{"id":78019,"date":"2020-02-09T17:33:01","date_gmt":"2020-02-09T16:33:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78019"},"modified":"2020-02-09T17:39:31","modified_gmt":"2020-02-09T16:39:31","slug":"coronavirus-reazioni-epidemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/coronavirus-reazioni-epidemia\/","title":{"rendered":"Coronavirus: le reazioni di Cina e politica internazionale"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cina-pil-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">epidemia di <strong>coronavirus<\/strong><\/a> ha reso evidente uno dei grandi problemi istituzionali del governo cinese:\u00a0il <strong>mancato dialogo tra i piani alti e le province<\/strong>. La <strong>Cina<\/strong> \u00e8 caratterizzata da un sistema di comunicazione istituzionale a senso unico, un sistema <em>top-down<\/em> in cui il governo centrale impone ai quadri locali l\u2019implementazione delle sue direttive. A seconda dei casi, questo sistema ha segnato la fortuna o la sventura del Paese. La propagazione del coronavirus si \u00e8 rivelata l\u2019ennesima riprova di come questo dialogo unidirezionale sia fortemente problematico e comporti delle difficolt\u00e0 per i rappresentati delle periferie a comunicare con i vertici. Un problema aggravato da una <strong>pressione<\/strong> opposta <strong>che storicamente spinge le istituzioni locali a omettere o distorcere la realt\u00e0 per compiacere il governo centrale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La gestione dell&#8217;epidemia da parte della burocrazia cinese<\/strong><br \/>\nIl sindaco di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/poco-probabile-origine-militare-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Wuhan<\/strong><\/a> ha ammesso in un\u2019intervista che il <strong>mancato avviso al governo cinese<\/strong> riguardo la &#8220;strana polmonite in citt\u00e0&#8221; sia stato causato da una legge secondo la quale, per questioni complesse come epidemie o gravi emergenze sanitarie, deve essere il governo centrale a lanciare l\u2019allarme. Soltanto dopo il lancio dell\u2019allarme da parte dei vertici, le periferie possono cominciare a lavorare e a organizzarsi per rispondere in modo efficace e tempestivo. Le parole del sindaco hanno quindi sottolineato come il sistema burocratico cinese si mostri lento e farraginoso in situazioni critiche come questa.<\/p>\n<p>Ciononostante, in questo specifico caso &#8211; che richiama dal punto di vista sanitario l\u2019epidemia della <strong>Sars<\/strong> del 2002-2003 &#8211; la macchina governativa si \u00e8 messa in moto con una certa rapidit\u00e0 non appena l\u2019avviso \u00e8 riuscito a raggiungerla. Una volta compresa l\u2019entit\u00e0 della minaccia, tre settimane dopo il primo caso, il governo si \u00e8 subito mobilitato per fronteggiarla. Di pari passo l\u2019<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong> (Oms) \u00e8 stata informata del virus il 31 dicembre scorso; il 7 gennaio, la sequenza dello stesso \u00e8 stata consegnata all\u2019Oms e pubblicata online ad uso della comunit\u00e0 scientifica internazionale. \u00c8 seguita la quarantena, prima della sola citt\u00e0 di Wuhan, poi delle altre citt\u00e0 in cui erano presenti casi di infezione. La risposta cinese mostra come questioni che possano intaccare la stabilit\u00e0 del Paese siano ancora trattate utilizzando il profilo pi\u00f9 basso possibile, nella speranza che la crisi rientri prima della sua diffusione.<\/p>\n<p><strong>Le preoccupazioni della comunit\u00e0 internazionale<\/strong><br \/>\nIl coronavirus ha destato molteplici reazioni da parte della comunit\u00e0 internazionale. L\u2019Oms ha pubblicamente apprezzato lo sforzo di trasparenza e collaborazione intrapreso da Pechino. Nel contempo, ha dichiarato di recente lo <strong>stato di emergenza internazionale<\/strong>, probabilmente per poter agire tempestivamente l\u00ec dove una risposta all&#8217;epidemia potrebbe essere meno istantanea.<\/p>\n<p>Una delle reazioni pi\u00f9 forti \u00e8 stata registrata dall\u2019<strong>Italia<\/strong> che il 1\u00b0 febbraio, dopo due casi di coronavirus registrati a Roma, ha dichiarato lo stato d\u2019emergenza e bloccato i voli da e per la Cina. La tempistica dell\u2019epidemia risulta particolarmente infelice, considerando che \u00e8 scoppiata a una settimana dalla <strong>celebrazione dell\u2019anno del turismo Cina-Italia<\/strong>, che proprio nel periodo del Capodanno cinese avrebbe dovuto portare grandi proventi al nostro Paese. In contemporanea \u00e8 stato portato a termine il rimpatrio di 57 italiani da Wuhan, secondo le procedure d\u2019emergenza operate dal sistema militare italiano.<\/p>\n<p>La risposta cinese alle reazioni italiane non si \u00e8 fatta attendere, e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/lamicizia-tra-italia-e-cina-a-repentaglio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">amicizia<\/a> instauratasi tra i due Paesi, soprattutto dopo la firma dei <a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/per-i-media\/notizie\/2039474-italia-cina-di-maio-firma-tre-memorandum-d-intesa-su-belt-and-road-initiative-e-commerce-e-startup\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">memorandum d&#8217;intesa<\/a>\u00a0sulla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nuova Via della Seta\u00a0<\/a><\/strong>del marzo dell\u2019anno scorso, \u00e8 stata messa in questione. La decisione di rimpatriare i propri connazionali \u00e8 stata presa anche da Regno Unito, Francia e Germania, mentre gli Stati Uniti sono stati tra i primi a impedire l&#8217;ingresso ai turisti cinesi e a suggerire un parziale rientro dello staff d\u2019ambasciata.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione globale \u00e8 ora concentrata sui mercati e sul loro andamento. Una delle domande che sembra echeggiare sul piano internazionale, ancora priva di risposta, \u00e8 come l\u2019economia mondiale e quella cinese risentiranno della crisi. La direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, dichiara: \u201cL\u2019epidemia probabilmente rallenter\u00e0 la crescita economica mondiale nel breve periodo. Quanto al lungo periodo, \u00e8 ancora troppo presto per dirlo\u201d. In attesa dunque di ottenere dati certi e prospettive pi\u00f9 prevedibili, risulta evidente come la situazione di instabilit\u00e0 destata dal coronavirus costituisca <strong>una sfida significativa per il governo cinese e il sistema internazionale<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;epidemia di coronavirus ha reso evidente uno dei grandi problemi istituzionali del governo cinese:\u00a0il mancato dialogo tra i piani alti e le province. La Cina \u00e8 caratterizzata da un sistema di comunicazione istituzionale a senso unico, un sistema top-down in cui il governo centrale impone ai quadri locali l\u2019implementazione delle sue direttive. 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