{"id":77831,"date":"2020-02-01T10:50:54","date_gmt":"2020-02-01T09:50:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77831"},"modified":"2020-02-01T10:05:11","modified_gmt":"2020-02-01T09:05:11","slug":"negoziato-gb-ue-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/negoziato-gb-ue-difficile\/","title":{"rendered":"Brexit: l&#8217;inizio di un difficile negoziato"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 febbraio comincia per il <strong>Regno Unito<\/strong> un complicato e laborioso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/momento-triste-convinverci-emmott\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>periodo di transizione<\/strong><\/a> che, in base a una norma proposta dal governo conservatore di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/johnson-prova-brexit-regno-disunito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong><\/a> e approvata dal Parlamento di Westminster, dovrebbe concludersi entro quest\u2019anno, con l\u2019entrata in vigore dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-regno-unito-tra-ue-e-usa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo con l\u2019Ue<\/strong><\/a> sulle nuove relazioni bilaterali. Un calendario oltremodo ambizioso: in soli 11 mesi si dovrebbe completare non solo il negoziato, ma anche il processo di ratifica.<\/p>\n<p><strong>La scomoda posizione del Regno Unito<\/strong><br \/>\nIn questo periodo il Regno Unito rimarr\u00e0 nell&#8217;<strong>unione doganale<\/strong> e nel <strong>mercato unico<\/strong>. Le relazioni commerciali con i Paesi Ue non cambieranno: beni e servizi continueranno a circolare liberamente da e verso il continente. Il Regno Unito dovr\u00e0 inoltre continuare a seguire le <strong>regole<\/strong> dell&#8217;Ue, a rispettare le <strong>sentenze<\/strong> della Corte di giustizia europea e a contribuire al <strong>bilancio comunitario<\/strong>. Non sar\u00e0 per\u00f2 pi\u00f9 rappresentato, e quindi non avr\u00e0 pi\u00f9 diritto di <strong>voto<\/strong>, nelle istituzioni europee.<\/p>\n<p>Si trover\u00e0 pertanto in una posizione scomoda, poich\u00e9 sar\u00e0 tenuto ad applicare norme e regole su cui non avr\u00e0 pi\u00f9 voce in capitolo; subir\u00e0, paradossalmente, una <strong>perdita di sovranit\u00e0<\/strong>, bench\u00e9 transitoria, laddove l\u2019obiettivo fondamentale dei fautori della Brexit \u00e8 rimpatriare, quanto prima, i poteri trasferiti all&#8217;Unione. Non stupisce quindi che il governo britannico voglia accorciare il pi\u00f9 possibile questo limbo temporale. Che poi riesca a vincere questa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/e-il-momento-della-brexit-parla-lambasciatore-jill-morris\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>corsa contro il tempo<\/strong><\/a> \u00e8 tutto da vedere.<\/p>\n<p><strong>Le condizioni del mercato unico<br \/>\n<\/strong>Londra punta a un <strong>trattato di libero scambio<\/strong> con Bruxelles che preveda &#8216;<strong>zero dazi e zero quote<\/strong>&#8216;, ma esclude un adeguamento normativo che continuerebbe a tenerlo ancorato al sistema legale dell\u2019Unione e complicherebbe la stipula di accordi di <strong>liberalizzazione commerciale<\/strong> con altri Paesi. L\u2019obiettivo dichiarato di Johnson \u00e8 di rafforzare la &#8216;dimensione globale&#8217; della politica economica britannica. L&#8217;Ue, dal canto suo, si dice pronta a lavorare a un accordo \u201cambizioso\u201d, ma solo a patto che siano garantite <strong>parit\u00e0 di condizioni<\/strong>, inclusa una convergenza normativa in ambiti come l\u2019ambiente, gli aiuti di Stato e i diritti dei lavoratori. Trovare la quadra tra posizioni cos\u00ec divergenti sar\u00e0 impresa non da poco.<\/p>\n<p>In linea generale, ci si pu\u00f2 aspettare che, quanto maggiori saranno le <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/europa\/2020\/01\/08\/brexit-von-der-leyen-negoziati-duri_bd0bc3e1-9248-4cd6-87e0-7c9dfe362a8e.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>concessioni<\/strong><\/a> di Londra in ambito normativo, tanto pi\u00f9 disponibile sar\u00e0 Bruxelles a escludere tariffe e quote. In particolare, nel caso di nuovi prodotti con standard elevati, fra cui quelli tecnologicamente avanzati, le imprese esportatrici britanniche dovranno ottenere l\u2019approvazione dei regolatori Ue.<\/p>\n<p>Inoltre, per esportare nell\u2019Ue, dovranno rispettare le <strong>regole d\u2019origine<\/strong> (<em>rules of origin<\/em>), dimostrando che le merci destinate al mercato Ue sono state effettivamente prodotte in Gran Bretagna. Ci\u00f2 richieder\u00e0, fra l\u2019altro, una serie di adempimenti procedurali e burocratici. Si consideri che le <strong>catene di fornitura<\/strong> (<em>supply chains<\/em>) tra il Regno Unito e i Paesi Ue sono oggi fortemente interconnesse e sar\u00e0 pertanto tutt&#8217;altro che facile raggiungere un accordo per stabilire la provenienza dei prodotti dell\u2019interscambio. Le due parti si sono impegnate a ridurre e semplificare il pi\u00f9 possibile gli oneri e le <strong>formalit\u00e0 doganali<\/strong> e amministrative, che per\u00f2, presumibilmente, avranno, in alcuni settori, un peso non indifferente.<\/p>\n<p>Per esempio, per i <strong>prodotti di origine animale<\/strong> gli esportatori britannici dovranno essere in grado di esibire adeguati certificati sanitari e saranno sottoposti a regolari ispezioni veterinarie. Solo per i prodotti a pi\u00f9 basso rischio basteranno delle autocertificazioni, come accade con altri partner commerciali dell\u2019Ue. Un problema particolarmente spinoso \u00e8 la richiesta di alcuni Paesi Ue, come la <strong>Danimarca<\/strong>, la <strong>Francia<\/strong>, i <strong>Paesi Bassi<\/strong> e la <strong>Spagna<\/strong>, di mantenere<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/brexit-i-nodi-della-pesca-e-degli-standard-comuni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> diritti di pesca<\/strong><\/a> nei mari del Regno Unito poich\u00e9 Johnson ha promesso ai pescatori piena sovranit\u00e0 sulle acque territoriali.<\/p>\n<p><strong>Il settore finanziario e i programmi comunitari<br \/>\n<\/strong>Anche dopo l\u2019uscita del Regno Unito dal mercato unico, le <strong>societ\u00e0 di servizi<\/strong> britanniche non dovrebbero incontrare ostacoli a mantenere o creare filiali all&#8217;interno dell\u2019Ue. La fornitura di servizi dal Regno Unito diverr\u00e0 invece pi\u00f9 difficile; potrebbe pertanto verificarsi uno spostamento degli <strong>investimenti<\/strong> in questo settore verso i Paesi Ue. L\u2019accordo di libero scambio dovr\u00e0 regolare, in particolare, il delicato settore dei servizi finanziari, un settore di punta dell\u2019economica britannica.<\/p>\n<p>Fuori dal mercato unico, il Regno Unito non beneficer\u00e0 pi\u00f9 del cosiddetto &#8216;<strong>passaporto finanziario<\/strong>&#8216; che ha consentito finora alle sue compagnie finanziarie di vendere liberamente i propri servizi nell&#8217;area Ue. Il danno per il settore finanziario britannico potrebbe essere considerevole. L\u2019Ue si \u00e8 impegnata per\u00f2 a valutare, entro il 2020, se riconoscere l\u2019equivalenza delle norme di regolazione del sistema finanziario con le proprie. In generale, \u00e8 nell&#8217;interesse dei membri Ue garantire la continuit\u00e0 nel commercio dei prodotti finanziari; \u00e8 pertanto probabile che Bruxelles assuma al riguardo una posizione negoziale flessibile.<\/p>\n<p>Anche in questo settore, come in altri, l\u2019accordo preveder\u00e0 probabilmente periodi transitori, che ne consentirebbero un\u2019applicazione graduale. Le due parti dovranno inoltre concordare regole in una serie di altri settori, come la condivisione e la sicurezza dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/ue-privacy-dati-gdpr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dati personali<\/strong><\/a>, gli standard per la <strong>sicurezza aerea<\/strong> e il riconoscimento delle <strong>qualifiche professionali<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Regno Unito rimarr\u00e0 interessato a partecipare ad alcuni programmi comunitari, ma anche in questi casi un\u2019intesa non \u00e8 scontata. Ha suscitato molte critiche il rifiuto del governo di impegnarsi sin da ora a proseguire la partecipazione in <a href=\"http:\/\/www.erasmusplus.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Erasmus<\/strong><\/a>, anche se poi ha ribadito che questo \u00e8 uno dei programmi Ue in cui vorr\u00e0 continuare ad essere incluso.<\/p>\n<p><em>L\u2019articolo \u00e8 estratto da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/il-regno-unito-post-brexit-tra-ue-e-usa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un testo pi\u00f9 ampio<\/a>, pubblicato sul sito dell\u2019Istituto Affari Internazionali.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 febbraio comincia per il Regno Unito un complicato e laborioso periodo di transizione che, in base a una norma proposta dal governo conservatore di Boris Johnson e approvata dal Parlamento di Westminster, dovrebbe concludersi entro quest\u2019anno, con l\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo con l\u2019Ue sulle nuove relazioni bilaterali. 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