prezzo enorme per tali politiche e strategie, bens\u00ec larga parte del resto dei Paesi e degli abitanti presenti nella regione. Gli iracheni incarnano l\u2019esempio pi\u00f9 significativo e drammatico di ci\u00f2. Il loro Paese sta vivendo da 40 anni una destabilizzazione che si \u00e8 declinata in forme diverse: dalle sanzioni economiche alla guerra aperta.<\/p>\n<p>Essi hanno il pieno diritto di vivere senza subire interferenze esterne, siano esse riconducibili all&#8217;Iran (Paese confinante con il quale condividono legami culturali e risorse naturali) o agli Stati Uniti (che distano pi\u00f9 di 11mila chilometri). Meritano di vivere in un Paese nel quale prevalga lo stato di diritto e che sia libero da ogni forma di repressione proveniente da attori statali o non-statali. Fornire un \u201ccontesto\u201d e un retroterra storico alla loro sofferenza e alla storia della loro regione rappresenta un piccolo, bench\u00e9 rilevante, passo in quella direzione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019influenza di Teheran<br \/>\n<\/strong>Stando a dati forniti dal Dipartimento di Stato americano, il numero degli incidenti di terrorismo \u00e8 aumentato del <a href=\"http:\/\/readersupportednews.org\/opinion2\/277-75\/32339-focus-despite-14-years-of-the-us-war-on-terror-terror-attacks-have-skyrocketed-since-911\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">6500%<\/a> dall&#8217;avvio della \u201cguerra al terrorismo\u201d (199 attacchi nel 2002 a fronte di 13.500 nel 2014): met\u00e0 di questi \u201cincidents of terrorism\u201d sono stati registrati in Iraq e Afghanistan.\u00a0Nello stesso periodo, il numero dei decessi legati al terrorismo \u00e8 aumentato del 4500%.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunga che l\u2019Iraq ha storicamente rappresentato una sorta di baluardo che ha limitato l\u2019influenza (persiana e poi) iraniana nella regione. Prima del 2003, il raggio e la capacit\u00e0 di azione di Teheran erano molto pi\u00f9 limitati rispetto ad oggi. Il collasso dell\u2019Iraq, giustificato con la <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/uk-news\/2016\/jul\/06\/iraq-inquiry-key-points-from-the-chilcot-report\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">falsificazione delle prove<\/a> relative alle\u00a0armi\u00a0di\u00a0distruzione di massa che si sosteneva fossero in dotazione a Saddam Hussein, ha creato le condizioni strutturali per l\u2019espansione dell\u2019influenza e delle milizie iraniane nella regione.<\/p>\n<p>L\u2019allora segretario di Stato americano Donald Rumsfeld chiar\u00ec che <em>\u201cWe know where they [le armi di distruzione di massa] are\u201d<\/em>, mentre l\u2019attuale primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, testimoni\u00f2 al congresso degli Stati Uniti che non ci fosse <em>\u201cquestion whatsoever that Saddam is seeking, working, advancing towards to the development of nuclear weapons [..] If you take out Saddam\u2019s regime, I guarantee you that it will have enormous positive reverberations on the region\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>In altre parole, alcuni degli attori che pi\u00f9 hanno contribuito a creare le condizioni strutturali affinch\u00e9 l\u2019Iran potesse imporsi nella regione, sono gli stessi che oggi chiedono alla comunit\u00e0 internazionale di agire per limitarne le capacit\u00e0 di manovra: violare l\u2019accordo sul nucleare iraniano (Jcpoa) rappresentava, agli occhi di quei medesimi attori, un passo necessario allo scopo. <strong>L\u2019accordo sul nucleare avrebbe potuto (o potrebbe ancora) fornire le basi per reintegrare l\u2019Iran nel sistema internazionale, riducendo in modo marcato le tensioni<\/strong>. Poter contare su un nemico sempre pi\u00f9 imprevedibile e oltranzista appare tuttavia ad alcuni come uno strumento utile e necessario a giustificare strategie e politiche applicate alla regione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ascesa di Qassem Soleimani<br \/>\n<\/strong>Qassem Soleimani aveva 23 anni quando Saddam Hussein lanci\u00f2 l\u2019invasione della neonata Repubblica islamica dell\u2019Iran. Quest\u2019ultima si trov\u00f2 sin da subito quasi completamente isolata. L\u2019Iraq, per contro, pot\u00e9 contare su ingenti fonti e materie prime per la costruzione di armi chimiche provenienti dagli Stati Uniti, dall&#8217;Arabia Saudita e da alcuni Paesi europei. I documenti della Cia recentemente declassificati <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2013\/08\/26\/exclusive-cia-files-prove-america-helped-saddam-as-he-gassed-iran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">provano<\/a> che Washington sostenne Saddam Hussein nell&#8217;utilizzo di gas nervini, incluso il sarin e l\u2019iprite, ai danni di civili e soldati iraniani.<\/p>\n<p>Soleimani inizi\u00f2 la sua ascesa al potere durante gli otto anni di quella guerra, battendosi per la stabilit\u00e0 del suo Paese e garantendosi il rispetto e l\u2019ammirazione di un limitato numero di commilitoni. In un momento storico in cui milioni di giovani iraniani lottavano al fronte per contrastare le forze irachene, anche i segmenti pi\u00f9 critici della societ\u00e0 iraniana si convinsero che in quella fase ci fossero altre priorit\u00e0: un crescente e viscerale nazionalismo perme\u00f2 allora quasi ogni strato della popolazione. La <strong>guerra tra Iran e Iraq<\/strong> cess\u00f2 nell\u2019agosto del 1988, appena un mese dopo l\u2019abbattimento del volo di linea della <em>Iran Air<\/em> a causa di un missile terra-aria lanciato dall&#8217;incrociatore Vincennes della Marina americana: morirono 290 passeggeri, compresi 66 bambini.<\/p>\n<p>Negli anni a seguire, non solo Soleimani rimase in larga parte lontano dall&#8217;attenzione dell\u2019opinione pubblica, ma combatt\u00e9 anche a fianco degli Stati Uniti durante l\u2019invasione dell\u2019Afghanistan del 2001: un\u2019operazione appoggiata con convinzione da Teheran. Egli rimase sconosciuto a larga parte dell\u2019opinione pubblica iraniana fino al 2003, quando la sua popolarit\u00e0 crebbe di pari passo con il collasso dell\u2019Iraq e con le conseguenze che esso ha avuto nella regione. Ci\u00f2 include in primis la nascita e lo sviluppo dell&#8217;Isis<em>: \u201cThere, undeniably, would be no Isis, if we hadn\u2019t invaded Iraq\u201d<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.independent.co.uk\/news\/world\/middle-east\/iraq-war-invasion-caused-isis-islamic-state-daesh-saysus-military-adviser-david-kilcullen-a6912236.html\">ha sottolineato<\/a> David Kilcullen, ex consigliere del generale statunitense David Petraeus.<\/p>\n<p><strong>La nascita di un&#8217;icona<\/strong><br \/>\nSoleimani venne invitato dal governo iracheno guidato da Nuri al-Maliki e, successivamente, da quelli di Haidar Abadi e Adel Abdel Mahdi, ad agire come ufficiali di collegamento in Iraq nella lotta contro l\u2019Isis, la cui ideologia fondante \u00e8 riconducibile al wahhabismo (il <a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/defeating-isis-beyond-raqqa-by-lorenzo-kamel-2017-01?barrier=accesspaylog\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">secondo gruppo<\/a> pi\u00f9 consistente tra i combattenti jihadisti in Siria e Iraq era composto da cittadini sauditi). Il generale raggiunse uno status iconico nel contesto dell\u2019enorme caos seguito alla destabilizzazione e frammentazione della regione, il cui acme \u00e8 stato registrato durante la <strong>guerra in Siria<\/strong>, che in anni recenti ha rappresentato la principale calamita per i \u201c<em>jihadisti salafiti<\/em>\u201d di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Le forze russe e iraniane \u2013 rappresentate dalle <strong>\u201cBrigate Gerusalemme\u201d<\/strong> guidate da Soleimani \u2013 hanno collaborato in modo concreto per promuovere i loro interessi strategici, a cominciare dall&#8217;appoggio congiunto garantito al dittatore siriano Bashar al-Assad, i cui crimini contro l\u2019umanit\u00e0 sono stati documentati da diverse organizzazioni internazionali. Il fatto che Soleimani sia intervenuto a supporto di un brutale dittatore e che abbia avuto un certo ruolo nella morte di un numero incerto di civili rappresenta un\u2019ulteriore conferma del fatto che non possa n\u00e9 debba essere considerato un paladino o un simbolo di pace o giustizia.<\/p>\n<p>Eppure, citando un antico proverbio Yiddish: \u201cUna mezza verit\u00e0 equivale a una piena bugia\u201d. <strong>Il percorso umano di Soleimani \u00e8 saldamente radicato nella storia della sua terra e, pi\u00f9 in generale, della regione in cui \u00e8 vissuto<\/strong>. \u00c8 il prodotto di molte decisioni sbagliate, ma anche, e forse soprattutto, di un secolo di oppressione, interferenze esterne e, ancor prima, una perdurante richiesta di dignit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il raid statunitense che lo scorso 3 gennaio ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani e quello iracheno Abu Mahdi al-Muhandis ha spostato l\u2019attenzione dalle proteste che hanno preso vita in questi mesi in Iraq, Libano e altri Paesi della regione dando al contempo vigore agli elementi pi\u00f9 oltranzisti presenti in Iran. 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