{"id":77358,"date":"2020-01-16T13:00:25","date_gmt":"2020-01-16T12:00:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77358"},"modified":"2020-01-19T13:37:32","modified_gmt":"2020-01-19T12:37:32","slug":"usa2020-dibattito-tensioni-originalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/usa2020-dibattito-tensioni-originalita\/","title":{"rendered":"Usa2020: il settimo dibattito tra tensioni e mancanza di novit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Questa del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/usa2020-protagonista-cercasi-al-sesto-dibattito-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">settimo<\/a> dibattito<\/strong>, il 14 gennaio, \u00e8 stata l&#8217;ultima volta che gli elettori hanno avuto la possibilit\u00e0 di vedere e ascoltare i principali candidati alla nomina del Partito Democratico per le presidenziali del 2020 prima dell&#8217;inizio delle votazioni. Quattro dei sei candidati che hanno partecipato all&#8217;evento sono praticamente appaiati nei sondaggi effettuati in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/usa-2020-dem-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iowa<\/strong><\/a>, lo Stato in cui il 3 febbraio si apre ufficialmente una lunga stagione elettorale destinata a culminare prima nelle grandi assemblee di partito in calendario per la prossima estate e poi nel voto del 3 novembre.<\/p>\n<p><strong>Il consolidamento di Biden e l&#8217;alternativa Klobuchar<br \/>\n<\/strong>Vincere in Iowa ha un significato che molto trascende il relativamente ridotto numero di delegati che questo Stato porta in dote. In particolare, per il vicepresidente Joe <strong>Biden<\/strong> vincere in Iowa equivarrebbe a consolidare subito la sua pesante ipoteca sulla nomina democratica. Del resto, se i suoi rivali non riusciranno a batterlo neppure in Iowa, uno Stato a stragrande maggioranza bianca, come possono sperare di sconfiggerlo altrove, data la popolarit\u00e0 di cui gode tra le varie <strong>minoranze<\/strong> che tanta parte rappresentano dell\u2019elettorato democratico?<\/p>\n<p>Eppure, i suoi due pi\u00f9 diretti rivali, l\u2019ex sindaco di South Bent nell\u2019Indiana, Pete <strong>Buttigieg<\/strong> e il senatore del Minnesota, Amy <strong>Klobuchar<\/strong>, hanno evitato di attaccarlo per tutta la sera, concentrandosi invece in una serie di attacchi reciproci dai quali Klobuchar \u00e8 uscita molto probabilmente meglio di Buttigieg. Tra i due, \u00e8 stata Kobluchar ha dimostrarsi la pi\u00f9 forte <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/usa-2020-democratici-leadership\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>alternativa moderata<\/strong><\/a> a Biden. Tra tutti, \u00e8 stata sempre Klobluchar a dare all&#8217;elettorato democratico quanto quest\u2019ultimo sembra al momento gradire di pi\u00f9, attaccando a pi\u00f9 riprese il presidente Donald <strong>Trump<\/strong>.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, i sei partecipanti avevano bisogno di cose molto diverse. Bassa nei sondaggi e relativamente debole nei finanziamenti, Klobuchar aveva bisogno di una prestazione straordinaria mentre, all&#8217;estremo opposto, Biden e il senatore del Vermont Bernie <strong>Sanders<\/strong>, non avevano bisogno di molto altro che essere se stessi.<\/p>\n<p>Biden sembra migliorare da dibattito in dibattito e, per quanto non sia risuscito a evitare nuovi momenti d\u2019incertezza e confusione, in questa nuova occasione ha fatto sufficientemente bene da non compromettere le simpatie di cui gode tra l\u2019elettorato democratico. D\u2019altra parte, non ha fatto davvero nulla per guadagnarne di nuove, continuando a giustificare la sua candidatura soprattutto in ragione dell\u2019<strong>esperienza<\/strong> acquisita negli otto anni dell\u2019Amministrazione Obama.<\/p>\n<p><strong>Le performaces di Sanders e Warren<br \/>\n<\/strong>Sanders ha sorpreso amici e nemici quando, qualche mese fa, dopo aver sofferto un <strong><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2019\/10\/04\/us\/politics\/bernie-sanders-hospital.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">infarto<\/a>,<\/strong> ha battuto ogni record di raccolta fondi. Neanche l\u2019attacco a lui da ultimo riservato dal senatore del Massachusetts Elizabeth <strong>Warren<\/strong> \u00e8 stato in grado di riversare questo stato di cose. Anzi, il team Sanders ha riferito di aver raccolto pi\u00f9 soldi nella prima ora di questo dibattito di quanto mai avvenuto in occasione di tutti e sei i precedenti. Da notare poi come Sanders, nel tentativo di promuovere la sua eleggibilit\u00e0, abbia per lui insolitamente ricordato come in passato sia riuscito a collaborare fruttuosamente anche con l\u2019opposizione.<\/p>\n<p>In forte calo nei sondaggi, come Klobuchar anche Warren aveva bisogno di lasciare il segno e in questo \u00e8 sicuramente riuscita. Suo il momento pi\u00f9 memorabile dell\u2019intero incontro, ma l\u2019aver fatto notare come a differenza degli altri presenti solo lei e Klobuchar fossero riuscite a vincere tutte le competizioni elettorali alle quali hanno partecipato, molto difficilmente gli permetter\u00e0 di riconquistare i consensi persi tra un <strong>elettorato progressista<\/strong> che sembra sempre pi\u00f9 dominato da Sanders.<\/p>\n<p><strong>La posizione mediana di Buttigieg e quella affaristica di Steyer<br \/>\n<\/strong>Buttigieg ha affrontato il dibattito da una posizione tatticamente intermedia. Certamente non \u00e8 alla guida del fronte moderato come Biden e ancor meno incarna le esigenze dell\u2019elettorato progressista come Sanders, ma non \u00e8 neppure alle strette come Warren e Klobuchar. Come gi\u00e0 in passato, forte su di una politica estera alla quale \u00e8 stata dedicata l\u2019apertura del dibattito, Buttigieg \u00e8 apparso <strong>relativamente debole<\/strong> sugli altri temi, forse proprio per via del suo tentativo di gettare un ponte tra uno schieramento e l\u2019altro.<\/p>\n<p>Un discorso a parte merita il miliardario Tom <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/interactive\/2020\/us\/elections\/tom-steyer.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Steyer<\/strong><\/a>. Quest\u2019ultimo ha sicuramente tanto la determinazione necessaria per continuare in questa sua avventura, quanto le capacit\u00e0 finanziarie per autosostenerla, ma nonostante i suoi innegabili progressi, non sembra riuscire a convincere l\u2019elettorato del perch\u00e9 anche i Democratici, come nel 2016 i Repubblicani, dovrebbero scommettere su di un <strong>uomo d\u2019affari<\/strong> per conquistare la Casa Bianca.<\/p>\n<p><strong>I deficit dei Democratici<br \/>\n<\/strong>Due le considerazioni a questo punto inevitabili: la prima \u00e8 che le <strong>tensioni<\/strong> tra Sanders e Warren sono molto pi\u00f9 profonde di quanto finora immaginato. Nel caso in cui, come ormai sembra probabile, dovessero persistere, gli unici ad avvantaggiarsene saranno Biden e Klobuchar; la seconda \u00e8 che con l\u2019eccezione di Buttigieg, l\u2019unica interessante <strong>novit\u00e0<\/strong> di quest\u2019intera stagione elettorale, il Partito Democratico sembra incapace di produrre nulla di diverso da quanto gi\u00e0 visto nella precedente tornata elettorale, quando il lungo scontro tra la componete progressista espressa da Sanders e l\u2019ala moderata all&#8217;epoca guidata dall&#8217;ex segretario di Stato Hillary <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/05\/sanders-fa-piu-danni-a-hillary-che-a-donald\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Clinton<\/strong><\/a>, fin\u00ec con il favorire la vittoria dei Repubblicani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa del settimo dibattito, il 14 gennaio, \u00e8 stata l&#8217;ultima volta che gli elettori hanno avuto la possibilit\u00e0 di vedere e ascoltare i principali candidati alla nomina del Partito Democratico per le presidenziali del 2020 prima dell&#8217;inizio delle votazioni. 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