{"id":78123,"date":"2020-02-14T07:00:58","date_gmt":"2020-02-14T06:00:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78123"},"modified":"2020-02-24T01:07:12","modified_gmt":"2020-02-24T00:07:12","slug":"le-nostre-missioni-in-uno-scenario-sempre-piu-complicato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/le-nostre-missioni-in-uno-scenario-sempre-piu-complicato\/","title":{"rendered":"Missioni italiane tra alleati e nuove sfide"},"content":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 passato qualche anno da quel titolo di<em> Politico Europe<\/em> \u201c<a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/europes-military-maestros-italy-troops-mediterranean-migrants-libya-refugees\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Europe\u2019s military maestros: Italy<\/em><\/a>\u201d. Un titolo che ha fatto saltare sulle poltrone i politici, da sempre restii a parlare della presenza dei militari in zone di guerra e che ha inorgoglito le <strong>Forze armate<\/strong> del nostro Paese, aprendo anche gli occhi a una parte dell\u2019opinione pubblica (come certificato dall\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/eurispes.eu\/news\/eurispes-risultati-del-rapporto-italia-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto Eurispes<\/a>).<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia scopr\u00ec con quell\u2019articolo che la reputazione dei suoi militari era di gran lunga superiore all\u2019estero che non in casa<\/strong>. Dopo quella vicenda, i decisori politici hanno iniziato a guardare il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/italia-e-missioni-militari-internazionali-ripensare-la-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lavoro delle Forze armate in operazioni internazionali<\/a> con maggiore distensione e attenzione, forse per\u00f2 focalizzando poco gli sforzi sull\u2019interesse nazionale e sulla visione strategica che porta a scegliere di essere presenti in quello scenario piuttosto che in un altro.<\/p>\n<p><strong>Ripensare la sicurezza italiana<br \/>\n<\/strong>Questa riflessione interviene in un momento di attivismo del fronte sicurezza in vista della preparazione del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-italia-pianificazione-pluriennale\/\"><strong>decreto<\/strong><\/a> sulle missioni internazionali che il Parlamento sar\u00e0 chiamato a votare prossimamente. Viene dunque chiesto che la presenza in Paesi stranieri sia un potente<strong> strumento di politica estera<\/strong> e che cementi le nostre relazioni con i partner. Ribadito che il nostro contributo nelle missioni internazionali compensi la carenza di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/difesa-spesa-italiana-fuoco\/\">budget<\/a> che impegniamo nell\u2019Alleanza Atlantica. Sul fatto che i soldati italiani si trovino nel posto giusto e al momento giusto ci sono invece opinioni divergenti. Un esempio su tutti \u00e8 la presenza italiana in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/una-strategia-per-le-missioni-internazionali-dellitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Afghanistan.<\/a><\/strong> Dopo 18 anni dall\u2019avvio del primo contingente, le regole d\u2019ingaggio sono naturalmente cambiate.<\/p>\n<p>In questi anni \u00e8 mutata la situazione politica, le esigenze della popolazione e le motivazioni per restare. Ma avendo aderito alla linea Nato \u201c<em>in together, out together<\/em>\u201d, finora abbiamo mantenuto fede ai nostri impegni. Tuttavia, gli scenari critici pi\u00f9 vicini ai nostri interessi (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-di-maio-realpolitik-equidistanza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libia<\/a>) ci impongono di pensare a una rimodulazione delle Forze in campo e l\u2019Italia potrebbe farsi promotrice di questa esigenza in seno all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/percezione-pubblica-della-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Alleanza atlantica<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio, comunque, \u00e8 che il tema venga trattato dal <strong>Parlamento<\/strong> in maniera bipartisan e matura, senza logiche elettorali. Perch\u00e9 in fondo \u00e8 una questione che riguarda la strategia di proiezione internazionale. Il <strong>Libro bianco<\/strong> (mai attuato) elencava meticolosamente luoghi (<strong>Mediterraneo-Africa<\/strong>), visione e strumenti per ottenere un quadro complessivo. Oggi, avendo scartato questo utile strumento, dobbiamo rivedere la nostra presenza all\u2019estero tenendo prima di tutto conto del nostro interesse nazionale. Quali sono le aree che, se destabilizzate, arrecherebbero maggiori danni al nostro Paese? E soprattutto, quali Paesi risultano strategici per gli interessi (politici, energetici, di sicurezza, ecc.) italiani? Si tratta di scelte che, fermo restando il concerto con il nostro principale alleato, gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, il nostro governo \u00e8 ormai chiamato in alcuni casi a compiere in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/italia-sempre-piu-sola-ricetta-tornare-contare\/\">autonomia.<\/a> In un certo senso, siamo stati abituati che gli altri sceglievano i teatri per noi e poi noi seguivamo.<\/p>\n<p><strong>Italia sempre pi\u00f9 sola?<br \/>\n<\/strong>Oggi siamo nel bene e nel male padroni del nostro destino. E l\u2019esempio libico non brilla per lungimiranza e costanza. In molti teatri siamo presenti attraverso accordi sottoscritti con partner <strong>Nato<\/strong> o <strong>transatlantici,<\/strong> ma in altri, come la Libia, la faccenda \u00e8 diversa e prevede un certo attivismo italiano nel tracciare una strada chiara per una missione. Gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, secondo le intenzioni dell\u2019Amministrazione Trump, chiedono un maggiore impegno agli alleati europei nel sostituire le forze Usa in alcune aree (come il Mediterraneo e l\u2019Africa) che <strong>Washington<\/strong> non ha interesse a presidiare.<\/p>\n<p>Questa nuova politica ha <strong>due effetti<\/strong> sull\u2019Italia: siamo chiamati a compiere scelte (presumibilmente strategiche); negli scenari in cui non c\u2019\u00e8 l\u2019ombrello Usa abbiamo bisogno di una serie di tecnologie aggiuntive, che in missioni con gli Usa venivano fornite dai nostri alleati. Quanto agli scenari, l\u2019invio di un contingente pi\u00f9 robusto nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sahel-parla-losada-rappresentante-speciale-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sahel<\/strong><\/a> (area dove il jihadismo \u00e8 molto insidioso), oltre ad essere legato a doppio filo con la stabilizzazione della Libia, \u00e8 anche utile per rinsaldare il rapporto con la <strong>Francia.<\/strong> Una regione di interesse, quella del Sahel, gi\u00e0 confermata dal ministro Lorenzo Guerini nel recente colloquio con il numero uno del Pentagono, <strong>Marc Esper<\/strong>. E novit\u00e0 del prossimo decreto missioni, insieme al dispiegamento di unit\u00e0 navali nello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/golfo-hormuz-ritorno-passato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stretto di Hormuz<\/a>. Anche l\u00ec su impulso della Francia. Parigi, al nostro contrario, sa bene scegliere strategie e percorsi per raggiungere gli obiettivi. Una lezione da cogliere per affrontare il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/piccoli-passi-verso-una-tregua-in-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dossier libico<\/a>, che \u00e8 senza dubbio la nostra priorit\u00e0. Come ha spiegato il generale <strong>Claudio<\/strong> <strong>Graziano<\/strong>, presidente del Comitato militare dell&#8217;Unione europea, \u201c<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/02\/guerra-europa-graziano-audizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>mai la guerra \u00e8 stata tanto vicina all\u2019Europa<\/em><\/a>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Possibilit\u00e0 di rilancio<br \/>\n<\/strong>Un primo segnale importante pu\u00f2 arrivare dalla piena riattivazione e correzione della missione <strong>Sophia<\/strong>\u00a0nel Mediterraneo, allargandola al controllo sull\u2019embargo di armamenti. La possibilit\u00e0 che l&#8217;Italia guidi una missione di monitoraggio con forze di interposizione per il <strong>Nord Africa<\/strong> e sotto l\u2019egida <strong>Onu<\/strong> \u00e8 stata ribadita nell&#8217;incontro tra il nostro ministro della <b>Difesa<\/b>\u00a0ed Esper a Washington, con l&#8217;auspicio che gli alleati riescano a favorire una <em>de-escalation<\/em>; a far mantenere gli impegni di cessate il fuoco raggiunti a <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cancelliera-porta-a-casa-accordo-libia\/\">Berlino<\/a><\/strong> e a contenere il dinamismo e l&#8217;operativit\u00e0 di forze militari straniere (come <strong>Ankara)<\/strong> che stanno complicando un quadro gi\u00e0 intricatissimo.<\/p>\n<p>Forse il nuovo confronto <strong>Italia-Usa<\/strong> dar\u00e0 un nuovo input per rifocalizzare gli obiettivi e le strategie del nostro Paese. Attendiamo sviluppi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 passato qualche anno da quel titolo di Politico Europe \u201cEurope\u2019s military maestros: Italy\u201d. 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