{"id":77475,"date":"2020-01-21T09:01:50","date_gmt":"2020-01-21T08:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77475"},"modified":"2020-01-24T09:39:21","modified_gmt":"2020-01-24T08:39:21","slug":"italia-sempre-piu-sola-ricetta-tornare-contare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/italia-sempre-piu-sola-ricetta-tornare-contare\/","title":{"rendered":"Italia sempre pi\u00f9 sola: una ricetta per tornare a contare"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo decennio si \u00e8 aperto all&#8217;insegna di novit\u00e0 che, per quanto prevedibili nelle loro linee generali sulla base degli eventi precedenti, ci espongono a nuove sfide e ci confermano nella necessit\u00e0 di stabilire <strong>linee d\u2019azione<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anche <strong>in campo militare<\/strong><\/a>, <strong>per preservare gli interessi nazionali<\/strong>. Tra questi, il pi\u00f9 importante consiste nel confermare l\u2019<strong>Italia<\/strong> quale i<strong>nterlocutore obbligatorio nel Mediterraneo<\/strong>, centro di convergenza di interessi per lo pi\u00f9 conflittuali di altri attori europei ed extraeuropei.<\/p>\n<p>Ad ora, la situazione \u00e8 caratterizzata da un inasprimento della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/caos-mediorientale-effetto-domino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">crisi in Medio oriente<\/a>, con riferimento al pericoloso braccio di ferro che si \u00e8 innescato tra <strong>Usa<\/strong> e <strong>Iran<\/strong> dopo l\u2019assassinio del generale Qassem\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/il-generale-soleimani-e-il-peso-della-storia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Soleimani<\/strong><\/a> in Iraq, da un miglioramento della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/siria-confine-turchia-russia-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>crisi siriana<\/strong><\/a> anche grazie a un disgelo russo-turco che ha portato i siriani a tornare a est dell\u2019Eufrate e a spingere per la liberazione di Idlib, nonch\u00e9 da un parziale sblocco della situazione in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cancelliera-porta-a-casa-accordo-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a> con la discesa in campo della <strong>Turchia<\/strong> a favore del premier di unit\u00e0 nazionale Fayez al-Serraj, che provoca una conseguente marginalizzazione del ruolo dell\u2019Italia e dell\u2019<strong>Unione europea<\/strong> nelle dinamiche per la risoluzione del conflitto.<\/p>\n<p><strong>Le mosse di Mosca, Londra e Washington<\/strong><br \/>\nIl tutto, per confermare una prima crisi strutturale della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/nato-vertice-londra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato<\/strong><\/a>, con la Turchia che si \u00e8 smarcata dal &#8216;gioco comune&#8217; per avvicinarsi alla <strong>Russia<\/strong> con l\u2019accordo in Siria, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/azzardo-erdogan-s-400\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019acquisto degli S-400<\/a> e l\u2019inaugurazione del <strong>Turkstream<\/strong>, una seconda crisi di credibilit\u00e0 dell\u2019Ue, costretta ad una difficile rincorsa per non restare all&#8217;angolo dopo l\u2019iniziativa turco-russa in Libia, nonch\u00e9 a far fronte al venir meno dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">apporto politico-militare del <strong>Regno Unito<\/strong><\/a>\u00a0post-<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/countdown-brexit-futuro-relazioni-ue-e-scozia-chatham-house\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> e, infine, una terza crisi di legittimit\u00e0 dell\u2019<strong>Onu<\/strong>\u00a0stessa che di fatto avr\u00e0 il &#8216;proprio uomo&#8217; al-Serraj rinforzato palesemente dai jihadisti filo-turchi rischierati da Erdogan in Tripolitania.<\/p>\n<p>Gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, in questo contesto, dimostrano un&#8217;inedita ritrosia ad esercitare il loro tradizionale ruolo di leader della Nato e del mondo occidentale in generale, perseguendo prioritariamente i propri interessi nell&#8217;area nonch\u00e9 quelli di loro alleati che nulla hanno a che fare con l\u2019Alleanza Atlantica,<strong> Arabia Saudita<\/strong> e <strong>Israele<\/strong> in primis.<\/p>\n<p><strong>Strategia di attesa<\/strong><br \/>\nEcco. Il succo della faccenda \u00e8 che adesso <strong>siamo soli, o comunque molto pi\u00f9 soli di quanto non fossimo abituati a considerarci in passato<\/strong>, quando avevamo elaborato un comodo costume nazionale, in politica estera, che consiste nello sposare acriticamente la &#8216;<strong>soluzione di cattedra<\/strong>&#8216; indicataci da l\u2019una o l\u2019altra delle bandierine azzurre dietro le quali ci inquadriamo disciplinati. Da qui, la <strong>difficolt\u00e0 prima di tutto culturale di concepire i nostri interessi se non come derivata di interessi altrui<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma ora, il rimescolamento dei ruoli causato dalla contingenza attuale costringe a rivedere questa comoda impostazione, precisando cosa scegliere e cosa scartare di quanto ci viene proposto, proprio per non abdicare ad un ruolo nel Mediterraneo che prima che dagli alleati ci \u00e8 stato imposto dalla geografia.<\/p>\n<p>Per ora, all&#8217;Italia resta solo lo spazio per una <strong>strategia di attesa<\/strong>, che dovrebbe sfruttare per ridotarsi di capacit\u00e0 che le consentano di non fare la fine del vaso di coccio tra vasi di ferro. Dovr\u00e0 risolversi ad essere forte, anche militarmente, confermandosi in grado di controllare la sua area di interesse a partire dal Mediterraneo centrale, ora abbandonato alla proattivit\u00e0 turca e testimone delle iniziative di <strong>Ong<\/strong> del tutto distanti dai nostri interessi; soprattutto dovr\u00e0 dare ossigeno al nostro <strong>Esercito<\/strong>, soffocato da decenni di sotto-finanziamenti e ridotto quantitativamente a livelli di forza inaccettabili per un Paese del nostro taglio, in ossequio ad una &#8216;ideologia&#8217; delle operazioni di pace che non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente per affrontare il futuro.<\/p>\n<p>Ne dovr\u00e0 <strong>ripristinare la componente pesante e le scorte<\/strong>, applicando una <strong>politica degli arruolamenti<\/strong> che torni a farlo crescere e non ne subordini le necessit\u00e0 a quelle delle Forze dell\u2019ordine. Dovr\u00e0 inoltre porre rimedio all&#8217;assenza di una <strong>riserva<\/strong> cospicua e credibile, venuta meno con la fine della leva ed essenziale per la sostenibilit\u00e0 di sforzi prolungati.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;indispensabile autorevolezza dell&#8217;apparato militare<\/strong><br \/>\nTali strumenti, lungi dall&#8217;essere realt\u00e0 fini a se stesse, dovranno consentire al nostro Paese di essere presente nelle <strong>aree di crisi che ci circondano<\/strong> con un\u2019autorevolezza che solo un apparato militare credibile assicura, appoggiando ad essi una politica estera meno passiva di quella del recente passato.<\/p>\n<p>Il tutto, a partire dalla Libia, quando e se ne presenter\u00e0 l\u2019occasione &#8211; ma anche nell&#8217;<strong>Africa sub-sahariana<\/strong>, dove\u00a0crescono minacce che saremmo incoscienti a trascurare &#8211; senza avere nel <em>mentoring<\/em> a favore delle truppe locali il limite invalicabile imposto da un\u2019<strong>assenza di ambizione politica <\/strong>che<strong> ci sta portando all&#8217;irrilevanza<\/strong>.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 un\u2019Italia debole, infatti, ostinata solo nelle sue perorazioni per pace, democrazia e accoglienza che potr\u00e0 farsi valere in un Mediterraneo non pi\u00f9 solo a stelle e strisce, e dovr\u00e0 fare i conti con l\u2019esigenza di fare da sola, se necessario, per evitare che si ripetano errori come quelli in Libia che ci hanno condannati a questo presente terrorizzato dal futuro.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il secondo di una serie dedicata a una riflessione sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/italia-e-missioni-militari-internazionali-ripensare-la-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ruolo dell&#8217;Italia nelle missioni militari internazionali<\/a>, aperta da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vincenzo Camporini e Michele Nones<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo decennio si \u00e8 aperto all&#8217;insegna di novit\u00e0 che, per quanto prevedibili nelle loro linee generali sulla base degli eventi precedenti, ci espongono a nuove sfide e ci confermano nella necessit\u00e0 di stabilire linee d\u2019azione, anche in campo militare, per preservare gli interessi nazionali. 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