{"id":77356,"date":"2020-01-17T09:00:55","date_gmt":"2020-01-17T08:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77356"},"modified":"2020-01-21T09:20:02","modified_gmt":"2020-01-21T08:20:02","slug":"libia-pace-turchia-russia-haftar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-pace-turchia-russia-haftar\/","title":{"rendered":"Pace fragile a Mosca"},"content":{"rendered":"<p>Sono state ore frenetiche quelle vissute a <strong>Mosca<\/strong> luned\u00ec scorso: l\u2019attesa per la sigla della tregua in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/iraq-e-libia-nel-caos\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> tra il Governo di accordo nazionale e il generale della Cirenaica, <strong>Khalifa Haftar<\/strong>, ha portato al momento a un nulla di fatto. Il premier <strong>Fayez<\/strong>\u00a0<strong>al-Sarraj<\/strong> ha detto &#8216;s\u00ec&#8217; al cessate il fuoco elaborato sotto l\u2019egida di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/turchia-libia-patto-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Turchia<\/strong> e <strong>Russia<\/strong><\/a>, mentre Haftar ha deciso di prendersi un paio di giorni prima di sciogliere la riserva.<\/p>\n<p>I colloqui con la diplomazia russa si sono svolti in stanze separate, come ha riferito Khaled al Mishri, presidente dell\u2019Alto Consiglio di Stato di Tripoli, arrivato a Mosca con Aguila Saleh, presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk. La loro presenza \u00e8 termometro del clima non proprio disteso che si respirava.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019indecisione (o il tentativo di ottenere di pi\u00f9 dalle trattative), Haftar, secondo un tweet di <em>al-Arabiya<\/em>, che a sua volta cita &#8216;fonti arabe&#8217;, ha tuttavia deciso di accettare l\u2019invito della <strong>Germania<\/strong> per la<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/libia_conferenza_berlino-6892135\/news\/2020-01-16\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Conferenza di Berlino<\/strong><\/a> di <strong>domenica 19 gennaio<\/strong>, quando si troveranno al tavolo i principali attori della crisi libica e dunque le cancellerie di <strong>Italia,<\/strong> Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Russia, Cina, Emirati Arabi, Turchia, Repubblica del Congo, Egitto, Algeria, Nazioni Unite, Unione europea, Unione africana e Lega araba. Per Ankara resta il timore che la conferenza possa in parte perdere di valore per via della posizione intransigente manifestata da Haftar. E oggi, durante un incontro a Bengasi in vista della conferenza di domenica, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas avrebbe ricevuto dal generale rassicurazioni circa il rispetto del cessate il fuoco deciso a Mosca.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo per la tregua in sette punti<\/strong><br \/>\nSono sette i punti presentati ai due leader libici per la definizione della pace, tra cui osservare in maniera incondizionata il cessate il fuoco, ritirare le truppe di entrambi gli schieramenti per prevedere una de-escalation delle ostilit\u00e0 e normalizzare la situazione in tutto il Paese, sospendere l\u2019invio delle forze turche in Libia, prevedere la supervisione del cessate il fuoco da parte della missione delle Nazioni Unite <a href=\"https:\/\/unsmil.unmissions.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unsmil<\/strong><\/a> con una commissione militare 5+5. Sul tavolo, resterebbero per\u00f2 altri nodi da sciogliere: in particolare Haftar dovrebbe indietreggiare, concedendo la ridefinizione dei territori libici e delle sue competenze.<\/p>\n<p>Il generale della Cirenaica ha tuttavia risposto con un secco &#8216;no&#8217; a queste ultime condizioni, volendo invece mantenere le posizioni conquistate vicino a Tripoli, mostrando cos\u00ec le pressioni degli Emirati Arabi, volenterosi di mantenere una roccaforte in Tripolitania per le <strong>attivit\u00e0 energetiche<\/strong>. Secondo quanto deciso dalla pace sotto l&#8217;egida turco-russa, ad Haftar sarebbero affidate le <strong>attivit\u00e0 antiterrorismo<\/strong>, per volont\u00e0 dell\u2019<strong>Egitto<\/strong> che considera il generale l\u2019uomo giusto per respingere le minacce nella regione, insieme alla sicurezza dei pozzi petroliferi, la cui gestione resterebbe per\u00f2 nelle mani di Tripoli.<\/p>\n<p><strong>Erdo\u011fan e la &#8216;lezione&#8217; per Haftar<br \/>\n<\/strong>Il presidente turco <strong>Recep Tayyp Erdo\u011fan<\/strong> ha cos\u00ec minacciato di &#8220;infliggere una lezione&#8221; al generale Khalifa Haftar se dovesse riprendere i suoi attacchi, mentre per il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, &#8220;se Haftar continua cos\u00ec, la Conferenza di Berlino non avr\u00e0 senso&#8221;. Nel frattempo, il premier del governo di Tripoli Fayez al-Sarraj si \u00e8 recato a Istanbul, dopo l\u2019incontro a Mosca per il cessate il fuoco.<\/p>\n<p>Gli interessi turchi in Libia seguono di fondo alcune importanti direttive: ricostruire i rapporti in Medio Oriente, dopo il deterioramento delle relazioni con l\u2019Arabia Saudita e i suoi alleati; contenere il blocco saudita, cos\u00ec come accaduto in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/siria-confine-turchia-russia-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Siria<\/strong><\/a>, dove inoltre l\u2019allontanamento degli <strong>Stati Uniti<\/strong> crea un vuoto importante per Ankara; reagire al recente accordo, siglato il 2 gennaio, tra Grecia, Cipro e Israele per la costruzione del gasdotto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/clima-bei-2021-stop-progetti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>EastMed<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivismo turco<br \/>\n<\/strong>E a proposito di accordi energetici, lo scorso 8 gennaio Turchia e Russia si sono avvicinate ancora di pi\u00f9, dopo quanto accaduto sullo scenario siriano e in Libia, con l\u2019inaugurazione del gasdotto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/energia-la-sicurezza-energetica-dellitalia-passa-dallucraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Turkstream<\/strong><\/a>, costato 7 miliardi di euro e in grado di attraversare il Mar Nero con due linee della portata di 15,75 miliardi di metri cubi di gas naturale all\u2019anno ciascuna.<\/p>\n<p>Le due linee riforniranno il &#8216;Paese della Mezzaluna&#8217; e i Paesi europei, in primis Bulgaria e Serbia. Un progetto che dimostra come il rapporto tra Mosca e Ankara si stia sviluppando in diverse aree e grazie al quale Erdogan coglie la possibilit\u00e0 di rendere la Turchia vero <em>hub<\/em> energetico del sud Europa. A farne le spese \u00e8 questa volta l\u2019<strong>Ucraina<\/strong>, bypassata per il gas diretto in Turchia e Bulgaria (ora sospeso) proprio a seguito del lancio del TurkStream.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono state ore frenetiche quelle vissute a Mosca luned\u00ec scorso: l\u2019attesa per la sigla della tregua in Libia tra il Governo di accordo nazionale e il generale della Cirenaica, Khalifa Haftar, ha portato al momento a un nulla di fatto. 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