{"id":78168,"date":"2020-02-12T13:00:00","date_gmt":"2020-02-12T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78168"},"modified":"2020-02-12T13:29:38","modified_gmt":"2020-02-12T12:29:38","slug":"le-esportazioni-militari-e-il-caso-patrick-george-zaki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/le-esportazioni-militari-e-il-caso-patrick-george-zaki\/","title":{"rendered":"Le esportazioni militari e il caso Patrick George Zaki"},"content":{"rendered":"<p>La campagna di stampa sull\u2019arresto dello studente egiziano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/patrick-george-zaki-dovere-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Patrick George<\/strong> <strong>Zaki<\/strong><\/a> ha riportato l\u2019attenzione sul tema delle <strong>esportazioni militari<\/strong> che, secondo alcuni commentatori, dovrebbero essere utilizzate per fare pressione nei confronti dei governi accusati di operare violazioni dei diritti dell\u2019uomo e, in particolare, della libert\u00e0 di criticare e manifestare opposizione alle loro scelte.<\/p>\n<p>Per chi crede nella <strong>democrazia<\/strong> e nei suoi valori fondanti, la critica e la condanna dei regimi pi\u00f9 o meno autoritari \u00e8 parte del proprio Dna. Proprio per questo vi dovrebbe essere una reazione fisiologica diretta a qualsiasi caso di repressione nei confronti degli oppositori (sempre che questi si muovano nei confini della protesta pacifica). Questo dovrebbe valere indipendentemente dalla distanza, dimensioni, razza, religione, ma, soprattutto, dagli interessi economici in gioco.<\/p>\n<p><strong>Due piani separati<br \/>\n<\/strong>Il tenere separata la <strong>condanna morale<\/strong> (e, fino ad un certo punto, anche \u201cpolitica\u201d di questi regimi, con la dovuta gradazione in rapporto al livello di violazione dei diritti che si ritengono incomprimibili) dalla <strong>politica estera<\/strong> \u00e8 un elemento importante per garantire l\u2019autonomia e l\u2019indipendenza della posizione che si va ad assumere. Pi\u00f9 i due piani sono tenuti separati e meno si sar\u00e0 condizionati e condizionabili. E pi\u00f9 la posizione potr\u00e0 essere condivisa anche sul fronte interno: cos\u00ec, infatti, si evita di mettere in contrapposizione gli interessi di chi rischia il posto di lavoro o l\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale e quelli di chi non ha nulla da perdere. Inoltre, si elimina anche il rischio di essere strumentalizzati all\u2019interno della sempre pi\u00f9 feroce competizione sul mercato internazionale.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che la <strong>politica esportativa militare<\/strong> rientri nella pi\u00f9 generale politica estera di ogni paese, compreso il nostro. Anche a prescindere dai controlli esercitati nei confronti delle esportazioni militari, queste ultime comprendono necessariamente una collaborazione sul piano della manutenzione, riparazione, addestramento, aggiornamento tecnologico, spesso nel quadro di accordi intergovernativi sempre pi\u00f9 ampi. Per questo il Parlamento ha approvato nel dicembre scorso una modifica della normativa italiana per consentire anche <strong>accordi governo-governo<\/strong>, all\u2019interno dei quali il <strong>ministero della Difesa<\/strong> possa intervenire direttamente a supporto del Governo che intende acquistare equipaggiamenti militari prodotti dalle nostre imprese.<\/p>\n<p><strong>Diplomazia, non interferenza<br \/>\n<\/strong>Nel complesso e confuso mondo globalizzato quasi tutti i <strong>nuovi attori<\/strong> cercano di dotarsi di una propria capacit\u00e0 di difesa e sicurezza a salvaguardia della loro indipendenza e, in alcuni casi, sopravvivenza. Sono, quindi, spinti ad individuare partner esteri affidabili e, in generale, anche attenti a limitare ogni forma di interferenza nei loro affari interni. Questo non significa che questi ultimi debbano essere indifferenti o fingere di non vedere e non sapere \u2013 cosa per altro impossibile con il livello raggiunto nella circolazione delle informazioni \u2013 ma che dovrebbero muoversi con cautela nel momento in cui rischiano di far pensare di voler imporre i loro modelli politici e culturali.<\/p>\n<p>Nei Paesi pi\u00f9 giovani e pi\u00f9 deboli, \u00e8, per altro, pi\u00f9 forte il sentimento di identit\u00e0 nazionale che inevitabilmente coinvolge le proprie Forze armate e le loro capacit\u00e0, compresi gli equipaggiamenti in dotazione. Il cercare di condizionarli attraverso il rifiuto di forniture militari pu\u00f2, al contrario degli intendimenti, spingere ad una forma di <strong>auto-difesa<\/strong> del proprio sistema politico.<\/p>\n<p>Un conto \u00e8 esercitare un\u2019adeguata pressione diplomatica, un altro \u00e8 bloccare apertamente e pubblicamente commesse in corso o potenziali. Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 se, come in questo caso, le ipotizzate forniture non nascono nel quadro della normale promozione commerciale svolta dalle imprese, ma in quella di un confronto politico e militare. In questo caso, infatti, i contraccolpi sarebbero molto pi\u00f9 ampi e, per certi versi, incontrollabili.<\/p>\n<p><strong>Inefficacia e doppiopesismo<br \/>\n<\/strong>Un altro aspetto da considerare \u00e8 quello del perimetro delle esportazioni che si vorrebbero \u201c<strong>congelare<\/strong>\u201d. Perch\u00e9 solo quelle militari? Un paese equipaggia le proprie Forze armate per difendersi. Se anche, per assurdo, lo indebolissimo perch\u00e9 il regime dovrebbe diventare meno repressivo? O forse qualcuno ipotizza che, a causa dell\u2019eventuale conseguente debolezza militare, potrebbe cadere per un attacco esterno o per una protesta interna? \u00c8 questo l\u2019obiettivo che si vuole perseguire? In realt\u00e0, nemmeno gli \u201c<strong>embarghi<\/strong>\u201d pi\u00f9 ampi si sono dimostrati efficaci, come ha dimostrato tutta la loro storia a partire da quello deciso dalla <strong>Societ\u00e0 delle Nazioni<\/strong> contro l\u2019Italia dopo il nostro attacco all\u2019<strong>Etiopia<\/strong> nel 1935. In ogni caso, una decisione unilaterale italiana porterebbe solo a fare spazio ai nostri numerosi concorrenti.<\/p>\n<p>Colpisce poi, in questo caso, la logica dei due pesi e due misure che sembra caratterizzare il dibattito in <strong>Italia<\/strong>. Non si \u00e8, infatti registrata una protesta analoga a quella che \u00e8 cominciata verso l\u2019Egitto nei confronti della <strong>Turchia<\/strong> per la repressione avviata dopo il tentativo di \u201ccolpo di stato\u201d del 2016 o nei confronti della <strong>Cina<\/strong> per quanto sta avvenendo da quasi un anno ad <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/hong-kong-erosione-dellautonomia-e-attendismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hong Kong<\/a><\/strong> o <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/iran-proteste-politica-malcontento\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dell\u2019<strong>Iran<\/strong><\/a> per la repressione delle proteste popolari in questi ultimi mesi o, infine, nei confronti del <strong>Venezuela<\/strong> per aver spinto milioni di cittadini a fuggire all\u2019estero.<\/p>\n<p>Da queste riflessioni deriva la necessit\u00e0 di mantenere separati i due piani: da una parte, aperta critica agli atteggiamenti illiberali, portata anche con le dovute forme all\u2019interno dei rapporti bilaterali governativi, dall\u2019altra, il rafforzamento del rapporto di collaborazione con alcuni Paesi chiave per i nostri <strong>interessi nazionali<\/strong>. Con la consapevolezza che i regimi passano, ma i Paesi e le loro istituzioni, fra cui le <strong>Forze armate<\/strong>, restano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La campagna di stampa sull\u2019arresto dello studente egiziano Patrick George Zaki ha riportato l\u2019attenzione sul tema delle esportazioni militari che, secondo alcuni commentatori, dovrebbero essere utilizzate per fare pressione nei confronti dei governi accusati di operare violazioni dei diritti dell\u2019uomo e, in particolare, della libert\u00e0 di criticare e manifestare opposizione alle loro scelte. 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