{"id":77648,"date":"2020-01-31T06:59:49","date_gmt":"2020-01-31T05:59:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77648"},"modified":"2020-01-31T16:20:49","modified_gmt":"2020-01-31T15:20:49","slug":"brexit-mela-avvelenata-laburisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-mela-avvelenata-laburisti\/","title":{"rendered":"Brexit: una mela avvelenata per il Labour"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>Brexit<\/strong> non pi\u00f9 \u00e8 solo la storia di come il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/countdown-brexit-futuro-relazioni-ue-e-scozia-chatham-house\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a> lascer\u00e0 l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>, ma anche quella del tracollo politico del <strong>Partito laburista<\/strong>. Le<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-boris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> elezioni<\/strong> generali del dicembre 2019<\/a> sono costate al partito la perdita dell\u20198% dei voti dal 2017 e di diverse circoscrizioni storicamente rosse, come Colne Valley, Dewsbury, Keighley e Newcastle-under-Lyme.<\/p>\n<p>All&#8217;indomani dei risultati, dopo aver incassato una delle peggiori sconfitte elettorali dal 1935, il leader dei laburisti\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/gran-bretagna-elezioni-brexit-risultati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Jeremy Corbyn<\/strong><\/a> ha annunciato che non avrebbe pi\u00f9 guidato il partito, dando inizio ad una corsa interna per nominare il suo successore. Al di l\u00e0 dei nomi in lista che si stanno contenendo il trono di Corbyn &#8211; e che vanno da Keir Starmer, attualmente in testa, a Rebecca Long-Bailey, Lisa Nandy, Jess Philips e Emily Thornberry -, \u00e8 interessante capire perch\u00e9 i laburisti abbiano perso cos\u00ec tanta legittimit\u00e0. In altre parole, quanto <strong>\u00e8 stata centrale la Brexit nel determinare la loro sconfitta?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il peso dell&#8217;incertezza sull&#8217;uscita dall&#8217;Ue<br \/>\n<\/strong>Fino alle dimissioni di <strong>Theresa May<\/strong> dalla guida del Paese nel luglio 2019, il Labour sembrava in effetti sulla cresta dell\u2019onda e i sondaggi lo davano testa a testa con i Conservatori. Corbyn, un noto<em> Brexiteer<\/em>, aveva mantenuto un approccio abbastanza neutrale sulla questione, sostenendo che se proprio la Brexit andava fatta, bisognava comunque arrivare ad un accordo che garantisse <strong>sicurezza sociale ed economica<\/strong> alle classi meno abbienti.<\/p>\n<p>Nonostante un numero elevato di parlamentari laburisti si mobilitasse di fatto a favore dei R<em>emainer<\/em>, l\u2019orientamento tiepido di Corbyn aveva permesso al partito di non schierarsi mai pienamente a favore o contro la Brexit, diversamente invece da quanto fatto dalla maggioranza dei Conservatori che in versione hard o soft supportavano la fuoriuscita della Gran Bretagna dall\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Nemmeno l\u2019ascesa di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/brexit-piano-bojo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong><\/a> al potere e l\u2019orientamento pi\u00f9 aggressivo di quest\u2019ultimo nel raggiungere un accordo con l\u2019Unione europea aveva spinto Corbyn a modificare radicalmente il suo approccio. L\u2019idea di rinegoziare nuovamente l\u2019accordo con Bruxelles e chiedere un <strong>secondo referendum<\/strong> popolare era sicuramente democraticamente corretta, ma \u00e8 stata politicamente suicida per il Labour. Questa strategia avrebbe probabilmente prolungato un\u2019<strong>incertezza<\/strong> che era gi\u00e0 durata tre anni, determinando una polarizzazione ancora pi\u00f9 dura della societ\u00e0 britannica in generale.<\/p>\n<p>Dai risultati elettorali di dicembre si evince che \u00e8 stata proprio l\u2019incertezza a costare al Labour un gran numero di voti. Circa 800.000 elettori tradizionalmente laburisti ma pro-Brexit hanno votato per conservatori. Invece, pi\u00f9 di 1 milioni di elettori ha abbandonato i laburisti per sostenere partiti pi\u00f9 esplicitamente pro-<em>Remain<\/em>, principalmente i <strong>liberaldemocratici<\/strong>, che sono passati dal 7.4% del 2017 <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/europe-poll-of-polls\/united-kingdom\/\">all\u201911.4%<\/a> nel dicembre 2019.<\/p>\n<p><strong>La mancanza di leadership e la povert\u00e0<br \/>\n<\/strong>Allo stesso tempo, la Brexit non \u00e8 stato l\u2019unico motivo della sconfitta del Labour. Secondo un&#8217;analisi di <a href=\"https:\/\/www.opinium.co.uk\/_preview_day_of_poll_survey\/\">Opinium<\/a>, il 43% di quegli elettori che hanno abbandonato i laburisti per votare altri partiti sostiene di averlo fatto perch\u00e9 non apprezzava la leadership di Corbyn. Secondo questi dati, la posizione del Labour sulla Brexit e le politiche economiche proposte sono motivi secondari che si collocano rispettivamente al secondo (17%) e al terzo (12%) posto nella lista delle ragioni che hanno scatenato la defezione al partito.<\/p>\n<p>Il dato sulle <strong>politiche economiche<\/strong> \u00e8 molto interessante considerando che dal 2010, nel Regno Unito, <strong>il numero dei poveri \u00e8 aumentato<\/strong> del 2%, raggiungendo un totale di 14,3 milioni di persone. Allo stesso tempo, nonostante la disoccupazione sia al 3,8% con un livello di occupazione al <a href=\"https:\/\/www.ons.gov.uk\/employmentandlabourmarket\/peopleinwork\/employmentandemployeetypes\/bulletins\/employmentintheuk\/november2019\">76%<\/a> (il tasso pi\u00f9 alto dalla Seconda Guerra Mondiale), l&#8217;insicurezza del lavoro e i bassi salari reali hanno spinto molte persone a svolgere due o pi\u00f9 lavori o a lavorare pi\u00f9 ore per combattere il fenomeno della povert\u00e0 lavorativa che negli ultimi 25 anni \u00e8 aumentata del 5%, toccando il <a href=\"https:\/\/www.ifs.org.uk\/publications\/14154\">18%<\/a> dei lavoratori.<\/p>\n<p>Per questo, l&#8217;agenda politica del Labour, basata sulla necessit\u00e0 di <strong>sostenere i molti e non i pochi<\/strong>, si era appunto concentrata su un&#8217;<strong>espansione della spesa pubblica<\/strong> di 135 miliardi di sterline, il pi\u00f9 grande aumento dagli Anni Sessanta. Probabilmente queste erano idee giuste, ma affidate al leader sbagliato. Inoltre, la poca attenzione elettorale data alle riforme economiche prospettate dai laburisti \u00e8 stata semplicemente data dal fatto che, secondo Opinium, il 33% degli elettori \u00e8 andata a votare per o contro la Brexit, mentre solo il 23% ha votato a sostegno di particolari politiche sociali. In altre parole, nonostante il tentativo dei Laburisti di non concentrare le elezioni sulla Brexit, il voto si \u00e8 concentrato una seconda volta molto sulla questione &#8216;L<em>eave<\/em>&#8216; o &#8216;R<em>emain<\/em>&#8216;.<\/p>\n<p><strong>Il difficile futuro del partito<br \/>\n<\/strong>Toccher\u00e0 ora al nuovo leader dei laburisti raccogliere i cocci del partito e fare i conti con una societ\u00e0 altamente polarizzata, dove molti di coloro che tradizionalmente facevano parte dell\u2019elettorato dei laburisti si sono rivolti altrove perch\u00e9 alienati da Corbyn o dalle posizioni ambigue sulla Brexit. Se il problema della leadership del partito si risolver\u00e0 in fretta, rimane per\u00f2 ancora aperta la questione della Brexit.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che nonostante le parole rassicuranti di Boris Johnson, i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-regno-unito-tra-ue-e-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>negoziati<\/strong><\/a> con l\u2019Unione europea sulle <strong>future relazioni economiche<\/strong> non cesseranno di tormentare la politica britannica almeno per un altro anno, cos\u00ec come le divisioni sociali create dalla Brexit. Ad oggi, secondo i sondaggi di <em>Pool of Pools<\/em>, il 50% dei cittadini britannici \u00e8 ancora a favore di rimanere nell\u2019Ue mentre il 45% vuole la Brexit.<\/p>\n<p>Su questo terreno scivoloso i laburisti dovranno ricostruire la propria identit\u00e0, decidendo finalmente se schierarsi in un campo o nell&#8217;altro, definendo un approccio nuovo alla Brexit, che esuli dalla terza via di Corbyn. In effetti, se c\u2019\u00e8 qualcosa da imparare dalle elezioni di dicembre \u00e8 che di fronte a sfide politiche esistenziali come la Brexit, la mancanza di coerenza e lo stile &#8216;prendi tutto&#8217; non pagano. Per riconquistare il sostegno degli elettori il Labour dovr\u00e0 ora portare avanti una visione e un\u2019identit\u00e0 politica precisa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Brexit non pi\u00f9 \u00e8 solo la storia di come il Regno Unito lascer\u00e0 l\u2019Unione europea, ma anche quella del tracollo politico del Partito laburista. 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