{"id":77974,"date":"2020-02-06T08:15:27","date_gmt":"2020-02-06T07:15:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=77974"},"modified":"2020-02-17T01:02:33","modified_gmt":"2020-02-17T00:02:33","slug":"gli-avversari-non-ne-sottovalutino-la-potenziale-efficacia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/gli-avversari-non-ne-sottovalutino-la-potenziale-efficacia\/","title":{"rendered":"Non sottovalutate la potenziale presa di Trump"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 che un Discorso sullo <strong>Stato dell&#8217;Unione<\/strong>, il terzo pronunciato da <strong>Donald Trump<\/strong> \u00e8 stato soprattutto un comizio elettorale. Ma sarebbe fuorviante, per i suoi avversari, sottovalutarne la potenziale efficacia su larghi settori del pubblico che andr\u00e0 a votare in novembre per eleggere il prossimo presidente degli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Per quanto comiziale, la retorica del repubblicano atipico della Casa Bianca spicca per un&#8217;efficacia da pubblicit\u00e0 commerciale che non lascia indifferenti numerosi cittadini. Soprattutto, raggiunge settori di americani ai quali i messaggi dei democratici non riescono ad arrivare o non si prefiggono neppure di arrivare.<\/p>\n<p>Se si addebita al presidente di non aver citato la procedura di <strong>impeachment<\/strong> a suo carico per abuso di potere e ostacoli all&#8217;attivit\u00e0 del <strong>Parlamento\u00a0<\/strong>si tenga conto di un fattore: sulla vita quotidiana degli elettori ai quali Trump si rivolge, quel contenzioso non influisce. Non saranno loro a risentirsi del silenzio in materia.\u00a0La successiva bocciatura da parte del Senato delle due ipotesi di accusa approvate dalla Camera archivia nel passato le imputazioni richieste dall\u2019opposizione. Almeno finch\u00e9 non cambier\u00e0 la ripartizione dei seggi esistente al momento nel Congresso. Che la presidente della Camera Nancy Pelosi, democratica, avesse marted\u00ec scorso stracciato in pubblico i fogli del discorso sullo Stato dell\u2019Unione risalta ancora di pi\u00f9 come segno di nervosa debolezza. Non di energica proiezione verso ineluttabili vittorie.<\/p>\n<p>A tre anni dal suo insediamento alla presidenza, prima di scrivere il suo intervento del 4 febbraio scorso Trump aveva di fronte a s\u00e9 alcune condizioni particolarmente buone dell&#8217;economia e, almeno in apparenza, una relativa corrosione del ruolo di superpotenza della nazione che guida. Se si mette da parte le attuale crisi del <strong>Coronavirus<\/strong>, della quale \u00e8 ancora difficile prevedere gli effetti finali complessivi, un ridimensionamento della capacit\u00e0 di influenza degli Stati Uniti in <strong>Medio Oriente<\/strong> e nell&#8217;<strong>Estremo Oriente<\/strong> \u00e8 stato dovuto negli ultimi anni al rafforzarsi della <strong>Cina<\/strong> e al consolidarsi di alcune potenze regionali, da una Turchia proiettata verso pi\u00f9 azioni all&#8217;esterno dei suoi confini a una <strong>Russia<\/strong> affannata sul versante economico e tuttavia attivissima sulla scena internazionale. Il presidente degli Stati Uniti ha rivendicato il merito dei progressi economici e di fatto negato il secondo fenomeno, un rischio indebolimento della supremazia americana peraltro analizzato in precedenza dalla <strong>National Defense Strategy 2018<\/strong> elaborata dal Segretario alla Difesa <strong>Jim Mattis<\/strong>, in seguito costretto alle dimissioni.<\/p>\n<p>Quanto, se e come l&#8217;emergere di protagonisti nuovi e vecchi corrisponder\u00e0 a un autentico declino della superpotenza degli Stati Uniti \u00e8 da misurare e verificare. Comunque Trump ha coperto ogni crepa mettendo in evidenza risultati che pure esistono: in Iraq e Siria lo Stato islamico che controllava 200 mila miglia quadrate di territorio non \u00e8 pi\u00f9 forte come lo fu nel decennio scorso e il suo leader <strong>Abu Bakr al Bagdadi<\/strong> \u00e8 stato ucciso (da unit\u00e0 speciali americane). Un&#8217;altra eliminazione compiuta su ordine di Trump, quella del capo delle forze al Quds dei Guardiani della Rivoluzione <strong>Qasem Soleimani<\/strong>, \u00e8 rimasta (finora) il principale risultato del contrasto tra Stati Uniti e Repubblica islamica dell&#8217;Iran, un Paese in difficolt\u00e0 a causa delle sanzioni americane e del ritiro di Washington dall&#8217;accordo sui <strong>progetti nucleari iraniani<\/strong>.<\/p>\n<p>Ancora. Bench\u00e9 non sconfitto, in <strong>Venezuela<\/strong> il contestato presidente <strong>Nicol\u00e1s Maduro<\/strong>, populista di una particolare sinistra illiberale, non se la passa bene. E nel citarlo Trump sapeva di alludere a <strong>Bernie Sanders<\/strong>, uno dei propri potenziali sfidanti nelle elezioni per la Casa Bianca, quando ha affermato: &#8220;Il socialismo distrugge le nazioni&#8221;. Malgrado il seguito ottenuto da Sanders, considerato da tanti socialista, in alcune primarie, milioni di americani repubblicani, e non solo repubblicani, ne sono convinti.<\/p>\n<p>Analisi sofisticate potrebbero mettere in luce vulnerabilit\u00e0 e chiaroscuri dei risultati in campo economico che il repubblicano atipico\u00a0<span class=\"ox-cdcac0bfd2-s4\">dal 2017<\/span><span class=\"ox-cdcac0bfd2-s2\">\u00a0<\/span>presidente degli Stati Uniti ha rivendicato con raffiche di riepiloghi a effetto. Per esempio: &#8220;Dalla mia elezione abbiamo creato sette milioni di nuovi lavori, cinque milioni in pi\u00f9 di quando esperti di governo prevedevano durante le Amministrazioni precedenti&#8221;. Oppure: &#8220;I lavori sono in boom, gli introiti salgono&#8221;. Senza dimenticare, nel sottolineare il forte aumento dell&#8217;occupazione, i settori di elettorato pi\u00f9 difficili per la sua candidatura: &#8220;Per afro-americani, ispanico-americani, asiatico-americani la disoccupazione ha raggiunto il livello pi\u00f9 basso della storia&#8221;.<\/p>\n<p>Nessun accenno al <strong>riscaldamento del pianeta<\/strong>. Al suo posto Trump ha preferito la promessa di sostenere il piano &#8220;<strong>One Trillion Trees Initiative<\/strong>&#8221; affinch\u00e9 vengano piantati alberi dentro e fuori gli Stati Uniti. E un&#8217;altra rivendicazione di successo serviva anche a contrastare chi, soprattutto tra i progressisti, vuole porre limiti ambientalisti all&#8217;estrazione di energia da rocce scistose: gli Stati Uniti sono diventati &#8220;il primo produttore di <strong>petrolio<\/strong> e <strong>gas naturale<\/strong> al mondo&#8221;.<\/p>\n<p>I democratici farebbero bene a considerare che sul versante economico una parte di questa pubblicit\u00e0 ha fondamento. Altra sar\u00e0 pure ingannevole. Tuttavia nel mondo si vendono, grazie alla <strong>pubblicit\u00e0<\/strong>, anche prodotti contro la caduta dei capelli che non evitano per niente la calvizie. Finora, in vista del voto di novembre, nessun democratico sembra riuscito a confezionare in modo efficace prodotti pi\u00f9 genuini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 che un Discorso sullo Stato dell&#8217;Unione, il terzo pronunciato da Donald Trump \u00e8 stato soprattutto un comizio elettorale. 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