{"id":77626,"date":"2020-01-24T13:24:23","date_gmt":"2020-01-24T12:24:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77626"},"modified":"2020-01-31T07:24:54","modified_gmt":"2020-01-31T06:24:54","slug":"world-economic-forum-davos-50-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/world-economic-forum-davos-50-anni\/","title":{"rendered":"I 50 anni del World Economic Forum"},"content":{"rendered":"<p>Giunto alla sua cinquantesima edizione, il <strong><em>World Economic Forum<\/em><\/strong> (Wef) &#8211; che dal 21 al 24 gennaio si \u00e8 svolto, come ogni anno, a <strong>Davos<\/strong>, in Svizzera &#8211; \u00e8\u00a0divenuto un immancabile evento per l\u2019<strong>\u00e9lite globale<\/strong>, riunendo ministri, banchieri centrali, leader\u00a0delle grandi aziende private, accademici e star di ogni genere, dagli attori agli sportivi.<\/p>\n<p>In una massima ormai celebre, Jamie Dimon, ceo di JP Morgan Chase, sintetizz\u00f2 il forum di Davos come il luogo \u201c<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/jpmorgan-outlook-davos\/jp-morgans-dimon-rolls-eyes-up-at-gloom-and-davos-billionaires-idUSL8N16258B\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dove i miliardari dicono ai milionari come si sente la gente comune<\/a>\u201d. Nonostante questo commento lapidario, il Wef rimane, forse, un forum privilegiato dove i potenti del mondo possono interagire per discutere come affrontare <strong>le maggiori sfide globali<\/strong>. Il grande punto di domanda continua ad essere se dalle ambiziose parole pronunciate in questi eventi seguano, effettivamente, delle azioni private, nazionali o collettive.<\/p>\n<p><strong>Per un capitalismo pi\u00f9 inclusivo?<br \/>\n<\/strong>Quest\u2019anno il tema dell\u2019appuntamento di Davos \u00e8 stato \u201cComunit\u00e0 d\u2019impresa in azione per un mondo coeso e sostenibile (<em>Stakeholders for a Cohesive and Sustainable World<\/em>)\u201d. Secondo l\u2019annuale indagine condotta dal Wef prima dell\u2019evento di Davos sui maggiori rischi percepiti a livello globale, sono emerse delle problematiche relative al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/politica-energetica-climatica-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>cambiamento climatico<\/strong><\/a>, alle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/dai-metalli-al-manifatturiero-le-nuove-sanzioni-usa-alliran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tensioni geopolitiche<\/a> ed <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/accordo-commerciale-per-pechino-necessita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">economiche<\/a><\/strong> e all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/sovranita-digitale-priorita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>impatto della tecnologia<\/strong><\/a> sulle societ\u00e0. In linea con queste priorit\u00e0, il Forum di quest\u2019anno si \u00e8 concentrato sul discutere quale sia la strada per coniugare il capitalismo globale con una rinnovata responsabilit\u00e0 verso il clima e i perdenti della globalizzazione. Con quest\u2019ottica di cambiamento di pi\u00f9 ampio respiro per un <strong>capitalismo responsabile e sociale<\/strong>, i macro-argomenti degli incontri di quest\u2019anno hanno assunto dei titoli suggestivi come \u201cla tecnologia per il bene\u201d, \u201ccome salvare il pianeta\u201d o \u201coltre la geopolitica\u201d.<\/p>\n<p>Non bisogna per\u00f2 dimenticare che lo spirito con cui \u00e8 nato il Wef \u00e8 la nozione che il globalismo \u2013 animato da tre cardini: democrazia liberale, libero mercato e societ\u00e0 aperte \u2013 avrebbe beneficiato tutti.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 proprio questo approccio che \u00e8 oggi sotto estrema pressione con un ritorno dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cambiamo-ppe-ultimatum-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nazionalismi<\/strong><\/a>, un malcontento generalizzato verso l\u2019attuale sistema economico e un consolidamento dei partiti populisti a livello internazionali. \u00c8 innegabile che una crescente porzione della popolazione, soprattutto nelle democrazie sviluppate, abbia iniziato a sentirsi abbandonata dalla globalizzazione. <strong><a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2020\/01\/20\/davos-most-think-capitalism-does-more-harm-than-good-survey-shows.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Secondo un\u2019indagine<\/a>, il 56% della popolazione mondiale considera che l\u2019attuale capitalismo faccia pi\u00f9 male che bene<\/strong>.<\/p>\n<p>Come hanno giustamente sottolineato i premi Nobel per l&#8217;economia Abhijit Banerjee e Ester Duflo <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/2019-12-03\/how-poverty-ends\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in un recente articolo su <em>Foreign Affairs<\/em><\/a>, nonostante sia vero che la popolazione che vive con meno di $1.90 al giorno si sia dimezzata dal 1990, passando da 2 miliardi a 700 milioni, bisogna anche considerare gli <strong>effetti della globalizzazione<\/strong> nei Paesi industrializzati. L\u2019economista Branko Milanovic ha stimato che, mentre i tassi di <strong>disuguaglianza<\/strong> tra Paesi sono diminuiti, quelli all&#8217;interno delle democrazie sviluppate sono aumentati, facendo crescere i sentimenti di insoddisfazione e malcontento verso l\u2019attuale sistema economico. Per esempio, negli Usa il coefficiente di Gini, usato per la misura delle diseguaglianze, \u00e8 passato dallo 0.35 nel 1979 allo 0.45 oggi.<\/p>\n<p>Sono proprio questi cambiamenti nel modello produttivo capitalista che hanno spinto il Wef di quest\u2019anno a cercare di sensibilizzare la comunit\u00e0 internazionale sui rischi di un mondo sempre pi\u00f9 diseguale ed esposto agli effetti del cambiamento climatico. Il messaggio chiave \u00e8 che solo il <strong>coordinamento multilaterale<\/strong> che coinvolga tutti gli <em>stakeholder<\/em>\u00a0della societ\u00e0 potr\u00e0 incoraggiare delle azioni collettive necessarie per mitigare le sfide che il mondo sta affrontano.<\/p>\n<p><strong>Le imprese nella Quarta Rivoluzione industriale<br \/>\n<\/strong>Il Forum di quest\u2019anno \u00e8 stato anche l\u2019occasione per promuovere il &#8220;Manifesto di Davos del 2020: la funzione universale di un\u2019azienda nella Quarta Rivoluzione industriale&#8221; (<em><strong>Davos Manifesto 2020<\/strong>: The Universal Purpose of a Company in the Fourth Industrial Revolution<\/em>). Nel documento viene rimarcata la funzione di responsabilit\u00e0 di un\u2019azienda che deve rispondere non solo alle esigenze dei propri azionisti o alla massimizzazione del profitto ad ogni costo ma deve anche tenere conto degli interessi generali della societ\u00e0. Le aziende private, in particolare le multinazionali, hanno la responsabilit\u00e0 di cooperare con la <strong>societ\u00e0 civile<\/strong> e i governi per affrontare le sfide globali.<\/p>\n<p>L\u2019idea di un &#8216;capitalismo degli<em> stakeholder&#8217;<\/em>\u00a0era gi\u00e0 emerso nel dibattito pubblico con il documento a firma del <a href=\"https:\/\/www.businessroundtable.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Business Roundtable<\/strong><\/a> \u2013 un\u2019associazione no-profit che raccoglie i 181 ceo delle pi\u00f9 grandi aziende private americane \u2013 in cui si esplica che le imprese devono investire nei dipendenti, proteggere l\u2019ambiente e creare valore di lungo termine non solo per gli azionisti ma per tutti gli <em>stakeholder<\/em>\u00a0della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Chiaramente la discussione sui cambiamenti climatici e come combatterli \u00e8 stata al cuore dei lavori di Davos, dato che le implicazioni di questo fenomeno colpiscono la societ\u00e0 nel suo insieme. Eppure, l\u2019immagine che ne \u00e8 venuta fuori \u00e8 stata discrepante. Se da un lato \u00e8 emersa la preoccupazione condivisa e la promessa di azioni concrete per contrastare l\u2019emergenza climatica, dall&#8217;altro lato il presidente degli Stati Uniti\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong> si \u00e8 scatenato contro gli attivisti ambientalisti, etichettati come \u201ci profeti di sventure\u201d che parlano di \u201cpredizioni di apocalisse\u201d.<\/p>\n<p>Inoltre, alcuni leader industriali hanno promesso una svolta &#8216;verde&#8217;, facendo numerosi annunci &#8211; come per esempio il ceo di <a href=\"https:\/\/www.blackrock.com\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>BlackRock<\/strong><\/a> che ha previsto l\u2019investimento di mille dei\u00a0 7 mila miliardi che la societ\u00e0 americana gestisce in progetti di sviluppo durevole -. Ma \u00e8 anche emerso da un\u2019indagine condotta da Pwc che 1.600 manager\u00a0delle grandi multinazionali globali non considerano il rischio climatico tra i dieci rischi principali per l\u2019economia mondiale nell&#8217;anno che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo tema pi\u00f9 discusso \u2013 e controverso \u2013 dell\u2019ultimo Wef \u00e8 stato il settore tecnologico e le varie sfide globali che comporta. Dalle controversie sull&#8217;antitrust, agli effetti positivi del <strong>Fintech<\/strong> fino all&#8217;impatto sul mercato del lavoro.<\/p>\n<p><strong>Il nodo di una tassa digitale<\/strong><br \/>\nMa, senza ombra di dubbio, la questione, altamente divisiva e politicamente sensibile, dell\u2019introduzione di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/digital-tax-trump-macron\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>digital tax<\/em><\/strong><\/a> sui giganti del web \u00e8 stata al centro del dibattito. Facendo anche riferimento al manifesto di Davos in cui si sottolinea che le aziende private debbano pagare \u201cun&#8217;equa tassazione\u201d, il Forum di Davos ne ha rivitalizzato la discussione. Numerosi ministri dell\u2019Economia europei \u2013 tra cui il francese Bruno Le Maire e l\u2019inglese Sajid Javid \u2013 hanno ribadito la necessit\u00e0 di una <em>digital tax<\/em> che mitighi lo squilibrio che si \u00e8 creato nell&#8217;economia mondiale a causa della facilit\u00e0 con cui alcuni giganti tecnologici riescono ad applicare la pratica del <strong><em>transfer pricing<\/em><\/strong>. Anche in questo caso, il Wef ha potuto riunire i diversi stakeholder\u00a0per cercare di cooperare per capire quali siano le azioni di policy pi\u00f9 efficaci e giuste per affrontare questa problematica.<\/p>\n<p>Come raggiungere realmente questi ambiziosi obiettivi \u00e8 per\u00f2 tutto da vedere. Dalle parole bisogner\u00e0 passare ai fatti. Questo \u00e8, come sempre, il reale problema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giunto alla sua cinquantesima edizione, il World Economic Forum (Wef) &#8211; che dal 21 al 24 gennaio si \u00e8 svolto, come ogni anno, a Davos, in Svizzera &#8211; \u00e8\u00a0divenuto un immancabile evento per l\u2019\u00e9lite globale, riunendo ministri, banchieri centrali, leader\u00a0delle grandi aziende private, accademici e star di ogni genere, dagli attori agli sportivi. 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