{"id":77491,"date":"2020-01-30T06:50:40","date_gmt":"2020-01-30T05:50:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77491"},"modified":"2020-01-31T09:26:40","modified_gmt":"2020-01-31T08:26:40","slug":"brexit-regno-unito-tra-ue-e-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-regno-unito-tra-ue-e-usa\/","title":{"rendered":"Brexit: gli accordi del Regno Unito con Ue e Usa"},"content":{"rendered":"<p>Il 9 gennaio la Camera dei Comuni del <strong>Regno Unito<\/strong> ha approvato, in terza lettura, a grande maggioranza, il disegno di legge (<em>Withdrawal Agreement Bill<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/publications\/eu-withdrawal-agreement-bill\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Wab<\/strong><\/a>) per l\u2019attuazione dell\u2019<strong>accordo sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/countdown-brexit-futuro-relazioni-ue-e-scozia-chatham-house\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brexit<\/a><\/strong> che il primo ministro conservatore <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-boris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong><\/a> aveva raggiunto con l&#8217;<strong>Ue<\/strong> il 17 ottobre dello scorso anno. La data di uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue \u00e8 fissata, come previsto dall&#8217;accordo con Bruxelles, al 31 gennaio.<\/p>\n<p>Da quel giorno il Regno Unito entrer\u00e0 in un periodo di transizione durante il quale dovr\u00e0 raggiungere un accordo con l&#8217;Ue sulle nuove relazioni bilaterali in materia commerciale e sui molteplici altri settori in cui le due parti sono interessate a mantenere forme di cooperazione o integrazione.<\/p>\n<p><strong>Corsa contro il tempo<\/strong><br \/>\nIn un recente intervento, la presidente della Commissione europea <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/europa\/2020\/01\/08\/brexit-von-der-leyen-negoziati-duri_bd0bc3e1-9248-4cd6-87e0-7c9dfe362a8e.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a>, pur confermando che l&#8217;Ue \u00e8 pronta a negoziare una partnership \u201cambiziosa\u201d, ha sostenuto che \u00e8 \u201cimpossibile\u201d raggiungere un accordo commerciale completo entro la fine del 2020, come vorrebbe Johnson e come stabilisce un emendamento introdotto dal governo nel Wab dopo le elezioni dello scorso dicembre .<\/p>\n<p>I 27 paesi membri dell&#8217;Ue approveranno il mandato negoziale per l\u2019<strong>accordo di partnership<\/strong> con il Regno Unito solo alla fine di febbraio. I negoziati non potranno quindi cominciare prima dell\u2019inizio di marzo. Inoltre, la ratifica del trattato richieder\u00e0 almeno due-tre mesi. Nel migliore dei casi, quindi, se la scadenza del 31 dicembre non cambier\u00e0, ci saranno solo sette mesi \u2013 da marzo a settembre \u2013 per condurre in porto il negoziato.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019accordo per l\u2019uscita e la sua ormai scontata approvazione da parte dei due parlamenti (britannico ed europeo), permane dunque il rischio che, trascorso il periodo di transizione, si verifichi una frattura traumatica. \u00c8 lo scenario del &#8216;<strong>baratro<\/strong>&#8216; che viene costantemente evocato dai critici di Johnson. In caso di una mancata intesa sulla partnership, i rapporti commerciali bilaterali sarebbero regolati in base alle norme dell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (<a href=\"https:\/\/www.wto.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Omc<\/strong><\/a>), di fatto una situazione identica a quella che ci sarebbe stata senza un accordo sul ritiro.<\/p>\n<p><strong>Un accordo difficile<\/strong><br \/>\nJohnson ha dichiarato di volere un accordo di libero scambio come quello che l&#8217;Ue ha stipulato con il <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/trade\/policy\/in-focus\/ceta\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Canada<\/strong><\/a>, ma \u201csenza allineamento politico\u201d: una formula vaga che lascia aperte varie opzioni. Il premier britannico esclude in ogni caso una partnership fondata su una <strong>stretta integrazione normativa<\/strong> perch\u00e9 vuole garantire al Regno Unito la pi\u00f9 ampia flessibilit\u00e0 di decisione sulle proprie regole interne e al contempo la libert\u00e0 di negoziare, senza i vincoli normativi dell&#8217;Ue, altri accordi di libero scambio con Paesi, come <strong>Usa<\/strong>, <strong>Australia<\/strong> e <strong>Nuova Zelanda<\/strong>, con cui punta a rafforzare l\u2019<strong>integrazione economica<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;Ue, dal canto suo, pone come condizione per l\u2019eliminazione o la riduzione di tariffe e quote il raggiungimento di un accordo anche su regole comuni in materie come la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/gree-deal-europeo-clima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>protezione dell\u2019ambiente<\/strong><\/a>, gli <strong>aiuti di Stato<\/strong> e i <strong>diritti dei lavoratori<\/strong>. L&#8217;Unione si \u00e8 dichiarata disponibile a un accordo ad ampio spettro, che copra un ambito il pi\u00f9 largo possibile di settori, ma a patto che siano garantite condizioni di parit\u00e0, che Londra, in altri termini, non acquisisca, una volta non pi\u00f9 vincolata alle regole Ue, un vantaggio competitivo.<\/p>\n<p><strong>Il negoziato Regno Unito-Usa<\/strong><br \/>\nIl governo britannico dovr\u00e0 decidere se aprire contemporaneamente \u2013 dopo il 31 gennaio &#8211; negoziati per un trattato di libero scambio con gli Usa. L\u2019<strong>Amministrazione Trump<\/strong> ha non solo fortemente sostenuto la prospettiva della Brexit, ma anche apertamente incoraggiato prima May e poi Johnson ad adottare una posizione negoziale dura nei confronti dell&#8217;Ue e a non escludere la possibilit\u00e0 di un\u2019uscita senza accordo. Ora la Casa Bianca guarda al negoziato commerciale con il governo britannico come un\u2019opportunit\u00e0 per inserire un cuneo nei rapporti tra Londra e Bruxelles.<\/p>\n<p>Trump ha inoltre chiarito che non firmer\u00e0 alcun accordo commerciale con Londra se quest\u2019ultima non rinuncer\u00e0 al piano di <strong>tassare<\/strong> i profitti dei giganti americani di internet, come <strong>Facebook<\/strong>, <strong>Google<\/strong> e <strong>Amazon<\/strong>. Durante la campagna elettorale Johnson si \u00e8 impegnato a introdurre questa tassa, che \u00e8 attualmente previsto entri in vigore nell&#8217;aprile 2020.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, sono molti gli ostacoli che si possono frapporre a un accordo tra Londra e Washington. Va ricordato che tra il 2013 e il 2016 gli Usa e l&#8217;Ue condussero una trattativa per un accordo bilaterale per la liberalizzazione ad ampio spettro del commercio e degli investimenti (<em>Transatlantic Trade and Investment Partnership<\/em>, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/trade\/policy\/in-focus\/ttip\/index_it.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ttip<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Forti contrasti potrebbero sorgere riguardo alle <strong>merci di origine animale<\/strong> e, in genere, ai <strong>prodotti alimentari<\/strong>. Gli Usa vorrebbero che prodotti come i bovini trattati con gli ormoni, i polli al cloro e il cibo geneticamente modificato avessero accesso al mercato britannico, ma all&#8217;interno del Regno Unito potrebbero manifestarsi considerevoli resistenze a questo aspetto della liberalizzazione commerciale. N\u00e9, se Londra aprisse il suo mercato a tali prodotti, le conseguenze per i rapporti con l&#8217;Ue sarebbero irrilevanti. Bruxelles potrebbe decidere di adottare una posizione pi\u00f9 restrittiva nell&#8217;interscambio con Londra per timore che questi prodotti di origine americana banditi dal suo mercato possano avervi surrettiziamente accesso.<\/p>\n<p>Un altro settore su cui si \u00e8 sviluppata un\u2019accesa polemica politica, \u00e8 quello <strong>farmaceutico<\/strong>. I laburisti accusano il governo Johnson di voler \u201csvendere\u201d il sistema sanitario nazionale agli americani. E\u2019 stato il loro cavallo di battaglia durante la campagna elettorale. Washington vorrebbe in effetti un accesso di mercato pi\u00f9 libero per i suoi prodotti farmaceutici come parte della liberalizzazione commerciale. Nello specifico, Londra dovrebbe concedere <strong>brevetti<\/strong> di maggior durata e rinunciare alla <strong>regolazione dei prezzi<\/strong>. Il timore \u00e8 che ci\u00f2 porti a un aumento dei prezzi \u2013 alcune medicine di largo consumo arrivano a costare negli Usa anche tre volte di pi\u00f9 &#8211; a scapito, in particolare delle fasce pi\u00f9 svantaggiate della popolazione.<\/p>\n<p>Questi esempi evidenziano come il negoziato con gli Usa potrebbe incagliarsi in vari settori, dando origine a contese politiche interne di forte impatto sull&#8217;opinione pubblica (se in gioco ci fosse, per esempio, il futuro del sistema sanitario nazionale). Se i paletti che intende fissare l&#8217;Ue potrebbero risultare troppo stringenti a un governo che con la Brexit mira a recuperare spazi di <strong>sovranit\u00e0<\/strong>, la liberalizzazione commerciale a cui puntano gli Usa potrebbe, d\u2019altra parte, incontrare una forte opposizione per le sue ricadute in materia non solo sanitaria, ma anche ambientale, di difesa dei consumatori e dei diritti dei lavoratori. In ogni caso, anche nel caso che i due negoziati vengano condotti in parallelo, difficilmente Londra potr\u00e0 sottrarsi a una scelta tra il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/protezione-stile-vita-prosperi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>modello europeo<\/strong><\/a> e quello americano.<\/p>\n<p><em>L&#8217;articolo \u00e8 estratto da <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/il-regno-unito-post-brexit-tra-ue-e-usa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un testo pi\u00f9 ampio<\/a>, pubblicato sul sito dell&#8217;Istituto Affari Internazionali .\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 9 gennaio la Camera dei Comuni del Regno Unito ha approvato, in terza lettura, a grande maggioranza, il disegno di legge (Withdrawal Agreement Bill, Wab) per l\u2019attuazione dell\u2019accordo sulla Brexit che il primo ministro conservatore Boris Johnson aveva raggiunto con l&#8217;Ue il 17 ottobre dello scorso anno. 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