{"id":77494,"date":"2020-01-24T07:49:58","date_gmt":"2020-01-24T06:49:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77494"},"modified":"2020-01-27T02:07:30","modified_gmt":"2020-01-27T01:07:30","slug":"subito-assenza-strategy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/subito-assenza-strategy\/","title":{"rendered":"Subiamo sempre l&#8217;assenza di una &#8216;Grand Strategy&#8217;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019argomento &#8216;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>missioni internazionali<\/strong><\/a>&#8216; ha trovato un discreto spazio sui media anche grazie alla panoramica illustrata alle commissioni <strong>Difesa<\/strong>\u00a0del Parlamento dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/difesa-scelte-ministro-guerini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ministro <strong>Lorenzo Guerini<\/strong><\/a>. Essendo l\u2019argomento indigesto a molti, \u00e8 piuttosto raro che questo interesse si manifesti. Il Parlamento generalmente se ne occupa, a volte anche con una certa isteresi, quando si avvicina il momento del rinnovo del cosiddetto &#8216;<strong>decreto missioni<\/strong>&#8216;. Con gli anni, c\u2019\u00e8 stata una forte <strong>frammentazione<\/strong> delle attivit\u00e0, che oggi riguardano <strong>34 missioni in 25 Paesi e circa 5.500 militari<\/strong>. Sono tutte ancora necessarie, o si pu\u00f2 pensare ad una rimodulazione? \u201cLo scenario \u00e8 quello di una situazione in forte evoluzione\u201d. Cos\u00ec si \u00e8 espresso il ministro di fronte alle commissioni.<\/p>\n<p><strong>Strategia cercasi<\/strong><br \/>\nNessuno pensa \u2013 e certamente non il ministro Guerini &#8211; ad abolire o ridurre le missioni per motivi finanziari o, peggio, per impulso ideologico. Ma, dopo tanti anni, \u00e8 venuto il momento di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-italia-pianificazione-pluriennale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>razionalizzare<\/strong><\/a>, evitando \u2013 magari solo per pigrizia, difficolt\u00e0 di processo o quieto vivere \u2013 effetti di accumulo. In un Paese normale, per farlo basterebbe seguire il filo logico della \u2018<strong>strategia globale<\/strong>\u2019 (quella che gli americani chiamano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-strategia-interesse-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">G<em>rand Strategy<\/em><\/a>), collegandone un capo a quello che anche loro chiamano \u2018<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/italia-sempre-piu-sola-ricetta-tornare-contare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>interesse nazionale<\/strong><\/a>\u2019.<\/p>\n<p>Una volta ci insegnavano che le Forze armate sono &#8220;fattore di potenza e strumento di politica della nazione&#8221;. \u00c8 sufficiente riprendere in mano il filo logico di cui sopra, verificare che il compito e lo scopo della missione internazionale in esame (regole di ingaggio) rispondano in maniera adeguata alla nostra strategia globale, alle nostre esigenze di difesa e al nostro interesse nazionale e si procede all&#8217;approvazione. Magari con qualche ritocco personalizzato (detto caveat) delle regole stabilite dall&#8217;organizzazione internazionale cui la missione fa capo.<\/p>\n<p>Sembrerebbe semplice, ma non lo \u00e8. Noi non abbiamo, come gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, una guida dal titolo di <em>Quadrennial Defense Review<\/em>, o una rivista bimestrale che si chiami <em>The National Interest<\/em> o un documento che si studia alla <em>National Defense University<\/em> (il nostro <a href=\"http:\/\/www.difesa.it\/SMD_\/CASD\/Pagine\/default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Casd<\/strong><\/a>) dal titolo <em>The Grand Strategy of the United States<\/em>. Se cos\u00ec fosse, oggi qualcuno ci avrebbe gi\u00e0 etichettato come biechi populisti o, peggio, pericolosi sovranisti. Infatti, il sofferto <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/temiap\/documentazione\/temi\/pdf\/1104891.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libro Bianco della Difesa<\/strong><\/a>, che questi concetti gi\u00e0 li conteneva tutti, dopo essere cresciuto tra gli stenti, \u00e8 stato prontamente accantonato. Oggi, addirittura si disquisisce se l\u2019interesse nazionale sia davvero ancora lecito, visto che facciamo parte di organizzazioni internazionali istituite per operare nell&#8217;<strong>interesse comune<\/strong>.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-77496 alignleft\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image-279x300.png\" alt=\"arpino - strategia - italia - difesa - missioni\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image-279x300.png 279w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image-768x827.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image-951x1024.png 951w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image-125x135.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/image.png 1595w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/>Presenza s\u00ec, coinvolgimento no<\/strong><br \/>\nIl problema dell\u2019assenza di una vera e propria strategia lo abbiamo sempre subito. Nel 1990, dopo l\u2019aggressione di <strong>Saddam Hussein<\/strong> contro il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/loman-dopo-qaboos-la-scommessa-della-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kuwait<\/strong><\/a>, l\u2019<strong>Italia<\/strong> si associava ad altri 9 Paesi europei per adottare la risoluzione del <a href=\"http:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/public\/docs\/90_03_265.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio di Sicurezza<\/strong><\/a>\u00a0dell&#8217;Onu n. 660 (condanna, intimazione di ritiro, ecc.). \u00c8 stato subito evidente che si era voluto fare un bel gesto a livello internazionale, del quale, tuttavia, ci saremmo pentiti ben presto. Il governo ha subito inviato nel Golfo le navi, meno impegnative degli aerei perch\u00e9 \u2018fanno presenza\u2019 senza dover necessariamente sparare, e un gruppo di cacciabombardieri Tornado, con modalit\u00e0 operative che prevedevano la copertura aerea della flotta.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato subito chiaro per gli osservatori esterni, impiegare in difesa aerea velivoli fatti per sganciare bombe \u00e8 piuttosto inusuale. Con evidenza, rispunta cos\u00ec il vecchio giochino dell&#8221;apparire&#8217; e dell&#8221;essere&#8217;. Ovvero: <strong>presenza s\u00ec, coinvolgimento no<\/strong>. Facile da dirsi a Roma, pi\u00f9 difficile farlo digerire a Riad, al comando della Coalizione. Ma le apparenze, cugine delle bugie, hanno le gambe corte e la risoluzione n. 687, con la quale le Nazioni Unite\u00a0intimavano a Saddam di ritirarsi entro il 15 gennaio 1991, rullando tamburi di guerra, faceva sobbalzare tutta Roma. Il sorvolo dell\u2019area delle flotte ci veniva subito vietato: ormai, davamo fastidio.<\/p>\n<p><strong>Vuoto culturale o difetto di sistema<\/strong><br \/>\nQuando ormai mancavano non pi\u00f9 di tre settimane alla scadenza, con grande cortesia il comandante della coalizione, in riunione plenaria, cos\u00ec si indirizzava al nostro rappresentante: \u201c\u2026Noi siamo amici. Ma, per cortesia, spiega ai tuoi politici che tra qualche giorno qui si comincer\u00e0 a sparare. Sai, in guerra ci sono gli amici e i nemici, e per loro c\u2019\u00e8 tutto il posto che vuoi. Per quelli cos\u00ec e cos\u00ec, per\u00f2, il posto non c\u2019\u00e8 e se ne devono andare\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Poi a tutto si rimedia, anche se le figuracce rimangono: l\u2019autorizzazione parlamentare a partecipare \u00e8 arrivata solo il giorno dopo che la campagna aveva preso l\u2019avvio. Ma \u00e8 arrivata. Altre <strong>azioni maldestre<\/strong>, con il rischio di appannare il valore degli equipaggi e degli specialisti, si sono verificate anche nelle settimane successive, ma la narrazione diverrebbe lunga e poco caritatevole.<\/p>\n<p>Alle radici di tutto ci\u00f2 c\u2019erano una totale <strong>mancanza di strategia<\/strong> e una percepibile dose di furbizia. Successivamente, si \u00e8 aggiunta anche una costante carenza nello \u2018sfruttamento\u2019 del successo ai fini dell\u2019interesse nazionale. Siccome queste manchevolezze, dopo trent&#8217;anni, non sembrano del tutto risolte, i casi sono due: o si tratta di vuoto culturale, oppure il difetto \u00e8 di sistema.<\/p>\n<p>Attenzione, per\u00f2, perch\u00e9 se queste due cause si sommano, il collasso \u00e8 dietro l\u2019uscio.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il terzo di una serie dedicata a una riflessione sul\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/italia-e-missioni-militari-internazionali-ripensare-la-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ruolo dell\u2019Italia nelle missioni militari internazionali<\/a>, aperta da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vincenzo Camporini e Michele Nones<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019argomento &#8216;missioni internazionali&#8216; ha trovato un discreto spazio sui media anche grazie alla panoramica illustrata alle commissioni Difesa\u00a0del Parlamento dal ministro Lorenzo Guerini. 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