{"id":77764,"date":"2020-01-31T06:09:04","date_gmt":"2020-01-31T05:09:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77764"},"modified":"2020-02-03T01:01:15","modified_gmt":"2020-02-03T00:01:15","slug":"cisgiordania-indipendenza-protettorato-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cisgiordania-indipendenza-protettorato-2\/","title":{"rendered":"Arcipelago Cisgiordania: indipendenza o protettorato?"},"content":{"rendered":"<p>La proposta americana di soluzione della <strong>questione palestinese<\/strong> (analizzata nei giorni scorsi su queste <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cisgiordania-indipendenza-protettorato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pagine<\/a>) \u00e8 stata stracciata da quasi tutti i pi\u00f9 autorevoli organi di informazione, ma alcuni commentatori di orientamento conservatore hanno voluto vedervi un punto di partenza &#8216;realistico&#8217; per <strong>negoziati di pace<\/strong>. In tal senso si sono espresse, forse pi\u00f9 per cautela diplomatica che per convinzione, varie cancellerie, da <strong>Il Cairo<\/strong> a <strong>Parigi<\/strong>.<\/p>\n<p>Che nella primavera del 2017 il neo-presidente statunitense <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/trump-nodo-gerusalemme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Donald Trump<\/strong><\/a>, nell&#8217;affidare questa missione al genero, si prefiggesse effettivamente di trovare una via d&#8217;uscita dall&#8217;impasse israelo-palestinese, cos\u00ec da passare alla storia come colui che sarebbe riuscito l\u00e0 dove vari predecessori avevano fallito, \u00e8 plausibile. Ma la scelta di incaricarne un <strong>giovane uomo d&#8217;affari<\/strong>, del tutto ignaro delle intricate problematiche mediorientali e forte solo dei suoi buoni rapporti con <strong>Riad<\/strong>, lasciava presagire l&#8217;impostazione arrogante e dilettantesca che abbiamo poi visto anche in altri scacchieri. L&#8217;avergli affiancato un falco come <strong>Jason Greenblatt<\/strong> e un super-falco come l&#8217;Ambasciatore <strong>David Friedman<\/strong> stroncava sul nascere qualsiasi illusione circa un minimo di <strong>terziet\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Diktat e Piano Marshall<br \/>\n<\/strong>Una volta chiarito che il ruolo degli <strong>Stati Uniti<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 quello di mediatore bens\u00ec di alleato della <strong>parte pi\u00f9 forte<\/strong>, la strategia consisteva nell&#8217;umiliare e demoralizzare l&#8217;avversario (chiusura dell&#8217;ufficio palestinese a Washington, soppressione degli aiuti bilaterali e multilaterali, spostamento dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/usa-israele-ambasciata-gerusalemme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>ambasciata<\/strong><\/a> a Gerusalemme, legittimazione degli insediamenti, ecc.), imporgli condizioni inique, premiarlo con aiuti economici e investimenti (a spese degli sceicchi).<\/p>\n<p>Infatti <strong>Jared Kushner<\/strong> non ha compiuto alcuno sforzo per indurre il Premier israeliano\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/israele-terzo-voto-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Benjamin Netanyahu<\/strong><\/a> a fare concessioni (unica eccezione: la rinuncia a costruire nuovi insediamenti nei prossimi quattro anni nelle zone lasciate ai palestinesi). Si \u00e8 limitato ad indorare la pillola prospettando <strong>finanziamenti<\/strong> dell&#8217;ordine di 50 miliardi di dollari da parte delle monarchie del Golfo per lo sviluppo economico dei territori palestinesi \u201ce di paesi arabi vicini\u201d (quasi met\u00e0 andr\u00e0 a <strong>Egitto<\/strong>, <strong>Giordania<\/strong> e <strong>Libano<\/strong>); somma peraltro spalmabile su 10 anni, e in buona parte costituita da prestiti e da aleatori investimenti privati. Se davvero si dovesse procedere alla costruzione dell&#8217;assurdo tunnel fra Gaza e la Cisgiordania, il faraonico progetto assorbirebbe una buona fetta dei fondi destinati a infrastrutture.<\/p>\n<p><strong>Erano ipotizzabili soluzioni pi\u00f9 eque?<br \/>\n<\/strong>Sarebbe stato pensabile un <strong>piano pi\u00f9 equo<\/strong>, ispirato alle soluzioni negoziali studiate durante il &#8216;<a href=\"http:\/\/www.progettodreyfus.com\/gli-accordi-di-oslo-il-testo-integrale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>processo di Oslo<\/strong><\/a>&#8216;? In proposito \u00e8 utile ricordare che l&#8217;accordo concluso nel settembre 1993 a Washington (detto &#8216;di Oslo&#8217; perch\u00e9 negoziato segretamente in Norvegia) si limitava ad indicare un obiettivo, un metodo e un percorso negoziale, con delle scadenze; sulla sostanza dei problemi pi\u00f9 ardui si svolsero trattative nel 1995, e poi nel corso del 2000 e nel gennaio 2001. Nei &#8216;<em><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Clinton_Parameters\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Clinton parameters<\/strong><\/a>&#8216;<\/em>\u00a0formulati dal presidente uscente il 23 dicembre 2000 e nella relazione sul successivo negoziato di Taba (fine del processo di Oslo) si potrebbero trovare ipotetiche formule di compromesso sui singoli punti; altre furono concordate a livello non ufficiale nel cosiddetto <a href=\"https:\/\/geneva-accord.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo di Ginevra<\/strong><\/a> del 2003.<\/p>\n<p>Da allora sono per\u00f2 state create sul terreno nuove realt\u00e0 che rendono problematica, anche qualora ve ne fosse la volont\u00e0 politica, la creazione di un <strong>Stato palestinese<\/strong> &#8216;<em>viable&#8217;<\/em>. Il numero dei coloni \u00e8 quadruplicato (circa 450 mila). La rete di strade costruita a loro uso esclusivo frammenta, come gi\u00e0 accennato, il territorio. Il Muro ha anticipato le correzioni del confine previste nei suddetti negoziati in modo da includere il maggior numero possibile di coloni (8,5 % del territorio), superando la percentuale ritenuta ragionevole da Bill Clinton (3-6%).<\/p>\n<p>Di fronte a questo irreversibile peggioramento della situazione di fatto per i palestinesi, e alla loro perdita di potere negoziale a seguito del sostanziale avallo dato a Trump dalle monarchie del Golfo (eccettuati <strong>Kuweit<\/strong> e <strong>Qatar<\/strong>) e dall&#8217;Egitto, vari commentatori sostengono che sarebbe realistico da parte di <a href=\"https:\/\/president.ps\/eng\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Mahmud Abbas<\/strong><\/a> rassegnarsi ad accettare il <em>Diktat<\/em>, pur di salvare il salvabile (autonomia delle zone A e B) e assicurarsi gli aiuti economici. E riconoscono a Trump il merito di aver proposto un pacchetto ragionevole, considerate le mutate circostanze rispetto a 20-25 anni fa.<\/p>\n<p>Se davvero il &#8216;primo genero&#8217; avesse voluto elaborare un piano pi\u00f9 bilanciato, avrebbe cercato di compensare il peggioramento della situazione sul terreno (insediamenti, strade, muro) e l&#8217;assoluta priorit\u00e0 data alla <strong>sicurezza<\/strong> di Israele (smilitarizzazione, spazio aereo) ripescando dai negoziati del 2000-2001 clausole moderatamente favorevoli ai palestinesi su altri punti: <strong>sovranit\u00e0<\/strong> sui quartieri arabi di Gerusalemme e sulla Spianata del Tempio, ricongiungimenti familiari e ritorno selettivo di un certo numero di <strong>rifugiati<\/strong>, presenza israeliana nella Valle del Giordano limitata ad alcune guarnigioni e\/o posti di osservazione. Non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo che il piano del giovane immobiliarista americano sia stato duramente criticato dal quotidiano israeliano <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/.premium-how-trump-s-deal-of-the-century-became-the-joke-of-the-century-1.8472956\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Haaretz<\/em><\/strong> <\/a>non solo perch\u00e9 unilaterale e inaccettabile per i palestinesi, ma anche in quanto nocivo per gli stessi interessi di Israele: esso indebolir\u00e0 i palestinesi moderati, rafforzer\u00e0 il fronte del rifiuto, <strong>infiammer\u00e0 le proteste<\/strong> nelle citt\u00e0 palestinesi, metter\u00e0 in difficolt\u00e0 i governi egiziano e giordano (e forse quelli del Golfo) di fronte alle loro opinioni\u00a0 pubbliche, produrr\u00e0 esplosioni di violenza.<\/p>\n<p><strong>Una doppia operazione elettorale<br \/>\n<\/strong>Le reazioni erano largamente prevedibili. Se ciononostante \u00e8 stato deciso di lanciare il piano Kushner, e di farlo adesso e con grande enfasi, dobbiamo concluderne che non siamo pi\u00f9 di fronte ad un tentativo di promuovere una via di uscita dal conflitto israelo-palestinese, bens\u00ec a una operazione di immagine a beneficio dei due protagonisti dell&#8217;evento mediatico del 28 gennaio: entrambi hanno bisogno di distrarre l&#8217;attenzione da <strong>indagini<\/strong>\u00a0su loro comportamenti illeciti (pi\u00f9 Netanyahu, sotto processo per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/israele-gantz-rinuncia-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>reati<\/strong><\/a> punibili col carcere, che Trump, comunque sicuro di uscire vittorioso dall<em>&#8216;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/le-chance-di-un-trump-bis-nonostante-limpeachment\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>impeachment<\/strong><\/a><\/em>), ma soprattutto di mostrarsi capaci di azioni costruttive in vista dei rispettivi appuntamenti elettorali.<\/p>\n<p>Il Presidente Usa sbandierer\u00e0 il sostegno incondizionato dato a Israele per assicurarsi non solo il voto ebraico ma anche quello dei cristiani evangelici del <strong><em>Bible Belt<\/em><\/strong>. Il leader del Likud si presenter\u00e0 alle elezioni del 2 marzo come uno statista che ha saputo assicurarsi il pieno appoggio dell&#8217;America, far progredire il disegno del grande &#8216;<strong><em>Erez Israel<\/em><\/strong>&#8216;, proporre un piano di pace &#8216;realistico&#8217; e dimostrare l&#8217;indisponibilit\u00e0 della parte palestinese a una soluzione negoziata.<\/p>\n<p><em>Seconda parte dell&#8217;articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cisgiordania-indipendenza-protettorato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Arcipelago Cisgiordania: indipendenza o protettorato?<\/a>\u201d pubblicato il 30 gennaio 2020.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta americana di soluzione della questione palestinese (analizzata nei giorni scorsi su queste pagine) \u00e8 stata stracciata da quasi tutti i pi\u00f9 autorevoli organi di informazione, ma alcuni commentatori di orientamento conservatore hanno voluto vedervi un punto di partenza &#8216;realistico&#8217; per negoziati di pace. 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