{"id":77599,"date":"2020-01-25T09:14:54","date_gmt":"2020-01-25T08:14:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77599"},"modified":"2020-01-31T07:24:39","modified_gmt":"2020-01-31T06:24:39","slug":"politica-energetica-climatica-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/politica-energetica-climatica-italia\/","title":{"rendered":"Ecco la politica energetica e climatica dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Italia<\/strong> ha finalmente consegnato la versione definitiva del <strong>Piano Nazionale Integrato Energia e Clima<\/strong> (<strong><a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/198-notizie-stampa\/2040668-pniec2030\">Pniec<\/a><\/strong>), il documento nel quale si stabiliscono gli <strong>obiettivi 2021-2030 sui diversi pilastri della politica energetica e climatica<\/strong>.\u00a0 Il piano era stato presentato nella sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/energia-clima-pniec-sole\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>versione abbozzata<\/strong><\/a> un anno fa, e dopo un\u2019attenta revisione da parte della <strong>Commissione europea<\/strong>\u00a0se ne richiedeva entro la fine del 2019 la versione definitiva. L\u2019Italia non \u00e8 per\u00f2 l\u2019unica ritardataria, in buona compagnia con un\u2019altra decina di altri stati membri.<\/p>\n<p>Bruxelles dovr\u00e0 ora stabilire se il documento presentato da ciascun Paese \u00e8 coerente con gli obiettivi comunitari al 2030, anche nella prospettiva di \u2018<strong>neutralit\u00e0 climatica<\/strong>\u2019 condivisa dai governi nazionali (tranne, per ora, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-cop-25-ue-v4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Polonia<\/strong><\/a>) per il 2050. Col <em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/gree-deal-europeo-clima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Green Deal<\/strong><\/a><\/em>, l\u2019Europa punta a <strong>zero emissioni<\/strong> accrescendo al contempo la propria <strong>competitivit\u00e0:<\/strong> una sfida esaltante ma certo non una passeggiata, <em>in primis<\/em> per i costi e gli ostacoli sul piano interno.<\/p>\n<p><strong>Pniec italiano, conferme e novit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Il piano integra le novit\u00e0 della legge di bilancio e del &#8216;decreto clima&#8217;. Rispetto alla bozza, restano invariati i target sull&#8217;efficienza energetica e le emissioni. Se da una parte resta uguale anche l\u2019obiettivo al 55% per le rinnovabili nel settore elettrico, se ne prevede una quota pi\u00f9 ampia nei settori riscaldamento e raffreddamento (+0.9%) e trasporti (+0.4%).\u00a0 Il governo vede poi al rialzo le previsioni per la mobilit\u00e0 elettrica con l\u2019impegno di introdurre quote obbligatorie anche nel trasporto pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del cosiddetto <em>phase-out<\/em> del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/clima-bei-2021-stop-progetti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>carbone<\/strong><\/a> \u2013 tema caldo a livello europeo \u2013 resta al 2025, ma rimane subordinato alla realizzazione degli impianti sostitutivi e delle necessarie infrastrutture, nonch\u00e9 al raggiungimento di risultati migliori sul lato efficienza energetica e rinnovabili. Questa rimane questione delicata nel nostro Paese soprattutto per la <strong>Sardegna,<\/strong> per cui il Mise ha avviato un tavolo di lavoro tecnico specifico.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Ambiente <strong>Sergio Costa<\/strong> si \u00e8 detto pronto ad accrescere l\u2019ambizione di fronte a target comunitari presumibilmente pi\u00f9 alti in futuro &#8211; e la normativa europea prevede infatti una revisione dei piani al 2023, ragionevolmente riorganizzati in chiave Green Deal -.<\/p>\n<p><strong>28 pezzi del puzzle, un difficile incastro europeo<br \/>\n<\/strong>Le specificit\u00e0 energetiche, territoriali e sociali di ogni Stato e le conseguenti <strong>difficolt\u00e0<\/strong> che hanno (ancora) i Ventotto a procedere coerentemente verso un unico obiettivo non sono poche. Numerosi sono gli scontri sul tema, come quello tra Parigi e Varsavia: la Polonia ha negato il proprio supporto all&#8217;obiettivo di neutralit\u00e0 climatica, affermando di voler tornare sull&#8217;argomento a giugno di quest\u2019anno; il presidente francese Emmanuel Macron ha per questo risposto che la Polonia potrebbe non avere accesso agli aiuti finanziari previsti dal <em>Green Deal<\/em>.<\/p>\n<p>Altro terreno di scontro \u00e8 il <strong>nucleare<\/strong>, che molti vorrebbero all&#8217;interno di piani europei per sostenere l\u2019energia pulita; o le priorit\u00e0 di sicurezza energetica \u2013 si pensi alla saga <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/energia-cina-russia-power-of-siberia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nord Stream 2<\/strong><\/a>, che sembra non finire mai. Gli eterogenei interessi europei rallentano quindi il processo e continuano a trasparire nei piani nazionali, ma le raccomandazioni mandate durante l\u2019anno a ciascuno stato fanno ben sperare che questi siano perlomeno pi\u00f9 coerenti <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/energy-union-watch-no-15\">rispetto alle bozze<\/a> \u2013 aspetteremo gli ultimi ritardatari per tirare le somme.<\/p>\n<p>Undici giorni dopo il suo insediamento, la Commissione a guida <strong>Ursula von der Leyen<\/strong> ha presentato la Comunicazione sul <em>Green Deal<\/em>\u00a0e, un mese dopo, le prime proposte, <em>in primis<\/em> quella per un piano di investimenti che intende mobilitare <strong>mille miliardi<\/strong>. Per aiutare gli altamente dipendenti da fonti fossili (e quindi pi\u00f9 vulnerabili dinanzi alla transizione energetica), la Commissione ha proposto un <strong>\u201cmeccanismo per la transizione giusta\u201d<\/strong>, che ha gi\u00e0 fatto discutere: dei 7,5 miliardi a disposizione, Polonia e <strong>Germania<\/strong> potrebbero prendersi una bella fetta della torta (rispettivamente 2 miliardi e 887 milioni), cosa che non piace, tra gli altri, alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/usa-abbandono-accordo-di-parigi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Francia<\/strong><\/a>. <strong>All&#8217;Italia andrebbero 364 milioni<\/strong>, ma la distribuzione del denaro dipender\u00e0 per tutti dai progetti di\u00a0<strong>riconversione ambientale\u00a0<\/strong>ed economica che verranno proposti. Il negoziato sulla relativa proposta normativa non si prospetta per questo facile.<\/p>\n<p>Nonostante gli incoraggianti numeri, la Commissione stessa riconosce un gap di investimenti di 260 miliardi all&#8217;anno entro il 2030 rispetto agli attuali obiettivi Ue (tra cui una riduzione del 40% di emissioni entro il 2030 rispetto al 1990). Nel Green Deal questi obiettivi saranno verosimilmente rivisti al rialzo \u2013 per le emissioni si discute del 50\/55% al 2030 \u2013 e il divario sempre cos\u00ec destinato ad aumentare.<\/p>\n<p><strong>Europa e Italia nel 2020<br \/>\n<\/strong>Le prevedibili liti europee non devono distrarci: decarbonizzare il continente \u00e8 condizione necessaria ed \u00e8 bene che la Commissione lo abbia capito. Fare i compiti a casa nostra \u2013 ammesso che ci si riesca \u2013 non \u00e8 per\u00f2 sufficiente: in quanto <strong>bene pubblico globale<\/strong> il clima non pu\u00f2 essere tutelato senza azione globale. \u00c8 positivo quindi che l\u2019esecutivo si sia fatto promotore di una vera e propria <strong><em>climate diplomacy<\/em><\/strong>, un passo importante a integrazione della gi\u00e0 pi\u00f9 consolidata <em>energy diplomacy<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Tradurre la priorit\u00e0 di neutralit\u00e0 climatica nelle relazioni esterne non sar\u00e0 facile<\/strong>, ma abbiamo l\u2019opportunit\u00e0 di contare molto in questo anno appena iniziato. Opere di convincimento verso gli <strong>Statin Uniti\u00a0<\/strong>\u00a0saranno probabilmente poco efficaci dato il monopolio delle elezioni presidenziali nel dibattito. A Davos le divergenze tra le due sponde dell\u2019Atlantico appaiono poi sempre pi\u00f9 marcate, anche se l\u2019Ue potr\u00e0 puntare <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/pi_fe_13.pdf\">al livello sub-federale<\/a> americano per rafforzare l\u2019impegno sul clima.<\/p>\n<p>Nel breve periodo si punta dunque al Summit tra Ue e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-la-cina-black-new-deal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a> e alla cooperazione con l\u2019<strong>Africa<\/strong>. Il tandem italo-inglese della pre-Cop e della<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/clima-cop25-glasgow-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Cop26<\/strong><\/a> nel 2020 ha poi le carte in regola per fare la differenza \u2013 specialmente verso Cina e <strong>India<\/strong> che procedono a passi incerti \u2013 e potr\u00e0 rafforzarsi nel 2021, quando i due Paesi presidieranno rispettivamente G20 e G7.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia ha finalmente consegnato la versione definitiva del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), il documento nel quale si stabiliscono gli obiettivi 2021-2030 sui diversi pilastri della politica energetica e climatica.\u00a0 Il piano era stato presentato nella sua versione abbozzata un anno fa, e dopo un\u2019attenta revisione da parte della Commissione europea\u00a0se ne richiedeva [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":77604,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1669,77,470,530,86,87,113,96,1492,150,432,109,1735],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77599"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=77599"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":77603,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/77599\/revisions\/77603"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/77604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=77599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=77599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=77599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}