{"id":77464,"date":"2020-01-20T07:27:34","date_gmt":"2020-01-20T06:27:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77464"},"modified":"2020-01-22T10:47:07","modified_gmt":"2020-01-22T09:47:07","slug":"cancelliera-porta-a-casa-accordo-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cancelliera-porta-a-casa-accordo-libia\/","title":{"rendered":"La Cancelliera porta a casa un accordo sulla Libia"},"content":{"rendered":"<p>Missione compiuta per <strong>Angela Merkel<\/strong>. <strong>La Conferenza di Berlino<\/strong> <strong>sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-pace-turchia-russia-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libia<\/a><\/strong> si \u00e8 chiuso ieri con la firma di un documento in <strong>55 punti<\/strong> che ricalca la bozza gi\u00e0 girata prima del vertice e strutturata su cinque capitoli: <strong>cessate il fuoco<\/strong>; <strong>embargo sulle armi<\/strong>; <strong>avvio di un processo politico<\/strong>; <strong>riforma delle istituzioni economiche e finanziarie del Paese<\/strong>; <strong>diritti dell\u2019uomo e situazione umanitaria<\/strong>.<\/p>\n<p>Altissimo il livello dei partecipanti e significativa la posta in gioco: da un lato, salvare la reputazione delle <strong>Nazioni Unite<\/strong>, con il governo di unit\u00e0 nazionale presieduto da <strong>Fayez al-Serraj<\/strong> sotto assedio da mesi e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu sulla Libia platealmente violate e disattese; dall\u2019altro, evitare che il conflitto tra le due anime contrapposte della Libia deflagri in una guerra regionale rischiando di far esplodere i contrasti nel <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-turchia-spartizione-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mediterraneo orientale<\/a><\/strong> tra Turchia, Egitto, Grecia e Cipro.<\/p>\n<p><strong>Assenti, ritardatari, osservatori e attori esterni<\/strong><br \/>\nImportanti anche le assenze ed i mancati o tardivi inviti, non privi di polemiche: dalla vicina <strong>Tunisia<\/strong>, all\u2019<strong>Arabia Saudita<\/strong>, fino al <strong>Qatar<\/strong>. Ma soprattutto a Berlino c\u2019era poco della Libia e quel poco non si \u00e8 neanche incontrato: il generale <strong>Khalifa Haftar<\/strong> e al-Serraj, non gli unici ma i due principali attori libici del conflitto, sono stati invitati con lo strano ruolo di osservatori, non risultando di fatto tra i partecipanti effettivi alla conferenza. Non hanno discusso tra loro n\u00e9 lavorato al testo del documento, ma si sono incontrati separatamente con i rappresentanti del governo tedesco, prestando la massima attenzione a che le due delegazioni non si incrociassero o finissero nella stessa stanza. Nonostante ci\u00f2, questa <strong>diplomazia asimmetrica<\/strong> \u00e8 riuscita ad ottenere un importante elemento piuttosto utile per la trasformazione della tregua in un cessate il fuoco: la nomina del <strong><em>Joint 5+5 Military Committee<\/em><\/strong><em>,<\/em> un organo tecnico congiunto nominato dalle due parti in conflitto per monitorare la tregua.<\/p>\n<p>Il vertice sulla Libia senza i libici non rappresenta un fallimento della Conferenza di Berlino; essa \u00e8 piuttosto la conseguenza del fatto che il processo di Berlino, partito nell\u2019agosto 2019 dopo il fallimento dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libia-strategia-vuota-inefficace\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">summit di Parigi<\/a> (maggio \u00a02018) e di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/libia-conferenza-palermo-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Palermo<\/a> (novembre 2018) e dopo l\u2019avvio della campagna di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/libia-haftar-sarraj-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Haftar<\/a> per conquistare Tripoli (aprile 2019), si era posto un obiettivo pi\u00f9 limitato e circoscritto: il <strong>coinvolgimento dei cosiddetti attori esterni<\/strong>, quelli che sostengono politicamente l\u2019una o l\u2019altra parte o che, addirittura, alimentano il conflitto attraverso l\u2019invio di armi, uomini e mezzi.<\/p>\n<p><strong>Approccio regionale alla crisi<\/strong><br \/>\nL\u2019approccio tedesco alla crisi libica \u00e8 stato dunque un <strong>approccio sostanzialmente regionale<\/strong>, volto a depotenziare il conflitto libico, restituendolo al livello di bassa intensit\u00e0 che lo ha caratterizzato negli anni precedenti ed impedendo che esso alterasse oltre un certo limite le relazioni tra le potenze nel Mediterraneo orientale.<\/p>\n<p>Il grande risultato di questo vertice \u00e8 stato, al di fuori del teatro libico, quello di allineare le posizioni di <strong>Germania<\/strong>, <strong>Russia<\/strong> e <strong>Turchia<\/strong> sulla possibilit\u00e0 di riduzione del conflitto libico, di cui i tre Paesi hanno ben chiaro il potere destabilizzatore dei delicati equilibri regionali. Berlino ha idealmente raccolto la staffetta dal summit di Mosca della scorsa settimana, cercando di favorire le condizioni affinch\u00e9 la tregua conseguita sotto l\u2019egida di Russia e Turchia diventi un progressivo cessate il fuoco a cui allacciare un processo politico libico. Processo politico a cui la Germania non appare tanto interessata, quanto invece ai riflessi che esso ha negli equilibri nella regione del Mediterraneo orientale, balcanica e del Mar Nero.<\/p>\n<p><strong>Ambizioni tedesche e spazi di manovra per l\u2019Ue<\/strong><br \/>\nPer questo Berlino non cerca la soluzione al probabilmente insolvibile rebus libico, ma piuttosto <strong>una de-escalation sostenibile<\/strong> per far rispettare l\u2019embargo delle Nazioni Unite, interrompere il sostegno dei Paesi terzi alle due parti in guerra e sganciare il conflitto libico dalle altre instabilit\u00e0 mediterranee e medio-orientali. In questo l\u2019accordo raggiunto tra i principali finanziatori esterni, sponsor e <em>broker<\/em> del conflitto rappresenta un risultato che \u2013 ancorch\u00e9 reversibile \u2013 \u00e8 un passo avanti significativo.<\/p>\n<p>Una strategia d\u2019intervento, quella di Berlino, che ben risponde alle ambizioni regionali e globali tedesche ma che appare lasciare pochissimi spazi di manovra all\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-re-e-nudo-costruire-unautonomia-europea\/\">Unione europea<\/a> <\/strong>sia al livello politico che a quello militare. Certo, da una stabilizzazione della Libia l\u2019Europa beneficer\u00e0 nella ricostruzione del Paese e dalla riduzione di una importante minaccia per la sicurezza. Ma potrebbe essere al prezzo di un ulteriore indebolimento della dimensione della sua politica estera e di sicurezza. Venticinque anni dopo la sua nascita, sulle ceneri del conflitto jugoslavo, l\u2019<strong>Unione europea della politica estera e della difesa \u00e8 stata ieri a Berlino la grande assente. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Missione compiuta per Angela Merkel. La Conferenza di Berlino sulla Libia si \u00e8 chiuso ieri con la firma di un documento in 55 punti che ricalca la bozza gi\u00e0 girata prima del vertice e strutturata su cinque capitoli: cessate il fuoco; embargo sulle armi; avvio di un processo politico; riforma delle istituzioni economiche e finanziarie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":77474,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[671,2070,1132,113,670,128,2071,501,108,130,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77464"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77464"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77527,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77464\/revisions\/77527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}