{"id":78051,"date":"2020-02-08T11:18:57","date_gmt":"2020-02-08T10:18:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78051"},"modified":"2020-02-12T10:59:04","modified_gmt":"2020-02-12T09:59:04","slug":"allargamento-ai-balcani-piu-carote-e-bastoni-manca-il-coraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/allargamento-ai-balcani-piu-carote-e-bastoni-manca-il-coraggio\/","title":{"rendered":"Allargamento ai Balcani: pi\u00f9 carote e bastoni. E il coraggio?"},"content":{"rendered":"<p>Come ampiamente prevedibile, la proposta di <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/it\/IP_20_181\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>riforma della metodologia per l\u2019allargamento<\/strong> ai <strong>Balcani occidentali<\/strong><\/a>\u00a0adottata dalla dalla <strong>Commissione europea<\/strong> il 5 febbraio non delinea una rivoluzione delle procedure esistenti, ma cerca \u2013 non riuscendoci del tutto \u2013 di stabilire un equilibrio tra le istanze di alcuni Stati membri per un maggiore controllo politico <em>in itinere<\/em> del processo e l\u2019auspicio che questi ultimi e le istituzioni comunitarie parlino con una voce sola \u2013 e possibilmente benevola \u2013 ai Paesi della regione balcanica.<\/p>\n<p>La proposta che la Commissione ha avanzato all\u2019attenzione del Consiglio non si discosta di molto dall\u2019ormai famoso <strong><em>non-paper<\/em> francese<\/strong>, gi\u00e0 di per s\u00e9 tentativo di far apparire come costruttivo il no di Parigi all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/balcani-occidentali-russia-cina-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>apertura dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord<\/strong><\/a>\u00a0lo scorso ottobre. Come la proposta francese, anche quella della Commissione <strong>raggruppa i capitoli negoziali in <em>cluster <\/em>sequenziali<\/strong>, ed enfatizza la necessit\u00e0 che i negoziati per quello che raggruppa i <em>Fundamentals<\/em> dei capitoli 23 e 24 (Magistratura\/Diritti fondamentali e Giustizia\/Libert\u00e0\/Sicurezza) vadano aperti per primi e chiusi solo alla fine di tutto il processo negoziale, che prevede altri cinque gruppi (Mercato interno, Competitivit\u00e0 e crescita inclusiva, Agenda verde e connettivit\u00e0 sostenibile, Risorse, agricoltura e coesione, Relazioni esterne). \u00a0I cluster verranno aperti solo dopo il raggiungimento di determinati <em>benchmark<\/em>, mentre i capitoli al loro interno potranno essere chiusi singolarmente, in un lasso di tempo che il documento auspica non superi l\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>Integrazione graduale<\/strong><br \/>\nCome il <em>non-paper<\/em> francese, la proposta della Commissione prevede una serie di <strong>benefici graduali ottenibili alla chiusura di ogni gruppo di capitoli<\/strong>: \u00a0un <em>phasing-in<\/em> dei Paesi candidati in singole politiche e programmi comunitari, e l\u2019accesso ai rispettivi finanziamenti. L\u2019avanzamento su ogni capitolo e cluster dovr\u00e0 essere tracciato da una serie di condizioni che la Commissione vorrebbe \u2018obiettive, precise, dettagliate, stringenti e verificabili\u2019, in un tentativo, almeno sulla carta, di limitare l\u2019elevato grado di soggettivit\u00e0 politica a cui i Paesi dell\u2019allargamento sono sottoposti (sia a loro vantaggio sia a loro svantaggio) nel processo di avvicinamento a Bruxelles.<\/p>\n<p>Ci\u00f2, secondo il documento, dovr\u00e0 essere accompagnato da un intensificato dialogo politico ad alto livello, attraverso la partecipazione degli aspiranti Paesi membri a <strong>summit Ue-Balcani occidentali a cadenza regolare<\/strong>, fino ad arrivare alla possibilit\u00e0 per essi di <strong>partecipare come osservatori a specifici Vertici europei<\/strong> su questioni di importanza sostanziale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come le \u2018carote\u2019, anche i \u2018bastoni\u2019 appaiono ispirati alle posizioni di Parigi: la proposta prevede infatti la possibilit\u00e0 di <strong>punire eventuali rallentamenti o arretramenti delle riforme<\/strong>, specie quelle relative allo stato di diritto, introducendo la possibilit\u00e0 di congelare, sospendere o addirittura resettare i capitoli in corso di negoziato, con conseguenze sui relativi finanziamenti europei. Tali misure punitive potranno essere adottate su proposta degli Stati membri e sulla base delle valutazioni che la Commissione continuer\u00e0 a fare annualmente con la pubblicazione del suo <em>Enlargement Package<\/em>. In una forte concessione alle istanze degli Stati membri, le misure punitive potranno essere approvate dal Consiglio attraverso procedure di voto semplificate (come la maggioranza qualificata inversa, che prevede l\u2019adozione di una decisione a meno che una maggioranza qualificata degli Stati membri sia contraria).<\/p>\n<p><strong>Sei Paesi, regole diverse<\/strong><br \/>\nLa nuova metodologia si applicherebbe sia ai Paesi che aspettano di aprire i negoziati (Macedonia del Nord e Albania) sia a quelli che non hanno ancora ottenuto lo status di candidato (<strong>Bosnia-Erzegovina<\/strong> e <strong>Kosovo<\/strong>), lasciando ai <em>frontrunner<\/em> <strong>Serbia<\/strong> e <strong>Montenegro<\/strong> la possibilit\u00e0 di decidere se continuare i negoziati con il vecchio approccio \u2013 capitolo per capitolo; meno carote, meno bastoni \u2013 o se invece passare a quello nuovo, pur senza chiarire le modalit\u00e0 di passaggio.<\/p>\n<p>Nel suo complesso, la proposta della Commissione appare come un tentativo non troppo velato di <em>appeasement<\/em> verso la Francia, probabilmente allo scopo di ammorbidire la posizione di Parigi su Macedonia del Nord e Albania (che per\u00f2 non vengono mai citate nel documento) e accettare l\u2019apertura dei loro negoziati di adesione gi\u00e0 al Consiglio europeo del prossimo marzo. Questo anche se lo scoppiamento tra Skopje e Tirana a favore della prima appare sempre pi\u00f9 probabile.<\/p>\n<p><strong>Accento intergovernativo<\/strong><br \/>\nIl documento presentato dal Commissario all\u2019Allargamento, l\u2019ungherese <strong>Oliv\u00e9r Varh\u00e9lyi<\/strong>, sancisce l\u2019<strong>intervento sostanziale degli Stati membri in tutte le fasi del processo di allargamento <\/strong>ai pi\u00f9 alti livelli, stabilendo ad esempio che, dopo la pubblicazione dell\u2019<em>Enlargement Package <\/em>della Commissione, si riunisca <strong>una Conferenza intergovernativa per ogni Paese candidato<\/strong> che faccia il punto sulla situazione e stabilisca la strada da percorrere. Nel mettere gli Stati membri al posto di co-pilota per l\u2019intero percorso, la Commissione intende quindi anche condividere le responsabilit\u00e0, per cos\u00ec dire, nella buona e nella cattiva sorte, cercando di evitare lo scenario abbastanza scoraggiante verificatosi lo scorso ottobre, con uno Stato membro in grado di bloccare in dirittura di arrivo un processo politicamente faticosissimo e dagli alti costi (uno per tutti, l\u2019accordo di Prespa tra Skopje e Atene sul cambio di nome per la Macedonia del Nord).<\/p>\n<p>Resta da vedere, in ogni caso, se il documento adempier\u00e0 al suo scopo tattico, permettendo dunque ai due Paesi l\u2019apertura di negoziati che, in ogni caso, saranno lunghi e presteranno il fianco a ulteriori mercanteggiamenti politici. Appare poi incerto se la nuova metodologia potr\u00e0 in ogni caso fornire quelle risposte strategiche necessarie affinch\u00e9 l\u2019Unione europea possa fare accedere Paesi, come quelli dei Balcani occidentali, su cui il potere trasformativo e la condizionalit\u00e0 del processo di allargamento fanno sempre meno presa.<\/p>\n<p><strong>Sforzo di comunicazione<\/strong><br \/>\nUna prima questione, a cui effettivamente il documento accenna, \u00e8 quella della <strong>comunicazione strategica<\/strong>. Da troppo tempo, ormai, l\u2019Unione non riesce a comunicare efficacemente non solo i benefit gi\u00e0 elargiti ma, soprattutto, i costi reali della mancata <em>compliance<\/em> alla domanda di riforme, in un contesto in cui vari attori, soprattutto extra-europei, hanno gioco facile a mostrarsi come poli di attrazione alternativi, puntando spesso pi\u00f9 alla forma, attraverso una comunicazione effettiva ed efficace, che alla sostanza di contenuti forti, su cui invece potrebbero far leva le <strong>Delegazioni dell\u2019Unione europea presenti nei Balcani occidentali<\/strong>. Anche il pubblico degli Stati membri dovr\u00e0 diventare sempre pi\u00f9 un target della comunicazione di Bruxelles, per evitare che il tema dell\u2019allargamento venga manipolato o eccessivamente semplificato a fini di consenso politico domestico.<\/p>\n<p>Un secondo aspetto, legato al primo, \u00e8 il <strong>coinvolgimento della societ\u00e0 civile <\/strong>dei singoli Paesi che aspirano all\u2019adesione, che spesso presentano istanze pi\u00f9 avanzate rispetto ai propri governanti. Le istituzioni comunitarie, Commissione <em>in primis<\/em>, dovranno sempre pi\u00f9 uscire dalla <em>comfort zone<\/em> dell\u2019interlocuzione a livello ufficiale per confrontarsi, in modo sostanziale e oltre i consueti slogan, con le istanze dal basso, nel rispetto dei rispettivi ruoli.<\/p>\n<p>La proposta della Commissione rappresenta comunque solo un primo passo di un processo che, verosimilmente, comporter\u00e0 una buona dose di negoziati con gli Stati membri prima di arrivare ad un approdo definitivo. <strong>Sull\u2019allargamento si gioca una partita<\/strong> non solo tecnica, ma essenzialmente <strong>politica e geopolitica<\/strong>, e forse questo concetto sta finalmente facendo capolino a Bruxelles e nelle capitali europee. Al di l\u00e0 di tutto, il no francese di ottobre ha avuto il merito di aver innescato il ripensamento di un processo divenuto ormai asfittico e privo di anima, ma ci vorr\u00e0 un\u2019ulteriore dose di coraggio da tutte le parti coinvolte \u2013 Unione europea, Stati membri, Paesi dei Balcani occidentali \u2013 per rilanciarlo affinch\u00e9 la costruzione europea vada avanti e il trauma degli Anni Novanta si chiuda del tutto.<\/p>\n<p><em>Le opinioni espresse appartengono unicamente all\u2019autore e non riflettono necessariamente l&#8217;opinione della Commissione europea o del Servizio europeo di azione esterna.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ampiamente prevedibile, la proposta di riforma della metodologia per l\u2019allargamento ai Balcani occidentali\u00a0adottata dalla dalla Commissione europea il 5 febbraio non delinea una rivoluzione delle procedure esistenti, ma cerca \u2013 non riuscendoci del tutto \u2013 di stabilire un equilibrio tra le istanze di alcuni Stati membri per un maggiore controllo politico in itinere del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":78053,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[400,826,75,1506,432,140,2108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78051"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78051"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":78092,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78051\/revisions\/78092"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/78053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}