{"id":78217,"date":"2020-02-14T07:22:11","date_gmt":"2020-02-14T06:22:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78217"},"modified":"2020-02-17T00:55:55","modified_gmt":"2020-02-16T23:55:55","slug":"sahel-parla-losada-rappresentante-speciale-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sahel-parla-losada-rappresentante-speciale-ue\/","title":{"rendered":"Parla Losada, rappresentante speciale dell&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>Il diplomatico <strong>\u00c1ngel Losada Fern\u00e1ndez<\/strong> \u00e8 il <strong>Rappresentante speciale dell\u2019Unione europea per il Sahel<\/strong>. A Roma per partecipare al workshop \u201cThe future of public goods in Africa\u201d, organizzato dallo IAI, accetta di conversare con AffarInternazionali. La situazione del Sahel preoccupa in modo sempre maggiore la comunit\u00e0 internazionale. Dal Mali al Niger lo scorso anno le azioni dei vari gruppi jihadisti hanno provocato quattromila vittime tra civili e militari. C\u2019\u00e8 chi teme che cellule terroristiche possano impiantare nell\u2019area un nuovo califfato. Le conseguenze del cambiamento climatico, oltre che l\u2019insicurezza alimentare, contribuiscono a creare nella regione una situazione altamente critica e l\u2019<strong>Unicef<\/strong> in questi giorni denuncia che 5 milioni di bambini avranno bisogno di assistenza umanitaria.<\/p>\n<p><strong>Ambasciatore, l\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, di ritorno dal Sahel ha denunciato la terribile emergenza nell\u2019area: \u201cLe persone stanno soffrendo, sono vittime di omicidi, le donne sono violentate e i bambini non possono andare a scuola\u2026 Il Sahel \u00e8 il luogo in cui abbiamo il dovere di intervenire prima che questa crisi divenga ingestibile\u201d. Cosa \u00e8 possibile fare?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa situazione al momento \u00e8 abbastanza grave perch\u00e9 il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/sahel-ruolo-ue-stabilita-sviluppo\/\">Sahel<\/a> <\/strong>sta vivendo diverse crisi nello stesso momento. C\u2019\u00e8 innanzitutto la crisi politica riguardante il processo di pace in Mali. L\u2019ho sempre detto, e lo ripeto qui: <strong>non avremo la pace nel Sahel se non c\u2019\u00e8 pace in Mali<\/strong>. Io sono il Rappresentante speciale dell\u2019Unione europea per il Sahel nel processo di pace e in questa veste partecipo agli incontri sul tema. Ora il processo sta andando avanti, anche se a piccoli passi. La seconda crisi la identifico con la crisi della sicurezza che al momento resta la pi\u00f9 grave. Non c\u2019era sicurezza nel 2012, quando la<strong> <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/sahel-francia-passato-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francia<\/a><\/strong> attu\u00f2 l\u2019Operazione Serval, e questa insicurezza determinata dai gruppi jihadisti si estendeva allora dal nord fino al centro del Mali. Oggi l\u2019insicurezza si \u00e8 estesa cos\u00ec tanto che ha portato alla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/sahel-niger-mali-guerra-santa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">radicalizzazione della popolazione<\/a><\/strong>, che non ha scelta se non quella di cadere nelle mani dei gruppi estremisti. Questi approfittano dei vecchi e tradizionali scontri tra pastori, nomadi, agricoltori e finiscono per sembrare gli unici in grado di conferire sicurezza al Paese. Questo \u00e8 il vero problema che \u00e8 necessario affrontare nel prossimo futuro, specie nelle regioni pi\u00f9 fragili. La terza crisi \u00e8 quella dello sviluppo. Parliamo dei Paesi pi\u00f9 poveri al mondo, quelli del G5, composto da <strong>Mauritania<\/strong>, Mali, <strong>Burkina Faso<\/strong>, <strong>Niger<\/strong> e <strong>Ciad<\/strong>. Hanno un reddito pro capite inferiore a 500-600 dollari, che \u00e8 veramente basso. Questo li colloca molto al di sotto della media dell\u2019Africa subsahariana, dove il reddito pro capite \u00e8 pi\u00f9 o meno 1.400 dollari. Si registra inoltre una vera e propria <strong>esplosione demografica<\/strong> che, congiuntamente ai <strong>cambiamenti climatici<\/strong>, fa s\u00ec che ci siano al contempo pi\u00f9 persone e meno terra disponibile. Alla luce poi degli scontri tra le varie comunit\u00e0, la situazione sta peggiorando notevolmente. Sono comunque convinto che il problema pi\u00f9 grande sia il <em>vacuum <\/em>dello Stato, non c\u2019\u00e8 alcuna presenza dello Stato. Bisogna lavorare con tenacia in questa direzione ed \u00e8 quello che stiamo facendo come Unione europea. Siamo convinti che sia necessario procedere con un <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iaiwp1738.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">approccio adeguato di sicurezza e sviluppo<\/a> e che vada di pari passo affrontato l\u2019aspetto politico della situazione. Cos\u00ec \u00a0vedo al momento la situazione del Sahel\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_78225\" aria-describedby=\"caption-attachment-78225\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78225 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop-125x94.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78225\" class=\"wp-caption-text\">Un momento del workshop allo IAI a cui ha partecipato \u00c1ngel Losada Fern\u00e1ndez<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>La regione \u00e8 anche un crocevia di flussi migratori sempre pi\u00f9 in mano a gruppi criminali che gestiscono i traffici di esseri umani.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCerto, versa in una <strong>crisi umanitaria<\/strong>. \u00c8 conseguenza di quanto le ho detto finora. Il processo di pace in Mali e l\u2019azione dei gruppi terroristici hanno creato molti rifugiati. A questo si associa anche la presenza di molte <em>internally displaced persons<\/em>, gli sfollati interni, persone che sono alla ricerca di posti pi\u00f9 sicuri dove vivere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quanto \u00e8 forte il rischio di un radicamento di un nuovo Califfato nel Sahel?<\/strong><\/p>\n<p>\u201c\u00c8 difficile dirlo perch\u00e9, come le dicevo, la crisi nel Mali del Nord \u00e8 stata pi\u00f9 o meno incanalata in un processo di pace, anche se questo procede a rilento. Dato che non c\u2019\u00e8 nessuna presenza dello Stato, i <strong>gruppi jihadisti<\/strong> stanno portando avanti un approccio strategico e persino intelligente, direi: stanno lentamente stabilendo la propria presenza in <strong>ogni villaggio<\/strong>, fornendo acqua, ospedali, moschee e madrase, creando pian piano consenso e avvicinando a s\u00e9 gli individui. Si propongono insomma come gli unici in grado di fornire ci\u00f2 che lo Stato dovrebbe garantire. Pensi che non c\u2019\u00e8 presenza di giudici, non esistono scuole, beni primari\u2026 e i jihadisti sono in grado di provvedervi. Questo \u00e8 il vero pericolo e la situazione potrebbe progressivamente essere controllata da questi gruppi. Detto questo, credo che non siamo ancora prossimi a un nuovo Califfato, ma <strong>la strategia jihadista comincia lentamente a dare frutti ed \u00e8 per questo che dobbiamo agire immediatamente come comunit\u00e0 internazionale<\/strong>. L\u2019Unione europea in questo senso sta lavorando a una nuova strategia di approccio; sta, ad esempio, organizzando conferenze. So che le conferenze possono non sembrare un aspetto essenziale, ma l\u2019obiettivo politico \u00e8 di trovare coesione tra i Paesi europei ed \u00e8 questo ci\u00f2 che faremo il <strong>prossimo 26 marzo<\/strong>, quando ci sar\u00e0 una importante <strong>Conferenza dei capi di Stato europei e del G5<\/strong> e si cercher\u00e0 in quel contesto di lavorare sulla sicurezza e lo sviluppo\u201d.<\/p>\n<p><strong>A proposito di Mali, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che <a href=\"https:\/\/www.rtl.fr\/actu\/international\/emmanuel-macron-annonce-l-envoi-de-220-soldats-supplementaires-au-sahel-7799890105\">invier\u00e0 ancora pi\u00f9 soldati francesi nel Paese<\/a> e ha lanciato un appello, assieme ai membri del G5, all\u2019Amministrazione statunitense perch\u00e9\u2009mantenga il proprio presidio nella zona. Che idea si \u00e8 fatto?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_78227\" aria-describedby=\"caption-attachment-78227\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78227 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2-300x225.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2-768x576.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2-125x94.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Losada_workshop2.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-78227\" class=\"wp-caption-text\">Un momento del workshop allo IAI a cui ha partecipato \u00c1ngel Losada Fern\u00e1ndez<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cEro a Pau con l\u2019Alto Rappresentante dell\u2019Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza quando il presidente Macron ha lanciato il suo appello. Il numero di soldati che i francesi invieranno, secondo recenti dichiarazioni, sar\u00e0 di 600 unit\u00e0. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una nuova iniziativa chiamata <em>Sahel Coalition<\/em> che va ricordata. \u00c8 fondata su quattro pilastri. Il primo riguarda la sicurezza e la lotta al terrorismo. Metter\u00e0 insieme le forze dell\u2019operazione Barkhane, le forze unite del G5, una nuova forza chiamata Takuba, che si sta sviluppando ora e nella quale gli europei possono partecipare su base bilaterale, composta da gruppi speciali con un ruolo particolarmente attivo. In aggiunta un nuovo battaglione dal Ciad. Tutto questo fa parte del primo pilastro della <em>Sahel Coalition<\/em>. Ci sono poi il secondo e il terzo che sono pi\u00f9 o meno simili e che riguardano il <em>capacity building<\/em>, ovvero misure di stabilizzazione: apertura di scuole, di strutture amministrative, giudiziarie ecc. Il terzo punto riguarda il ripristino dello Stato, di cui come dicevamo non c\u2019\u00e8 alcuna presenza, e il quarto che ha a che fare con lo sviluppo. Probabilmente gli interventi dei primi due punti saranno messi in atto con il contributo dell\u2019Unione europea. Per tornare alla domanda, quello che ha fatto Macron con il suo piano d\u2019azione \u00e8 stato di cercare di essere proattivo, ma in collaborazione con i Paesi del G5. Insomma non \u00e8 solo compito nostro &#8211; degli europei o dei Paesi occidentali intendo &#8211; ma anche dei Paesi dell\u2019area agire con responsabilit\u00e0 nelle proprie azioni\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diplomatico \u00c1ngel Losada Fern\u00e1ndez \u00e8 il Rappresentante speciale dell\u2019Unione europea per il Sahel. A Roma per partecipare al workshop \u201cThe future of public goods in Africa\u201d, organizzato dallo IAI, accetta di conversare con AffarInternazionali. 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