{"id":78104,"date":"2020-02-11T12:36:25","date_gmt":"2020-02-11T11:36:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78104"},"modified":"2020-02-14T07:46:18","modified_gmt":"2020-02-14T06:46:18","slug":"percezione-pubblica-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/percezione-pubblica-della-nato\/","title":{"rendered":"Come cambia la percezione pubblica della Nato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/nato-vertice-londra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il summit Nato di Londra<\/a> dello scorso dicembre, a 30 anni dalla fine della guerra fredda, \u00e8 stato un incontro al vertice che ha portato alla luce alcuni dei problemi interni all\u2019<strong>Alleanza atlantica<\/strong>. Leggendo il testo della <em><a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/official_texts_171584.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">London Declaration<\/a><\/em> si riscontrano, infatti delle costanti degli ultimi anni, prima tra tutte il mancato raggiungimento della soglia di spesa del 2% del Pil in difesa, come deciso ormai sei anni fa. Russia, terrorismo, guerra asimmetrica, attacchi cyber e instabilit\u00e0 internazionale sono tra gli altri macro-topics ormai ricorrenti. In risposta anche all\u2019ultimo punto, la <strong>Nato<\/strong> ha messo nero su bianco l\u2019approccio a 360 gradi che i 29 Stati membri intendono seguire per assicurare la sicurezza internazionale: aumento e rinnovamento delle capacit\u00e0 militari tenendo in considerazione gli avanzamenti tecnologici, strategia e pianificazione. Il tutto per rispondere in breve tempo e in maniera pi\u00f9 efficace alle esigenze dell\u2019Alleanza, grazie anche alla messa a disposizione delle forze rapidamente dispiegabili.<\/p>\n<p>A differenza degli anni passati, nella Dichiarazione non si leggono aree di interesse come Mediterraneo, Nord\u00a0Africa, o Medio Oriente, ma, per la prima volta c\u2019\u00e8 l\u2019inclusione, non a sorpresa, della <strong>Cina<\/strong> come attore da \u201cmonitorare\u201d. Ci\u00f2 non denota un mancato interesse nella stabilit\u00e0 di queste regioni \u2013 non a caso l\u2019impegno del contrasto al terrorismo rimane tra le attivit\u00e0 primarie dell\u2019Alleanza \u2013 ma piuttosto un cambio di focus e una capacit\u00e0 dell\u2019alleato americano di far valere le sue richieste. Alleato che ha pi\u00f9 volte criticato i Membri europei della Nato per non spendere quanto accordato e che non ha esitato a prendere, in autonomia, decisioni rilevanti per la stabilit\u00e0 internazionale, causando la rinomata reazione del Presidente francese <strong>Emmanuel Macron<\/strong>, arrivato a definire la Nato come <i><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/difesa-nato-coma-ue-fantasma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">brain dead<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><strong>Il processo di riflessione Nato e la percezione pubblica<br \/>\n<\/strong>Il summit di Londra ha portato alla luce anche un altro importante aspetto. A differenza di quanto fatto negli ultimi anni, gli Alleati hanno deciso di riunirsi nuovamente solo nel 2021, saltando quindi il Summit del 2020. Durante questo periodo \u00e8 stato dato al Segretario generale <strong>Jens\u00a0Stoltenberg<\/strong> il mandato di portare avanti un processo di riflessione <em>forward-looking<\/em>\u00a0per rafforzare la dimensione politica della Nato, includendo in questo il processo di consultazione interalleata.<br \/>\nI capi di Stato e di governo sono quindi consapevoli che l\u2019Alleanza \u00e8 soggetta a spinte talvolta divergenti e che \u00e8 necessario fare qualcosa per non trovarsi in una situazione di crisi interna severa.<\/p>\n<p>La perdita di consensi sull\u2019opportunit\u00e0 e convenienza di avere la Nato \u00e8 stata riscontrata anche in un recente <a href=\"https:\/\/www.pewresearch.org\/global\/2020\/02\/09\/nato-seen-favorably-across-member-states\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sondaggio<\/a> del Pew Research Center. Secondo i risultati dell\u2019indagine, sebbene l\u2019opinione pubblica dei 16 Paesi Nato intervistati sia generalmente favorevole alla Nato (<strong>53%<\/strong>), ci sono Paesi come la <strong>Grecia<\/strong> e la <strong>Turchia<\/strong> che hanno storicamente un\u2019opinione pubblica avversa all\u2019Alleanza (rispettivamente il 51 e 55% degli intervistati sono sfavorevoli). Se ci\u00f2 pu\u00f2 confermare il trend storico di Atene e Ankara, il sentimento di disaffezione dei confronti della Nato \u00e8 diventato rilevante se si considerano Paesi come la <strong>Francia<\/strong> o la <strong>Germania,<\/strong> dove negli ultimi dieci anni c\u2019\u00e8 stata una perdita percentuale di consensi che si aggira attorno al 20%. Perdita di consensi che c\u2019\u00e8 stata anche sul territorio americano se si paragonano i risultati del sondaggio di quest\u2019anno con quelli dell\u2019anno precedente (rispettivamente 52 e 60% di giudizi favorevoli), mentre sull\u2019ultimo decennio la percezione \u00e8 rimasta tendenzialmente invariata.<\/p>\n<p>Piuttosto positiva \u00e8 invece la considerazione della Nato tra i <strong>Paesi baltici<\/strong> e la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/polonia-sicurezza-fort-trump\/\">Polonia<\/a>,<\/strong> Paese, quest\u2019ultimo, che registra la percentuale pi\u00f9 alta di risposte favorevoli (82%). In relazione a ci\u00f2, \u00e8 bene ricordare che la Nato sta portando avanti dal 2016 l\u2019enhanced Forward Presence sul loro territorio, completata dalla missione di Air Policing attiva dal 2004, a garanzia della sovranit\u00e0 statale di questi Paesi da un possibile attacco russo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Alleanza nell\u2019immediato<\/strong><br \/>\nLa percezione pubblica dell\u2019Alleanza \u00e8 un indicatore da tenere sotto osservazione e da dover correggere, con le opportune politiche, se si raggiungono livelli troppo bassi di consensi. In altre parole, si dovrebbero dare ai cittadini le opportune garanzie di protezione alleata, che possono arrivare solo se si agisce in concerto con i propri partner e per il bene comune della stabilit\u00e0 internazionale, pur sempre mantenendo quel grado di autonomia decisionale tipica della politica estera di uno Stato. Azione questa, che presuppone una convergenza delle volont\u00e0 politiche sulle priorit\u00e0 della Nato.<\/p>\n<p>Quanto successo negli ultimi mesi del 2019 e nei primi giorni del 2020 \u2013 non incluso nel sondaggio sulla percezione della Nato &#8211; ha avuto e pu\u00f2 continuare ad avere delle ripercussioni sull\u2019Alleanza, che deve essere in grado di prevedere e affrontare in modo congiunto. L\u2019esercitazione Defender Europe 20 che si svolger\u00e0 in Europa nei prossimi mesi pu\u00f2 essere un buon banco di prova per testare e dimostrare le capacit\u00e0 interalleate di difesa in risposta ad attacchi convenzionali. Defender Europe 20 vedr\u00e0 il pi\u00f9 alto numero di soldati americani sul territorio europeo degli ultimi 25 anni e interesser\u00e0 il transito di un totale di circa <strong>35 mila soldati<\/strong> (Usa ed europei) dai Paesi Bassi, per il Belgio, attraverso Francia e Germania, in direzione Paesi Baltici e Polonia.<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione non \u00e8 tuttavia l\u2019unico strumento a disposizione della Nato. Nei prossimi giorni a Bruxelles si terr\u00e0 il meeting del <em>North Atlantic Council<\/em> nella composizione dei <strong>ministri della Difesa<\/strong>: Russia, deterrenza nucleare, Balcani occidentali e operazione Resolute Support sono tra i punti previsti all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il summit Nato di Londra dello scorso dicembre, a 30 anni dalla fine della guerra fredda, \u00e8 stato un incontro al vertice che ha portato alla luce alcuni dei problemi interni all\u2019Alleanza atlantica. 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