{"id":77794,"date":"2020-01-31T07:59:27","date_gmt":"2020-01-31T06:59:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77794"},"modified":"2020-02-03T09:38:39","modified_gmt":"2020-02-03T08:38:39","slug":"momento-triste-convinverci-emmott","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/momento-triste-convinverci-emmott\/","title":{"rendered":"&#8220;Un momento molto triste, ma dobbiamo conviverci&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Scrittore e opinionista britannico, <strong>Bill Emmott<\/strong> \u00e8 stato direttore del\u00a0<em>The Economist<\/em> dal 1993 al 2006. Conversa al telefono da Londra con <strong>AffarInternazionali<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Caro Bill, tra ventiquattr\u2019ore il Regno unito sar\u00e0 fuori dall\u2019Unione europea, qual \u00e8 il tuo sentimento in questo momento?<\/strong><br \/>\n\u201cSento che questo \u00e8 un momento molto triste e assolutamente non necessario, dovuto a decenni di mala gestione politica da parte dei governi britannici. Ma ora \u00e8 successo e dobbiamo conviverci. Non pu\u00f2, e non deve, essere un disastro, \u00e8 un fardello che noi britannici dovremo portare sulle nostre spalle. Ad ogni modo, i corridori possono vincere una corsa anche caricando pesi sulle loro spalle, pertanto non mi sento disperato al riguardo, ma ugualmente triste\u201d.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Imputi errori all\u2019Unione europea in questi anni di lunghe trattative con il Regno Unito?<\/strong><br \/>\n\u201cAllora, credo che il problema principale sia stato da parte britannica. Tuttavia, l\u2019Unione europea, sin dalla crisi finanziaria globale del 2008, non ha funzionato bene. Non ha protetto le vite, gli standard di vita dei suoi cittadini, ha dimostrato processi di decisione politica lenti e problematici, soprattutto riguardo all\u2019euro, ma anche sull\u2019immigrazione. Ritengo che la ragione per cui Matteo Salvini \u00e8 diventato cos\u00ec popolare in Italia e per cui la Lega \u00e8 ora il partito pi\u00f9 grande e popolare nel Paese sia proprio legata a quegli stessi problemi dell\u2019Unione europea e dell\u2019Europa in generale a cui \u00e8 connessa anche la Brexit. Credo che la ragione per cui si \u00e8 arrivati a decidere questa Brexit riguardi ovviamente in modo particolare la Gran Bretagna, ma l\u2019Unione europea non ha funzionato bene negli ultimi dieci anni\u201d.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata, secondo te, la ragione principale della scelta del popolo britannico? <\/strong><br \/>\n\u201cCredo che il problema pi\u00f9 rilevante tra il popolo britannico sia che solo ad un piccola parte di esso importa abbastanza dell\u2019Europa. L\u2019Europa non \u00e8 un tema importante per la maggior parte degli elettori britannici, perci\u00f2 quando \u00e8 stata offerta loro la scelta e hanno dovuto prendere una decisione, il fatto che l\u2019Unione europea non funzionasse bene, insieme allo scontento per scelte del loro stesso governo, li ha portati a votare, con uno scarto ridotto, in tale direzione. Alla fine dei conti, per\u00f2, sono troppo pochi i cittadini britannici a cui importa dell\u2019Ue. Credo che in Italia, in Francia, in Germania, grazie all\u2019esperienza della Seconda guerra mondiale, ci sia un pi\u00f9 profondo sentimento di legame con l\u2019Unione europea; in Gran Bretagna il problema \u00e8 che troppe persone sono indifferenti o disinteressate all\u2019Ue\u201d.<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 sostenuto da parte di alcuni opinionisti che il popolo britannico possa aver\u00a0 votato per il famoso referendum senza un\u2019adeguata conoscenza delle conseguenze di una scelta cos\u00ec importante per il futuro del Paese. Che ne pensi? \u00c8 vero tutto questo o \u00e8 poco generoso nei confronti di un popolo che si \u00e8 espresso in una determinata maniera?<\/strong><br \/>\n\u201cCredo che quella dell\u2019Unione europea, nelle sue varie sfaccettature, sia una storia molto complessa. Perci\u00f2 ritengo sia vero che i voti siano stati basati sull\u2019ignoranza di una vasta quantit\u00e0 di informazioni, il che ha esposto gli elettori a menzogne e false informazioni \u2013 anche da parte dell\u2019attuale primo ministro Boris Johnson durante la sua campagna, in cui ha raccontato bugie ben documentate sull\u2019Unione europea -. Tuttavia, il punto focale \u00e8 che i cittadini britannici non si sono preoccupati a sufficienza di verificare queste informazioni, di attribuire all\u2019Unione europea la stessa importanza che danno ad altri aspetti della loro vita, come il lavoro, la sanit\u00e0, l\u2019istruzione, e quindi di pensare seriamente alla scelta da fare. Poi, quando abbiamo deciso di uscire e tutto si \u00e8 fatto caotico, tre anni fa, la reazione \u00e8 stata ugualmente di indifferenza verso la situazione in cui ci eravamo messi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Chiudendo gli occhi\u2026 che Regno Unito riesci a immaginare per i prossimi anni? <\/strong><br \/>\n\u201cImmagino un Paese che sar\u00e0 vicino all\u2019Europa, che avr\u00e0 un\u2019identit\u00e0 che dipender\u00e0 dall\u2019essere fuori dall\u2019Europa, ma che in realt\u00e0 sar\u00e0 molto vicino all\u2019Europa, perch\u00e9 non abbiamo alcuna scelta e non desideriamo essere da nessun\u2019altra parte. Perci\u00f2 credo che saremo un paese psicologicamente confuso, fingendo di essere separati, mentre rimaniamo molto vicini ai nostri amici e dirimpettai europei\u201d.<\/p>\n<p><strong>Secondo te il Regno Unito fuori dalla Ue cosa perder\u00e0 e cosa guadagner\u00e0? <\/strong><br \/>\n\u201cCredo che il Regno Unito perder\u00e0 la sua voce, la sua influenza nelle decisioni, nei comportamenti e nelle azioni che verranno intraprese da Germania, Francia, Italia e dai principali Stati membri dell\u2019Unione europea riguardo alla collettivit\u00e0. Sar\u00e0 un Paese con un ruolo marginale, a cui si telefona per secondo, o per terzo, non per primo, per essere consultato e con cui allinearsi. Perci\u00f2 saremo messi ai margini, perderemo influenza, perderemo voce, tutto questo. Quello che guadagneremo, credo sia forse una sorta di chiarezza nella nostra politica, per troppo tempo occupata da litigi sull\u2019Unione europea. Ma comunque credo che ne guadagneremo ben poco\u201d.<\/p>\n<p><strong>In questi lunghi anni di trattative non sono mancate previsioni catastrofiche sul futuro economico del Regno unito fuori dall&#8217;Ue? Che idea ti sei fatto?<\/strong><br \/>\n\u201cCredo che ora che abbiamo pi\u00f9 chiarezza la situazione economica possa migliorare leggermente rispetto agli ultimi due anni, ma come prossimo passo dovremo portare a termine i negoziati sulle relazioni commerciali con l\u2019Unione europea che inizieranno quest\u2019anno. Fino a che tale processo non sar\u00e0 concluso non potremo avere completa chiarezza sul futuro dell\u2019economia britannica. Ma in conclusione vorrei dire che il costo della Brexit, che \u00e8 reale, deve essere considerato insieme all\u2019influenza di altre politiche ed eventi nel resto del mondo. Credo che verranno portate avanti nuove politiche, in particolare con significativi investimenti pubblici nelle infrastrutture, verosimilmente con tagli alle tasse: a dieci anni di distanza dalla crisi finanziaria globale siamo in un momento finanziario favorevole, perci\u00f2 credo che il nuovo governo di Boris Johnson sar\u00e0 in grado di contrastare gli effetti negativi della Brexit attraverso un forte stimolo fiscale e tramite la spesa pubblica. Perci\u00f2 in uno, due, tre anni di tempo non credo sar\u00e0 possibile misurare gli effetti della Brexit perch\u00e9 sopravverranno altri fattori di carattere economico e finanziario, e altre circostanze a livello mondiale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrittore e opinionista britannico, Bill Emmott \u00e8 stato direttore del\u00a0The Economist dal 1993 al 2006. Conversa al telefono da Londra con AffarInternazionali. 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