{"id":77515,"date":"2020-01-22T07:57:49","date_gmt":"2020-01-22T06:57:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77515"},"modified":"2020-01-22T07:57:49","modified_gmt":"2020-01-22T06:57:49","slug":"le-chance-di-un-trump-bis-nonostante-limpeachment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/le-chance-di-un-trump-bis-nonostante-limpeachment\/","title":{"rendered":"Le chance di un Trump-bis, nonostante l&#8217;impeachment"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ambizione di <strong>Donald Trump<\/strong> di vincere un <strong>secondo mandato<\/strong> presidenziale sembra costituire il fattore politico caratterizzante l\u2019intero 2020. Sotto questo punto di vista, l\u2019evidenza empirica dimostra che <strong>non \u00e8 tanto lo sfidante a vincere le presidenziali quanto il presidente in carica a perderle<\/strong>. Posto il <strong>buon andamento dell&#8217;economia<\/strong> e l\u2019ampio consenso sul fatto che probabilmente questa continuer\u00e0 ad andar bene per tutto il 2020, un secondo mandato dovrebbe essere una previsione solida se non una conclusione scontata. Eppure, non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Per quanto grave possa essere il procedimento d<strong><em>\u2019impeachment<\/em><\/strong>\u00a0iniziato ieri e al quale Trump sar\u00e0 sottoposto nelle prossime settimane, \u00e8 molto <strong>improbabile che il presidente in carica finisca con l\u2019esser condannato<\/strong>, ma il giudizio cui andr\u00e0 incontro al Senato potrebbe riservare un qualche colpo di scena in grado, se non di deragliare definitivamente, di danneggiare seriamente la sua candidatura. Inoltre, i Democratici hanno apertamente dichiarato che quello riguardante la questione ucraina potrebbe non essere il solo procedimento d\u2019<em>impeachment<\/em> riservato al presidente nel prossimo futuro.<\/p>\n<p><strong>Il nodo del voto evangelico<\/strong><br \/>\nD\u2019altra parte, in mancanza di nuovi e sensazionali sviluppi, l\u2019<em>impeachment<\/em> potrebbe condurre al paradossale risultato di compattare un elettorato repubblicano che nelle ultime settimane aveva testimoniato un qualche cedimento. Nonostante la recente presa di posizione dell\u2019influente <em>Christianity Today (<\/em>&#8220;che Trump lasci la presidenza non \u00e8 una questione di lealt\u00e0 a un certo partito, ma al Creatore dei Dieci Comandamenti&#8221;, <em>ndr<\/em>)\u00a0nessuno si aspetta che gli <strong>evangelici<\/strong> possano mai schierarsi in massa dalla parte del candidato democratico, chiunque esso sia, ma anche una piccola aliquota di evangelici delusi da Trump potrebbe comprometterne la rielezione semplicemente disertando le urne.<\/p>\n<p>Comunque, se Trump uscir\u00e0 vittorioso dalle presidenziali del 2020, non solo si considerer\u00e0 pienamente legittimato nelle sue scelte, ma si sentir\u00e0 anche libero da ogni tatticismo elettorale. Inoltre, a differenza di quanto avvenuto nei primi due anni di mandato, si ritrover\u00e0 circondato solo da persone che ne condividono ampiamente visione e metodi. Ne consegue che in un suo eventuale secondo mandato, Trump continuer\u00e0 a perseguire con ancor maggior vigore l&#8217;agenda conservatrice finora implementata. Con quale successo dipender\u00e0 dagli <strong>equilibri di potere al Congresso<\/strong>. Per quel che valgono, i sondaggi indicano che i Democratici sono ben posizionati, ma come per la rielezione di Trump, per quanto probabile, neppure il successo democratico al Congresso \u00e8 uno sviluppo scontato.<\/p>\n<p><strong>La continuazione dell&#8217;agenda conservatrice<\/strong><br \/>\nNel caso in cui Trump si ritrover\u00e0 a verificare forti limiti nella sua azione di politica interna, come gi\u00e0 altri suoi predecessori \u00e8 molto probabile che decider\u00e0 di concentrare la sua attenzione soprattutto sull&#8217;arena internazionale, cercando di smantellare quanto rimane di quella <em>Pax Americana<\/em> successiva alla Seconda Guerra Mondiale colpevole, a suo avviso, di porre in secondo piano i pi\u00f9 fondamentali interessi degli Stati Uniti. Ovviamente Trump non \u00e8 onnipotente e tantomeno infallibile, ma \u00e8 comunque perfettamente in grado di capire che l\u2019ultima cosa di cui gli Stati Uniti hanno bisogno \u00e8 di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/usa-iran-si-avvicina-lo-scontro-frontale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova grande crisi mediorientale<\/a>, cosa questa che dovrebbe tra le altre cose ridurre il rischio di nuovi picchi nel prezzo del greggio.<\/p>\n<p>Ciononostante, e alla luce di quella che finora \u00e8 stata una prestazione migliore della media in termini di rispetto degli impegni pre-elettorali, vale la pena tenere a mente da una parte quanto da Trump promesso e non ancora in pieno realizzato e dall\u2019altra la propensione della sua amministrazione a usare la coercizione, sotto forma di <strong>dazi<\/strong> e altre <strong>sanzioni economiche<\/strong> anche nei rapporti con i suoi alleati tradizionali.<\/p>\n<p>In questo quadro, calcare eccessivamente la mano nello scontro commerciale con la Cina non sembra nel suo interesse. Data la tipologia delle merci in questione, forte \u00e8 il rischio che l\u2019imposizione di nuovi e pesanti dazi possa trasformarsi in una tassazione di fatto del consumatore statunitense e quindi dei suoi potenziali elettori. Nei prossimi mesi, Trump potrebbe quindi rivolgere la sua azione pi\u00f9 nei confronti dell\u2019Unione europea che della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/accordo-commerciale-per-pechino-necessita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a>, nella convinzione che qualsiasi ritorsione europea avrebbe un impatto inferiore sull\u2019economia statunitense.<\/p>\n<p>Al fine di chiudere questo suo primo mandato realizzando un altro degli obiettivi che si era dato nel 2016 e nell\u2019apparente mancanza di progressi nelle trattative su quanto la <strong>Corea del Sud<\/strong> dovrebbe pagare per la presenza militare americana nella penisola coreana, Trump potrebbe riportare <strong>Kim Jong-un<\/strong> al tavolo dei negoziati, offrendo una riduzione della pressione sanzionatoria e del dispositivo militare statunitense nella regione, in cambio di concessioni relativamente modeste nel programma missilistico nordcoreano, cosa questa che se pure emanciperebbe il continente nordamericano da ogni relativa minaccia, altererebbe in modo significativo l\u2019intero equilibrio strategico del nordest asiatico.<\/p>\n<p><strong>Silurare Wto e Nato<\/strong><br \/>\nAltri due grandi interrogativi gravano su quella che potr\u00e0 essere la futura politica estera dell\u2019amministrazione Trump. Il primo riguarda il rapporto con la <strong>Organizzazione mondiale del commercio<\/strong>. In mancanza di una riforma, per il vero ancora molto lontana all\u2019orizzonte, del meccanismo disposto alla risoluzione delle controversie interne, Trump potrebbe finire con il decidere di ritirare la partecipazione statunitense in tale organizzazione. Il secondo riguarda il rapporto con la <strong>Nato<\/strong>. Il simultaneo concorrere di tensioni economico-commerciali, d\u2019insufficienti livelli di spesa e di un livello d\u2019intervento in Medio oriente, e pi\u00f9 in particolare in Afghanistan, pi\u00f9 basso di quello anche recentemente auspicato da Trump, potrebbe convincere quest\u2019ultimo dell\u2019opportunit\u00e0 di estrarre gli Stati Uniti anche da tale alleanza.<\/p>\n<p>Tutto questo, tenendo ben presente che Trump \u00e8 un sintomo di questi tempi e non la causa delle presenti contingenze. In altre parole, quand\u2019anche Trump non dovesse vincere un secondo mandato, molte delle presenti dinamiche non sono affatto destinate a scomparire oppure ancora a diventare meno preoccupanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ambizione di Donald Trump di vincere un secondo mandato presidenziale sembra costituire il fattore politico caratterizzante l\u2019intero 2020. Sotto questo punto di vista, l\u2019evidenza empirica dimostra che non \u00e8 tanto lo sfidante a vincere le presidenziali quanto il presidente in carica a perderle. 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